Salvatore De Vincenzo in codirezione con Giancarlo Pastura
Il territorio di Bassano in Teverina, nonostante il ruolo strategico conferitogli dalla sua posizione di cerniera tra la valle del Tevere e le vie di penetrazione verso l’Italia centrale e la grande quantità di testimonianze archeologiche, è rimasto a lungo ai margini della ricerca scientifica. Solo negli ultimi anni, grazie ad un accordo stipulato tra l’Amministrazione Comunale di Bassano in Teverina, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e l’Università degli Studi della Tuscia (Dipartimento DISTU), sono state avviate attività di scavo in località Pietramara, dove le ricognizioni avevano restituito tracce di intensa frequentazione riferibili già all’età romana. In particolare, riferendosi a questa epoca, sono da segnalare le fornaci per la produzione di laterizi rinvenute lungo le sponde del Tevere e i monumenti rupestri dell’area di Casole.
Gli scavi, tuttavia, condotti con la collaborazione del Gruppo Archeologico Bassanese, hanno messo in evidenza una struttura di tipo ecclesiastico associata ad una necropoli caratterizzata dall’uso di tombe antropomorfe, che permettono di inquadrarla cronologicamente all’epoca altomedievale. Si tratta, quindi, di una chiesa nata in funzione di un’estesa area di necropoli, ma, diversamente da quanto riportato nelle tradizioni erudite, è posizionata in un luogo lontano rispetto a quello dove, poi, si svilupperà il castrum di Bassano. Si può parlare, in questo caso, di una vera e propria chiesa rurale, almeno nel momento della sua fondazione, oggi riconoscibile in una struttura absidata di modeste dimensioni. In piena età medievale continua però a essere officiata mantenendo il suo carattere funerario e rimanendo, quindi, un luogo di culto di riferimento per la popolazione locale, che ne promuove opere di manutenzione e di rinnovamento architettonico, come ad esempio l’aggiunta tra XI – XII secolo del piccolo campanile.
Il sito, inoltre, risulta particolarmente interessante anche per la presenza di numerose “pestarole”, ossia vasche scavate nel masso tufaceo a scopo produttivo. A Pietramara ve ne sono singole, con canali di scolo, collegate l’una all’altra, di varie forme, in alcuni casi protette da una struttura in pali lignei infissi intorno e coperte da una tettoia, certamente riconducibili a lavori stagionali connessi alla produzione agricolo-contadina connessa all’uso di liquidi, probabilmente vino o acqua.
Le prossime campagne di scavo consentiranno di comprendere, oltre alle cronologie dei singoli manufatti, anche le dinamiche insediative di questo settore delle campagne bassanesi, che alla luce delle informazioni sin qui raccolte appaiono particolarmente attive nel periodo compreso tra l’VIII e il XII secolo.
Eventuali enti e istituzioni in collaborazione: Progetto in convenzione con il Comune di Bassano in Teverina (VT) e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’ Etruria Meridionale.
Il progetto è finanziato dal Comune di Bassano in Teverina (ammontare del finanziamento: 12.000 Euro per il biennio 2021-2022).