Salvatore De Vincenzo
Liternum situata sulla sponda sud-orientale del Lago Patria a ca. 8 km. il linea d’aria da Cuma è stata fondata secondo quanto riferisce Livio, ad ostia fluminum Volturni Liternique, alla foce del Literno. La città, così come Volturnum, Puteoli, Salernum e Buxentum è una delle quinque coloniae civium romanorum fondate nel 194 a.C. in oram maritimam, grazie all’invio di trecento familiae in singulas colonias. A Liternum, come è ben noto, possedeva una villa Scipione l’Africano, che morì in questo centro nel 183 a.C. dopo essersi qui ritirato in esilio volontario. Un ruolo significativo per lo sviluppo della città è stato certamente svolto dall’impostazione della via Domitiana, che attraversava la piazza del foro.
Il progetto di scavo archeologico a Liternum, realizzato in concessione di scavo ministeriale (MIC), ha come obiettivo la definizione dell’organizzazione urbanistica della città romana nella diacronia. Ad oggi si conosce sommariamente l’area del foro, scavata da Amedeo Maiuri durante gli anni 1932-1937 e strutturata intorno a un’ampia piazza rettangolare di 92 x 47 m. Lungo il lato ovest si dispongono a partire da sud: la basilica, il capitolium e l’odeion, mentre sui lati settentrionale e orientale è presente una serie continua di tabernae aperte su di un portico. Le recenti campagne di scavo hanno consentito, in particolare, di definire e datare lo sviluppo cronologico degli edifici, evidenziando nello specifico come l’impostazione del foro si datasse solo a partire dall’inizio del I sec. a.C., con una successiva fase di monumentalizzazione in età augustea. Contestualmente invece alla realizzazione della Via Domiziana, che attraversa la piazza forense, si assistite a una radicale riorganizzazione del capitolium.
Ancora sconosciuti restano invece numerosi altri aspetti della struttura urbana del centro, non ultimo la localizzazione e l’organizzazione della cinta muraria. Allo stesso modo non è oggi possibile stabilire se Liternum andò a sovrapporsi a un precedente centro urbano oppure se la sua fondazione sia stata realizzata su di un’area non interessata da un più antico insediamento. La definizione di un’eventuale fase preromana fornirebbe nuovi e significativi dati sull’identità culturale di tale insediamento, in considerazione della posizione strategica dell’area, prossima al confine tra la sfera d’influenza territoriale di Greci ed Etruschi.
Nell’ambito di questo progetto l’analisi architettonica degli edifici del foro, in modo analogo all’indagine stratigrafica dei loro livelli di fondazione, costituiscono i due momenti centrali della ricerca, indispensabili per la definizione delle varie fasi costruttive che documentano lo sviluppo urbanistico della città.
Il progetto è stato avviato con un finanziamento MIUR dell’ammontare di 42.000 Euro (Programma ministeriale “Rita Levi Montalcini” / 2014-2017). Nel 2021 il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha contribuito al progetto cofinanziando un dottorato di ricerca (ammontare del finanziamento: 15.980 Euro). Dal 2023 il progetto è finanziato dal Comune di Giugliano in Campania (NA) (ammontare del finanziamento: 6.000 Euro).