Salvatore De Vincenzo in codirezione con Giancarlo Pastura
Il “comprensorio callistiano”, è un territorio compreso tra le vie Appia e Ardeatina, tra il II e il III miglio, così denominato convenzionalmente per la presenza della catacomba di Callisto.
Tale settore del suburbio romano, già molto ricco di evidenze monumentali, di superficie e sotterranee, va ancora indagato per la presenza di alcune chiese attestate dalle fonti documentarie, ma non ancora individuate archeologicamente. L’accordo prevede una collaborazione tra i diversi Enti, finalizzata, in primo luogo, allo sviluppo di metodi e tecniche di remote sensing propedeutiche all’individuazione degli edifici di culto mancanti, anche attraverso l’organizzazione di tirocini formativi e accordi con altri Enti o Istituti di ricerca e tutela. A tal proposito le parti si fanno parte attiva per la ricerca di risorse economiche, anche con la partecipazione congiunta a bandi di finanziamento pubblici e privati.
Le attività archeologiche proposte si avvarranno, in una logica multidisciplinare, di metodi d’indagine non invasivi e di “archeologia leggera”, che offrono la possibilità di ottenere risultati affidabili in tempi ridotti e a costi contenuti, grazie anche all’integrazione di tecniche e di strumenti di indagine, anche innovativi, come la fotogrammetria aerea da drone e terrestre, e tecniche di remote sensing.
Progetto in convenzione con l’Università di Tor Vergata di Roma (Vincenzo Fiocchi Nicolai e Lucrezia Spera).