Il Decreto Ministeriale 226/2021 rappresenta il pilastro normativo che disciplina il dottorato di ricerca in Italia. Uno degli obiettivi cardine del decreto è l’internazionalizzazione dei percorsi di studio e ricerca, elemento considerato indispensabile per garantire l’elevata qualificazione dei corsi. In questo contesto, i periodi di formazione e ricerca all’estero assumono una rilevanza sia scientifica sia amministrativa ben precisa.
1. Il Principio dell’internazionalizzazione e la mobilità
Il DM 226/2021 inserisce l’esperienza all’estero tra i requisiti fondamentali per l’accreditamento dei corsi di dottorato.
2. Durata massima del periodo all’estero
L’Art. 9, comma 3 del DM 226/2021 stabilisce precisi limiti temporali per la permanenza all’estero del dottorando:
Questi mesi possono essere fruiti in modo continuativo o frazionati in più soggiorni (es. due soggiorni da 3 mesi ciascuno), a seconda delle esigenze del progetto di ricerca e dell’approvazione del Collegio dei Docenti.
3. Aspetti finanziari: la maggiorazione della borsa
Il DM 226/2021 conferma le tutele economiche per i dottorandi che si recano all’estero, richiamando i meccanismi di integrazione finanziaria:
4. L’iter amministrativo e le autorizzazioni
Il percorso amministrativo che il dottorando deve seguire è strettamente regolato dalle procedure interne dei singoli Atenei, che recepiscono i dettami del DM 226/2021:
5. La certificazione di “Doctor Europaeus”
Il DM 226/2021 favorisce il rilascio di certificazioni internazionali aggiuntive. Un soggiorno all’estero conforme alle linee guida ministeriali è il requisito primario per ottenere il contrassegno di Doctor Europaeus (dottorato europeo), che richiede:
6. Dottorati in co-tutela
Le attività di ricerca delle iscritte e degli iscritti a un corso di dottorato possono essere svolte all’estero in co-tutela. Si tratta di un’importante opportunità per le/i dottorande/i, le/i quali hanno la possibilità di condurre la propria ricerca sotto la responsabilità congiunta di due direttori di tesi: uno presso l’Università italiana e l’altro presso l’Università straniera partner.
Questa esperienza consente altresì di conseguire il titolo accademico italiano e straniero, al termine di un’unica discussione finale dinanzi ad una Commissione giudicatrice composta dai docenti dei due Paesi coinvolti.
Maggiori informazioni riguardo alla disciplina dei dottorati in co-tutela, modalità di attivazione, destinatari e finanziamenti sono disponibili in questo documento.
Percorso di co-tutela incoming
Sei un/a dottorando/a all’estero? Presso l’Università degli Studi della Tuscia è possibile attivare un percorso di co-tutela incoming.
Per maggiori informazioni riguardo al percorso di co-tutela incoming è possibile consultare il seguente documento.
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