Salvatore De Vincenzo
Volsinii Veteres, la Velzna etrusca localizzata a Orvieto, nel cui territorio ricadeva il celebre santuario federale del Fanum Voltumnae, fu definitivamente sconfitta dai Romani nel 264 a.C. ad opera del console Fulvio Flacco, che a seguito di questa vittoria celebrò il trionfo e dedicò sull’Aventino un tempio a Voltumna/Vertumnus divinità di Volsinii. In questo tempio, secondo quanto riferisce Festo, furono collocate delle pitture che celebravano il trionfo di Flacco. Secondo Zonara, Volsinii fu completamente distrutta dai Romani, che spostarono poi i cittadini superstiti nella nuova fondazione sul lago di Bolsena. La nuova Volsinii fu fondata successivamente agli accadimenti del 264 a.C. sulla sponda orientale del lago di Bolsena. La posizione scelta, lungo la via Cassia, si presentava particolarmente strategica, favorendone notevolmente lo sviluppo. La città fu civitas foederata e verosimilmente rimase tale fino alla guerra sociale. In generale le notizie storiche relative a Volsinii sono particolarmente esigue. A seguito della guerra sociale Volsinii divenne municipium ascritto alla tribù Pomptina. In età imperiale il ruolo di Volsinii di importante snodo viario si accrebbe con la realizzazione nel 108 d.C. del nuovo tratto della Via Traiana Nova, che collegava Volsinii a Chiusi. L’importanza della città in età imperiale è in ogni caso collegata ai giochi confederali dei XV Populi Etruriae e poi a quelli di Tusci et Umbri, che qui si svolgevano. Volsinii subì l’invasione dei Visigoti nel 410 d.C., a cui seguì tra il 570 e il 575 d.C. l’occupazione dei Longobardi, che ne causarono il definitivo declino.
La città con un’estensione di 65 ettari fu fondata sulla sponda orientale del lago di Bolsena. Le evidenze monumentali della città sono state messe in luce soprattutto nel corso di una serie di scavi effettuati dalla École Française de Rome nell’arco di un quarantennio (1946-1986). A partire dagli anni ’60 del 900 gli scavi si concentrarono soprattutto sul pianoro di Poggio Moscini, dove furono messi in luce il Foro, la Basilica e un’ulteriore serie di edifici pubblici, oltre ai resti di due domus, nello specifico la Domus delle Pitture e la Domus del Ninfeo.
Il nuovo progetto di scavo a Volsinii, realizzato in concessione di scavo ministeriale (MIC), ha come obiettivo quello di definire l’esatto sviluppo diacronico dell’organizzazione urbanistica della città, analizzando nella sua interezza tutti gli edifici, sia pubblici sia privati, attualmente in luce. Nello specifico sarà analizzato il foro e i monumenti ad esso collegati, allo scopo di definire la reale organizzazione dell’area forense e degli edifici che ne facevano parte.
Saranno inoltre realizzati dei saggi stratigrafici per definire in fondazione la cronologia delle varie fasi costruttive delle mura, concentrati soprattutto nel settore della c.d. Porta Capite. Un altro settore che sarà al centro di questo progetto è quello dell’anfiteatro, con l’obiettivo di definire la reale struttura architettonica del monumento, la cronologia delle sue fasi costruttive e il collegamento con il sistema viario interno alla città e naturalmente con la rete viaria esterna, tenuto conto della sua disposizione in prossimità delle mura urbiche.
Il progetto è finanziato dal DTC LAZIO INNOVA nell’ambito del progetto REMEDIAVI (26.703,66 Euro) e dal Comune di Bolsena (1000 Euro).