Salvatore De Vincenzo in codirezione con Gianluca Soricelli (Università degli Studi del Molise)
Nell’ambito del progetto di ricerca congiunto dell’Università degli Studi del Molise e della Tuscia (Autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli) si sta procedendo all’analisi dello sviluppo architettonico e planimetrico del settore pubblico del Pausilypon. Tale settore corrisponde alla terrazza superiore nord-occidentale del complesso, su cui insistono le strutture del teatro, dell’odeion, di un edificio a nordest del teatro interpretato come sacrarium e di un ulteriore edificio posto nel settore più elevato del banco di tufo, nel quale è stato ipotizzato un Gartenstadion.
Saranno analizzate in modo precipuo le due fasi costruttive più antiche riscontrate. La prima di queste risulta documentata soprattutto nel settore più elevato del complesso, situato alle spalle dell’odeion, così come nei muri curvilinei che delimitano l’area antistante al teatro. I muri del teatro così come la prima fase dell’odeion sono invece realizzati in opera reticolata, che ne documenta la seconda fase costruttiva.
Riguardo nello specifico alle strutture del settore alle spalle dell’odeion, queste con ogni probabilità sono da ritenere funzionali alla definizione di una sostruzione, articolata con fondazioni a camere, distrutte al momento dell’edificazione della sala absidata in summa cavea dell’odeion. Tale sostruzione, diversamente da quanto ipotizzato in precedenza, non è da riferire alla prima fase dell’odeion, ma più verosimilmente alla villa di P. Vedio Pollione. A questa prima fase si riferisce anche l’edificio con muri curvilinei, parzialmente distrutto contestualmente alla costruzione del teatro e inglobato nel nuovo progetto costruttivo a formare un’area post scaenam rispetto al teatro. Questa nuova fase costruttiva coincide con la riorganizzazione augustea del complesso del Pausilypon, a cui si riferisce oltre che il teatro anche l’edificazione dell’odeion
Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise.