
La salute delle piante e il declino delle foreste stanno diventando oggigiorno una sfida per la conservazione
dei sistemi agroforestali. Per garantire la preservazione di questi ecosistemi è necessario migliorare strumenti
e strategie migliorando il loro adattamento alla diffusione di agenti patogeni alieni invasivi causati dai
cambiamenti climatici.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il progetto LIFE FAGESOS vuole affrontare la minaccia dell’insorgenza di malattie da Phytophthora, associate
al cambiamento climatico, in dieci siti di progetto e in diversi siti di replica in Italia, Portogallo e Spagna. A tal
fine, il progetto proporrà e applicherà nuovi protocolli di gestione integrata dei parassiti (IPM), che possono
essere adattati alle caratteristiche specifiche dell’ecosistema di destinazione. La loro applicazione aumenterà
l’adattabilità e la resilienza degli ecosistemi forestali target ai cambiamenti climatici e agli agenti patogeni.
L’insieme delle soluzioni sarà implementato da un’ampia rete multi-attoriale, composta da enti pubblici (ad
esempio amministrazioni di parchi naturali e comuni), proprietari forestali, coltivatori di castagne e sughero,
imprese biotecnologiche, tecnici forestali e istituzioni scientifiche in Europa. I protocolli impediranno la
diffusione e mitigheranno l’impatto di P.cinnamomi, così come di altri AIFP e ridurranno la loro presenza nel
suolo.
Incluse nei protocolli IPM proposti sono le seguenti misure specifiche:
i) un sistema di monitoraggio basato sul telerilevamento in grado di quantificare e identificare i
focolai di malattia esistenti e nuovi;
ii) l’implementazione di un modello di rischio per identificare le aree a rischio di introduzione della
malattia;
iii) l’uso di misure igieniche per prevenire l’introduzione e la diffusione di P. cinnamomi e di altre AIFP;
iv) l’implementazione di una rete di formazione in grado di raggiungere tutte le categorie di
stakeholder;
v) l’utilizzo di nuovi prodotti biologici, in alternativa al K-fosfonato, il cui impiego è oramai limitato
da nuovi vincoli normativi a determinate specie arboree
vi) un’innovativa distribuzione per via aerea del K-fosfonato, laddove il suo utilizzo è ancora
consentito
AZIONI PRINCIPALI
1. Gestione e coordinamento del progetto: garantire il buon funzionamento della gestione generale, del
coordinamento, della valutazione e della rendicontazione secondo i più alti standard di qualità e una
collaborazione fluida tra i partner e con l’agenzia.
2. FAGESOS-GIS: Creazione di una piattaforma di servizi basata su GIS per la valutazione dell’impatto e
del rischio delle malattie: La piattaforma open-source sarà resa pubblicamente accessibile e
supporterà i responsabili politici, gli enti tecnici pubblici e i proprietari terrieri, i coltivatori e i gestori
forestali a pianificare e attuare misure mirate di prevenzione e mitigazione del rischio di diffusione
delle malattie. Le mappe regionali per il rischio e l’impatto delle malattie si basano su modelli che
utilizzano variabili climatiche e paesaggistiche, oltre che sul telerilevamento spettrale e sulle verifiche
a terra.
3. Sviluppo di nuovi protocolli di trattamento e di monitoraggio a terra da utilizzare nella gestione
integrata dei parassiti: negli esperimenti in mesocosmo, viene selezionato almeno un prodotto per
ogni meccanismo d’azione (molecole di biocontrollo, induttori di resistenza, antagonisti e promotori
della crescita delle piante) da includere nelle IPM. Parallelamente, vengono messi a punto protocolli
per monitorare l’efficacia dei trattamenti e l’impatto della IPM e vengono realizzati prodotti a base di
microrganismi per le dimostrazioni da svolgere nel pacchetto di lavoro 4.
4. Applicazione su larga scala di nuovi protocolli IPM: essi specificheranno per ogni ecosistema o ospite
(castagno, leccio e quercia da sughero) la combinazione di induttore di resistenza, la molecola di
biocontrollo, il complesso di antagonisti, la strategia di formulazione e applicazione, il calendario dei
diversi trattamenti, la qualificazione e la quantificazione e la gestione delle misure igieniche. Secondo
il calendario definito, tenendo conto delle caratteristiche del sito e del clima, i protocolli IPM saranno
applicati in tutte le aree del progetto.
5. Comunicazione, divulgazione e sensibilizzazione: i gruppi target saranno sensibilizzati sulla minaccia
rappresentata da P. cinnamomi e informati sulle modalità per contribuire alla sua prevenzione. Si va
dai gestori forestali, ai proprietari di boschi, ai professionisti del settore forestale, ai responsabili delle
politiche, agli studenti delle scuole, al pubblico in generale, ai turisti, agli esperti del settore e alle
autorità pubbliche.
6. Sostenibilità, replicazione e sfruttamento dei risultati del progetto: saranno sviluppate
raccomandazioni politiche e saranno pianificati lo sfruttamento commerciale e l’effettiva replicazione
da parte delle parti interessate. Si creeranno le condizioni per una futura adozione attraverso la
fornitura di linee guida e manuali, si creerà un pool di germoplasma autoctono resistente e si
armonizzeranno i protocolli IPM attraverso il benchmarking.
7. Monitoraggio e valutazione dei risultati e degli impatti: viene valutata l’efficacia dei trattamenti
effettuati nel WP3 e nel WP4, insieme agli effetti socioeconomici e ai risultati in termini di indicatori
chiave di prestazione (KPI).
Coordinatore del progetto: Tiziana di Fazio (tiziana.difazio@comune.montesanbiagio.lt.it)
Tel. +39 0771.56.89.228
Responsabile scientifico (DIBAF; UNITUS): Carmen Morales-Rodríguez (cmorales@unitus.it)
PARTENARIATO
Italia
Portogallo
Spagna

Seguici su:
https://webgate.ec.europa.eu/life/publicWebsite/project/details/101074466
Facebook: LIFE FAGESOS – www.facebook.com/lifefagesos
Linkedin: https://www.linkedin.com/company/lifefagesos/
X: https://twitter.com/fagesos

LIFE FAGESOS è co-finanziato dal Programma LIFE, lo strumento finanziario dell’Unione Europea per l’ambiente e l’azione per il clima. Contratto di sovvenzione 101074466 — LIFE21-CCA-IT-LIFE FAGESOS.
I punti di vista e le opinioni espressi sono solo quelli degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o del CINEA. Né l’Unione Europea né il CINEA possono esserne ritenuti responsabili.