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Pubblicazioni dei docenti


Di Salvo, Margherita; Mori, Laura e Muru, Cristina, The Mediterranean Community of Practices between Speaking and Writing in Early Modern Documents, in Piera Molinelli (ed.) Language and Identity in Multilingual Mediterranean Settings. Challenges for Sociolinguistics, Berlin: Mouton De Gruyter, 2017,  pp. 309-324

 


 

Giovanna Fiordaliso, Alessandra Ghezzani, Pietro Taravacci (a cura di), Le forme del narrare: nel tempo e tra i generi, Volume II, Collana Labirinti, n.165, Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Lettere e Filosofia, 2017

 

Il presente volume, Le forme del narrare, è il risultato di una sfida che un cospicuo gruppo di ispanisti ha accolto per un nuovo esame, in una prospettiva metodologica trasversale, della narratività in ambito ispanico. Pur partendo dalla consapevolezza del costante e fecondo esercizio di analisi del testo narrativo già sviluppato nella seconda metà del Novecento all’interno della dialettica tra eredità strutturaliste e istanze decostruzioniste, gli autori del volume hanno inteso indagare aspetti particolari e specifici ambiti della narrazione.

Nel loro insieme, i saggi qui raccolti affrontano un’ampia gamma di forme narrative attestate nel vasto dominio delle letterature iberiche in un arco temporale che va dal Medioevo fino alla contemporaneità. Senza mai trascurare il genere del romanzo, ciò che caratterizza il volume è la specifica attenzione, peraltro stabilita programmaticamente, alle forme di narrazione che si riscontrano all’interno di quei generi letterari tradizionalmente meno vocati alla rappresentazione diegetica, quali la poesia e il teatro. Avvalendosi di una caleidoscopica varietà di strumenti critici, il volume presenta indagini che vanno dal confronto tra macro e microstrutture narrative agli innesti diegetici in testi poetici, dall’analisi del canone e delle sue varianti alle relazioni intertestuali, intergeneriche e intersemiotiche, dall’ibridazione di forme narrative al microrrelato, dall’esame dell’impianto retorico del testo narrativo al ruolo e alla funzione della narrazione nel testo teatrale, e infine, dalle codificazioni e ricodificazioni di specifici generi narrativi alle sperimentazioni contemporanee di narrazioni ‘antinarrative’.

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Annette Gerstenberg / Judith Kittler / Luca Lorenzetti / Giancarlo Schirru (Hrsg.), Romanice loqui.  Festschrift für Gerald Bernhard zu seinem 60. Geburtstag, Tübingen, Stauffenberg Verlag 2017. X, 391 Seiten, ISBN 978-3-95809-442-0

 

"Romanice loqui": il titolo del volume ne simboleggia il contenuto, dedicato ai temi centrali dell’attività scientifica di Gerald Bernhard: Roma, il suo dialetto, le lingue romanze, gli uomini e le donne che le parlano: "la ricerca linguistica è strettamente legata per lui a un profondo interesse per i rispettivi oggetti e spazi culturali, e al tempo stesso all’empatia per le persone che sono oggetto della ricerca stessa" (Gerhard Ernst). Nelle quattro sezioni del volume, amici, allievi e colleghi del Festeggiato affrontano con dati e analisi nuove il passato e il presente del dialetto romanesco, le questioni più attuali della geografia linguistica romanza e delle sue implicazioni sociolinguistiche, le tendenze contemporanee del contatto linguistico tra italiano e tedesco, il tutto interpretato alla luce delle teorie correnti sul mutamento linguistico.

 

Lorenzetti, Luca, Greeks and the Greek language in the Medieval Rome, in Piera Molinelli (ed.) Language and Identity in Multilingual Mediterranean Settings. Challenges for Sociolinguistics, Berlin: Mouton De Gruyter, 2017, pp. 83-94

 

Patrizia Mania, Raffaella Petrilli, Elisabetta Cristallini (a cura di), Arte sui muri della città. Street Art e Urban Art: questioni aperte, Roma, Round Robin Editrice, 2017.

 

La Street Art e la Urban Art sono fenomeni attuali sia per il forte impatto sociale e culturale che producono, sia per i problemi che suscitano sul piano estetico ed artistico.
In Italia, alcuni eventi recenti – opere di Street Art e di Urban Art censurate, cancellate, maldestramente "strappate" dal supporto originario per essere esposte in mostre, gallerie e musei –  hanno riacceso il dibattito intorno alla questione della loro eventuale conservazione e musealizzazione.
Il volume offre analisi ad ampio raggio degli aspetti semiologioci, giuridici, estetici e storico-artistici di Street Art e Urban Art. L'obiettivo è attivare una riflessione sugli aspetti controversi di una pratica artistica che sta determinando nuovi paesaggi urbani e la necessità di concettualizzazioni adeguate.

Patrizia Mania, Racconti mediterranei. Immagini, memorie, azioni nell’arte contemporanea, Roma, Round Robin Editrice, 2017.

 

Questo studio ricostruisce attraverso alcuni percorsi la consistenza del legame che negli ultimi trent’anni una larga parte della produzione artistica contemporanea ha intrattenuto e mantiene con la propria tradizione culturale originaria nell’area geografica del Mediterraneo. L’angolatura prescelta  è dunque quella del rapporto dell’arte con la tradizione culturale d’appartenenza a cospetto delle emergenze attuali.  Nonostante il panorama indicato concerna lavori artistici contrassegnati dalla contemporaneità, sia per quel che concerne i media utilizzati che per le tematiche affrontate, corre sottotraccia un refrain che richiama la “terra natale”.  
In quest’ottica, attraverso l’analisi di linguaggi performativi (Pepe Espaliú, Adel Abdessemed, Adrian Paci), di contaminazioni con alcuni saperi “artigianali” (Alighiero Boetti, Mona Hatoum, Wael Shawky, Ghada Amer, Maja Bajevic, Claudia Losi) e di riscritture del paesaggio (Mimmo Paladino, Sisley Xhafa, Marzia Migliora, MTO, Paola Pivi, Akram Zaatari), i percorsi delineati possono ritenersi esemplari.
 

Solzenicyn, Una giornata di Ivan Denisovic, a cura di Ornella Discacciati, Einaudi, 2017.

 

Il 13 giugno, a cura di Ornella Discacciati,  uscirà in libreria per la casa editrice Einaudi la prima edizione italiana non censurata del capolavoro di Aleksandr Solženicyn: “Una giornata di Ivan Denisovic”.

La raccolta comprende anche “La casa di Matrena” e “Accadde alla stazione di Kocetovka”. Un trittico sulla menzogna, il senso di colpa e la speranza dell’homo sovieticus  dell’epoca post-staliniana.  

Spinosa Alberto, Civili in Diversissimo modo, Milano, Giuffrè, 2017

 

La conclusione dell'esperienza napoleonica costringe la scienza giuridica italiana a confrontarsi con la sua ingombrante eredità, a soppesarne i lasciti materiali e ideali. Perduta la forza di legge, il Code civil si impone in tale frangente al giurista ottocentesco con la forza del 'modello', quale termine di comparazione obbligato di ogni sforzo riflessivo sul proprio presente e sul proprio passato. Il libro analizza le principali geometrie teorie di questo confronto, nel lungo tragitto che dalla Restaurazione postnapoleonica conduce fino alle soglie del codice civile unitario del 1865. Restaurazione impossibile o ineluttabile? Ad emergere è piuttosto il profilo di una Restaurazione plurale: non già il piano inclinato sul quale si compie un destino inevitabilmente 'francese' del processo unitario, ma il movimentato campo di battaglia nel quale il progetto giuridico della modernità viene costantemente ripensato, deostruito e ri-assemblato in forme sempre nuove e originali. Si può essere "civili in diversissimo modo", scrive Leopardi negli stessi anni. Per buona parte dell'Ottocento questa è un'affermazione che anche lo scienziato del diritto può sottoscrivere.

 

C. Borghero e A. Del Prete (a cura di), L’uomo, il filosofo, le passioni, Firenze, Le Lettere, 2016.

 

Descrizione del volume:

Nel Seicento e nel Settecento la riflessione filosofica sulle passioni introduce una forte discontinuità rispetto al discorso morale tradizionale. La rappresentazione che gli uomini danno di sé, delle motivazioni che li spingono ad agire, del rapporto che essi hanno con le mozioni, viene sostituita con lo studio scientifico del meccanismo delle passioni e del rapporto mente-corpo. All'origine di questa svolta c'è la neurofisiologia cartesiana degli spiriti animali. Contemporaneamente, vengono ridefiniti i termini della riflessione sulla dimensione sociale e l'uso delle passioni, poste al centro di un'innovativa trattatistica politica, di inconsuete prospettive di indagine della storia, della formazione del sé e dell'educazione alla vita associata. Il volume raccoglie gli atti di un convegno internazionale tenutosi a Roma nel 2014, per iniziativa del gruppo di ricerca sul cartesianesismo della Sapienza.

Margherita Di Salvo, Cristina Muru (a cura di), Dragomanni, sovrani e mercanti. Pratiche linguistiche nelle relazioni politiche e commerciali del Mediterraneo moderno, Pisa, edizioni ETS, 2016

 

Durante il Rinascimento e fino all’Età Moderna l’“italiano” era, tra le varietà romanze, una delle lingue maggiormente impiegate negli scambi commerciali e nelle relazioni diplomatiche tra le genti che popolavo il Mediterraneo moderno, il Nord Africa e il Levante.
I saggi contenuti in questo libro indagano e analizzano una parte dei documenti ancora oggi inediti e conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia e rappresentativi di quelle relazioni e pratiche condivise dalla Serenissima Repubblica di Venezia col Levante.
Il libro, presentando i risultati dell’Unità di Ricerca dell’Università della Tuscia coordinata da Barbara Turchetta nell’ambito del Progetto di Interesse Nazionale “Rappresentazioni linguistiche dell’identità. Modelli sociolinguistici e linguistica storica” (diretto da Piera Molinelli), offre una lettura in chiave sociolinguistica delle forme di plurilinguismo nel Mediterraneo moderno. I saggi di questo volume contribuiscono al dibattito sui processi contattuali tra varietà linguistiche concorrenti e sugli atteggiamenti culturali che caratterizzarono la comunità di pratiche formata da mercanti, dragomanni e ambasciatori.

 

 

 

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Thomas Bernes, Antonella Del Prete, Giordano Bruno. Philosophie des liens et de la relation, Bruxelles, Les éditions de L'Université de Bruxelles, 2016.

Paola Irene Galli Mastrodonato, “Counter-Revolution or Resistance? Representing Vendée in Fiction, from Charlotte Corday to Daphne Du Maurier”, IiRC’INFO n° 9 (2016), Lettre en-ligne de la Chaire d’excellence, Gestion du conflit et de l’après-conflit et de l’Institut international de recherche sur la conflictualité (IiRCO), Université de Limoges, 11 pp. In: HYPOTHÈSES (http://hypotheses.org/), ISSN: 2101-0269 http://www.unilim.fr/iirco/textes-en-ligne/

Paola Irene Galli Mastrodonato, "Suggestioni Settecentesche nell'opera di Emilio Salgari: alla ricerca delle fonti perdute", in Dalla Sicilia a Mompracem e altro. Studi per Mario Tropea in occasione dei suoi settant'anni, a cura di Giuseppe Sorbello e Giuseppe Traina, Caltanissetta: Lussografica, 2016, pp. 731-740. ISBN 978-88-8243-401-4.

Raffaella Petrilli

Il NOUS della Metafisica

 

The theory of the intellect in the Metaphysics is exposed mainly in books I and XII, as evidenced by the number of occurrences of the term ???? contained in those books (8 and 18 respectively). Examining the texts, the author draws three conclusions: first, the human intellect produces propositional knowledge operating by induction on pre-noetic cognitive content. Second, the difference between knowledge expressed in propositional form and knowledge expressed in predicative form is part of Aristotle's semantics, and also helps to explain some important notions of De interpretatione 1-3 and Metaph. IV. Third, Aristotle uses the human intellect theory as a model to develop the science of astronomy, explaining the movement of the planets in terms of the functioning of the human cognitive nous.

 

in: Fabio Stella, Maria Giovanna Sillitti, Francesco Fronterotta (edited by), Il NOUS di Aristotele, Academia, 2016. 248 S. 34,80 Euro. 15,3 x 21,5 cm. 978-3-89665-700-8.
(International Aristotle Studies Bd. 8)

 

 

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Stefano Telve, Anticausatività e passività. Il costrutto “rimanere” + participio passato. Uno studio di sintassi dell’italiano in diacronia, Heidelberg, Carl Winter Verlag, 2016.

 

Lo studio esamina le diverse interpretazioni del costrutto formato da ‚rimanere’ seguito da participio passato, proponendo una distinzione tra valore stativo e valore eventivo con lettura anticausativa oppure passiva. L’interpretazione si fonda sull’analisi delle peculiarità sintattiche e semantiche delle principali componenti del costrutto (‚rimanere’, verbo al participio, argomento esterno) emerse dall’interrogazione di ampi ‚corpora’ digitali di italiano, in prospettiva anche diacronica e in comparazione con altre lingue.

 

Raffaella Petrilli

Aspetti linguistici del crittotipo


Jurists know the difference between "mute law" (R. Sacco) and statutory law. From a linguistic point of view, that difference is analogous to the linguistic one between ordinary language and propositional language. The former is a procedural language, whose lexicon is characterized by semantic vagueness; the latter is a descriptive and analytic language, related to a system of knowledge.
Usually jurists overlook such a linguistic difference, then having difficulties in recognising it. Indeed, the interaction between mute law and statutory law is frequently shown by the implicit meanings generated by the use of ordinary language in statutory laws and in judgments. This essay discusses two examples of the emergence of semantic vagueness and indeterminacy in ststutory laws and in judgments.

 

in: Lucia Morra e Barbara Pasa (a cura di), Questioni di genere nel diritto: impliciti e crittotipi, Giappichelli Ed. - Torino, 2015 - pp. XII-236
formato cartaceo - ISBN 978•88•3485883•7 
formato pdf - ISBN 978•88•9215777•4

Alessandro Natalini e Giulio Vesperini (a cura di), Il Bing bang della trasparenza, Napoli, Editoriale scientifica, 2015.

Raffaella Petrilli (a cura di), La lingua politica. Lessico e strutture argomentative, Roma, Carocci Editore, 2015.

 

Il linguaggio politico sembra circondato da un'aura negativa. Per molti è politichese, lingua altisonante che nasconde pratiche inconfessabili. Per linguisti e semiologi non è nemmeno una lingua specialistica, privo come sembra di terminologia e di argomentazioni rigorose. Questo libro parte dall'assunto che la lingua politica sia lo strumento necessario a gestire la cosa pubblica. Ne derivano due obiettivi: definire il "vocabolario tecnico" della lingua politica italiana attuale, quasi settemila vocaboli ricavati da un corpus di testi politici (orali e scritti); e definire l'"argomentazione politica". Usando gli strumenti concettuali della retorica e della pragmatica, nel volume si propone l'idea che il contesto politico selezioni specifiche modalità argomentative, di cui si verifica la presenza effettiva nel corpus in esame. L'aura negativa che circonda il politichese si dissolve se impariamo a riconoscerne i meccanismi. Resa più trasparente, la lingua politica può essere fruita allora in modo più consapevole e democratico.

 

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Andrej Platonov, Cevengur, a cura di Ornella Discacciati, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2015.

 

Recensioni:

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Alessandro Della Casa, L'equilibrio liberale. Storia, pluralismo e libertà in Isaiah Berlin, prefazione di Giuseppe Galasso, Napoli, Guida, 2014.

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Antonella Del Prete e Saverio Ricci (a cura di), Cristo nella filosofia dell'età moderna, Firenze, Le Lettere, 2014.

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Daniele Di Bartolomeo, Nelle vesti di Clio. L'uso politico della storia nella Rivoluzione francese (1787-1799), Roma, Viella, 2014.

Renée Ferrer, Racconti dall'isola senza mare, (cura, introduzione e traduzione di Maria Gabriella Dionisi), Oèdipus ed. Salerno/Milano, 2014

 

Recensioni:

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AA VV, Teatro Canadese: sei drammi, a cura di Giulio Marra , Introduzione e Traduzione di Paola Irene Galli Mastrodonato, Bolsheviki: Una commedia mortalmente seria, di David Fennario (Titolo originale: Bolsheviki: A Dead Serious Comedy, Lingua Inglese), Venezia: La Toletta Edizioni, 2014, pp. 7-9 e 271-310.

Paola Irene Galli Mastrodonato, "Bolsheviki: A Dead Serious Comedy", in Testimony: Between History and Memory. Auschwitz Foundation International Quarterly 118, September 2014, p. 152-155.

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Riccardo Gualdo, Lucia Raffaelli, Stefano Telve, Scrivere all'università. Pianificare e realizzare testi efficaci, Roma, Carocci, 2014.

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Benedetta Bini, a cura di, Oscar Wilde. Il ritratto di Mr W.H., Venezia, Marsilio Editori, 2013

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Antonio Clericuzio e Saverio Ricci (direttori), Il contributo italiano alla storia del pensiero. Appendice VIII della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, vol. IV, Scienze,  Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2013, pp. XXXI-802, 96 tavole f.t.

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A. Del Prete, Giovanni Domenico Cassini, in A. Clericuzio e S. Ricci (dir.), Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti. Il contributo italiano alla storia del pensiero. Ottava appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013, pp. 263-266.

Paola Irene Galli Mastrodonato, "Looking South from the North: George Szanto's Mexican Cycle", Il Tolomeo: Articoli, recensioni e inediti delle Nuove Letterature, Anno 2013, XVI, 1-2, pp. 192-196.

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Paola Irene Galli Mastrodonato, Voce: "Bianca Cappello de Medici" [pp. 260-261], in Die Medici. Menschen, Macht und Leidenschaft/I Medici. Uomini, potere e passione, Herausgeber/ a cura di Alfried Wieczorek, Gaelle Rosendahl, Donatella Lippi, Mannheim: Verlag Schnell + Steiner Regensburg, 2013.

 

Stefano Telve, L'italiano: frasi e testo, Roma, Carocci, 2013 (nuova edizione)

 

Che cos'è una frase? Che cos'è un testo? Quanti tipi di frasi e di testi esistono? Come si collegano tra loro? Le regole della grammatica sono ferree oppure lasciano un certo margine di libertà? Quali effetti producono le nostre scelte per quanto riguarda la comunicazione? Il volume – in questa seconda edizione arricchito da una serie di esercizi con relativi commenti e soluzioni – esamina le combinazioni di più parole in una frase, di più frasi in una porzione di testo, e delle parti del testo nel loro insieme. L'andamento sintattico del discorso, insieme alla punteggiatura nello scritto e all'intonazione nel parlato, è essenziale per determinare la natura della comunicazione verbale, che viene illustrata attraverso esempi tratti da quotidiani, riviste, saggi ed elaborati scritti.

 

Paola Irene Galli Mastrodonato, Maria Gabriella Dionisi, Riletture Salgariane, Pesaro, Metauro, 2012.

 

Ci si è spesso chiesti se la straordinaria fortuna di Emilio Salgari fosse dipesa solo dal caso e da felici circostanze o non fosse dovuta piuttosto alla sua grande erudizione e profonda conoscenza dello spirito e dei gusti del tempo, un unicum letterario capace di creare un orizzonte di attesa aperto verso l'altrove e l'inedito. Il fatto, poi, di essere riuscito a superare tutte le mode e a diventare un autore senza tempo ha comportato un ampliamento delle ipotesi interpretative sulla penetrazione dell'universo salgariano nell'immaginario collettivo di generazioni di lettori appartenenti a culture e realtà diverse.
Pertanto, nonostante i molti studi che sono stati fatti nel corso degli anni, l'interrogativo di fondo – perché Salgari, allora come ora? – è stato ancora una volta capace di stimolare un intenso dibattito, in occasione del Centenario della tragica morte dello scrittore, i cui risultati sono raccolti in questo volume frutto del lavoro di accademici, narratori, artisti, critici e saggisti.
I contributi qui riuniti, espressione di una pluralità di voci che hanno posto l'accento su alcune tematiche di grande interesse, offrono un nuovo modo di 'rileggere' il corpus romanzesco e narrativo di un autore la cui fama è ormai accertata e riconosciuta fuori e dentro l'Accademia.

Francesca Saggini, Backstage in the Novel. Frances Burney and the Arts of the Theatre. Charlottesville, VA: University of Virginia Press, 2012.

 

In Backstage in the Novel, Francesca Saggini traces the unique interplay between fiction and theater in the eighteenth century through an examination of the work of the English novelist, diarist, and playwright Frances Burney. Moving beyond the basic identification of affinities between the genres, Saggini establishes a literary-cultural context for Burney's work, considering the relation between drama, a long-standing tradition, and the still-emergent form of the novel.
Through close semiotic analysis, intertextual comparison, and cultural contextualization, Saggini highlights the extensive metatextual discourse in Burney's novels, allowing the theater within the novels to surface. Saggini's comparative analysis addresses, among other elements, textual structures, plots, characters, narrative discourse, and reading practices. The author explores the theatrical and spectacular elements that made the eighteenth-century novel a hybrid genre infused with dramatic conventions. She analyzes such conventions in light of contemporary theories of reception and of the role of the reader that underpinned eighteenth-century cultural consumption. In doing so, Saggini contextualizes the typical reader-spectator of Burney's day, one who kept abreast of the latest publications and was able to move effortlessly between "high" (sentimental, dramatic) and "low" (grotesque, comedic) cultural forms that intersected on the stage.
Backstage in the Novel aims to restore to Burney's entire literary corpus the dimensionality that characterized it originally. It is a vivid, close-up view of a writer who operated in a society saturated by theater and spectacle and who rendered that dramatic text into narrative. More than a study of Burney or an overview of eighteenth-century literature and theater, this book gives immediacy to an understanding of the broad forces informing, and channeled through, Burney's life and work.

 

Carlo Sotis, Le "Regole dell'incoerenza". Pluralismo normativo e crisi postmoderna del diritto penale, Roma, Aracne, 2012.

 

L'incoerenza costituisce per il diritto penale un fattore di delegittimazione e per il pluralismo giuridico il presupposto della sua esistenza. I sistemi pluralistici sono, infatti, per definizione quegli spazi in cui si registrano conflitti tra norme, per un verso giuridicamente rilevanti e, per altro verso, non risolvibili. L'uso della pena in questa dimensione avviene, perciò, in un contesto normativo in cui l'incoerenza è, al tempo stesso, patologica e fisiologica.
La via di uscita dall'impasse consiste nell'affinare delle "regole dell'incoerenza" di stretta marca penalistica, che possano dare vita a un "pluralismo ordinato". Oggetto e scopo di questo libro è una riflessione su quali siano le tecniche giuridiche in grado di regolare l'incoerenza fisiologica, ancorando il diritto di punire ai suoi irrinunciabili presupposti di legittimazione. La prima parte è dedicata allo studio di queste tecniche, la seconda alla loro messa in opera.
Carlo Sotis (Roma 1969) è professore associato di diritto penale all'Università della Tuscia. Già professore nell'Università di Macerata e prima ricercatore in quella di Milano. Ha conseguito il dottorato e la laurea nell'Università di Pavia e il DEA a Paris- 1. Ha partecipato a numerose ricerche ed è stato relatore in decine di convegni nazionali e internazionali. È autore di più di quaranta pubblicazioni in quattro lingue.

 

Stefano Telve, That's amore! La lingua italiana nella musica leggera straniera, Bologna, Il Mulino, 2012.

 

Fuori d'Italia la fama secolare dell'italianoper eccellenza resta ancora oggi viva e vitale. Accanto all'italiano da esportazione di Caruso, Modugno, Pausini, Bocelli, si registra infatti anche una diffusione della nostra lingua in bocca straniera che nasce e prospera nella produzione estera trasversalmente a epoche e generi musicali. Da Dean Martin ed Elvis Presley fino all'hip hop di Chamillionaire e Tupac Shakur, al post-punk dei Tuxedomoon, all'heavy metal degli Haggard, italianismi e pseudoitalianismi costellano la musica leggera straniera, in bilico tra gli stereotipi (la dolce vita e l'amore romantico) e la parodia (la malavita e l'esplicita allusione erotica).
Stefano Telve insegna Linguistica italiana all'Università della Tuscia. Tra i suoi ultimi lavori segnaliamo: "Ruscelli grammatico e polemista. I tre discorsi a Lodovico Dolce" (Vecchiarelli, 2011) e "Linguaggi specialistici dell'italiano" (con R.Gualdo, Carocci, 2011).