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Laboratorio di Ecofisiologia Forestale
Il laboratorio di Ecofisiologia Forestale del Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell’Università degli Studi della Tuscia, ha sviluppato una notevole esperienza nel campo dell’ecofisiologia degli alberi e delle foreste, degli scambi gassosi foreste-atmosfera, delle interazioni pianta-suolo, degli impatti dei cambiamenti climatici e della gestione forestale, dei processi ecologici di foreste naturali e di piantagioni forestali a ciclo breve. Negli anni passati, sotto la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Scarascia Mugnozza, il Laboratorio ha coordinato il progetto di ricerca europeo POPFACE: A European Free Air Carbon dioxide Enrichment experiment on Poplar plantations. Dal 2003 al 2006, ha coordinato l’infrastruttura di ricerca europea EUROFACE con il contributo della Commisione Europea (progetto EUROFACE del V programma quadro). Nella rete europea di aree sperimentali (manipolazione della temperatura e delle precipitazioni) realizzate durante il progetto di ricerca VULCAN (finanziato dalla Commissione europea), il laboratorio è stato responsabile delle attività di ricerca nel sito italiano. Nel VII programma quadro della Commissione Europea il laboratorio è stato coinvolto in due progetti di ricerca. Nel primo progetto, NOVELTREE (Novel tree breeding strategies), il Laboratorio ha contribuito al WP sulla caratterizzazione fenotipica e sull’efficienza di uso idrico in una progenie di P. nigra. Nel secondo progetto, INCREASE (An Integrated Network on Climate Change REsearch Activities on Shrubland Ecosystems), il Laboratorio ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di attività riferibili ai molteplici WP’s del progetto. Nell’ambito della cooperazione scientifica internazionale bilaterale, il laboratorio ha collaborato a un progetto sull’impiego delle tamerici (Tamarix spp.) per produzione di biomassa a fini energetici e per il miglioramento ambientale in ambienti aridi e salinizzati (progetto Italia-Israele); è stato per diversi anni responsabile di un progetto di cooperazione con l’Algeria per la realizzazione di sistemi innovativi di fitodepurazione e di piantagioni forestali irrigate con acque reflue. Su tale tema è inoltre attiva una collaborazione con la FAO.
Nel panorama nazionale, già da diversi anni, in collaborazione con CNR e ARPA Umbria, ha costituito un gruppo di lavoro (REMIDA) finalizzato all’applicazione delle fitotecnlogie per la bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati. In tale ambito sono stati sviluppati progetti di intervento con società private (Alcantara SpA), amministrazioni pubbliche (Comune di Terni, Comune di Foligno) e consorzi di ricerca regionali (3° Parco Tecnologico dell’Umbria). Nei progetti sviluppati sono stati utilizzati approcci metodologici molto diversificati, in particolare: fitotrattamento di percolato di discarica industriale, fito-capping di discariche di industriali e RSU, fitobarriere per la messa in sicurezza di depositi superficiali di materiali misti contaminati. Le attività in corso sono state presentate in occasione di eventi specialistici di settore (RemTech Ferrara Fiere), in eventi di formazione/divulgazione tecnica (Workshop Nazionale “Bonifica, recupero ambientale e sviluppo del territorio: esperienze a confronto sul Fitorimedio), in convegni tecnico/scientifici (Siti contaminati. Esperienze negli interventi di risanamento – SiCon), con pubblicazioni su riviste di settore tecnico/divulgative e sugli organi di stampa (EcoScienza, La Nazione, Corriere dell’Umbria, Il Giornale dell’Umbria)
Il laboratorio è dotato di strumentazione scientifica di precisione per l’analisi degli scambi gassosi fogliari (Li-Cor 6400, USA; CMS 400 Walz, D; ADC-LCA4, UK) e del suolo (Li-8110, USA; PP-Systems, UK), per la misura della fluorescenza della clorofilla in vivo (PAM 101 e PAM 2000 Walz, D) per l’analisi dell’impatto di stress ambientali sulla funzionalità degli alberi, per la determinazione analitica elementare (C & N), per l’analisi di dati micrometeorologici (Campbell, Skye, Decagon) e della struttura delle canopy (Ceptometer Decagon, USA; LAI-2000 Li-Cor, USA; Red-Fared sensor Skye, UK). Il laboratorio è inoltre dotato di pompe da vuoto anche portatili per l’estrazione di acqua dal suolo (con microlisimetri, PRENART, DK) e da materiale vegetale. Sono inoltre disponibili strumenti dendrometrici per la misura di alberi in condizioni di pieno campo, per la misura degli accrescimenti annuali di specie arboree (con sistema di lettura dei tree rings - Frank Rinn), per rilievi topografici con GPS, una serra, celle frigorifere (+2/4 e –20) e frigorifero –80 per la conservazione di campioni biologici, bilance di precisione e portatili. Un laboratorio di servizio appositamente attrezzato consente la preparazione di campioni vegetali e legnosi per determinazioni di laboratorio (mulini e mortai a controllo elettronico).
 

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Responsabile:
Prof. Paolo De Angelis