Antonella Del Prete è venuta improvvisamente a mancare lo scorso 25 agosto. Nata nel 1967, formatasi nel corso ordinario e nel corso di perfezionamento della Scuola Normale di Pisa, è stata dal 2001 ricercatrice dell’Università di Lecce, per diventare professore associato (2005) e infine professore ordinario di storia della filosofia nell’Università della Tuscia; dal 2023 ha insegnato all’Università di Torino. Antonella si è a lungo distinta nel nostro Ateneo e nel nostro Dipartimento per generosa dedizione ed elevata competenza scientifica, trasfusa nell’intensa attività didattica e nell’organizzazione di convegni e seminari. Fra i ruoli istituzionali, si ricorda la presidenza del corso di laurea magistrale di Scienze della politica, della sicurezza internazionale e della comunicazione pubblica, al cui avvio e sviluppo ha offerto appassionato impulso.
Le principali fra le sue numerose pubblicazioni, fra le quali alcune edizioni e traduzioni di scritti filosofici, e edite anche in lingua francese e inglese, vertono sulla cosmologia tra Cinquecento e Seicento, Giordano Bruno, Cartesio e la sua influenza, il pensiero di Malebranche, filosofia e rivelazione religiosa, e soprattutto a beneficio della attività didattica ha affrontato temi di acuto rilievo contemporaneo: tolleranza, pluralismo, dialogo fra le civiltà, multiculturalismo. Instancabile nella promozione e partecipazione a progetti di ricerca nazionali e internazionali, Antonella ha avuto vasta esperienza di studi, di insegnamento e di collaborazioni con molte istituzioni scientifiche, fra le quali l’ILIESI e l’ISPF del CNR, il Centro Interdipartimentale di Studi su Descartes “Ettore Lojacono” della Università del Salento, il CNRS di Parigi, la ENS di Parigi, la ENS e lo IAS-Collegium di Lione, il Maimonides Centre for Advanced Studies di Amburgo, meritando ampia stima internazionale. Successe a Paolo Cristofolini, suo maestro a Pisa, nella direzione della rivista internazionale “Historia philosophica”; è stata componente dei comitati di direzione e dei comitati scientifici di alcune delle maggiori riviste filosofiche, componente del Direttivo della Society for Women in Philosophy, e co-Presidente della Societas Spinozana.
Le elevate qualità scientifiche erano in lei accompagnate e ravvivate da grande coscienza civile, sentimenti di apertura, curiosità e solidarietà umana, profonda gentilezza d’animo. Tanto rende la sua scomparsa una perdita non solo per gli studi.
L’Ateneo e in modo particolare il Dipartimento DISTU si uniscono al cordoglio dei suoi cari e di quanti l’hanno conosciuta e benvoluta.