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FORESTIADI 2026. QUANDO LA SELVICOLTURA APPLICATA DIVENTA ANCHE GIOCO

Si sono concluse martedì 12 maggio le Forestiadi 2026, a Vallombrosa (FI) nell’appennino toscano,Nei boschi che 160 anni fa videro nascere la scuola forestale italiana, studenti dei corsi forestali provenienti da tutta Italia, molti dei quali fino al giorno prima non si conoscevano, si sono confrontati, ”giocando” come una vera squadra tecnica, sull’applicazione delle tecniche selvicolturali su abetine e douglasie secondo i principi di una  gestione sostenibile dei boschi.

Un’iniziativa che negli anni si è trasformata in un originale laboratorio di formazione forestale applicata, finalizzato a mettere insieme apprendimento tecnico, lavoro di squadra e capacità di osservazione del bosco. La manifestazione, organizzata da Compagnia delle Foreste, ha coinvolto oltre 120 partecipanti tra studenti universitari, docenti e tutor provenienti da 11 corsi di laurea di Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Hanno partecipato gli studenti di Scienze Forestali e Ambientali  iscritti alla laurea triennale (L25) e  a quella magistrale (LM73). Due giornate  intense con una medaglia di bronzo ottenuta dalla squadra dei gialli di cui faceva parte Viola Paolinelli, studentessa magistrale di Scienze Forestali e Ambientali dell’Università della Tuscia.  L’occasione ha permesso di visitare anche il silvomuseo di Vallombrosa e le douglasie più alte di Italia nella particella 90 piantata dallo storico forestale Aldo Pavari.

L’esempio di una “comunità”  didattica e scientifica italiana  che lavora quotidianamente nelle foreste e che si ritrova anche attraverso le Forestiadi per formare i laureati del futuro, avvicinandoli ad una prospettiva che tiene conto delle specificità del singolo territorio e la necessità di adottare un obiettivo comune per garantire adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici attraverso la salute e la rinnovazione del bosco.

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