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Al Centro Studi Alpino di Pieve Tesino un ponte tra tradizione e scienza nel segno della Dieta Mediterranea

Esperti, docenti e studenti a confronto sul valore nutrizionale, culturale e territoriale della cucina italiana

PIEVE TESINO (TN) – Tradizione alimentare, ricerca scientifica e valorizzazione dei territori
sono state al centro del convegno “La Dieta Mediterranea e la Cucina Italiana Patrimonio
UNESCO: uno stile di vita tra tradizione e scienza”, svoltosi il 24 settembre 2026 a Pieve Tesino.
L’incontro ha riunito studiosi, rappresentanti delle istituzioni e professionisti del settore per
riflettere su un patrimonio che va ben oltre la semplice scelta degli alimenti. La Dieta Mediterranea
rappresenta infatti un vero e proprio stile di vita, fondato sull’equilibrio nutrizionale, sulla
convivialità, sulla stagionalità dei prodotti e sul legame profondo tra cibo, cultura e territorio.
La giornata si è aperta con i saluti del sindaco di Pieve Tesino signor Oscar Nervo della vice
presidente della Comunità Valsugana e Tesino signora Daniela Campestrin e del direttore del
Dipartimento DIBAF dell’Università degli Studi della Tuscia, prof. Piermaria Corona. Tra le figure
di riferimento dell’iniziativa anche il prof. Riccardo Massantini, direttore del Centro Studi e la
vicesindaco di Pieve Tesino signora Susi Nervo.
A moderare i lavori è stato il prof Felice Grandinetti, che ha accompagnato il pubblico attraverso un
programma articolato, nel quale le conoscenze della tradizione sono state messe in dialogo con le
più recenti acquisizioni della ricerca.
Ad aprire le relazioni è stato il prof Nicolò Merendino, con un intervento dedicato al confronto tra
la piramide alimentare della Dieta Mediterranea italiana e la nuova piramide alimentare proposta
negli Stati Uniti. Due modelli nati in contesti differenti, espressione di diverse necessità e scelte
nutrizionali. Il confronto ha consentito di evidenziare l’attualità del modello mediterraneo,
caratterizzato dalla varietà degli alimenti, dal consumo equilibrato e da una particolare attenzione
alla qualità delle materie prime.
La prof.ssa Lara Costantini ha quindi approfondito il rapporto tra Dieta Mediterranea, cucina
italiana e microbiota intestinale. Un tema di grande interesse scientifico, che mostra come le
abitudini alimentari possano incidere sull’equilibrio dell’organismo e sul benessere complessivo
della persona. La cucina mediterranea è emersa così non soltanto come espressione culturale, ma
anche come possibile strumento di prevenzione e tutela della salute.
Dopo la pausa, i lavori sono ripresi con la prof.ssa Anna Maria Fausto, che ha presentato i prodotti
tipici della Tuscia come testimonianza della tradizione alimentare e dell’identità territoriale. Il cibo,
in questa prospettiva, diventa memoria collettiva: racconta il lavoro delle comunità, conserva
conoscenze tramandate nel tempo e contribuisce a definire il carattere di un territorio.
Su questa stessa linea si è inserita la relazione del Dottor Alberto Roncone della Fondazione
Edmund Mach, dedicata agli strumenti scientifici utili a valorizzare e tutelare i prodotti della Dieta
Mediterranea. Le moderne tecniche di analisi permettono infatti di verificare origine, qualità e

autenticità degli alimenti, offrendo una risposta concreta alle esigenze di trasparenza e tracciabilità.
La scienza può così sostenere le produzioni locali, difenderle dalle imitazioni e rafforzare la fiducia
dei consumatori.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla formazione delle nuove generazioni. Il Prof Vannj
Mellone ha presentato l’Istituto di Formazione Professionale alberghiero “G. Cipriani” di Levico
Terme, realtà impegnata nella preparazione dei giovani destinati a operare nei settori della
ristorazione e dell’accoglienza. Il coinvolgimento della scuola ha ribadito l’importanza di
trasmettere non soltanto competenze tecniche, ma anche la consapevolezza del valore culturale,
sociale e ambientale del cibo.
Al termine delle relazioni e delle conclusioni, il convegno è proseguito con una degustazione di
prodotti tipici a marchio collettivo Tuscia, curata da Promotuscia e completamente sponsorizzata
dalla Camera di Commercio Rieti – Viterbo. Un momento conviviale che ha tradotto in esperienza
concreta i contenuti affrontati durante la mattinata, permettendo ai partecipanti di conoscere sapori e
produzioni rappresentativi del territorio.

L’appuntamento di Pieve Tesino ha offerto dunque un’importante occasione di confronto tra
discipline e realtà differenti. Il messaggio emerso è chiaro: custodire la Dieta Mediterranea e la
cucina italiana significa proteggere un sistema di conoscenze, pratiche e relazioni che unisce salute,
biodiversità, paesaggio e identità culturale. Un’eredità da conservare, ma soprattutto da rendere viva
attraverso la ricerca, la formazione e il coinvolgimento delle comunità.