Les Printemps du droit

Les printemps du droit – IV edizione – Italia – 21 – 22 maggio 2026
La Giustizia all’epoca della post-verità Tra relativo e universale
Presentazione
Dopo aver riflettuto su guerra e diritto a Bologna, sull’urgenza ecologica a Ciudad Real, poi sulla Ragion di Stato a Parigi, la quarta edizione dei Printemps du droit prosegue il dialogo avviato intorno all’opera di Mireille Delmas-Marty. L’edizione mira, in particolare, a portare avanti la riflessione sulle forze immaginanti del diritto, con specifico riguardo alla tensione tra relativo e universale. Se questa diade, nel pensiero di Mireille Delmas Marty, è stata sviluppata principalmente per l’analisi delle norme e dei valori, il seminario si propone di utilizzarla per l’osservazione dei fatti.
Nell’era cosiddetta della post-verità, segnata dalla frammentazione degli spazi pubblici, dalla concorrenza delle narrazioni e dalla relativizzazione delle evidenze fattuali, la giustizia appare come uno dei luoghi istituzionali in cui si tenta una stabilizzazione dei fatti e, attraverso di essi, una possibile costruzione dell’universale. I rischi insiti nella pretesa di universalità si accompagnano all’accentuarsi della frammentazione, la quale spesso non si risolve in un insieme di prospettive relative, ma, paradossalmente, in una pluralità di dimensioni tutte a vocazione universale, distinte e tra loro non comunicanti.
In particolare, le trasformazioni contemporanee legate al digitale, alla globalizzazione dell’informazione e alle riconfigurazioni dei rapporti tra giustizia e altri poteri, mettono in discussione il ruolo della giustizia, esponendo la funzione giurisdizionale a dinamiche di contestazione, negazione e talvolta delegittimazione. Le controversie legate alle gravi violazioni dei diritti umani e ai conflitti armati, ai cambiamenti climatici e ai rischi sanitari, offrono terreni esemplari per analizzare queste tensioni. Esse rivelano quanto la giustizia sia oggi posta «tra relativo e universale», investita cioè di un’aspettativa di universalità pur confrontandosi con processi di frammentazione del vero.
Si tratta, dunque, di esaminare alla luce di questa tensione costitutiva il ruolo del giudice e del giurista, le condizioni di legittimazione del giudicare e, più in generale, la funzione stessa del diritto. In particolare, la giustizia esercita un ruolo evidente di produzione della verità; ruolo che implica l’iscriversi della giustizia in un circuito all’interno del quale essa è anche consumatrice di verità già prodotte. Ora, ciò a cui sembra assistersi è l’emergere di una giustizia consumatrice delle verità che produce essa stessa, e, al tempo stesso, di altri attori sociali che si fanno produttori e consumatori di verità parallele. In questo modo, il rischio è che la produzione di verità operata dalla giustizia diventi un fine in sé, in un circuito autopoietico e impermeabile. Pare dunque importante analizzare anche quali siano le trasformazioni e le strategie di adattamento che la giustizia mette in atto — o potrebbe mettere in atto — per uscire da questa impasse, sia per evitare di diventare un sistema interamente autopoietico, sia per non essere marginalizzata.
Giovedì 21 maggio al mattino si terrà la cerimonia di conferimento del dottorato honoris causa a Rosario Aitala e Nicolas Guillou, giudici della Corte penale internazionale. La cerimonia si inserisce simbolicamente nell’ambito della Giornata della legalità, organizzata come ogni anno dall’Università della Tuscia, in collaborazione con il Tribunale e le scuole di Viterbo nonché con l’associazione «Amici di Giurisprudenza», per ricordare la strage di Capaci del 23 maggio 1992. A conclusione della cerimonia è prevista anche la consegna dei premi di un contest studentesco sul tema dell’abuso di potere.
Il seminario di venerdì 22 maggio sarà articolato in cinque fasi, dedicate a dinamiche contemporanee di universalizzazione e relativizzazione dei fatti, nonché alle prospettive aperte per la giustizia nell’era della post-verità. In particolare: una sessione introduttiva; una prima sessione sulle dinamiche delle diverse e talvolta conflittuali costruzioni di verità universali; una seconda sessione sull’estensione dei dispositivi di protezione di verità considerate universali; una tavola rotonda; e un intervento conclusivo. È previsto inoltre un breve momento di presentazione del sito di Second Souffle « La boussole des possibles».
I relatori, secondo una formula già sperimentata nelle edizioni precedenti, potranno scegliere di esprimersi in francese, inglese o italiano; confidando che, parlando lentamente, tutti possano partecipare e comprendere.