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SUMMARY:Occasioni farnesiane
DESCRIPTION:L’ultima tradizione degli studi al Palazzo Farnese di Caprarola\nPrimo ciclo di incontri  \nA partire dal pomeriggio di sabato 20 aprile\, nelle sale del Palazzo Farnese di Caprarola (VT)\, prende il via una rassegna di dieci incontri\, aperti al pubblico\, destinati alla diffusione delle nuove ricerche in corso sui Farnese e il loro articolato universo culturale.\nCol titolo di “Occasioni farnesiane”\, questo primo ciclo di conferenze in calendario da aprile a giugno vedrà alternarsi una serie di specialisti in materia storica\, storico-artistica e architettonica che si confronteranno con le acquisizioni più recenti nell’ambito degli studi farnesiani. Si inizierà con le riflessioni sullo spazio della villa suburbana in età rinascimentale proposte da Marco Musmeci. Daniele Lombardi ci condurrà poi alla tavola di Paolo III Farnese per presentare la figura di Sante Lancerio\, “sommelier” della corte papale nonché autore di un notevole scritto sui vini italiani pubblicato solo nell’Ottocento. \nElisabetta Giffi presenterà il suo volume sull’attività pittorica di un grande protagonista dei cantieri di Caprarola come Federico Zuccari\, mentre Enrico Parlato allargherà lo sguardo all’intero programma di autorappresentazione familiare – dagli emblemi ai fatti storici – che i Farnese svilupparono nella decorazione del Palazzo. Alla visione settecentesca del medesimo Palazzo nelle splendide incisioni di Georg Gaspar de Prenner per il cardinal Troiano Acquaviva d’Aragona sarà dedicato l’intervento di Roberto Ricci. Anne Christine Faitrop-Porta presenterà il punto di vista di illustri viaggiatori parigini di primo Novecento: dal racconto di André Maurel al vero e proprio sogno di un soggiorno a Caprarola di Marcel Proust.\nCi riporterà alla realtà viva e attuale di Palazzo Farnese Marina Cogotti\, con uno sguardo d’insieme al Giardino grande osservato nella sua complessa trafila storica mentre è in corso un intervento di restauro integrale del parco. Ancora del Palazzo ragionerà Luciano Passini\, ma in una prospettiva di lungo termine che si spingerà addirittura a considerare le stagioni che fanno seguito alla proprietà dei Farnese. \nLa rassegna terminerà nella prima metà di giugno con due presentazioni di volumi da poco dati alle stampe: Patrizia Rosini parlerà del suo libro su Giulia Farnese\, pubblicato a un decennio circa dall’edizione dei materiali documentari sulla vita della Bella; Bruno Adorni e Carlo Mambriani discuteranno della raccolta di studi da loro assemblata e curata sul tema vastissimo dell’architettura farnesiana dall’età aurorale di papa Paolo III sino all’epilogo di Elisabetta regina di Spagna.\nConcepito in un’ottica di alta divulgazione rivolta a tutta la cittadinanza\, questo ciclo di “Occasioni farnesiane” nasce da un accordo di collaborazione scientifica stretto nel 2023 tra la Direzione Regionale Musei Lazio\, attraverso il direttore regionale Stefano Petrocchi e la funzionaria responsabile di Palazzo Farnese Adele Trani e alcuni docenti dell’Università della Tuscia coinvolti in due progetti PRIN sul mondo dei Farnese nell’età del Cardinale Alessandro finanziati dal PNRR e dal Ministero dell’Università e della Ricerca: Paolo Marini\, Fausto Nicolai\, Enrico Parlato\, Paolo Procaccioli e Pietro Giulio Riga. \nTutte le info sul sito web della Direzione Regionale dei Musei del Lazio. \nViterbo\, 12 aprile 2024  \n 
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SUMMARY:Giornate Fai di Primavera\, la delegazione Fai Viterbo apre i complessi di Santa Maria in Gradi e San Carlo
DESCRIPTION:Il 23 e 24 marzo\, dalle 10 alle 17. L’iniziativa resa possibile dalla preziosa collaborazione dell’Unitus.  \nI due beni sono oggi sede del rettorato e della ex-facoltà di Scienze Politiche. \nViterbo\, 18 marzo 2024 – Per le Giornate Fai di Primavera\, la Delegazione Fai Viterbo\, con la preziosa collaborazione dell’Unitus\, aprirà al pubblico il 23 e 24 marzo i complessi monumentali di Santa Maria in Gradi e San Carlo\, per festeggiare il 45esimo anno dell’istituzione dell’Università degli Studi della Tuscia. \nGiunta alla 32esima edizione\, la manifestazione organizzata dal Fondo Ambiente Italiano costituisce il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del Paese: 750 luoghi in 400 città saranno visitabili a contributo libero\, grazie ai volontari di 350 delegazioni e gruppi Fai attivi in tutte le regioni. \nSede del Rettorato e del DISUCOM (Dipartimento di Scienze Umanistiche\, della Comunicazione e del Turismo)\, il complesso monumentale di Santa Maria in Gradi è un antico convento domenicano edificato nel XIII secolo\, periodo del suo massimo splendore. La prima fase di vita del monastero si estende\, quindi\, dagli anni di papa Innocenzo III e dell’imperatore Federico II al periodo in cui Viterbo ospita la Curia pontificia. Sono gli anni di massimo splendore della città\, in piena espansione edilizia e culturale\, punto nodale dei traffici commerciali e dei percorsi dei pellegrini verso i luoghi santi. \nNel 1878\, divenuto bene demaniale\, l’intero complesso passa al Ministero dell’Interno che lo destina ad uso carcerario e solo nei primi anni ’90 del secolo scorso verrà concesso\, ad eccezione della chiesa\, all’Università della Tuscia che ne attuerà il recupero rispettandone la stratificazione storico-artistica. \nSede del DISTU (Dipartimento di Studi Linguistico-letterari\, Storico-filologici e Giuridici)\, il complesso di San Carlo sorge nel quartiere di Pianoscarano\, nel centro medievale di Viterbo. Nei suoi vari edifici storici\, oggi ristrutturati\, ebbe origine dall’antica chiesa di San Nicola degli Scolari\, che da documenti del 1152 risulta dipendente dall’abbazia di Farfa. Restano dell’antico edificio il campanile a vela e la facciata dalla caratteristica decorazione a freccia. La struttura interna presenta tre grosse colonne che sostengono tre archi; restano tracce di un affresco di fine Quattrocento raffigurante la Vergine. \n  \n  \nL’intitolazione a San Carlo data alla prima metà del Seicento: la chiesa\, insieme all’orto e al cortile della casa attigua\, passò alla Confraternita di San Carlo\, che vi aprì un ricovero per gli invalidi e gli infermi\, rimpiazzato nel 1639 dal cosiddetto Ospizio dei Vecchi ad opera della Congregazione degli Oblati di Maria. \n  \nGli orari di visita ai due complessi saranno dalle 10 alle 17\, ultimo ingresso alle 16\,30\, con una pausa dalle 13 alle 14. \nNon è necessaria la prenotazione. \nIl Fai chiede\, in occasione delle Giornate di Primavera\, un contributo volontario che verrà impiegato per restauri e manutenzioni dei Beni Fai presenti nel territorio nazionale \nDelegazione FAI Viterbo e UNITUS
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