Università degli Studi della Tuscia di Viterbo

Facoltà di Scienze Politiche

 

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE

in

Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità

emanato con D.R. n 800 del 28/7/2009

 

(Approvato dal Consiglio di Facoltà in data  22/4/09 e dal Senato Accademico in data 20/7/09)

 

 

 

Art. 1

Oggetto del Regolamento

 

1. Il presente Regolamento disciplina l'organizzazione didattica e lo svolgimento delle attività formative del Corso di  Laurea Magistrale «Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità» in coerenza con le linee di indirizzo del Senato Accademico e del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche e nel rispetto di quanto disposto dallo Statuto, dal Regolamento Didattico di Ateneo e dal Regolamento di Facoltà.

2. Il Corso è retto dal Consiglio di Corso di Studio ai sensi dell’art. 10 del Regolamento Didattico di Ateneo.

 

Art. 2

Denominazione e classe di appartenenza

 

1. E’ attivato presso la Facoltà di Scienze Politiche il Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità, classe LM-59 Scienze della Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità.

2. Il corso è articolato nei seguenti curricula:

Linguaggi dell’informazione e della pubblicità;

Comunicazione dell’istituzione pubblica.

 

Art. 3

Obiettivi formativi del Corso di Laurea Magistrale

 

1. Gli obiettivi formativi specifici del corso attengono alla selezione delle competenze necessarie a programmare e realizzare prodotti per una comunicazione che sia adeguata alle esigenze differenziate di amministrazioni pubbliche, imprese private e organizzazioni del terzo settore, oltre che finalizzata agli obiettivi diversi della pubblicità e dell’informazione.

Il corso punta a fornire le competenze generali, di natura metodologica e gestionale per organizzare, valutare e dirigere i flussi di comunicazione interna ed esterna agli enti e alle organizzazioni, anche su canali multimediali. Nei due indirizzi, oltre a fornire le competenze specifiche disciplinari, il corso intende preparare i laureati ad assumere responsabilità gestionali della comunicazione di enti pubblici e di enti privati nel loro rapporto con il pubblico, e ad assolvere a compiti di analisi, produzione, gestione di testi per esigenze differenziate e nelle varie fasi dei processi comunicativi.

2. Il corso mira a far acquisire allo studente le seguenti conoscenze e competenze:

a) Il profilo professionale tracciato dall’indirizzo in Linguaggi dell’informazione e della pubblicità mira a preparare un laureato fornito delle competenze storico-teoriche e metodologiche per valutare, produrre e gestire prodotti comunicativi adatti a utenti, a obiettivi e a mezzi di trasmissione diversi. I laureati dell’indirizzo potranno assumere compiti di responsabilità e di progettazione della comunicazione in aziende pubbliche e private, sia a scopi informativi che per le varie forme della pubblicità.
b) il profilo professionale tracciato dall’indirizzo in Comunicazione dell’istituzione pubblica, in conformità con il corso triennale, propone un approccio multidisciplinare alla pubblica amministrazione e ai problemi della comunicazione pubblica. I laureati di questo indirizzo saranno tendenzialmente orientati a esercitare compiti di responsabilità nell’ambito della pubblica amministrazione, in particolare con riferimento agli uffici pubblici con funzioni di comunicazione e di relazione con i cittadini.

3. In ordine agli sbocchi occupazionali e professionali, il percorso formativo è pensato per fornire al laureato le conoscenze, le competenze e le abilità, comunicative e operative, che costituiscono forte propedeuticità sia per svolgere compiti di gestione di attività complesse nei settori della pubblica amministrazione
Ambedue gli indirizzi puntano a formare figure professionali in grado di assumere compiti di responsabilità e di progettazione della comunicazione sia a scopi informativi che per le varie forme della pubblicità e delle relazioni pubbliche.
Le abilità attivate nella parte comune e nei due indirizzi professionalizzanti puntano a una preparazione multidisciplinare, che valorizzi tanto l’acquisizione di un adeguato bagaglio di conoscenze teoriche quanto il rafforzamento di capacità di gestione, interpretazione e comunicazione di dati.
I settori in cui si immagina una più probabile collocazione dei laureati sono il management della comunicazione pubblica, specie in enti locali, la gestione aziendale e la valorizzazione delle risorse umane, l’organizzazione e la gestione delle strutture per le relazioni con il pubblico, la pianificazione di comunicazione integrata in enti pubblici, del non profit e nelle imprese, la progettazione e la promozione di eventi culturali, la progettazione di attività di formazione e di marketing strategico.


Art. 4

Requisiti di ammissione e modalità di verifica

 

1. Gli studenti che intendono iscriversi al Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità devono essere in possesso di una laurea triennale nelle classi L20 (già 14) o L16 (già 19), oppure, in alternativa, di almeno 60 CFU nei settori scientifico-disciplinari indicati come caratterizzanti nell’ordinamento del corso di laurea magistrale.

2. Il Corso di Laurea Magistrale è ad accesso libero

3. L’adeguatezza della personale preparazione viene verificata da apposita Commissione con diverse modalità stabilite dal Consiglio di Corso di Studio quali, ad esempio: questionari informativi relativi al curriculum di provenienza, questionari di valutazione e di autovalutazione articolati in domande di carattere generale relative alle tematiche caratterizzanti il corso di laurea magistrale e in domande specifiche relative ai due curricula individuati nel RAD, ecc.

4. Il Consiglio di Corso di Studio - anche sulla base di criteri generali preventivamente individuati - stabilisce l’iscrizione al corso di laurea magistrale di  coloro che sono in possesso di un diploma di laurea conseguito secondo il vecchio ordinamento, previa procedura di valutazione culturale e amministrativa della carriera pregressa; la valutazione è condotta  con particolare attenzione alla verifica della non avvenuta obsolescenza dei contenuti degli esami superati.

 

Art. 5

CFU per conseguimento del titolo, studenti a tempo pieno e a tempo parziale

 

1. Per conseguire la laurea / laurea magistrale è necessario acquisire 120  Crediti Formativi Universitari (CFU).

2. All’atto dell’immatricolazione o dell’iscrizione agli anni successivi gli studenti possono optare tra impegno a tempo pieno o a tempo parziale secondo quanto disposto dall’art. 22 del Regolamento Didattico di Ateneo  e dal Regolamento studenti a tempo parziale

 

Art. 6

Riconoscimento di crediti in caso di passaggio da altro corso di studio

 

1. Gli studenti che chiedono il passaggio da un altro Corso di Studio, di questa o di altra Università, potranno richiedere il riconoscimento dei CFU già acquisiti.

2. Il riconoscimento dei CFU già acquisiti è deliberato dal Consiglio di Facoltà secondo quanto disposto dagli art.12 e 22 del Regolamento didattico di Ateneo.

 

Art. 7

Riconoscimento crediti per programmi di mobilità studentesca

 

1. Lo studente che intenda utilizzare programmi di mobilità studentesca potrà formulare al Consiglio di Corso di Studio istanza di riconoscimento dei CFU presentando la documentazione necessaria in conformità al Regolamento di Ateneo che disciplina la mobilità degli studenti.

 

Art. 8

Organizzazione della didattica

 

1. L'ordinamento didattico del Corso di studio è organizzato secondo il D.M.270/2004 in modo da soddisfare i requisiti della Classe LM-59.

2. L’ordinamento didattico è inserito nella banca dati dell’Offerta Formativa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’art.9, c. 3, del Decreto Ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, e nel sito della Facoltà e costituisce parte integrante del presente regolamento(link).

3. Il percorso degli studi è organizzato in semestri.

 

Art. 9

Elenco e caratteristiche degli insegnamenti

 

1. L’elenco degli insegnamenti con l’indicazione dei SSD, della loro pertinenza alle attività di base, caratterizzanti e affini e integrative, dell’articolazione in moduli, dei CFU assegnati per ogni insegnamento, della lingua di base dell’insegnamento se diversa dall’italiano, della ripartizione degli insegnamenti  fra gli anni di durata normale del corso e le eventuali propedeuticità sono riportate nella Guida dello Studente(piano degli studi) .

 

Art. 10

Tipologia delle forme didattiche

 

1. Il percorso formativo prevede l’utilizzazione di diverse forme di insegnamento aventi differenti  obiettivi specifici e distinto significato pedagogico.

2. Nel percorso sono previste:

lezioni frontali;

attività di laboratorio didattico o esercitazioni;

attività formative finalizzate alla acquisizione di capacità professionali specifiche, che comprendono esperienza presso laboratori di ricerca esterni, esperienze di lavoro (tirocini o stage) presso strutture pubbliche o private di servizio o di produzione.

 

Art.  11

Forme di verifica del profitto e di valutazione

 

1. Per ciascuna attività formativa è previsto un accertamento finale il cui superamento permette l’acquisizione dei crediti attribuiti alla attività formativa in oggetto.

2. Gli accertamenti finali possono consistere in:

- esami di profitto;

- prove di idoneità:

3. Gli esami di profitto possono essere effettuati solamente nei periodi dedicati e denominati sessioni d'esame.

5. La conoscenza delle lingue straniere è verificata attraverso esami di profitto

 

Art. 12

Prova finale

 

1. La prova finale consiste nella discussione di una tesi di laurea, anche realizzata su supporti multimediali. Nell’ambito della prova finale, il Candidato dovrà dimostrare di essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.

2. La relazione sul lavoro svolto è discussa davanti ad una Commissione nominata dal Preside.

3. Per il conseguimento della laurea magistrale lo studente dovrà  superare con esito positivo la prova finale.

4. Il voto finale di laurea è espresso in centodecimi, con possibilità di far seguire la lode al punteggio massimo (110/110).

 

Art. 13

Riconoscimento di crediti per stage, tirocini e altre attività

 

1. Per le attività di stage, tirocinio e di altro tipo lo studente  potrà ottenere il riconoscimento al massimo di n. 8 CFU.

 

Art. 14

Tutorato

 

1. Sono previste ai sensi dell’art.13 del Regolamento didattico di Ateneo le attività di tutorato rivolte all’accoglienza ed al sostegno degli studenti, allo scopo di diminuire il tasso di abbandoni, di ridurre il divario tra la durata legale e quella reale del corso di studio e di promuovere un’attiva partecipazione alla vita universitaria in tutte le sue forme. Le diverse tipologie di attività saranno stabilite periodicamente con delibera del Consiglio del Corso di Studio.

           

Art. 15

Valutazione della qualità dell’organizzazione e dei risultati della didattica

 

1. La facoltà attua iniziative per la valutazione e il monitoraggio delle attività didattiche con la seguente modalità:

- entro le ultime tre settimane del corso gli studenti dovranno compilare le schede di valutazione della didattica somministrate per ogni insegnamento, che vengono  analizzate dal Nucleo di Valutazione.

Altre modalità potranno essere stabilite periodicamente con delibera del Consiglio del Corso di Studio.

 

Art. 16

Norme finali

 

1. Per quanto non disciplinato dal presente Regolamento si rinvia al Regolamento Didattico di Ateneo ed al Regolamento Generale di Facoltà.

2. Le modifiche al presente Regolamento sono proposte dal Consiglio del Corso e approvate dal Consiglio di Facoltà nonché dal Senato Accademico.