PICCOLA ENCICLOPEDIA

Banzai

Banzai significa "moltissimi anni" ed è un augurio equivalente al nostro "mille di questi giorni" e "hip-hip-urra". Nelle cerimonie ufficiali questo augurio è dedicato esclusivamente all'Imperatore ma di solito si grida alla fine di una festa, di una cerimonia o di una serata con gli amici. Dopo aver battutto per 3 volte le mani, lo si "urla" alzando le braccia e si ripete il tutto per altre 2 volte.

Feste nazionali

1 gennaio: Capodanno
15 gennaio: Festa degli adulti
11 febbraio: Festa della fondazione dello Stato
20 o 21 marzo: Equinozio di primavera
29 aprile: Festa del verde
3 maggio: Festa della Costituzione
5 maggio: Festa dei bambini
20 luglio: Festa del mare
15 settembre: Festa degli anziani
23 o 24 settembre: Equinozio d'autunno
10 ottobre: Festa dello sport
3 novembre: Festa della cultura
23 novembre: Festa del lavoro
23 dicembre: Genetliaco dell'Imperatore

Geisha

La vera geisha non è una prostituta ma un'animatrice. In giapponese significa "artista" o "persona di talento" e ha il compito di intrattenere gli ospiti, esclusivamente maschili, durante feste o cene di lavoro. Fare la geisha di professione è molto difficile, in quanto richiede molti anni di apprendistato. La Kodansha Encyclopedia of Japan definisce le geisha come "donne intrattenitrici di tipo tradizionale che offrono ai clienti canti, balli, conversazione, giochi e compagnia". E' vero che sanno suonare lo shamisen, strumento simile a una piccola chitarra, che cantano canzoni popolari tradizionali ed eseguano danze complicate, ma la loro vera abilità sta nel filtrare con gli uomini, farli ridere e soprattutto farli bere, badando che la festa si svolga senza intoppi.

Hina matsuri (festa delle bambole)

Si festeggia il terzo giorno del terzo mese dell'anno. Anticamente le bambole erano dei fantocci sui quali si trasferivano magicamente impurità e influenze malefiche, accumulatesi negli uomini, per liberarsene. Le bambole venivano quindi eliminate, gettandole in corsi d'acqua affinchè fossero portate via dalla corrente. Con il feudalesimo però, le bambole cambiano totalmente carattere e funzione, diventando raffigurazioni di dame e nobili di corte negli splendidi costumi del passato. Già da Febbraio si possono acquistare queste bambole ed esporle in casa. L'esposizione, che viene fatta dalle famiglie con bambine in età infantile, consiste in un specie di gradinata alla cima della quale stanno i "padroni di casa", cioè marito e moglie in costumi antichi da cerimonia, seduti e con i volti verso chi osserva. Sui ripiani inferiori stanno le dame di compagnia e i servitori, decorazioni floreali, mobili e oggetti d'uso domestico in miniatura, sempre rivolti verso l'osservatore (come in vetrina). Si tratta del primo dei due riti domestici annuali (quello dei maschi cade due mesi più tardi) destinati alla celebrazione generazionale e all'esaltazione dei ruoli tradizionali dei due sessi, all'interno della famiglia. Quella incantevole scenetta, con la bella dama accanto al marito in un elegante decoro domestico, è il modello che deve fissarsi nella mente delle bambine perchè, una volta diventate adulte, lo riproducano nella loro realtà.

Hinomaru

La bandiera nazionale giapponese, bianca con un cerchio rosso in mezzo, si chiama hinomaru che significa "cerchio del sole".

Karate

Il termine karate anticamente significava "le mosse dei cinesi" (kara = cinese, te = mosse), e si riferiva alle mosse dei Tang, dinastia al potere in Cina quando il Giappone importò questa arte marziale. Oggi il termine ha preso il significato di "mano vuota": attualmente infatti kara significa "vuoto" e te significa "mano".

Karaoke

Significa "orchestra vuota" ed è uno dei principali divertimenti in Giappone quando si è in compagnia.

Kimigayo

Il kimigayo, che significa "Il Regno dell'Imperatore", è il brano musicale che fu addotato nel 1888 come inno nazionale giapponese. La musica fu composta nel 1880 da Hiromori Hayashi, un musicista della Corte Imperiale e fu poi armonizzato secondo i canoni Gregoriani da Franz Eckert, direttore d'orchestra tedesco. Le parole dell'inno, tratte dal Kokinshu, un'antologia di versi del X sec., compongono un tanka (5 linee, 31 sillabe). Più precisamente i versi sono di Ki no Tsurayuki (872-945 d.C.) e vengono ripetuti per due volte: "Possa il Regno dell'Imperatore continuare felice per migliaia di anni, finchè quelli che oggi sono ciottoli diverrano grandi rocce che il muschio ricoprirà".

Nengajo

I nengajo sono delle cartoline di auguri per il nuovo anno in cui, oltre ai saluti convenzionali di "Buon Anno Nuovo" (akemashite omedeto gozaimasu), si scrivono notizie su se stessi. Queste cartoline vengono emesse dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e sono abbinate a un concorso a premi. Vengono spesso personalizzate con disegni, adesivi o fotografie stampate. Se imbucate tra il 15 e 25 dicembre, vengono raccolte e consegnate in blocco a casa la mattina del primo dell'anno. Vengono spedite anche durante i primi sette giorni dell'anno.

Nihon

Il termine nihon per indicare il nome del Giappone, entrò in uso solo nel 670 d.C. Prima il Giappone veniva chiamato akitsushima (isola della libellula) oppure yamato (terra delle montagne); i cinesi lo chiamavano "terra dei wa" (wa = nani).

Ofuro

Il bagno è un rito che si ripete ogni giorno: viene nominato ofuru e consiste nello spogliarsi in un locale apposito del bagno, insaponarsi e sciaquarsi stando seduti su uno sgabellino e infine immergersi, puliti, nella vasca con l'acqua calda. A turno nella stessa acqua, entreranno tutti i membri della famiglia, ma è consuetudine che i bimbi piccoli entrino insieme ai genitori. Qualsiasi cosa accadda durante la giornata, i giapponesi non rinunceranno mai al loro momento "sacro" del bagno, purificatore della mente più che del corpo. Per questo i bagni pubblici sono molto diffusi e frequentati da tutti.

Oshiya

Un oshiya, "butta-dentro" delle ferrovie nazionali, risolve un problema giapponese di etichetta: il passeggero non è determinato a entrare per raggiungere in orario il posto di lavoro, ma le porte della vettura non si chiudono finchè non è entrato o non è uscito. Gli altri passeggeri sono troppo educati per interferire, così, con perfetti guanti bianchi, lo si aiuta a decidersi.

Otaku

Questa parola significa "essere fanatico" di qualche cosa a cui si dedica molto tempo restando a casa propria. Si può essere otaku di televisione, computer, videogiochi, modellismo, puzzle o giochi di ruolo.

Settimana d'Oro

Viene così chiamata la settimana dal 29 aprile al 5 maggio, in quanto essendoci diverse festività, i giapponesi ne aproffittano per fare un lungo ponte festivo e quindi per una breve vacanza. Le festività sono le seguenti:
29 aprile - Giorno della Vegetazione (originariamente questo era il giorno del compleanno dell'Imperatore Hirohito)
3 maggio - Giorno Commemorativo della Costituzione: si commemora l'adozione della costituzione giapponese alla fine della guerra.
5 maggio - Giorno dei bambini: le famiglie con bambini maschi piccoli espongono all'esterno, su pali di bambù, carpe fatte di carta o di stoffa (simbolo della forza e della tenacia), mentre in casa vengono esposte bambole soldato (simbolo di dovere e fedeltà).

Yen

La moneta giapponese, che noi chiamiamo "yen", in realtà si pronuncia en ed è indicato dall'ideogramma . Soltanto gli abitanti di Tokyo, che si sentono più vicini agli occidentali, dicono "yen".

CURIOSITA'

Auguri di buon anno

In Giappone gli auguri di "Buon Anno Nuovo" si fanno solo dal primo giorno dell'anno nuovo. Prima di allora si augura di trascorrere "Buone feste di inizio anno".

Fiori

E' tradizione donare ai defunti un solo fiore, quindi se dicidete di regalare dei fiori, regalatene sempre più di uno!

Lavorare con calma

I giapponesi nel loro lavoro sono precisi, meticolosi, non commettono errori ma sono lentissimi! Si fermano a fare gli straordinari fino a tarda sera non perchè amano il lavoro ma perchè non sono riusciti a svolgere nel normale orario quanto pianificato per la giornata. Provate a ritirare dei contanti da una banca: vi renderete conto di sentire la mancanza del personale italiano!!

L'inglese

Tutti sono convinti che i giapponesi sappiano parlare benissimo l'inglese: niente di più falso. All'infuori di Tokyo e degli uffici turistici sono pochissime le persone che "riescono" a parlare l'inglese, e anche chi lo conosce abbastanza bene ha difficoltà nella pronuncia.

Bambini

I bambini giapponesi, finchè sono molto piccoli, dormono con la mamma e sono liberi di fare quello che vogliono. Solo con il passare degli anni e con molta pazienza, le mamme educano i loro figlioletti al rispetto e alla comprensione delle persone. Infatti, non è il singolo alla base di tutto, ma sempre il gruppo, che può essere rappresentato dalla famiglia, dalla scuola, dal club o dagli amici. Anche l'educazione negli asili e nelle scuole va sempre in questa direzione.

Famiglia

Se una famiglia ha solo figlie femmine, è usanza "adottare" il genero affinchè il nome della famiglia non si estingua. In questo caso, il genero andrà a vivere con la moglie in casa dei suoceri e così sarà un membro della famiglia a tutti gli effetti. In Giappone infatti, i membri della famiglia non sono essenzialmente i parenti, ma sono gli abitanti della stessa casa. Ad esempio, un vicino di casa è più importante di un fratello sposato che abita in un'altra città.

Genitori

Fino al dopoguerra, i figli si rivolgevano ai genitori chiamandoli Okaasan (Signora madre) e Otoosan (Signor padre), ma con il diffondersi della cultura occidentale, i termini "mama" e "papa" divennero alla moda e sostituirono presto gli antichi nomi dei genitori.

Hotel con capsule

Questi hotel sono frequentati da impiegati che, avendo lavorato fino a tardi, preferiscono pernottare in città anzichè farsi ore di viaggio in treno per tornare a casa. Per "capsula" s'intende una stanzetta delle dimensioni di un letto e alta circa un metro; vi si entra tramite uno sportello e all'interno si trovano la TV, la radio e l'aria condizionata.

Matrimonio

I giapponesi credono contemporaneamente in due religioni: lo shintoismo e il buddhismo. Mentre per i funerali ci si rivolge al buddhismo, il matrimonio si svolge con rito shintoista. Alcuni giapponesi però, pur non essendo cristiani, si sposano con rito protestante perchè considerano la cerimonia più bella e le spose non sanno resistere al fascino dell'abito bianco con il velo.

Raffreddore

E' un gesto di estrema maleducazione starnutire o soffiarsi il naso in pubblico (se vi capita, cercate di scusarvi più che potete, se non volete offendere chi vi sta attorno). I giapponesi infatti, quando sono raffreddati, nascondono il naso sotto a una mascherina, come quella dei medici. Quindi se in Giappone vedete qualcuno così "mascherato", sappiate che non lo fa per il troppo inquinamento.