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ESPERIMENTO A: Possibilità di controllo della flora infestante in colture di cece e lenticchia.
CECE
Per la coltura del cece la sperimentazione prevedeva tre densità teoriche d’impianto corrispondenti a 40-55-70 p m-2, in campo la densità reale è risultata leggermente inferiore e pari a 39 – 51 - 65 p m-2. In ogni caso, indipendentemente dalla densità, le linee e/o gli ecotipi che in presenza di erbe infestanti hanno fatto registrare a fine ciclo un contenuto di biomassa relativa (ossia, rispetto a quella in coltura non infestata) più alta sono stati: Amerigo, C133L, C134R, C6150R, Pitigliano 1, Solco dritto di Valentano e Sultano (Tab. 2).
Per quanto riguarda la biomassa relativa delle infestanti (ossia quella relativa nella coltura del cece rispetto a quella osservata in uno stand puro di infestanti) il valore più basso è stato rilevato sulle linee C11132R, C133L e C6150R.
Biomassa relativa della coltura e delle infestanti in coltura non diserbata (media di 3 densità colturali) a fine ciclo ed indici di abilità competitiva. La 3a e la 5a colonna riportano rispettivamente la biomassa del cece non infestato e la biomassa totale delle infestanti nella coltura del cece infestata.
Ecotipo/varietà |
RBc |
Biomassa
cece (g m-2di s.s.)
|
Rbi |
Biomassa infestanti
(g m-2di s.s.)
|
RBT |
Alto Lazio |
0,28 |
442,3 |
0,63 |
33,1 |
0,91 |
Amerigo |
0,39 |
661,9 |
0,71 |
37,3 |
1,10 |
C1017R |
0,26 |
403,5 |
1,00 |
52,7 |
1,26 |
C11132R |
0,22 |
398,3 |
0,47 |
24,6 |
0,69 |
C121R |
0,33 |
514,7 |
1,06 |
56,1 |
1,39 |
C133L |
0,46 |
759,0 |
0,59 |
31,0 |
1,05 |
C134R |
0,40 |
621,8 |
1,11 |
58,9 |
1,51 |
C6150R |
0,45 |
732,2 |
0,57 |
29,9 |
1,02 |
Pitigliano 1 |
0,41 |
646,5 |
0,78 |
41,1 |
1,19 |
Pitigliano 2 |
0,34 |
535,4 |
0,98 |
52,0 |
1,32 |
Solco diritto Valentano |
0,38 |
591,3 |
0,90 |
47,8 |
1,28 |
Sultano |
0,36 |
563,2 |
0,96 |
50,8 |
1,32 |
|
|
|
|
|
|
DMS (P<0,05) |
0,09 |
|
0,12 |
|
0,14 |
ESPERIMENTO A: Possibilità di controllo della flora infestante
in colture di cece e lenticchia.
LENTICCHIA
Indipendentemente dalla densità colturale, nelle parcelle nelle quali sono
state lasciate crescere indisturbate le erbe infestanti, le linee e/o gli ecotipi
L1, L14, L4 e Rascino hanno fatto registrare a fine ciclo un contenuto di biomassa
relativa (ossia, rispetto a quella in coltura non infestata) più alta . Per quanto
riguarda la biomassa relativa delle infestanti (ossia quella relativa nella coltura
della lenticchia rispetto a quella osservata in uno stand puro di infestanti) i
valori più bassi stati riscontrati sulle linee e/o ecotipi Alto Lazio, Rascino,
L13 e Lairty.
Per quanto riguarda l’indice di complementarietà d’uso delle risorse tra coltura
e infestanti (RBT) è stato per la maggior parte dei genotipi maggiore di uno, con
valori più elevati per le linee L1, L4 e L14 (rispettivamente con un RBT di 1,31
– 1,36 – 1,24). Anche in questo caso si osserva una forte complementarietà, riguardo
l’uso delle risorse, fra la leguminosa e la flora infestante, in relazione alla
loro diversa fonte preferenziale di azoto (minerale nel suolo per le infestanti
e atmosferico per la lenticchia).
Biomassa relativa della coltura e delle infestanti in coltura non diserbata (media
di 3 densità colturali) a fine ciclo ed indici di abilità competitiva. La 3a e la
5a colonna riportano rispettivamente la biomassa della lenticchia non infestata
e la biomassa totale delle infestanti nella coltura della lenticchia infestata.
Ecotipo/varietà |
RBc |
Biomassa lenticchia (g m-2 di s.s.)
|
RBi |
Biomassa infestanti (g m-2 di s.s.)
|
RBT |
Ec Alto Lazio |
0,43 |
518,76 |
0,59 |
79,20 |
1,02 |
Ec. Rascino |
0,53 |
590,23 |
0,63 |
71,93 |
1,16 |
L1 |
0,53 |
590,23 |
0,78 |
93,89 |
1,31 |
L13 |
0,30 |
370,80 |
0,61 |
94,78 |
0,91 |
L14 |
0,55 |
615,80 |
0,69 |
85,36 |
1,24 |
L16 |
0,46 |
512,36 |
0,67 |
82,40 |
1,13 |
L4 |
0,52 |
577,14 |
0,74 |
78,62 |
1,26 |
Lairty |
0,45 |
499,44 |
0,55 |
80,00 |
1,00 |
|
|
|
|
|
|
DMS (P<0,05) |
0,08 |
|
0,11 |
|
0,12 |
ESPERIMENTO B: Effetto della fertilizzazione fosfatica sulle colture
di cece e lenticchia.
Nella media dei genotipi, sia per la coltura del cece sia per quella della lenticchia
la fertilizzazione fosfatica è risultata incrementare le rese granellari. In ogni
caso, mentre nel cece l’effetto di 100 kg ha-1 di P2O5 ha determinato incrementi
consistenti di produzione granellare (consentendo la massima resa), nella lenticchia
è stato osservato un incremento di minor dimensione proporzionale e la massima resa
è stata osservata a dosi di 150 kg ha-1 di P2O5.
Effetto della dose di fertilizzante fosfatico sulla resa in granella del cece e
della lenticchia (media dei genotipi per coltura)
ESPERIMENTO C: Caratterizzazione e mantenimento in purezza di ecotipi
e linee di provenienza locale e di altra provenienza.
Sono state sottoposte ad analisi biometrica in laboratorio piante mature di cece
e lenticchia raccolte da un’area di 1 m2 per ogni parcella nella prova agronomica
condotta presso l’Azienda Agraria Didattico Sperimentale dell’Università degli Studi
della Tuscia, rappresentativa delle condizioni dell’Alta Tuscia.
Inoltre Sono stati inoculati artificialmente 31 genotipi di cece rispettivamente
con la razza 2 e 3 di Ascochyta rabiei. La semina è stata eseguita in contenitori
alveolari contenenti terriccio e sabbia nel rapporto 3:1.
Riguardo all’inoculo, sono stati utilizzati isolati italiani di A. rabiei in collezione
presso l’ENEA. Questi isolati provenivano da coltura monoconidica del fungo e sono
stati allevati e moltiplicati (Fig. a e b) per 21-30 giorni su substrato PDA (22-25
°C, fotoperiodo con 8 ore di luce e 16 ore di buio). Gli inoculi sono stati preparati
omogenando in acqua le colonie fungine. Le inoculazioni artificiali sono state effettuate
nebulizzando su piantine di cece (stadio 6-7 foglie) sospensioni conidiche di A.
rabiei alla concentrazione di 2,8-2,3 x 105 conidi/ml (Fig. c e d).
L’instaurarsi del processo infettivo e la manifestazione dei sintomi è stata ottenuta
garantendo elevata l’UR per i 5 giorni successivi alla nebulizzazione dell’inoculo
(Fig. e) e una temperatura di circa 20-22°C, considerata ottimale per lo sviluppo
fungino. Fasi dell’inoculazione artificiale con A. rabiei in ambiente controllato
(serra o camera climatizzata). (a) moltiplicazione del fungo; (b) aspetto della
colonia fungina in moltiplicazione su substrato PDA; (c) stadio delle piantine da
inoculare; (d) inoculazione artificiale mediante nebulizzazione della sospensione
conidica del fungo; (e) mantenimento dell’umidità relativa elevata immediatamente
dopo l’inoculazione artificiale con il fungo.
Fasi dell’inoculazione artificiale con A. rabiei in ambiente controllato (serra
o camera climatizzata).

moltiplicazione del fungo;
Aspetto della colonia fungina in moltiplicazione su substrato PDA

Stadio delle piantine da inoculare;

inoculazione artificiale mediante nebulizzazione della sospensione conidica del
fungo

mantenimento dell’umidità relativa elevata immediatamente dopo l’inoculazione artificiale
con il fungo