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Museo della città e del territorio, Vetralla

Il Museo della città e del territorio (link) nasce nel 1991 come sperimentazione di una nuova tipologia museale, proposta a livello nazionale, regionale e locale su progetto di Enrico Guidoni ed Elisabetta De Minicis, attuato (a partire dal 1992 nella sede di piazza Don Pallini e dal 1995 nella sede attuale) nel prototipo di Vetralla e donato all’Università della Tuscia nel 2008 Al Museo è strettamente legata, per contenuto scientifico, la Casa Museo allestita in una torre medievale in Via Cassia, 36, attualmente di proprietà del Comune di Vetralla.

Il Museo di Vetralla, con il suo particolare taglio territoriale esteso a tutti i centri storici della Tuscia, vuole essere uno strumento scientifico, informativo e didattico d’avanguardia, e si rivolge in modo particolare agli addetti ai lavori (architetti, urbanisti, restauratori, archeologi, storici, operatori culturali, studenti universitari, ecc.) ed ai singoli cittadini interessati alla cultura ed alla tutela del proprio patrimonio.

Il Museo, inserito nel circuito dei musei a carattere demoantropologico della Regione Lazio, è finalizzato a conservare la documentazione relativa a temi privilegiati come la storia dell’ambiente, del territorio, dei centri antichi, (con particolare attenzione per l’archeologia medievale e industriale), la storia dell’architettura e dell’arte, la storia delle tecniche e dei mestieri tradizionali maggiormente legati all’edilizia.

L’edificio storico che ospita il Museo, acquistato nel 1991, è l’antica Torre di Porta Marina costruita nel XV secolo a difesa dell’angolo nord-occidentale delle mura medievali, ancora in parte visibili.

Si sviluppa su tre livelli, in parte scavati nella roccia tufacea, destinati alle diverse Sezioni tematiche del Museo. Al piano superiore si colloca la Sala mostre e conferenze allestita con alcune vetrine della Sezione Ceramica di Vetralla, dove è conservata la produzione di Checco Lallo (Felice Ricci), l’ultimo artigiano di ceramica vetrallese, recentemente scomparso. Alla Sezione Ceramica-Lazio (raccolta di ceramiche popolari di Alto e Basso Lazio), Sezione Laterizi (campionatura di tegole, coppi e mattoni) e alla Sezione Ferro-Metalli (raccolta di strumenti e di prodotti, tra cui quelli della ferriera e ramiera di Ronciglione) sono dedicati il piano intermedio ed un pianerottolo sulla rampa di discesa al piano inferiore. La Sezione Legno (raccolta di oggetti della tradizione popolare da varie regioni d’Italia e di strumenti per il ciclo di lavorazione del legno) occupa la rampa d’accesso al piano superiore e la torre circolare su due livelli; al piano inferiore si trova, infine, la Sezione del Muratore/Pietra (raccolta di strumenti da cantiere e di prodotti per l’edilizia ). Per finire, un Cantinone, interamente scavato nella pietra tufacea, è stato allestito con gli strumenti per la lavorazione e conservazione del vino, con una ricca raccolta di botti ed una vetrina che contiene oggetti sul tema della vendemmia e del vino. Nell’area dell’ingresso una fossa granaria, utilizzata come “butto” (scavo stratigrafico del 1998), plastici in scala di architetture medievali (le mura di Vetralla, Barbarano Romano, Vitorchiano, Tarquinia) ed alcune restituzioni in scala di impianti urbanistici (Blera, Vetralla) completano l’arredo del Museo.

Il Museo è diretto da Elisabetta De Minicis, Università della Tuscia (Vt) ed ha la collaborazione di “Vetralla Città d’Arte”. la Casa Editrcie Davide Ghaleb e l’Associazione DivaCassia onlus, per le numerose manifestazioni culturali e le mostre che ospita.

Apertura per visite guidate e scuole a richiesta (0761/471694:0761/477042;3932127125)