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 giovani che si immatricolano all’università sono molti; quelli che concludono gli studi sono relativamente pochi. Il sistema universitario italiano è infatti caratterizzato da un ridotto tasso di laurea: ogni 100 studenti immatricolati meno di 40 riescono a laurearsi. Nei gruppi politico-sociale e psicologico, la quota è ancora più bassa (rispettivamente 27,5% e 30,6%), mentre il gruppo medico si distingue per l’alto tasso di successo (74,3%).

L'bbandono degli studi si verifica generalmente tra il primo ed il secondo anno di corso: la quota di studenti di primo anno che non rinnova l’iscrizione al secondo ammonta al 29%. I corsi di laurea dei gruppi politico-sociale, scientifico, geo-biologico e insegnamento sono i più colpiti dal fenomeno delle rinunce: di 100 iscritti al primo anno più di 30 lasciano gli studi; il gruppo medico, viceversa, registra la quota più bassa di mancate reiscrizioni: meno del 12%.

Immatricolati nell'anno accademico 1996/97 che non si sono reiscritti l'anno successivo per gruppo di corsi di laurea
Per 100 immatricolati.

Fonte: Istat

Gli immatricolati che ottengono migliori risultati sono quelli provenienti dai licei (il 54% riesce a conseguire la laurea). Le maggiori difficoltà sono incontrate dai ragazzi diplomati degli istituti professionali e tecnici (con percentuali di esiti positivi rispettivamente pari a 20% e 25%). I risultati si differenziano anche in relazione al tipo di studi intrapreso all’università.

Tabella:
Laureati nell'anno accademico 1996-97 per diploma di scuola secondaria superiore e gruppo di corsi di laurea, per 100 immatricolati 6 anni prima

L’abbandono degli studi può dipendere oltre che dagli ostacoli incontrati nello studio, anche da una insoddisfacente scelta del corso di laurea. In effetti, se tornasse indietro, soltanto il 70% circa dei laureati del 1998 ripeterebbe la stessa scelta; il restante 30% si iscriverebbe a un altro corso di studi.