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INDICE
Introduzione p. 1
PARTE PRIMA
LA DIMENSIONE SOCIALE DELL'IMPRESA
Capitolo primo
L'IMPRESA NELL'ATTUALE AMBIENTE SOCIALE
1. L'odierna complessità ambientale , pag. 15
2. Tendenze sociali "in auge", pag. 21
3. La vitale sintonia delle scelte gestionali con le dinamiche sociali in atto, pag. 41
Capitolo secondo
LE RELAZIONI DELL'IMPRESA CON I SUOI INTERLOCUTORI SOCIALI
1. L'approccio "unitario", pag. 51
2. Gli stakeholders o interlocutori sociali "interessati" , pag. 64
3. Tensioni e fratture nel rapporto impresa-stakeholders, pag. 72
PARTE SECONDA
LA DIMENSIONE ETICA DELL'IMPRESA
Capitolo terzo
IMPRESA, AMBENTE E VALORI ETICI
1. Il ruolo dei "valori condivisi" nelle relazioni impresa-ambiente sociale, pag. 91
2. L'insegnamento del "passato": evoluzione degli approcci alla dimensione etico-sociale dell'impresa, p. 98
3. L'Etica d'impresa , pag. 114
Capitolo quarto
FINALITA' DELL'ATTIVITA' ECONOMICA ED ETICA D'IMPRESA
1. L'etica come "miglior politica" (per il conseguimento di positivi risultati economici di periodo) , pag. 135
2. L'etica come orientamento globale della gestione, pag. 141
3. Considerazioni sul finalismo d'impresa, pag. 147
4. Il punto di vista dell'ambiente sociale , pag. 177
Capitolo quinto
IL DIBATTITO DOTTRINALE IN CORSO
1. Etica d'impresa e logica di "mercato", pag. 188
2. Etica d'impresa e "confini" giuridici, pag. 206
3. Può l'impresa essere oggetto di imputazione di responsabilità etiche?, pag. 212
PARTE TERZA
INTERIORIZZAZIONE DELL' "ORIENTAMENTO ETICO" NELLA GESTIONE D'IMPRESA
Capitolo sesto
L'INTRODUZIONE DI UN "ORIENTAMENTO ETICO": PREMESSE CONCETTUALI
1. La funzione manageriale , pag. 225
2. La "visione" dell'attività economica, pag. 248
3. La leadership globale , pag. 256
4. Il controllo globale , pag. 267
5. La cultura d'impresa, pag. 280
Capitolo settimo
IL PROCESSO PER LA RILEVAZIONE DELLA CULTURA ETICA "GIA' ESISTENTE" NELL'IMPRESA
1. Il progetto per la messa in opera di una "gestione etica":
1.1) descrizione delle fasi da compiere, pag. 297
1.2) centro di responsabilità del progetto, pag.302
1.3) pubblicizzazione preliminare, pag. 307
2. L'indagine sulla cultura "preesistente":
2.1) avvertenze sull'approccio in esame, pag. 309
2.2) rilevazione dei dati grezzi , pag. 312
2.3) elaborazione per classi culturali, pag. 315
3. Dalla cultura etica "vigente" al sistema di valori "desiderato", pag. 324
Capitolo ottavo
"NUOVA" CARATTERIZZAZIONE ETICA DELLA GESTIONE
1. Configurazione del sistema dei valori-obiettivo, pag. 329
2. La Magna Charta dei valori d'impresa: il Codice etic, pag. 338
3. Mutamenti organizzativi e gestionali, pag. 347
RIFLESSIONI CONCLUSIVE, pag. 367
BIBLIOGRAFIA - pag. 387
PREFAZIONE
In una nota metafora sulla funzione manageriale, la figura del dirigente d'impresa viene presentata come quella di una persona bendata che guida un'autovettura seguendo le sole indicazioni del passeggero seduto al suo fianco, il quale guarda la strada dallo specchietto retrovisore! La pur bizzarra immagine non rende tuttavia giustizia delle abilità richieste a chi è preposto alla conduzione delle combinazioni economiche, perché ne semplifica senza dubbio le condizioni operative. In effetti, benché si rilevi correttamente la circostanza che le decisioni gestionali vengono assunte sulla base di reporting informativi elaborati da altro soggetto, sulla scorta di soli dati storici, si trascurano tuttavia alcuni elementi non secondari quali il traffico, l'elevata velocità, le segnalazioni spesso imprecise, le scorrettezze degli altri automobilisti e quanto altro aggiunge complessità ed incertezza alle scelte gestionali del "conducente". Peraltro, quest'ultimo deve ovviamente conservare l'incolumità sua, dei suoi passeggeri e del suo mezzo, pervenendo al contempo ad una precisa destinazione nei tempi prefissati; ma non solo, poiché le sue "fatiche" non sono ancora terminate: deve riuscire nel suo compito osservando sia le regole scritte del codice della strada sia quelle tacite del rispetto, della cordialità, della lealtà, della fiducia e della sintonia con ri-guardo ai passanti, agli altri mezzi viaggianti ed all'ambiente circostante.
Nell'ambito della rilevante mole di "oneri" appena accennata, cui è sotto-posta sia l'azione dirigenziale che, in conseguenza, quella dell'intera impresa, la nostra attenzione si rivolge ad una parte fra essi, ed è dedicata, in particolare, alle norme non scritte che più o meno soggettivamente regolano i comportamenti posti in essere in quel vasto terreno in cui "la legge non arriva" : l'etica dell'individuo e delle sue organizzazioni.
Il nostro interesse per simile argomento non trae origine dai "terremoti" giudiziari che hanno sconvolto il mondo degli affari e della politica nel nostro così come in altri paesi. Pur nella "felice" coincidenza fra l'uscita del presente lavoro e la fase di "auge" del discorso sui valori etici caratterizzanti taluni ambienti socio-economici (tematica cui il nostro scritto non intende certo sottrarsi, presentando anzi interventi ed analisi su una parte delle cause strutturali degli attuali "dissesti" morali), i prodromi dello studio che proponiamo sono di gran lunga antecedenti e la stessa stesura del lavoro ha avu-to inizio nei famigerati "tempi non sospetti".
Dopotutto, la dottrina aziendale italiana si è storicamente premurata di svolgere le riflessioni sul fenomeno azienda proprio inserendo quest'ultima nel-la ricchezza delle condizioni sociali che hanno caratterizzato, in tempi diversi, l'ambiente in cui ogni unità economica è stata chiamata a vivere ed operare. In particolare, gli autori della c.d. Scuola Toscana, sin dal capostipite Alberto Ceccherelli, hanno spesso sottolineato l'esigenza di un simile approccio, svolgen-dolo ampiamente nei Loro scritti e nelle Loro lezioni. A Siena, il prof. Guido Ponzanelli ha costituito illustre esempio di tale modo di avvicinare gli studi aziendali e dalla Sua opera trae spunto originario questo scritto.
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