LA POLITICA DI REDAZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO
CEDAM, 1996
INDICE
Capitolo I
EVOLUZIONE STORICA DELLA POLITICA DI REDAZIONE DEL BILANCIO
(di Pierre Di Toro)
1. La "politica di bilancio" nella dottrina economico-aziendale italiana, pag. 1
2. Attuali limiti normativi, pag. 40
Capitolo II
LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI E QUELLE IMMATERIALI
(di Pierre Di Toro)
1. Introduzione agli spazi di discrezionalità nella valutazione dei beni durevoli, pag. 67
2. Le produzioni "in economia", pag. 75
3. La "residua possibilità di utilizzazione" dei beni strumentali, pag. 96
4. Condizionamenti emergenti dalla disciplina fiscale, pag. 112
5. Ammortamenti anticipati, pag. 132
6. Le immobilizzazioni immateriali e i criteri per la loro valutazione, pag. 152
Capitolo III
LE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE: PARTECIPAZIONI E TITOLI.
(di Giuseppe Ianniello)
1. La classificazione e l'iscrizione delle partecipazioni nel bilancio d'esercizio, pag. 169
2. Influenza della disciplina fiscale, pag. 203
3. Trattamento dei dividendi e degli utili di partecipazione, pag. 212
4. Le plusvalenze realizzate, pag. 215
5. Partecipazioni e titoli che non costituiscono immobilizzazioni , pag. 218
Capitolo IV
LE RIMANENZE
(di Pierre Di Toro)
1. Presupposti normativi, pag. 225
2. Soggettività nella "ricostruzione" dei movimenti di magazzino, pag. 228
3. I valori assegnabili alle giacenze, pag. 238
4. Il "valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato", pag. 245
5. Correlazione fra valutazione delle materie prime e del prodotto finito, pag. 248
6. Il "costo di trasformazione", pag. 264
7. Vincoli fiscali e campi di discrezionalità valutative, pag. 270
Capitolo V
ALTERNATIVE NELL'ISCRIZIONE DEI CREDITI
(di Giuseppe Ianniello)
1. La classificazione dei crediti, pag. 275
2. Indeterminazione insita nel "presumibile valore di realizzazione", pag. 278
3. Comportamenti indotti dalla disciplina fiscale, pag. 287
Capitolo VI
LA "MOVIMENTAZIONE" DEL NETTO
(di Pierre Di Toro)
1. Classificazioni rilevanti, pag. 299
2. Le singole componenti e la loro possibile movimentazione, pag. 307
3. Quadro di sintesi, pag. 346
Capitolo VII
I DEBITI E LA LORO ESPOSIZIONE
IN BILANCIO
(di Giuseppe Ianniello)
1. Classificazione ed opzioni inerenti le singole categorie, pag. 351
2. L'attualizzazione dei debiti, pag. 368
3. Alternative in merito agli accantonamenti al Fondo T.F.R., pag. 371
4. Margini di manovra sui crediti e debiti in moneta estera, pag. 375
GLI ATTUALI CONTENUTI DELLA POLITICA DI REDAZIONE DEL BILANCIO, pag. 403
(di Pierre Di Toro)
BIBLIOGRAFIA - pag. 411
PREFAZIONE
La redazione del bilancio d'esercizio, documento di rappresentazione contabile del capitale delle imprese e dei risultati da queste conseguiti, è processo che presenta fisiologicamente passaggi soggettivi nell'ambito dei quali gli amministratori compiono un insieme di scelte discrezionali;
queste ultime, nel loro complesso, configurano la politica di redazione del bilancio oggetto del presente scritto.
I contenuti di simile politica si sono storicamente adeguati ai cambiamenti degli scenari normativi e dei contesti socio-economici. Il mutamento del quadro normativo sul bilancio, delineatosi agli inizi degli anni novanta, conduce pertanto naturalmente a una rivisitazione del tema, al fine di
apprezzarne l'odierna estensione.
L'ambito del lavoro è il medesimo nel quale trova applicazione la riforma introdotta dal D. Lgs. n. 127 del 1991 (interessante, ricordiamo, i bilanci chiusi a partire dal 17 aprile 1993). Trattasi, come noto, delle società per azioni, a responsabilità limitata e in accomandita per azioni (incluse le società finanziarie la cui attività consiste - in via esclusiva o prevalente - nell'assunzione di partecipazioni
in società esercenti attività diversa da quella creditizia o finanziaria); delle imprese cooperative, delle mutue assicuratrici (salvo le disposizioni delle leggi speciali sull'esercizio delle assicurazioni), dei consorzi e delle società consortili con attività esterna; nonché, per la sfera delle valutazioni di bilancio, delle imprese individuali e delle società di persone. Le riflessioni proposte non concernono, tuttavia, gli enti creditizi; più in generale, non hanno ad oggetto tutte quelle imprese che svolgono
in via esclusiva o prevalente, anche indiretta-mente, attività di raccolta e collocamento di pubblico risparmio o attività finanziaria consistente nella concessione di finanziamenti o nella
compravendita, possesso, gestione e collocamento di valori mobiliari. Sono altresì escluse, se i rispettivi schemi di bilancio risultano regolati da leggi speciali, le imprese di assicurazione, le
editrici, le aziende elettriche e le municipalizzate.
L'obiettivo immediato dello scritto è duplice: da una parte, a fronte delle frequenti asserzioni sulla rigidità del novellato panorama normativo, dimostrare analiticamente la persistenza di numerosi
spazi nei quali può ancora legittimamente esprimersi la discrezionalità degli amministratori; dall'altra, esplicitare l'ingente influenza sull'informativa di bilancio che la politica di redazione
del medesimo può lecitamente esercitare, evidenziando, in particolare, le conseguenze qualitative
e quantitatiosi
spazi nei quali può ancora legittimamente esprimersi la discrezionalità degli amministratori; dall'altra, esplicitare l'ingente influenza sull'informativa di bilancio che la politica di redazione
del medesimo può lecitamente esercitare, evidenziando, in particolare, le conseguenze qualitative
e quantitative sulla composizione del capitale e sull'entità dei risultati economici.
Il fine mediato consiste nel ridiscutere l'accezione dottrinale di "politica di bilancio" alla luce delle odierne condizioni normative e socio-economiche nelle quali operano le imprese. Il tema, che ha
già appassionato la letteratura, appare tutt'altro che sopito nella prassi aziendale, assumendo innovate opportunità di manifestazione, le quali non possono non condurre a una rinnovata
attenzione da parte degli studiosi.
GLI AUTORI
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