Pierre Di Toro
SUL GOVERNO DELL' "AZIENDA GRUPPO"
Cedam, Padova
Luglio 2004
Indice
PREFAZIONE - p. V
CAPITOLO I
PRINCIPI DI COMPORTAMENTO
DEL GOVERNO AZIENDALE
1. INTRODUZIONE - p. 1
2. GLI OBIETTIVI DELL'AUTODISCIPLINA - p. 3
3. L'ETICA DEGLI AMMINISTRATORI:
3.1. Il principio di trasparenza - p. 6
3.2. Il principio di rappresentatività - p. 9
3.3. Il principio di competenza o di professionalità - p. 13
3.4. Il principio di separazione dei ruoli o di differenziazione delle responsabilità - p. 14
3.5. Il principio d'indipendenza - p. 21
4. LE ATTRIBUZIONI DEL CONSESSO DEGLI AMMINISTRATORI:
4.1. Il principio di centralità - p. 24
4.2. Il comitato per il controllo sulla gestione nel sistema monistico - p. 30
4.3. L'internal audit nei sistemi tradizionale e dualistico - p. 30
5. I CONFLITTI D'INTERESSE:
5.1. Il comitato per la remunerazione - p. 33
5.2. L'attribuzione di azioni proprie o del gruppo - p. 35
5.3. I rapporti con i soci e il principio di autonomia - p. 45
5.4. Insider trading e principio di riservatezza - p. 49
5.5. L'internal dealing - p. 52
5.6. Le operazioni con parti correlate e il principio di fairness sostanziale e procedurale - p. 53
6. LA RELAZIONE ANNUALE SULLA CORPORATE GOVERNANCE - p. 59
Il caso: l'informativa al CdA del Banco Ambrosiano s.p.a. da parte dell'organo delegato (1978-1982) - p. 71
CAPITOLO II
EQUILIBRISMI ED INSTABILITÀ NELLE
HOLDING A «GOVERNANCE APERTA»
1. L'«OUTSIDER SYSTEM» ANGLOSASSONE - p. 75
2. LE CARATTERISTICHE ITALIANE DELLE CAPOGRUPPO CON AZIONISTI «DEBOLI» - p. 94
Il caso: la public company Rjr Nabisco Inc. e le strategie di buy out della finanziaria Kkr (1988-1989) - p. 113
CAPITOLO III
VARIABILITÀ E MUTAZIONI
DEGLI ASSETTI DI GRUPPO
1. LINEE DI GOVERNO NELLA CONFIGURAZIONE DEI GRUPPI AZIENDALI - p. 137
2. LA SCELTA DELLA SOCIETÀ IN ACCOMANDITA COME «SUPER-HOLDING» - p. 138
3. LA CAPOGRUPPO E L'ATTIVITÀ SVOLTA - p. 141
4. LE SUB-HOLDINGS:
4.1. La finanziaria di II livello - p. 148
4.2. La suddivisione delle attività di gruppo a livello di sub-holdings - p. 149
5. I LIVELLI GERARCHICI:
5.1. I gruppi verticali e «piramidali» - p. 154
5.2. Le dinamiche dell'incremento dei livelli:
5.2.1. La costituzione di controllate alla base della piramide - p. 155
5.2.2. L'acquisizione di partecipazioni - p. 156
5.2.3. Il conferimento di pacchetti azionari - p. 160
5.2.4. La scissione parziale e lo scorporo totale - p. 162
5.3. Le finalità della creazione dei gruppi e della moltiplicazione dei livelli gerarchici:
5.3.1. La leva del rischio - p. 164
5.3.2. La leva azionaria - p. 168
5.3.3. La leva organizzativa - p. 177
5.4. I gruppi orizzontali o con «catena corta» - p. 182
5.5 Gli obiettivi e le strategie dell'«erosione» delle piramidi - p. 187
Il caso: gli assetti del gruppo Pirelli (1920-2003) - p. 191
CAPITOLO IV
SLEEPING PARTNERS» E
MONITORAGGIO DELLA CORPORATE GOVERNANCE
1. INVESTITORI ISTITUZIONALI ED OPPOSIZIONE QUALIFICATA - p. 195
2. ATTIVISMO E MINORANZA DI BLOCCO - p. 201
3. PROXY CONTEST E PICCOLI SOCI - p. 209
Il caso: l'«activism» della S.u.a.M. nella vicenda Manchester United-BSkyB (1998-99) - p. 212
SINTESI CRITICA - p. 217
PREFAZIONE
Il presente scritto ha l'obiettivo di illustrare criticamente taluni temi di corporate governance, con particolare riguardo all'esercizio del potere di governo nelle società capogruppo (holdings) e sui relativi gruppi aziendali.
In tale ambito, è stata svolta una ricerca pluriennale sul campo che ha avuto ad oggetto una settantina d'imprese (citate nell'indice analitico di fine volume): sono state esaminate prevalentemente società per azioni italiane, benché, qualora l'esperienza nostrana non si sia rivelata sufficientemente indicativa da offrire un quadro soddisfacente, siano state anche richiamate significative realtà straniere.
Di norma, piuttosto che tradurre quanto emerso dalla realtà in frammenti di teoremi scientifici e relative sub-ipotesi di approfondimento, è stata scelta la strada del richiamo diretto dell'evento rilevato, poiché questo - con i suoi «nomi» e «numeri» reali - può rendere con maggiore puntualità ed immediatezza le poliedriche prospettive (incluse quelle teorico-concettuali) insite nel tema specifico di volta in volta in esame.
Le fonti utilizzate sono state varie: oltre a quanto riportato nella bibliografia di fine volume, sono stati presi in considerazione bilanci, relazioni sulla gestione (e relazioni degli amministratori), informazioni complementari fornite dalle aziende in allegato al bilancio, statuti, verbali e regolamenti societari, delibere di Consigli d'amministrazione, relazioni periodiche sulla corporate governance, riviste aziendali, dichiarazioni degli amministratori e presentazioni agli investitori, documenti a disposizione dei pubblici organismi di vigilanza, atti processuali, etc.. Diversi dati numerici tratti da tali fonti sono stati oggetto d'arrotondamento o «elaborazione» semplificatrice: nello spirito del presente scritto, più che le «virgole» si vorrebbero infatti «contare» e comprendere le politiche, gli orientamenti, le strategie e le tattiche che le determinano.
Riguardo alla materia oggetto del volume, vale al dire il governo dell'azienda e del gruppo da questa dominato, il tutto avrebbe lo scopo di fornire il supporto di conoscenze necessarie ad apprezzare con senso etico il repertorio delle scelte assunte dal management e dai soci principali, con particolare attenzione all'effetto sugli altri stakeholders.
A tal fine, la riflessione sul governo aziendale è stata sviluppata sui seguenti temi:
- la proposizione dei principi di comportamento adottabili e degli instabili equilibri da mantenere da parte dei soggetti preposti al governo delle aziende e dei relativi gruppi (capp. I e II); dunque, le prescrizioni di autodisciplina nelle «configurazioni» e nelle attività del vertice delle imprese societarie. In altri termini, la disamina verte sia sulla regolamentazione volontariamente adottabile dagli amministratori (su stimolo o meno dello scenario esterno), che sull'uso/abuso in peculiari contesti aziendali della loro libertà d'azione (rispetto alla proprietà e alla minoranza);
- il governo delle strutture di gruppo e le relative strategie di configurazione degli stessi in vista degli obiettivi perseguiti dal governo della holding e dai soggetti dominanti quest'ultima (cap. III);
- il monitoraggio esercitabile dai soci non coinvolti nel governo delle aziende sull'esercizio dei poteri esecutivi (cap. IV).
Un'ultima nota deve essere dedicata a segnalare che il presente volume prosegue idealmente quello scritto dallo stesso autore e pubblicato per i medesimi tipi con il titolo "Dal controllo societario al governo aziendale", nel quale si esaminano i processi che sono a fondamento di quel controllo societario dal quale trae genesi il governo delle aziende e delle holding, oggetto di approfondimento in questo lavoro. A tale opera, di questa stessa Collana, si rinvia per i temi propedeutici a quelli qui esposti.
Prof. Pierre Di Toro
Viterbo, luglio 2004.