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ORGANIZZAZIONE DI UN VIVAISMO OLIVICOLO MODERNO PER LA PRODUZIONE DI PIANTE CERTIFICATE 

(progetto 5B- Regione Lazio)

Rugini E.(1), Muganu M.(1), Biasi R.(1), Aversa G.(1), Pannelli G.(5), Maggini F. (4), Bignami C.(1), Barba M.(2), Romagnoli B.(1), Martelli G.P.(3), Venzi L.(6), Zamboni E. (1)

(1) DIPARTIMENTO DI PRODUZIONE VEGETALE UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA, VITERBO;

(2) ISTITUTO DI PATOLOGIA VEGETALE DI ROMA ;

(3) DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE DELLE PIANTE DALLE MALATTIE, UNIVERSITA’ DI BARI.

(4) DIPARTIMENTO DI AGROBIOLOGIA E AGROCHIMICA UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA. 

(5) ISTITUTO PER LA  OLIVICOLTURA MIPAF, SPOLETO

(6) Dipartimento di Economia Agroforestale e dell'Ambiente Rurale,UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA

L’impiego di materiale vivaistico di olivo di elevata qualità, caratterizzato nel genotipo ed esente dalle più comuni e patologie fungine, batteriche e virali, rappresenterebbe un metodo di produzione innovativo e consentirebbe all’agricoltore di gestire la sua coltura come un agrosistema, attuando interventi agronomici di prevenzione più rispettosi dell’ambiente ed in grado di offrire un prodotto trasformato sicuro. La possibilità di dare corso alla certificazione di piante di olivo è allo stato attuale limitato da alcune difficoltà quali: limiti propri della propagazione tradizionale; necessità di definizione di tecniche per il risanamento da patogeni; necessità di definizione di tecniche per la identificazione varietale.

 

STATO ATTUALE DELLA PROPAGAZIONE DELL’OLIVO: -Innesto su semenzale e propagazione per talea. Esso viene normalmente allevato in contenitore. Le piante necessitano 18-24 mesi prima di essere collocate sul mercato. Normalmente esse non vengono impalcate in vivaio

PROBLEMATICHE DELLA PROPAGAZIONE TRADIZIONALE: Nella propagazione per innesto l’elevato costo di produzione risulta dalla necessità di impiego di molta manodopera e talvolta dalla bassa % di attecchimento. Mancano, inoltre, portinnesti selezionati. Nel caso della propagazione per talea, alcune cultivar hanno basse % di radicazione, inoltre, questa tecnica facilita la diffusione di patogeni (fungini, batterici e virali). Queste problematiche possono essere superate dalle colture in vitro.

STATO DELL’ARTE DELLA COLTURA IN VITRO DELL’OLIVO: Con questa tecnica è possibile moltiplicare molte cultivar anche quelle di difficile rizogenesi. Finora le cultivar micropropagate per stimolazione delle gemme ascellari poste in campo hanno fiorito normalmente, salvo quando come espianto iniziale è stato utilizzato un pollone. Tre campi sperimentali che prevedono l’impiego di piante micropropagate sono stati costituiti nella provincia di Viterbo (località Canino).  I costi di produzione sembrano essere competitivi con la propagazione per talea.

PROBLEMATICHE DELLA COLTURA IN VITRO. Esistono ancora problemi da risolvere quali: difficoltà di alcune cultivar ad ambientarsi in vitro; limitata possibilità di iniziare la coltura in vitro con meristemi; elevata dominanza apicale dei germogli in vitro con conseguente limitata produzione di germogli ascellari; difficoltà di decontaminazione degli espianti iniziali per la presenza di patogeni localizzati nei vasi conduttori. L’embriogenesi somatica risulta ancora applicata a pochissime cultivar ed inoltre l’embrione somatico presenta spesso difficoltà a completare lo sviluppo in pianta.

 

Inizio coltura Proliferazione

Radicazione

Controllo

Luce continua

Fioritura

Embriogenesi 

somatica
 

POSSIBILITA’ DI MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLE PIANTE: Da indagini preliminari presso il nostro Dipartimento l’allevamento in condizioni di luce artificiale continua con spettro luminoso adeguato e in serra riscaldata con energia a basso costo (geotermica), permetterebbe di velocizzare la crescita delle piantine provenienti da vitro e di commercializzarle già impalcate.

Ai vantaggi sopraelencati, la messa a punto di un metodo di micropropagazione efficiente consentirebbe di risanare l’olivo dalle virosi che, essendo in questa specie molto frequenti, impediscono in base alle leggi vigenti la certificazione delle piante.

STATO ATTUALE DELLE RICERCHE SULLA DIAGNOSTICA E RISANAMENTO DA VIRUS: legata alla ottimizzazione della propagazione è la verifica nei tessuti di olivo di infezioni batteriche (localizzazione intercellulare o xilematica) e virali al fine di procedere al risanamento dai patogeni. Per ciò che riguarda la diagnostica virale, in olivo sono in fase di sperimentazione metodologie molecolari (dsRNA) che purtroppo non sono ancora di facile e rapida esecuzione. Con il metodo ELISA attualmente si possono rilevare solo pochi virus.

Per quanto concerne il risanamento da virus le tecniche applicabili all’olivo sono la termoterapia in vitro ed in vivo, associata al prelievo di meristemi apicali di cultivar cresciute in vitro. Attualmente in questa specie non ci sono esperienze di risanamento con nessuna delle tecniche conosciute.

PROBLEMATICHE: Indagini preliminari c/o il nostro Dipartimento hanno evidenziato un differente comportamento ai diversi gradienti di temperatura necessaria per il possibile risanamento, per cui per ogni cultivar si dovrà mettere a punto la procedura di trattamento.