DISCUTEDO

Dipartimento di storia e culture del testo e del documento

 

Lo scopo del sito è di informare sulla struttura e le attività del DISCUTEDO.
Il Dipartimento è una struttura dell'Ateneo istituita con decreto governata da regolamento. I professori che vi afferiscono si occupano dello svolgimento di attività di ricerca (di base e applicata) in discipline dell'area archivistica, biblioteconomica, giuridica e storica.


Nella sezione Ricerca si trova un prospetto dei progetti in corso. La sezione Attività e servizi comprende delle sottosezioni che riguardano le Convenzioni, gli Incontri, la Bacheca, la Biblioteca, le Collane editoriali di cui il Dipartimento è coeditore, Culture del testo, rivista del DISCUTEDO. Nella sezione Componenti si trova un elenco dei professori afferenti al Dipartimento con le relative discipline ed un elenco degli insegnamenti affidati per contratto. La sezione Laureati offre una panoramica a partire dal 1994 delle persone che si sono laureate con professori del Dipartimento.

Informazioni sui corsi di studio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Documenti: il regolamento


REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI STORIA E CULTURE DEL TESTO E DEL DOCUMENTO

PARTE PRIMA – ATTRIBUZIONI E STRUTTURA DEL DIPARTIMENTO

CAPO I – Attività di ricerca e didattiche

ART. 1

Al Dipartimento di Storia e Culture del Testo e del Documento compete:

    1. organizzare i settori di ricerca afferenti al Dipartimento stesso;
    2. promuovere e coordinare le attività di ricerca di sua competenza, anche tenendo conto dei rapporti di cooperazione eventualmente stabiliti con altri organismi di ricerca, facendo salva l’autonomia dei singoli docenti e ricercatori confermati ed il diritto degli stessi di accedere direttamente ai finanziamenti per la ricerca;
    3. coordinare ed eseguire attività di ricerca e consulenza stabilite mediante contratti e convenzioni con istituti ed enti pubblici e privati, secondo quanto disposto dall’art. 66 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, nell’ambito dei settori di ricerca indicati alla lettera a) del presente articolo e degli altri settori successivamente riconosciuti afferenti, nei limiti di compatibilità con il piano annuale delle ricerche di cui al successivo articolo 9 del presente Regolamento.

Il riconoscimento dell’afferenza al Dipartimento di ulteriori settori di ricerca avviene su indicazione di quest’ultimo secondo la procedura contemplata dall’art. 83, 4° co., D.P.R. 382/80.

Art. 2

Al Dipartimento compete:

    1. contribuire, in collaborazione con i consigli di corso di laurea o di indirizzo e con i consigli di Facoltà, alla organizzazione delle attività didattiche degli insegnamenti ad esso afferenti;
    2. formulare proposte ed esprimere pareri in merito alla sperimentazione di nuove modalità didattiche ai sensi di quanto previsto dall’art. 92 del D.P.R. 382/80;
    3. concorrere, ai sensi di quanto disposto dall’art. 85 del D.P.R. 382/80, in collaborazione con i rispettivi organi direttivi e con i consigli di corso di laurea o di indirizzo e con i consigli di facoltà, alle attività didattiche delle scuole di specializzazione o di corsi di perfezionamento costituiti nell’ambito del Dipartimento;
    4. organizzare e contribuire ad organizzare i corsi per il conseguimento dei dottorati di ricerca nelle materie afferenti;
    5. concorrere alla elaborazione, organizzazione ed attuazione di programmi di insegnamento non finalizzati al conseguimento dei titoli di studio previsti dalla legge ma rispondenti a precise esigenze di qualificazione e riqualificazione professionale, di formazione di nuovi profili professionali di alta specializzazione e di educazione permanente, anche tenendo conto dei rapporti di cooperazione eventualmente stabiliti con altre istituzioni scientifiche;
    6. provvedere all’organizzazione e alla gestione di una biblioteca dipartimentale.

CAPO II – Personale

Art. 3

Al Dipartimento afferiscono i professori, i ricercatori e gli assistenti di ruolo ad esaurimento che hanno aderito, con le modalità previste, al Dipartimento stesso.

Il Dipartimento esprime parere motivato sulle singole richieste di afferenza inoltrate dai docenti, dai ricercatori e dagli assistenti indicati nel primo comma del presente articolo.

Art. 4

Al Dipartimento afferisce il personale amministrativo, tecnico, bibliotecario e ausiliario, quale risultante dal decreto di costituzione del Dipartimento stesso e dai successivi atti di modifica ed integrazione.

CAPO III – Locali ed attrezzature

Art. 5

Il Dipartimento ha sede nei locali menzionati nel decreto rettorale di costituzione dello stesso ed in ogni altro che risulti ad esso in seguito assegnato.

I locali del Dipartimento possono essere utilizzati solo per le attività istituzionali che ad esso competono.

Art. 6

Il Dipartimento, per l’assolvimento dei suoi compiti, si avvale delle attrezzature assegnategli con l’atto di costituzione e di ogni altra che risulti da esso in seguito acquisita.

Il Dipartimento esprime parere, ai sensi del primo comma dell’art. 90, D.P.R. 382/80 per la creazione di centri interdipartimentali per la gestione e la utilizzazione di servizi e di complessi apparati scientifici e tecnici di uso comune a più strutture di ricerca e di insegnamento.

Art. 7

Il Dipartimento coordina l’utilizzazione, da parte degli studenti, delle strutture e dei servizi didattici annessi, in collaborazione e d’intesa con i consigli di Facoltà.

Il Dipartimento fornisce i supporti necessari ed opportuni per assicurare la frequenza agli studi, lo svolgimento delle tesi di laurea, l’espletamento dei periodi di tirocinio pratico e delle attività didattiche connesse con le discipline al Dipartimento stesso afferenti.

Le norme per l’utilizzazione dei locali del Dipartimento e dei laboratori che del Dipartimento stesso fanno parte sono elaborate dalla Giunta e ratificate dal consiglio di Dipartimento.

PARTE SECONDA – ORGANI DEL DIPARTIMENTO

CAPO I – Aspetti generali

Art. 8

Sono organi del Dipartimento il Direttore, il Consiglio e la Giunta.

CAPO II – Il Direttore

Art. 9

Il Direttore del Dipartimento ha la rappresentanza del medesimo, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta e ne cura l’esecuzione delle rispettive deliberazioni.

Il Direttore, con la collaborazione della Giunta, promuove le attività del Dipartimento, vigila sull’osservanza delle leggi, dello Statuto e dei Regolamenti nell’ambito del Dipartimento ed esercita ogni altra funzione che a Lui risulti attribuita dalle norme in vigore.

Il Direttore coadiuvato dalla Giunta e tenendo conto dei criteri generali all’uopo stabiliti dal Consiglio di Dipartimento, esercita altresì le seguenti funzioni:

    1. predispone annualmente, entro il 31 maggio, le richieste di finanziamento al Consiglio di Amministrazione dell’Università, correlandole della relazione concernente il piano annuale delle ricerche e delle attività da svolgersi presso il Dipartimento, per la realizzazione di un programma di sviluppo e di potenziamento delle stesse e per l’organizzazione di convegni; nella predetta sede il Direttore formula la richiesta di assegnazione del personale non docente, necessario per l’attuazione del programma;
    2. propone il piano annuale delle ricerche del Dipartimento e l’eventuale organizzazione dei centri interdipartimentali di ricerca, di centri interdipartimentali di servizi, di altre eventuali soluzioni organizzative con Istituti e/o Dipartimenti dell’Ateneo della Tuscia o di altra Università italiana o straniera, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche o con altre istituzioni scientifiche; indica i relativi strumenti organizzativi necessari e promuove convenzioni tra l’Università e gli enti interessati;
    3. redige annualmente una relazione documentata sui risultati della sperimentazione, con riferimento allo stato della ricerca e della didattica, e la trasmette alla Commissione di Ateneo;
    4. predispone entro il 30 novembre di ogni anno, il bilancio preventivo e, entro il 15 marzo, il conto consuntivo, corredando entrambi con una particolareggiata relazione illustrativa, tra gli altri, dei seguenti aspetti:
  1. utilizzazione dei fondi in correlazione alle attività didattiche e di ricerca in corso nel Dipartimento;
  2. eventuali esigenze sopravvenute in corso d’anno;
  3. conseguimento delle finalità preventivate nell’ambito della sperimentazione organizzativa e didattica e nella collaborazione scientifica dell’attività a carattere interdipartimentale ed interuniversitaria;
  4. risultati generali della gestione e variazioni alla previsione in corso di esercizio;
    1. nei limiti delle oggettive disponibilità, mette a disposizione del personale docente i mezzi e le attrezzature occorrenti per la preparazione dei dottorandi di ricerca o per favorire la preparazione delle tesi di laurea assegnate dai Corsi di laurea;
    2. ordina strumenti, lavori, materiale anche librario e quanto altro sia riconosciuto utile per un migliore funzionamento del Dipartimento e dispone il pagamento delle relative fatture, facendo salva l’autonomia dei gruppi di ricerca nella gestione dei fondi a questi specificamente assegnati.

Art. 10

Le funzioni del Direttore che si dimetta o cessi di far parte del Dipartimento sono assunte dal professore di prima fascia avente maggiore anzianità nel ruolo.

Art. 11

Il Direttore del Dipartimento è

un docente a tempo pieno ed è eletto tra i professori ordinari e straordinari. L’elettorato attivo spetta ai professori in ruolo e fuori ruolo ai ricercatori ed agli assistenti del ruolo ad esaurimento nonché agli altri membri del Consiglio di Dipartimento che, ai sensi delle norme vigenti al momento delle elezioni, risultino averne diritto.

La votazione avviene, con voto segreto, in un Consiglio di Dipartimento all’uopo costituitosi in seggio elettorale.

Il Direttore è eletto, in prima votazione, a maggioranza assoluta dei votanti e, nelle votazioni successive alla prima, a maggioranza relativa degli stessi.

Il Direttore è nominato con decreto del Rettore dell’Ateneo, resta in carica tre anni accademici e non può essere rieletto consecutivamente più di una volta.

Nel caso di assenza o di temporaneo impedimento, il Direttore delega le sue funzioni ad un professore di prima fascia in servizio a tempo pieno, scelto possibilmente nell’ambito dei componenti la Giunta del Dipartimento. Per il disbrigo degli affari urgenti, il docente delegato potrà firmare in vece del Direttore, ove questi non fosse in grado di assicurare la presenza in tempo utile.

In mancanza o per motivata e temporanea indisponibilità di professori ordinari o straordinari a tempo pieno, la delega di funzioni può essere conferita dal Direttore ad un professore associato a tempo pieno per un periodo di tempo non superiore ad un semestre, rinnovabile consecutivamente al più per un secondo semestre. Allorché all’ordine del giorno della Giunta o del Consiglio di Dipartimento vi sia materia attinente a professori ordinari e straordinari, la presidenza delle relative riunioni sarà assunta, in veste di decano, dal professore ordinario o straordinario più anziano tra i presenti, da cui saranno firmati anche gli atti relativi.

Della delega di cui ai precedenti capoversi è data comunicazione, a cura del delegante, alla Banca-cassiere ed alla Amministrazione universitaria.

Due mesi prima della scadenza del suo mandato, ovvero entro trenta giorni nelle altre ipotesi di cessazione del Direttore, il professore di prima fascia con maggiore anzianità nel ruolo indice le elezioni per la designazione del nuovo Direttore. Le operazioni elettorali devono essere espletate non oltre il sessantesimo giorno dalla cessazione del Direttore uscente.

CAPO III – Il Consiglio

Art. 12

Del Consiglio di Dipartimento fanno parte i professori ufficiali e i professori fuori ruolo ad esaurimento, nonché chi risulti averne diritto ai sensi di norme in vigore.

Il Consiglio di cui al primo comma è costituito altresì:

  1. da una rappresentanza del personale non docente in misura non inferiore al 10% dello stesso afferente al Dipartimento e comunque in misura non inferiore a due unità e, in ogni caso, non superiore al 20% del numero complessivo dei docenti e dei ricercatori componenti il Consiglio del Dipartimento;
  2. limitatamente ai dottorati di ricerca aventi sede amministrativa presso l’Università degli Studi della Tuscia, da un rappresentante degli iscritti per ciascun dottorato di cui alla lettera d) dell’art. 2 del presente Regolamento.

Il Consiglio di Dipartimento può stabilire che di esso faccia parte, ancorché esclusivamente per la materia concernente l’organizzazione dell’attività didattica, una rappresentanza elettiva degli studenti, con modalità da definire da parte del consiglio di Dipartimento.

Le rappresentanze delle categorie di cui al secondo e terzo comma del presente articolo sono elette all’inizio di ogni anno accademico, con voto segreto. L’avente diritto vota per non più di un terzo dei membri da eleggere.

Art. 13

Al Consiglio spetta:

  1. dettare i criteri generali
  1. per l’utilizzazione dei fondi assegnati al Dipartimento per le sue attività di ricerca, che dovranno tener conto di eventuali correlativi adattamenti che al loro soddisfacimento si prospettino necessari;
  2. per l’uso coordinato del personale, dei mezzi, degli strumenti e delle attrezzature in dotazione;
  1. approvare le proposte di cui ai numeri 1, 2 e 3 dell’art. 9, 3° comma, del presente Regolamento; le richieste di finanziamento per l’attuazione del piano annuale delle ricerche devono essere approvate entro il 15 giugno; la relazione sulla sperimentazione annuale deve essere approvata entro il 15 dicembre;
  2. approvare i singoli piani di studio e di ricerca per il conseguimento dei dottorati di ricerca;
  3. dare parere in merito all’affidamento degli insegnamenti nei Corsi dei dottorati di ricerca ai professori di ruolo;
  4. dare pareri in ordine alle chiamate dei professori ed al conferimento delle supplenze da parte dei Consigli di Facoltà, limitatamente alle discipline afferenti ufficialmente al Dipartimento con l’osservanza della regola per la quale, qualora si tratti di chiamate di professori ordinari o straordinari, partecipano alle sedute del Consiglio i soli appartenenti alla medesima categoria e, qualora si tratti di professori associati, partecipano soltanto i professori di ruolo;
  5. in sede di programma dare pareri sulla istituzione, la soppressione o la modificazione delle discipline in Statuto, limitatamente alle sole discipline attinenti al Dipartimento;
  6. formulare le proposte di istituzione dei dottorati di ricerca;
  7. esprimere pareri per la costituzione dei Centri interdipartimentali e di quelli interuniversitari per la gestione di apparecchiature complesse e di altri strumenti scientifici;
  8. approvare gli schemi di contratti e convenzioni con enti pubblici e privati per l’esecuzione di attività di ricerca e di consulenza per conto terzi nonché di attività didattiche esterne da sottoporre, per l’approvazione, al Consiglio di Amministrazione;
  9. approvare, entro il 15 dicembre di ogni anno, il bilancio preventivo e, entro il 31 marzo successivo, il conto consuntivo insieme con le rispettive relazioni di cui al terzo comma, n. 4, dell’art. 9 del presente Regolamento;
  10. approvare le eventuali variazioni di bilancio;
  11. esprimere il proprio parere su ogni altra questione, a richiesta del Direttore o di un componente del Consiglio;
  12. collaborare con gli organi di governo dell’Università e gli organi di programmazione nazionale, regionali e locali, alla elaborazione ed alla attuazione di programmi di insegnamento non finalizzati al conseguimento dei titoli di studio previsti dalla legge, ma rispondenti a precise esigenze di qualificazione e riqualificazione professionale di formazione di nuovi profili professionali di alta specializzazione e di educazione permanente.

Per le attribuzioni elencate ai numeri 3, 4, 5 e 6 del primo comma del presente articolo, la partecipazione alle adunanze del Consiglio è limitata ai soli professori di ruolo; per quelle di cui al n. 1, lettera a) e b) dello stesso comma partecipano i professori di ruolo ed i ricercatori, nonché , fino alla loro cessazione, i professori incaricati e gli assitenti di ruolo.

I criteri di cui al n. 1, lettera a), del primo comma del presente articolo tengono conto, per quanto riguarda le attribuzioni al personale di fondi per la ricerca assegnati al Dipartimento, del titolo preferenziale costituito dall’impegno a tempo pieno nell’esercizio dell’attività universitaria.

Art. 14

Il Consiglio si riunisce non meno di tre volte l’anno in seduta ordinaria e ogni qualvolta se ne ravvisi l’opportunità.

Può essere convocato, oltre che su iniziativa del Direttore, su richiesta motivata di almeno un terzo dei sui componenti.

Art. 15

Le delibere del Consiglio di Dipartimento sono rese pubbliche mediante il deposito dei verbali delle adunanze presso l’ufficio di segreteria del Dipartimento. Il bilancio preventivo ed il conto consuntivo devono essere affissi all’albo del Dipartimento per almeno trenta giorni.

L’ordine del giorno delle sedute del Consiglio deve essere comunicato per iscritto a tutti gli aventi diritto a intervenirvi almeno cinque giorni prima della seduta, salvo il caso di convocazione urgente fatta a domicilio per via telegrafica, in cui il predetto termine può essere ridotto a due giorni.

Per la validità delle sedute è necessaria la metà più uno dei convocati, dal numero dei quali sono sottratti gli assenti giustificati.

Le delibere sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Delle adunanze del Consiglio è redatto verbale a cura del Segretario, il quale ha presenza consultiva; tale verbale deve essere firmato dal Direttore e dal Segretario. Copia del verbale è trasmessa, a cura del Direttore, entro il termine di trenta giorni, all’adunanza che ne costituisce oggetto, al Rettore dell’Università e, per conoscenza, alla Commissione di Ateneo.

CAPO IV – La Giunta

Art. 16

La Giunta del Dipartimento è composta da almeno tre professori ordinari, da tre professori associati e da due ricercatori, oltre che dal Direttore e da un Segretario amministrativo; quest’ultimo partecipa soltanto con voto consultivo.

La Giunta è presieduta dal Direttore del Dipartimento; le funzioni di Segretario verbalizzante sono svolte dal Segretario amministrativo.

Qualora le rappresentanze di cui al primo comma del presente articolo vengano elevate, dovranno essere mantenute le stesse proporzioni.

L’elezione dei membri della Giunta avviene con voto limitato nell’ambito delle singole componenti, nel corso di una seduta del Consiglio di Dipartimento costituitosi a seggio elettorale.

I membri della Giunta del Dipartimento restano in carica tre anni accademici consecutivi e possono essere rieletti.

Nel caso in cui uno dei membri della Giunta si dimetta o cessi di far parte del Dipartimento o sia impedito per un periodo superiore a tre mesi, il Direttore indice un’elezione suppletiva entro trenta giorni. Il mandato del componente eletto con votazioni suppletive ha termine lo stesso giorno in cui hanno termine quelli degli altri componenti la Giunta.

Art. 17

La Giunta, oltre a coadiuvare il Direttore nell’esercizio delle funzioni di cui al precedente art. 9 del presente Regolamento, su parere del Consiglio affida ai professori di gli insegnamenti del Corso di dottorato di ricerca.

Art. 18

La Giunta è convocata dal Direttore del Dipartimento.

L’ordine del giorno delle adunanze della Giunta deve essere comunicato per iscritto a tutti gli aventi diritto a intervenirvi almeno cinque giorni prima della seduta; in caso di urgenza, il predetto termine può essere ridotto a due giorni.

Per la validità della seduta è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei convocati, dal numero dei quali sono sottratti gli assenti giustificati. Degli argomenti discussi nell’adunanza della Giunta è redatto verbale.

I verbali delle adunanze della Giunta possono essere consultati da parte dei membri del Consiglio di Dipartimento.

Le deliberazioni della giunta sono adottate a maggioranza dei suoi componenti presenti; in caso di parità nelle votazioni, prevale il voto del Direttore.

Su sollecitazione del Consiglio di Dipartimento, o in casi eccezionali, di propria iniziativa, la Giunta può nominare commissioni istruttorie o di lavoro per l’esame di problemi particolari; delle predette commissioni possono far parte anche membri non appartenenti al Consiglio di Dipartimento. Dette Commissioni sono comunque tenute a riferire al Consiglio di Dipartimento.

Le deliberazioni della Giunta sono rese pubbliche mediante affissione all’albo del Dipartimento per la durata di quindici giorni consecutivi.

CAPO V – Il Segretario amministrativo

Art. 19

Per quanto attiene alle funzioni del Segretario amministrativo del Dipartimento si fa riferimento al disposto di cui all’art. 11, comma 4°, del D.P.R. 567/87.

Per le modalità di sostituzione in caso di assenza si fa riferimento al D.R. n. 6998 dell’11.03.94.

PARTE TERZA – DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Art. 20

Previa deliberazione del suo Consiglio, il Dipartimento può articolarsi in Sezioni, secondo quanto contemplato dal terzo comma dell’art. 84 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382.

Le sezioni di cui al primo comma possono essere costituite soltanto se risultino funzionali a determinati programmi di ricerca e restano in vita per il tempo necessario alla conclusione dei programmi stessi.

Le Sezioni, al termine di ogni anno, devono sottoporre al Consiglio di Dipartimento una relazione illustrativa delle attività svolte ed un programma scientifico per l’anno successivo, onde consentire al Consiglio di Dipartimento di deliberare, nel quadro della programmazione dell’attività scientifica, circa la convenienza della prosecuzione dell’attività della Sezione.

Il Direttore del Dipartimento trasmette per conoscenza al Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo la deliberazione di costituzione della Sezione.

Art. 21

Le operazioni elettorali connesse con le votazioni per la designazione del Direttore, della Giunta e dei rappresentanti del personale non docente e degli studenti iscritti a dottorati di ricerca afferenti al Dipartimento, sono svolte nel corso di una seduta del Consiglio di Dipartimento, all’uopo costituitosi in seggio elettorale.

Nel corso dell’adunanza di cui al primo comma possono essere presentate candidature.

Le votazioni si svolgono con voto segreto. L’avente diritto vota per non più di un terzo dei membri da designare.

Le votazioni sono valide quando abbiano votato almeno un terzo degli aventi diritto.

La commissione elettorale redige verbale delle operazioni di voto svolte e lo trasmette, unitamente alle schede, al Direttore o, in assenza, al Decano del Dipartimento, che ne informa il Consiglio.

Le elezioni di cui ai precedenti commi sono indette ed espletate prima dell’inizio dell’anno accademico.

Art. 22

La gestione del Dipartimento è regolata dalle disposizioni contenute nell’art. 86 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, nonché da quelle contenute nel titolo quinto del D.P.R. 4 marzo 1982, n. 371.

Art. 23

Avverso le decisioni del Consiglio di Dipartimento ritenute lesive del principio di libertà della ricerca e dell’insegnamento è ammesso ricorso al Rettore da parte dell’interessato nel termine di trenta giorni successivi alla pubblicazione della relativa deliberazione. Il Rettore decide il ricorso su conforme parere espresso dal Senato Accademico.

 

 

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