UNIONE EUROPEA

UNIVERSITÀ DELLA TUSCIA

AgriBMPWater

principali spunti e scopi dello studio

il bacino del lago di vico

evoluzione storica dell’uso del suolo

valutazione quantitativa della perdita di suolo

stato trofico del lago di vico

pubblicazioni correlate

conclusioni

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francesco rega
SYSTEMS APPROACH TO ENVIRONMENTALLY ACCEPTABLE FARMING
RISULTATI DEL PROGETTO

IL BACINO DEL LAGO DI VICO

Inquadramento geografico, lineamenti geologici e morfologia del reticolo idrografico

Il lago di Vico è compreso nella parte settentrionale del bacino del Tevere e, insieme al lago Trasimeno, di Bolsena e di Bracciano, fa parte del complesso dei laghi vulcanici tipici di quest’area. In tale ambito, è il bacino di più modeste dimensioni (area di circa 40 km2) ed è situato alla quota più elevata (620 m s.l.m., valore medio del bacino).
Esso appartiene all’apparato vulcanico ciminico ed è stato generato da uno sprofondamento a caldera del vulcano omonimo.
I maggiori rilievi del bacino sono localizzati nella parte nord ed occidentale del lago; raggiungono i 965 m con il Monte Fogliano e gli 838 m con Monte Venere.
Le pendici esterne della caldera digradano verso il Mar Tirreno ad ovest e la valle del Tevere ad est.
L’emissario, il Rio Vicano, sbocca da un incile artificiale nella parte sud occidentale, probabilmente è stato scavato nel XVI secolo dai Farnese, si trova mediamente alla quota di 510 m s.l.m. ed è affluente del Treia e, quindi, del Tevere.
La storia geologica del territorio in esame è relativamente recente ed è parte integrante dell’evoluzione della fascia peritirrenica dell’Italia centrale. Nel viterbese il vulcanismo si è manifestato per la prima volta nell’area del Monte Cimino, circa un milione di anni fa, con la messa in posto di unità ignimbritiche riodacitiche (eruttive effusive) note col nome di “peperino”, tipico del viterbese.
Il vulcano di Vico ha iniziato la sua attività contemporaneamente alle ultime fasi di attività del complesso ciminico, intorno a 0.8 milioni di anni fa, sebbene il culmine si è avuto circa 0.4 milioni di anni fa.
E’ possibile distinguere a Vico un apparato centrale unico, dal quale si è svolta quasi la totalità dell’attività vulcanica, morfologicamente caratterizzato da un cono lavico troncato alla sommità da una caldera eccentrica verso sud, sede del lago omonimo.
All’interno dell’area calderica sorge un edificio vulcanico più giovane e di più modeste dimensioni: il Monte Venere.
L’area vicana, a tutt’oggi, è interessata da molte manifestazioni idrotermali ad indicare che il sistema dinamico non ha ancora raggiunto un equilibrio definitivo.
Intimamente collegata alla storia geologica del territorio del bacino è la morfologia del reticolo idrografico. Questa è molto particolare poiché risente delle forti pendenze dell’orlo della caldera e del modesto grado evolutivo del paesaggio. Ciò porta ad un modestissimo grado di gerarchizzazione dei canali, che scorrono verso il lago praticamente privi di ramificazioni e formano, quindi, un reticolo radiale centripeto. Il solo fosso Scardenato presenta una qualche articolazione della rete, ma il suo ordine gerarchico è appena pari a 3 (letto sulla Carta Tecnica Regionale a scala 1:10000), grazie alla confluenza in esso del fosso Valle Cupa (vedi figura a fondo pagina). Ma, in realtà, quest’ultimo è stato del tutto occluso (infatti, nella figura a fondo pagina è stato segnato a tratteggio) con il risultato di provocare un deflusso sempre disordinato e diverso ad ogni pioggia indice ulteriore di paesaggio giovanile.

Interferenza fra viabilità e rete idrografica nel bacino del Fosso Scardenato




Caratteristiche morfologiche ed idrologiche del Lago di Vico
Elementi pedologici
Paesaggio naturale e paesaggio culturale del lago di Vico