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GIORNATA
DI STUDIO
Quali
e-book per la didattica e la ricerca?
Chiamiamolo
DIASS
di Giuseppe
Laterza
Il
testo che segue è stato inviato da Giuseppe Laterza dopo
l'incontro dell'8 maggio, come contributo alla discussione nell'ambito
del forum
di MediaMente dedicato al tema dell'e-book.
Cos'è
un libro elettronico? A questa domanda ancora oggi è difficile
rispondere in maniera chiara e sintetica. Così almeno è
risultato dal dibattito - assai vivace e interessante - svoltosi
all'Università di Viterbo l'8 maggio scorso e coordinato
da Gino Roncaglia ( che quella domanda ha posto ai partecipanti).
Oggi
come oggi i libri elettronici in circolazione sono perlopiù
testi stampati su carta come libri tradizionali, riproposti in formato
elettronico su di un supporto portatile (un piccolo computer palmare
con schermo più adatto alla lettura). Ma le potenzialità
del libro elettronico porteranno probabilmente nel prossimo futuro
a una significativa evoluzione della specie. Non solo nel trattamento
dei testi ma anche nell'inserimento di suoni e immagini, fisse o
in movimento.
Quando
avremo un romanzo scomponibile e interattivo, la cui fruizione avverrà
leggendo il testo, ascoltando la colonna sonora e guardando immagini,
non so se potremo più parlare di "libri", seppure
elettronici. Ci troveremo di fronte a una realtà del tutto
nuova, sia nella concezione, sia nella realizzazione, sia sulla
fruizione. Che come tale implicherà autori ed editori con
capacità inedite, a cavallo tra editoria libraria, regia
televisiva o cinematografica, produzione musicale.
Il
libro su carta, così come lo conosciamo, ha caratteristiche
e limiti abbastanza definiti e riconoscibili. Per cinque secoli
ha rappresentato una delle forme più importanti di espressione
della fantasia e del pensiero critico. Per sua natura il libro favorisce
una lettura lineare e consequenziale, che dunque spinge l'autore
a guidare il lettore su un percorso prestabilito ordinando la conoscenza
in maniera gerarchica.
Non
è forse del tutto fortuito che attraverso i libri si sono
diffuse grandi concezioni del mondo, grandi sistemi di interpretazione
di taglio filosofico, scientifico, economico, politico. La fruizione
del libro richiede concentrazione, isolamento, silenzio. Tutte queste
caratteristiche che si ritrovano difficilmente nella nostra epoca
così concitata e affollata di stimoli di ogni tipo. Non è
un caso che la fortuna del libro da qualche decennio abbia cominciato
a declinare , a volte a favore di altri mezzi di comunicazione.
Ciò non implica necessariamente che il libro sia destinato
a sparire entro pochi anni, come certe volte si legge su giornali
a caccia di falsi scoop. Piuttosto credo che il nostro tempo sia
caratterizzato da una pluralità di mezzi espressivi che possano
convivere tra loro.
Il ruolo del libro sarà minore rispetto al passato e alcune
modalità di conoscenza si andranno riducendo ( vedi in proposito
ciò che scrive Raffaele Simone sul volume La
terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo). Ma altre
forme nuove , che forse ancora non sospettiamo neppure, si creeranno.
Laterza, pur essendo un editore tradizionale, negli ultimi anni
ha sperimentato modi nuovi di comunicazione, sia pubblicando Cd
Rom sia utilizzando la Rete. Continueremo a farlo anche per imparare
noi stessi a lavorare con i nuovi mezzi ( si dice learning by doing...).
Anche il libro elettronico è una frontiera interessante di
questa sperimentazione. Studiosi ed autori, tecnici ed editori devono
dialogare tra loro e soprattutto tendere l'orecchio ai bisogni del
pubblico per orientare i libri elettronici alla loro soddisfazione.
E,
per tornare al nome degli e-book, se presto ne troveremo di totalmente
nuovi, perché non affrancarli dalla tutela dei libri e chiamarli
invece DIASS, cioè 'Digital Assembly'?
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