  Schede Hedera helix L.

Nome Comune: Edera
Famiglia: Araliaceae
Provenienza: Pianta originaria delle regioni atlantiche e mediterranee, ha un areale di diffusione molto ampio: dalla Norvegia fino alle latitudini meridionali, arrivando a espandersi fino ai paesi medio-orientali. Si spinge ad altitudini superiori ai 1000 m di quota s.l.m.; trova un ambiente particolarmente favorevole allo sviluppo nei boschi di latifoglie.
Tipo corologico: Submedit.-Subatlant.
Forma biologica: P lian
Periodo fioritura: Set. - Ott. | 

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DIMENSIONE E PORTAMENTO L’Edera è una pianta lianosa, che si può sviluppare anche oltre 30 metri, il portamento è strisciante o rampicante nel caso trovi un tutore su cui svilupparsi; in questo caso sfrutta delle radici modificate che hanno l’aspetto di sottili flagelli per abbarbicarsi ed ancorarsi al sostegno trovato (per le piante arboree ospiti questo rapporto è sicuramente sfavorevole e dannoso). TRONCO È una pianta legnosa o semilegnosa ed il fusto che si origina può presentarsi più o meno contorto. La scorza brunastra si presenta increspata. FOGLIE, GEMME E RAMETTI L’Edera è una pianta sempreverde le cui foglie sono semplici, bifacciali con la pagina inferiore più chiara. Presenta un’accentuata eterofillia, soprattutto tra le foglie ombreggiate e quelle esposte alla luce diretta del sole e in base all’età del ramo su cui si sviluppano; la forma della lamina può quindi andare dall’ovale intero per le foglie esposte alla luce al palmato o lobato per quelle ombreggiate. Il margine è intero ed il picciolo è molto lungo superando più di due volte la lunghezza della lamina. Sui rametti, le foglie sono più facilmente palmate e sono presenti le radici modificate, sui rami di maggiore dimensione sono invece presenti con maggiore frequenza foglie intere e generalmente su di essi si originano i fiori (i rami fioriferi non formano le radici). STRUTTURE RIPRODUTTIVE I fiori sono ermafroditi e sono di piccole dimensioni, hanno le antere ben evidenti al contrario delle strutture vessillari; sono di colore giallo-verdastro. I fiori non sono singoli ma danno origine a infiorescenze ombrelliformi tondeggianti all’apice dei rami. I frutti sono costituiti da bacche nere con riflessi bluastri, dal diametro di circa 5 mm. Contengono una sostanza tossica (hederacoside) che li rende velenosi per l’uomo, mentre alcuni uccelli, soprattutto passeriformi, li utilizzano come fonte alimentare durante l’inverno. |