UNIVERSITA'
DEGLI STUDI DELLA TUSCIA
Procedura di valutazione
comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia,
indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale -
IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Lingue e
letterature straniere moderne settore scientifico disciplinare L19A.
Il giorno 05 maggio 2000 alle ore 15,00 presso l’aula del Consiglio della Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne dell’Università degli Studi della Tuscia, si è riunita la Commissione giudicatrice della valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia per il settore scientifico disciplinare L19A.
La commissione, nominata con
D.R. n. 211/2000 del 23.03.2000, pubblicato sulla G.U. n. 25 del 28.03.2000,
risulta così composta:
- Prof. MANACORDA Giorgio ordinario Università
della Tuscia di Viterbo
- Prof. FANCELLI Mariateresa
_ ordinario Università di Firenze
- Prof. ZANASI Giuseppa ordinario Istituto Orientale di Napoli
- Prof. COTTONE Margherita ordinario Università di Palermo
- Prof. SANNA Simonetta ordinario Università di Sassari
La Commissione procede alla
nomina del Presidente nella persona del Prof. Giorgio Manacorda e del
Segretario nella persona della Prof.ssa Giuseppa Zanasi.
Dall’elenco trasmesso
dall’amministrazione risultano ammessi al concorso n. 6 candidati:
1 FERRARI ZUMBINI Massimo
2 GALLI Matteo
3 PERRETTA Vanda
4 PONZI Mauro
5 VERSARI Margherita
6 VIVARELLI Vivetta
Ciascun Componente la commissione
dichiara di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4° grado
incluso con gli altri commissari e con i candidati compresi nell'elenco
suddetto.
Dichiara, altresì, che non
sussistono le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c..
Quindi, presa visione delle
disposizioni che disciplinano lo svolgimento delle procedure di valutazione
comparativa e di quanto stabilito dal bando di concorso, in particolare gli
artt. 1, 5, 6 e 7, procede a fissare in dettaglio i criteri di massima per la
valutazione dei candidati in relazione ai titoli prodotti ed alla prova
didattica qualora vi siano candidati che non rivestono la qualifica di
professore associato.
Tali criteri vengono
riportati in allegato al presente verbale, quale parte integrante dello stesso
e conformemente alle disposizioni di cui al comma 6 dell’art. 2 del D.P.R.
390/98, saranno trasmessi senza indugio al Responsabile del Procedimento che ne
dovrà assicurare la tempestiva pubblicità affiggendoli all’albo ufficiale di
Ateneo presso il Rettorato e all’albo della Facoltà che ha richiesto il bando.
la Commissione accerta che
tutti i candidati rivestono la qualifica di professore associato.
La Commissione prende atto
che dovrà concludere i lavori entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella
G.U. del D.R. di nomina.
La Commissione si riconvoca
per il giorno 13 luglio 2000 alle ore 14,00 presso l’aula del Consiglio della
Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne.
La seduta è tolta alle ore
16,00.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
- Prof.
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- Prof.
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- Prof.
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- Prof.
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UNIVERSITA'
DEGLI STUDI DELLA TUSCIA
Procedura di valutazione
comparativa a n.1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia,
indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale -
IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Lingue e
letterature straniere moderne settore scientifico disciplinare L19A - Lingua e
letteratura tedesca.
ALLEGATO AL VERBALE N. 1
CRITERI DI MASSIMA ex art. 2
comma 6 D.P.R. 390/98
Dopo ampia ed approfondita
discussione la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa
a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, nominata con
D.R. n. 211/2000 del 23.03.2000, pubblicato sulla G.U. n. 25 del 28.03.2000,
composta dai docenti:
- Prof. MANACORDA Giorgio (presidente)
- Prof. COTTONE Margherita
- Prof. FANCELLI Mariateresa
- Prof. SANNA Simonetta
- Prof. ZANASI Giuseppa (segretario)
assume i seguenti criteri sulla base di quanto stabilito dall’art. 6 del bando di concorso:
a)
originalità
e innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;
b)
apporto individuale del
candidato, analiticamente determinato nei lavori in collaborazione;
c)
congruenza
della attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore
scientifico-disciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche
interdisciplinari che le comprendano;
d)
rilevanza
scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione
all’interno della comunità scientifica;
e)
continuità
temporale della produzione scientifica anche in relazione alla evoluzione delle
conoscenze nello specifico settore scientifico-disciplinare.
Per i fini di cui sopra la commissione farà anche ricorso, ove possibile, a parametri riconosciuti in ambito scientifico internazionale.
Costituiscono, in ogni caso,
titoli da valutare specificamente nelle valutazioni comparative:
a)
l’attività
didattica svolta;
b)
i
servizi prestati negli atenei e negli enti di ricerca italiani e stranieri;
c) l’attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati italiani e stranieri;
d)
i
titoli di dottore di ricerca e la fruizione di borse di studio finalizzate ad
attività di ricerca;
e)
l’organizzazione,
direzione e coordinamento di gruppi di ricerca;
f)
il
coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito
nazionale ed internazionale.
Per quanto riguarda il numero delle pubblicazioni da valutare la Commissione fa riferimento a quanto espressamente disposto dal bando.
Il presente allegato contenente i criteri da seguire per la valutazione dei candidati sarà trasmesso al più presto al Responsabile del Procedimento il quale ne curerà la pubblicità ai sensi dell'art. 2 c. 6 del D.P.R. 390/98.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
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- Prof.
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- Prof.
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- Prof.
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UNIVERSITA'
DEGLI STUDI DELLA TUSCIA
Procedura di valutazione
comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia,
indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale -
IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Lingue e
letterature straniere moderne settore scientifico disciplinare L19A.
Il giorno 13 luglio 2000 alle ore 14.00 presso l’aula del Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo per dare inizio alla valutazione dei titoli prodotti dai candidati sulla base dei criteri stabiliti in precedenza.
La Commissione prende atto
che dopo il suo insediamento non sono pervenute rinunce.
Nella valutazione dei titoli la Commissione
procederà nel seguente modo:
-
i
plichi contenenti i titoli dei candidati saranno esaminati secondo l’ordine
alfabetico;
-
ogni
commissario procederà all’esame dei titoli esprimendo il proprio giudizio e
solo dopo la Commissione si pronuncerà collegialmente, passando poi al
candidato successivo.
La Commissione inizia ad aprire
i plichi trasmessi dall’Amministrazione, contenenti le domande e i titoli dei
candidati.
Il Presidente ricorda che le
pubblicazioni redatte in collaborazione con i membri della Commissione e con i
terzi possono essere valutate solo se rispondenti ai criteri individuati nella
prima riunione.
1 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Massimo Ferrari Zumbini;da parte di ciascun
commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini
della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi,
ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione
quello collegiale.
I giudizi dei singoli
commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua
parte integrante (allegato A).
2 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Matteo Galli; da parte di ciascun commissario, si
procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione
dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario
formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I
giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente
verbale quale sua parte integrante (allegato A).
3 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Vanda Perretta; da parte di ciascun commissario, si
procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione
dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario
formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I
giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente
verbale quale sua parte integrante (allegato A).
4 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Mauro Ponzi; da parte di ciascun commissario, si
procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione
dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario
formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I
giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente
verbale quale sua parte integrante (allegato A).
5 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Margherita Versari; da parte di ciascun
commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini
della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi,
ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione
quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono
allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato A).
6 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Vivetta Vivarelli; da parte di ciascun commissario,
si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della
formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun
Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello
collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati
al presente verbale quale sua parte integrante (allegato A).
La
Commissione procede poi alla
valutazione comparativa dei candidati.
A tal fine la Commissione
procede attraverso la comparazione dei giudizi individuali e collegiali
espressi sui candidati (sempre considerati in ordine alfabetico); la
comparazione avviene sui titoli e sui lavori scientifici inviati.
La Commissione sulla base
delle valutazioni collegiali sopra indicate esprime i giudizi complessivi sui
candidati. I giudizi complessivi formulati dalla Commissione sono allegati al
presente verbale quale sua parte integrante (allegato B).
Terminata la valutazione
complessiva dei candidati, il Presidente invita la Commissione ad esprimere un
giudizio di idoneità individuale.
Si procede alla votazione
con i seguenti risultati:
Candidato Massimo Ferrari
Zumbini: votano a favore i commissari Margherita Cottone, Giorgio Manacorda,
Simonetta Sanna, Giuseppa Zanasi.
Candidato Matteo Galli:
votano a favore i commissari Margherita Cottone, Maria Teresa Fancelli,
Giuseppa Zanasi.
Candidato Vanda Perretta:
votano a favore i commissari Maria Teresa Fancelli, Giorgio Manacorda, Giuseppa
Zanasi.
Candidato Mauro Ponzi: vota
a favore Margherita Cottone.
Candidato Margherita
Versari: votano a favore i commissari Giorgio Manacorda, Simonetta Sanna.
Candidato Vivetta Vivarelli:
votano a favore i commissari Maria Teresa Fancelli e Simonetta Sanna.
La commissione, ai sensi
delle vigenti disposizioni e conformemente all’art 7 del bando, con
deliberazione assunta a maggioranza dei componenti deve dichiarare
inequivocabilmente i nominativi di non più di 3 idonei.
Sulla base dei voti ottenuti, sono dichiarati idonei i seguenti candidati, in ordine alfabetico:
·
Massimo
Ferrari Zumbini
·
Matteo
Galli
·
Vanda
Perretta
Il Presidente, dato atto di
quanto sopra, invita la Commissione a redigere collegialmente, in duplice
copia, la “relazione finale” controllando gli allegati che ne fanno parte
integrante; la “relazione finale” viene, infine, riletta dal Presidente ed
approvata senza riserva alcuna dai Commissari, che la sottoscrivono.
La Commissione rimette gli
atti relativi alla presente procedura concorsuale all’Amministrazione per gli
adempimenti di competenza.
La seduta è tolta alle ore
22.00.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
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ALLEGATO A)
Giudizi individuali e
collegiali della Commissione
Candidato: Massimo
Ferrari Zumbini
Giudizio
individuale di Margherita Cottone
Il candidato, incaricato di
lingua e letteratura tedesca dal 1976 prima presso l’Università Cattolica di
Milano, poi a Pisa, è professore associato di Storia della cultura tedesca
presso l’Università di Viterbo dal 198O. Il candidato presenta ai fini del
giudizio comparativo due ampie monografie:1) Antisemitismo e società nella Germania imperiale, 1999; 2) Untergänge und Morgenrote. Nietzsche-
Spengler- Antisemitismus,1999, la cura del volume Percorsi e diversi saggi su la ricezione di Nietzsche e su problemi
riguardanti l’antisemitismo e gli ebrei orientali. Come si evince già dai saggi
presentati l’interesse del candidato è focalizzato su quell’ampio movimento
culturale e politico che a partire dall’800 in Germania e altri paesi europei
prese il nome di antisemitismo. La maggior parte di essi (vedi: Il problema delle origini, 1999 oppure Antisemitismo e secondo Reich 1992) sono
lavori preparatori alla sua opera fondamentale, un lavoro di grande rilievo,
dove l’autore compie un’analisi ampia e documentata dei temi sociali, politici
ed ideologici che, in ordine al problema dell’antisemitismo, travagliarono la
Germania bismarckiana e guglielmina tra il 1870 e il 1914. Il tema è affrontato
con ampiezza di vedute, supportato da accurate analisi sociologiche e dati
statistici sulla presenza ebraica nella società tedesca, da un’amplissima
disanima della fonti letterarie, giornalistiche e politiche. In tal senso il
volume appare un contributo molto originale e sicuramente nuovo in ambito
italiano perché al di fuori di facili schemi ideologici e storiografici
affronta il problema dell’antisemitismo all’interno della società
tedesca, del suo diffondersi, nonché della diversità di atteggiamenti culturali
e ideologici che a tal proposito si manifestarono in Germania.
Nell’elaborazione del tema Ferrari Zumbini propone alla riflessione degli
studiosi molti motivi che storiograficamente possono essere di stimolo ad
ulteriore ricerche e ed approfondimenti. Si sarebbe forse auspicata una
maggiore omogeneità nel trattamento della fonti inglesi e tedesche in molti
casi non tradotte, che peraltro renderebbe il suo pregevole lavoro più
accessibile ad un pubblico non specialista. Di non minore impegno si presenta
la seconda monografia, pubblicata in Germania, dove l’autore raccoglie studi
precedenti, confrontandosi con due autori fondamentali per il declino della
cultura occidentale e la nascita dell’antisemitismo: Spengler e Nietzsche.;
autori che il candidato legge per cosi dire contro-corrente sulla base
dell’ampia letteratura critica esaminata., dimostrando per esempio nella prima parte la grande
offensiva che si scatenò da parte dei wagneriani nei confronti di Nietzsche,
accusato invece di filosemitismo e antinazionalismo, e analizzando per quanto
riguarda Spengler il suo debito e la sua rielaborazione del pensiero
nietzscheano, ma anche la sua filiazione da alcuni grandi storici dell’arte
come Worringer e Riegl. Per l’impegno e il rigore dei suoi studi il candidato merita
un giudizio positivo
Giudizio
individuale di Maria Teresa Fancelli
MASSIMO FERRARI
ZUMBINI (n. 1948) ha insegnato nelle Università di Milano e di Pisa ed è
attualmente professore associato presso l'Università di Viterbo, dove ha svolto
con assiduità la maggior parte della sua attività didattica. In questa
Università, accanto a corsi di base, ha tenuto lezioni e seminari strettamente
connessi alle sue molteplici ricerche nel campo della storia della cultura
tedesca moderna. Ha effettuato lunghi periodi di ricerca presso qualificati
archivi della Germania ed ha pubblicato in note riviste specialistiche italiane
e tedesche.
Al centro degli
studi di M. Ferrari Zumbini c'è l'opera filosofica e letteraria di Fr.
Nietzsche che egli da tempo studia da un particolare punto di vista: quello
della latenza antisemita e nazista dei suoi scritti e della dilatazione e
ipertrofia di tali elementi nella recezione coeva e del primo Novecento. La sua
posizione personale è quella di equidistanza tra l'immagine di Nietzsche
deformata per eccesso e quella deformata per difetto, secondo le indicazioni di
metodo di Montinari in base alle quali la lettura di Nietzsche deve essere
sempre 'storica e non ideologica, filologica e non attualizzante'. L'evoluzione del lavoro scientifico di
Ferrari Zumbini in realtà si allontana dal metodo storico-filologico ( già
esemplificato nel lavoro sul Fondo Marr dell'Archivio di Stato di Amburgo
1993), per spostarsi sempre più nettamente su quello della storia delle idee e
dei grandi fenomeni culturali e sociali contemporanei. Nascono da questo
spostamento sul versante della storia sociale i principali lavori di Ferrari
Zumbini, quali gli studi sull'emancipazione ebraica e sull'antisemitismo nella
Germania di fine Ottocento. L’ultimo libro Antisemitismo
e società nella Germania Imperiale (1999) può essere considerato la tappa conclusiva di un vasto e
capillare lavoro di documentazione e di elaborazione storico critica, nonché la
riprova del modo con cui il Ferrari Zumbini concepisce la Storia della Cultura
Tedesca, piuttosto connotata in senso sociologico e alquanto staccata dal
contesto letterario
Tra i lavori
recenti si segnala anche la curatela dell'antologia ( insieme a M. Billi) Percorsi, che comprende una interessante
sezione germanistica.
Giudizio
individuale di Giorgio Manacorda
Il centro, pressoché esclusivo, dell’interesse del
candidato (professore associato) è la storia dell’antisemitismo in Germania, ma
la ricerca viene svolta con una tale ampiezza di impianto culturale, di riferimenti documentari, un tale rigore metodologico e, anche, una
tale leggerezza di scrittura, da illuminare di luce nuova, e rendere
agevolmente fruibile, non solo la vicenda della nascita dell’antisemitismo, ma
il complessivo articolarsi di un intero periodo storico. Tanto che le ottocento
pagine della sua opera maggiore corrispondono tranquillamente a quattro o
cinque volumi di mole normale, e non solo per la quantità della pagine, ma per
la complessa ed esaustiva articolazione del discorso, che tocca sia aspetti
propriamente culturali (dalla filosofia alla pittura all’urbanistica al
giornalismo) sia aspetti sociali (le professioni, il livello di istruzione,
l’imborghesimento), sia aspetti economici (lo sviluppo industriale, l’euforia
finanziaria, il crack del 1873), sia aspetti religiosi (l’atteggiamento dei
cattolici, dei protestanti, degli ebrei ortodossi), fino all’aspetto più
propriamente politico e alla nascita di un antisemitismo laico e razzista.
Decisamente nuova, del tutto originale, questa indagine è stata condotta sempre
di prima mano su documenti d’archivio spesso visti per la prima volta, come
dimostra, per citare un solo esempio, la rivalutazione del ruolo di un
protagonista dimenticato del nascente antisemitismo laico, quel Fritsch che
“può davvero essere considerato ‘il grande vecchio’ dell’antisemitimo tedesco,
cioè il personaggio principale che fa da tramite tra l’antisemitismo
organizzato di questo periodo ed il nazismo” (p. 321).
Il solido impianto metodologico di questo lavoro,
percepibile ad ogni pagina, è comunque evidente dall’elenco degli archivi
visitati, delle fonti utilizzate e, in generale, dall’imponente bibliografia
(poco meno di cento pagine). Queste ricerche hanno condotto alla pubblicazione
di testi inediti, vedi, tra l’altro, l’epistolario di Fritsch-Marr, di cui al
saggio compreso in Percorsi.
Il volume Untergänge
und Morgenröten contiene saggi su Nietzsche e saggi su Spengler. Nel caso
di Nietzsche, il candidato contribuisce a provare l’inesistenza del suo
l’antisemitismo, seguendo anche il poco battuto sentiero dell’offensiva del
circolo di Bayreuth contro Nietzsche e
i suoi eredi a partire dal 1935. Si tratta di una significativa ricaduta
della grande polemica Wagner-Nietzsche, in cui i wagneriani accusano il
filosofo di essere filosemita e antinazionalista. Nella seconda parte del
volume, il candidato indaga il riconosciuto debito, ma anche l’atteggiamento
critico, di Spengler nei confronti di Nietzsche, per poi passare ad una
innovativa indagine sulle fonti spengleriane legate alla storia dell’arte, un
complesso di concetti e metafore, insomma un linguaggio decisivo per
comprendere il modo di procedere di questo pensatore – del quale Ferrari
Zumbini ha anche pubblicato testi inediti.
Si tratta di uno studioso, completo, solido,
originale e filologicamente attrezzato.
Non si rilevano attività di coordinamento di
iniziative nel campo scientifico e didattico, si segnala una borsa di ricerca
annuale DAAD.
Giudizio
individuale di Simonetta Sanna
Al
centro degli studi del candidato è la storia dell’antisemitismo in Germania.
L’ampio volume sull’argomento costituisce un tentativo riuscito di ricostruirne
gli aspetti politici, culturali (filosofia, urbanistica, giornalismo), sociali,
economici e religiosi. Evidenzia una padronanza degli strumenti del sapere
specialistico e un solido impianto metodologico, che si evince anche dall’uso
delle fonti e dall’imponente bibliografia.
Il volume Untergänge
und Morgenröten si sofferma, con risultati pregevoli e originali, su
Nietzsche e Spengler.
Si segnala una borsa di ricerca annuale DAAD.
Giudizio
individuale di Giuseppa Zanasi
Ha
dedicato fondamentalmente i suoi studi alla problematica della questione
ebraica e dell’antisemitismo,
articolandoli intorno a due nuclei centrali: il ruolo del pensiero nietzscheano
e la ricostruzione storiografica.
Il saggio sui complessi rapporti tra Nietzsche e il
‘caso Nietzsche’ sottolinea
opportunamente l’esigenza di una lettura storica dell’opera del filosofo e di
un approfondimento del versante politico e ideologico della sua ricezione.
Questo primo filone di ricerca è stato sviluppato
nel recente volume Untergänge und
Morgenröten, apparso in una prestigiosa casa editrice tedesca, centrato
oltre che sull’universo nietzscheano su Spengler e sulla sua ricezione di
Nietzsche. Di particolare interesse risultano le tesi sull’influsso di storici
dell’arte come Worringer e Riegl nel Tramonto
dell’Occidente, i riferimenti a Th. Mann e ad altri intellettuali e
movimenti del tempo, infine il capitolo sull’offensiva antisemita dei wagneriani del circolo di Bayreuth.
Altri studi sono dedicati più direttamente ad una
puntuale ricognizione storico-politica e ideologica, che si accompagna anche a
un serrato confronto con le diverse posizioni
del dibattito storiografico: penso ai saggi su alcune figure chiave
nella storia dell’antisemitismo tedesco moderno come Theodor Fritsch o Wilhelm Marr, o sulle caratteristiche
dell’ebraismo orientale e sui flussi migratori ebraici dall’est nella Germania
del II Reich, o ancora sui percorsi dell’emancipazione ebraica in Germania a
partire dalla fine del Settecento.
Questi studi sono confluiti nella poderosa monografia su Antisemitismo e società nella Germania imperiale, un’ampia e
articolata ricostruzione del problema a partire dalla nascita del Reich sino a tutta l’era guglielmina, che
investe molteplici aspetti: politici, economici, sociali, religiosi, in stretto
rapporto con le vicende storiche e con
gli sviluppi culturali e ideologici.
L’opera è arricchita da una vastissima documentazione, sia sulla
presenza ebraica in Germania che sulle origini e sugli sviluppi
dell’antisemitismo, ed è fondata su una scrupolosa verifica di fonti politiche,
letterarie, giornalistiche, in massima parte frutto di ricerche di prima mano.
Si tratta di un contributo originale e di grande interesse, che rivela notevoli
capacità di ricerca e sistematizzazione confermando la piena maturità dello
studioso.
Giudizio
collegiale
La Commissione unanime decide di far proprio il
giudizio di Giorgio Manacorda che qui di seguito si riproduce.
Il centro, pressoché esclusivo, dell’interesse del
candidato (professore associato) è la storia dell’antisemitismo in Germania, ma
la ricerca viene svolta con una tale ampiezza di impianto culturale, di riferimenti documentari, un tale rigore metodologico e, anche, una
tale leggerezza di scrittura, da illuminare di luce nuova, e rendere
agevolmente fruibile, non solo la vicenda della nascita dell’antisemitismo, ma
il complessivo articolarsi di un intero periodo storico. Tanto che le ottocento
pagine della sua opera maggiore corrispondono tranquillamente a quattro o
cinque volumi di mole normale, e non solo per la quantità della pagine, ma per
la complessa ed esaustiva articolazione del discorso, che tocca sia aspetti
propriamente culturali (dalla filosofia alla pittura all’urbanistica al
giornalismo) sia aspetti sociali (le professioni, il livello di istruzione,
l’imborghesimento), sia aspetti economici (lo sviluppo industriale, l’euforia
finanziaria, il crack del 1873), sia aspetti religiosi (l’atteggiamento dei
cattolici, dei protestanti, degli ebrei ortodossi), fino all’aspetto più
propriamente politico e alla nascita di un antisemitismo laico e razzista.
Decisamente nuova, del tutto originale, questa indagine è stata condotta sempre
di prima mano su documenti d’archivio spesso visti per la prima volta, come
dimostra, per citare un solo esempio, la rivalutazione del ruolo di un
protagonista dimenticato del nascente antisemitismo laico, quel Fritsch che “può
davvero essere considerato ‘il grande vecchio’ dell’antisemitimo tedesco, cioè
il personaggio principale che fa da tramite tra l’antisemitismo organizzato di
questo periodo ed il nazismo” (p. 321).
Il solido impianto metodologico di questo lavoro,
percepibile ad ogni pagina, è comunque evidente dall’elenco degli archivi
visitati, delle fonti utilizzate e, in generale, dall’imponente bibliografia
(poco meno di cento pagine). Queste ricerche hanno condotto alla pubblicazione
di testi inediti, vedi, tra l’altro, l’epistolario di Fritsch-Marr, di cui al
saggio compreso in Percorsi.
Il volume Untergänge
und Morgenröten contiene saggi su Nietzsche e saggi su Spengler. Nel caso
di Nietzsche, il candidato contribuisce a provare l’inesistenza del suo
l’antisemitismo, seguendo anche il poco battuto sentiero dell’offensiva del
circolo di Bayreuth contro Nietzsche e
i suoi eredi a partire dal 1935. Si tratta di una significativa ricaduta
della grande polemica Wagner-Nietzsche, in cui i wagneriani accusano il filosofo
di essere filosemita e antinazionalista. Nella seconda parte del volume, il
candidato indaga il riconosciuto debito, ma anche l’atteggiamento critico, di
Spengler nei confronti di Nietzsche, per poi passare ad una innovativa indagine
sulle fonti spengleriane legate alla storia dell’arte, un complesso di concetti
e metafore, insomma un linguaggio decisivo per comprendere il modo di procedere
di questo pensatore – del quale Ferrari Zumbini ha anche pubblicato testi
inediti.
Si tratta di uno studioso, completo, solido,
originale e filologicamente attrezzato.
Non si rilevano attività di coordinamento di
iniziative nel campo scientifico e didattico, si segnala una borsa di ricerca
annuale DAAD.
Candidato: Matteo
Galli
Giudizio individuale di
Margherita Cottone
Il candidato, ricercatore
dal 1988 e supplente di Lingua e letteratura tedesca dal 1993 presso
l’Università di Padova, è Professore associato di Lingua e letteratura tedesca
presso l’Università di Palermo dal 1998.
Il candidato presenta ai fini del giudizio comparativo
un’articolata produzione consistente in
due traduzioni, saggi e tre monografie:1) Invito alla lettura di Canetti,(198 2) La catabasi del buonoanulla. Saggio sullo “Zauberberg” che
attestano il suo impegno costante in ambiti estremamente diversificati della
cultura tedesca. Nella maggior parte dei suoi lavori Matteo Galli dimostra di
possedere dei buoni strumenti metodologici che gli consentono di muoversi con
sicurezza e competenza nei suoi ambiti di ricerca. Attenta e ben documentata la
biografia su Canetti, dove Galli riesce ad andare oltre il carattere
divulgativo della collana attraverso una serie di originali notazioni critiche:
Di particolare rilievo si presenta soprattutto la monografia su La montagna incantata di Thomas Mann, in
cui il candidato, partendo da un tema già affrontato dalla critica ma non
sufficientemente indagato nelle sue molteplici implicazioni, cioè quello della Catabasi, mette in luce attraverso una
convincente analisi testuale la polisemicità del romanzo manniano. Nel suo
ampio e approfondito studio, che si confronta con la ricca bibliografia
sull’argomento, il candidato giunge a dei risultati originali fornendo una
interpretazione personale del vero ruolo del protagonista all’interno della
complessa struttura del testo manniano.
Le traduzioni e i saggi che
inoltre la commissione è tenuta a prendere in esame mettono in evidenza
l’organicità degli ambiti di ricerca privilegiati negli ultimi anni: l’opera di
A. Stifter (di cui presenta la cura di Brigitte
e un articolato saggio sullo Stifters Italienbild
) e quella di E.T. A.Hoffmann, ( di cui
presenta la cura dei Notturni e due
articoli). Ricorrendo sempre ad un’attenta analisi dei testi, il candidato
offre dei personali percorsi di lettura pur nelle brevi ma dense introduzioni
ai testi di Hoffmann e Stifter. Incisivi e ricchi di stimoli appaiono inoltre
sia l’articolo su Des Vetters Eckfenster,
inteso come summa figurativa dell’opera di Hoffmann, sia quello sulla
fisiognomica dello stesso autore
Soprattutto in quest’ultimo Galli dimostra un’approfondita conoscenza delle
fonti e dell’opera hoffmanniana che analizza con grande acribia filologica
arrivando a delle conclusioni nuove e suggestive. Nel complesso dunque il
candidato presenta una produzione ricca e originale che merita un giudizio
positivo
MATTEO GALLI
(n.1960) ha svolto un'attività di insegnamento a livello universitario
pressoché ininterrotta dal periodo della laurea ad oggi, prima come lettore di italiano
presso l'Università di Colonia (dal 1984 al 1988), quindi come ricercatore a
Padova e infine come Professore Associato nell' Università di Palermo. La
stessa continuità e intensità di lavoro è dimostrata anche sul piano
scientifico con la pubblicazione di numerosi saggi, tre studi monografici e
varie traduzioni. Gli interessi scientifici di Galli sono molto ampi e vanno
dalla letteratura tedesca del settecento fino alla letteratura contemporanea,
senza tener conto della sua attenzione per la storia della disciplina
germanistica.
Un nucleo
consistente delle sue ricerche è costituito dai lavori dedicati all'opera
narrativa di A. Stifter, del quale ha curato l'edizione italiana dei Bunte Steine e della novella Brigitta. Quest’ultima costituisce un
lavoro meritevole per l’accuratezza della traduzione, per la sobrietà del
commento, e per l'intelligenza della introduzione. Le stesse doti si
riscontrano nella monografia su Canetti che costituisce una presentazione
chiara e lucida di un autore assai complesso e spesso ideologizzato. Il volume
su La catabasi del Buonannulla. Saggio
sullo "Zauberberg" di Th. Mann dimostra come il Galli, oltre il
livello della ricostruzione storica, sappia andare in profondità e riesca a
costruire un lavoro di ampio respiro critico anche su un singolo testo, sia
pure di grande spessore concettuale come il romanzo di Th. Mann.
Gli studi su E.
T. A. Hoffmann con la traduzione e cura dei Notturni,
il contributo sulla fisiognomica e l’analisi sulla componente figurativa nella
tarda narrativa dello scrittore, completano positivamente il profilo di un
giovane studioso ormai maturo, di solido impianto storicista, costante nella
produzione e riconoscibile nell'approccio metodologico.
Giudizio
individuale di Giorgio Manacorda
Il
candidato, professore associato, si muove con sicurezza nella letteratura
tedesca dal Settecento fino ai giorni nostri, ma i suoi interessi toccano
soprattutto l’Ottocento e il Novecento, come testimoniano i lavori su Hoffmann,
su Thomas Mann e su Canetti.
Interessante
il libro dedicato allo Zauberberg di
Th. Mann, nel quale il candidato si conferma studioso capace di percorrere
sentieri critici non banali, come dimostra, tra le altre cose, l’intuizione
della somiglianza tra Hans Castorp e il Taugenichts di Eichendorf, in quanto
“prototipi dell’individuo tedesco”; meno convincente, per esempio, l’idea di
Settembrini “primo e più acuto interprete del romanzo” di cui è un personaggio.
Hoffmann è certamente l’altro autore cui il
candidato si è dedicato con più impegno e con più continuità: traduzioni,
introduzioni, saggi e interventi a convegni.
La monografia dedicata a Canetti risente del taglio
divulgativo richiesto dalla collana.
Nel
complesso si tratta di uno studioso non esente da qualche rigidità metodologica
e da giudizi, e conclusioni, forse troppo perentori.
Non
si rilevano attività di coordinamento di iniziative nel campo scientifico e
didattico, si segnala un soggiorno di quattro anni come lettore di lingua
italiana presso il Romanisches Seminar dell’Università di Köln.
Giudizio
individuale di Simonetta Sanna
Il candidato ha al suo attivo numerose
pubblicazioni. Alcuni dei suoi scritti (Introduzione
a Canetti, 1986; edizioni con traduzioni, prefazioni e commenti) possiedono
un carattere più divulgativo, determinato dalla sede editoriale in cui sono
stati collocati. Altri lavori appaiono concentrati sulla ricostruzione puntuale
di momenti e articolazioni della letteratura tedesca, soprattutto in Hoffmann e
Th. Mann. Dimostra una buona conoscenza delle fonti e della letteratura
critica, evidenzia però a tratti una insufficiente attenzione alle
articolazioni testuali, che determina passaggi più schematici e talune
conclusioni perentorie.
Si segnala un soggiorno di quattro anni come lettore
di lingua italiana presso l’Università di Köln.
Giudizio individuale di
Giuseppa Zanasi
Presenta
un’ampia produzione di saggi, cure e traduzioni che ruotano intorno a orizzonti
culturali e letterari dell’Ottocento e del Novecento, studi sempre accuratamente documentati, che rivelano sicuri
strumenti di analisi e approdano a
interpretazioni personali.
Ciò vale già per le lucide introduzioni alla Brigitta di Stifter o ai Notturni di Hoffmann, come pure per i
saggi dedicati ai medesimi autori (l’immagine stifteriana dell’Italia, le
rappresentazioni patognomiche di personaggi italiani nella narrativa di
Hoffmann, i referenti figurativi della novella Des Vetters Eckfenster)
La prima monografia, dedicata a Canetti, sia pure
nella veste di una introduzione generale all’opera, appare ben strutturata e
riesce a mettere in luce i motivi che
ossessivamente ricorrono nell’opera narrativa e saggistica di Canetti, come
pure lo stretto intreccio di critica e autobiografia.
Più denso e ricco di spunti e approfondimenti
problematici il volume sulla Montagna incantata, riletto alla luce
dello schema mitologico-letterario della catabasi come storia di una Bildung fallimentare, che fa del protagonista
un epigono del Buonannulla di Eichendorff.
Gli studi del candidato hanno il pregio di esplicitare
con estrema chiarezza sia l’assunto metodologico che le tesi interpretative e
di sviluppare coerentemente il discorso critico con estrema attenzione sia
all’analisi dei testi che alla loro contestualizzazione. I risultati sono
originali e confermano la maturità dello studioso.
Ricercatore dal
1988 (Univ. di Padova), ha vinto il concorso di prof. Associato nel 1998 (Univ.
di Palermo). Dal 1994 ha tenuto anche per affidamento o supplenza
l’insegnamento di Lingua e letteratura tedesca tra le Univ. di Padova e
Firenze, nel 1999-2000 di Storia della Cultura tedesca (Univ. di Firenze)
Giudizio
collegiale
La Commissione unanime decide di far proprio il
giudizio di Margherita Cottone che qui di seguito si riproduce.
Il candidato, ricercatore
dal 1988 e supplente di Lingua e letteratura tedesca dal 1993 presso
l’Università di Padova, è Professore associato di Lingua e letteratura tedesca
presso l’Università di Palermo dal 1998.
Il candidato presenta ai fini del giudizio comparativo
un’articolata produzione consistente in
due traduzioni, saggi e tre monografie:1) Invito alla lettura di Canetti,(198 2) La catabasi del buonoanulla. Saggio sullo “Zauberberg” che
attestano il suo impegno costante in ambiti estremamente diversificati della
cultura tedesca. Nella maggior parte dei suoi lavori Matteo Galli dimostra di
possedere dei buoni strumenti metodologici che gli consentono di muoversi con
sicurezza e competenza nei suoi ambiti di ricerca. Attenta e ben documentata la
biografia su Canetti, dove Galli riesce ad andare oltre il carattere
divulgativo della collana attraverso una serie di originali notazioni critiche:
Di particolare rilievo si presenta soprattutto la monografia su La montagna incantata di Thomas Mann, in
cui il candidato, partendo da un tema già affrontato dalla critica ma non
sufficientemente indagato nelle sue molteplici implicazioni, cioè quello della Catabasi, mette in luce attraverso una
convincente analisi testuale la polisemicità del romanzo manniano. Nel suo
ampio e approfondito studio, che si confronta con la ricca bibliografia
sull’argomento, il candidato giunge a dei risultati originali fornendo una
interpretazione personale del vero ruolo del protagonista all’interno della
complessa struttura del testo manniano.
Le traduzioni e i saggi che
inoltre la commissione è tenuta a prendere in esame mettono in evidenza
l’organicità degli ambiti di ricerca privilegiati negli ultimi anni: l’opera di
A. Stifter (di cui presenta la cura di Brigitte
e un articolato saggio sullo Stifters Italienbild
) e quella di E.T. A.Hoffmann, ( di cui
presenta la cura dei Notturni e due
articoli). Ricorrendo sempre ad un’attenta analisi dei testi, il candidato
offre dei personali percorsi di lettura pur nelle brevi ma dense introduzioni
ai testi di Hoffmann e Stifter. Incisivi e ricchi di stimoli appaiono inoltre
sia l’articolo su Des Vetters Eckfenster,
inteso come summa figurativa dell’opera di Hoffmann, sia quello sulla
fisiognomica dello stesso autore
Soprattutto in quest’ultimo Galli dimostra un’approfondita conoscenza delle
fonti e dell’opera hoffmanniana che analizza con grande acribia filologica
arrivando a delle conclusioni nuove e suggestive. Nel complesso dunque il
candidato presenta una produzione ricca e originale che merita un giudizio
positivo
Candidato: Vanda Perretta
Giudizio
individuale di Margherita Cottone
La candidata, assistente
prima volontoria(1963-67), poi ordinaria(1971-83) di Lingua e letteratura
tedesca presso l’Università di Roma, è Professore associato della stessa
materia dal 198O. In questi anni ha svolto con impegno un’intensa attività
didattica sugli argomenti più diversificati della letteratura tedesca dal 1600
ai giorni nostri.
La candidata presenta ai fini del giudizio valutativo la cura di
quattro volumi (introduzione e traduzione):1) Bettina Brentano, Gunderode, 1983; 2) G. Kolmar, La notte; H. Heine, Impressioni di viaggio ; Ch. Wolf, L’ombra di un sogno e quattro saggi aventi come oggetto di studio
Börne, Pollack e Goethe.
Wanda Perretta affronta nei
suoi scritti autori che tradiscono il suo continuo e appassionato confrontarsi
con tematiche caratterizzate da una forte istanza sociale e politica. Dai due
studi su Börne, di cui analizza l’opera e ricostruisce il pensiero politico,
repubblicano e giacobino ancorato alla speranza messianica di una rivoluzione a
quelli su Bettina Brentano e Christa Wolf, una forte vis polemica muove i suoi
scritti che hanno peraltro il merito di spaziare all’interno di un ampia rete di riferimenti storico-culturali. Lo
studio su Bettina Brentano ha il pregio di avere proposto per la prima volta in
Italia la figura di una battagliera intellettuale dell’epoca romantica
mettendone in luce la coerente e sofferta posizione tra dimensione pubblica e
privata attraverso un’interpretazione di natura sociologica e psicologica che
rispecchia le categorie interpretative della
Frauenliteratur. Sullo stesso
orizzonte di lettura si collocano i lavori su Gertrud Kolmar e su Christa Wolf.
Di un certo interesse saggio su Effi
Briest di Fontane che, partendo da Kant sino a Hegel e a Rousseau legge
come un esempio atipico di Bildungsroman.
Nell’ambito della storia
della cultura si colloca poi lo studio su Pollack, in cui ricostruisce con un
paziente lavoro di archivio la figura di ‘ebreo’ e di ‘uomo’ di questo dimenticato
collezionista praghese.
Nel complesso la candidata presenta una produzione apprezzabile,
pur se la mancanza di un serio studio monografico di più ampio respiro non
consente di esprimere un giudizio del tutto positivo
Giudizio
individuale di Maria Teresa Fancelli
VANDA PERRETTA
(n.1937) è una germanista con un profilo professionale particolarmente ricco e
complesso. Il suo multiforme lavoro si è svolto sempre a tutti i livelli della
produttività accademica, dall'attività didattica a quella scientifica,
dall'impegno organizzativo interno alla Facoltà a quello dell'Ateneo romano che
l'ha vista partecipe a vario titolo nei principali organi di gestione
dell'Università. Ha guidato e coordinato gruppi di ricerca a livello nazionale,
ha organizzato convegni e seminari, ha svolto e svolge attività editoriale
nella redazione di "Studi Germanici", dirige la collana 'L'altra
Germania' presso l'Editore Bulzoni. La sua produzione scientifica non è
quantitativamente ricca, ma essa è stata ed è costante nel tempo, indirizzata a
problemi e questioni ben definite, affrontate sempre con spiccata intelligenza
critica. L'approccio metodologico è assai personale ma riconoscibile nella
tradizione storicistica della germanistica italiana, sorretta anche da una
personale passione civile. Gli studi su Börne e su Heine, nonché le traduzioni
dallo stesso Heine marcano la fedeltà della Perretta alle tematiche della
letteratura d'impegno e di tendenza. Lo stesso vale per il suo campo più
recente e più coerente di lavoro che è costituito dagli studi sulla letteratura
femminile tedesca, di cui è stata tra le antesignane, fornendo utili contributi
alla studi su Christa Wolf, G. Kolmar, B. Brentano. La Perretta ha al suo
attivo anche la pubblicazione degli autografi goethiani della raccolta Pollack.
Per la qualità
dell'approccio critico allo studio delle letteratura tedesca e per la
continuità e coerenza dell'impegno accademico e didattico ritengo pienamente
maturo il profilo scientifico di Vanda Perretta.
Giudizio
individuale di Giorgio Manacorda
L’intelligenza critica e le sorprendenti capacità
“narrative” fanno della candidata (professore associato) una studiosa capace di
muoversi con vivacità e sicurezza nel panorama complessivo della cultura
europea, della quale la cultura tedesca è naturalmente parte. Questo sguardo
“aperto” le consente di affrontare con grande padronanza la letteratura tedesca
dal Settecento fino alla nostra contemporaneità con una serie dei saggi non di
gran mole ma sempre intensi, originali e molto ben scritti. Tra i lavori
indicati dalla candidata, sono di particolare interesse i due scritti dedicati
a Ludwig Börne, il primo dei quali si muove in una dimensione
storico-ideologica, cogliendo l’originalità del contributo di Börne alla
riflessione sul rapporto tra dimensione statale e emancipazione delle classi oppresse; il secondo torna anni dopo
su questo autore, ma in chiave filologica e storica, trattandosi di una lavoro
basato sul manoscritto di una rara opera (Studi
sulla storia e gli uomini della Rivoluzione francese) dalla complessa
datazione. Filologico e ampiamente storico-culturale anche il lavoro dedicato a
Ludwig Pollack, tutto condotto su documenti inediti. Di taglio filosofico
(Kant, Hegel, Rousseau) la riflessione sul Bildungsroman, per sostenere una
tesi innovativa, e molto fondata: il carattere non costruttivo, non positivo,
di questo genere romanzesco, ma, invece, il suo carattere pedagogicamente
costrittivo e funzionale ad una formazione repressiva; si tratterebbe, quindi,
di opere in cui conta soprattutto la sofferenza del non detto. Il saggio si
conclude con una analisi di Effi Briest
che ci consente di accennare ad un altro ambito di interesse della candidata:
l’attenzione alle scrittrici e ai personaggi femminili, bene evidenziata dai lavori
dedicati a Bettina Brentano, a Gertrud Kolmar e a Christa Wolf.
Si tratta di una studiosa completa e matura, che ha
anche sviluppato negli anni una ampia attività didattica comprensiva del
coordinamento di molte iniziative in questo settore, avendo, tra l’altro, fatto
parte della Commissione di Sperimentazione e Organizzazione Didattica
dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Quanto al coordinamento di iniziative nel campo
scientifico, la candidata è stata membro della commissione 010 del CUN per la
Germanistica, membro della Commissione di Ateneo per la Ricerca, membro del
Comitato di consulenza scientifica del Museo Laboratorio di Arte contemporanea
dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Giudizio
individuale di Simonetta Sanna
La candidata ha svolto una varia e intensa attività di ricerca, che documenta la sicura padronanza di raffinati strumenti metodologici e la conoscenza di problematiche inerenti alle prospettive letterarie di diverse epoche della cultura tedesca ed europea. La sua personalità di studiosa si esprime inoltre nell’originalità interpretativa e nella scelta di momenti, autori e testi anche meno noti, che coinvolgono spesso più ampie prospettive culturali e sociali.
Tra i lavori indicati dalla candidata, i due scritti su Ludwig Börne precisano il profilo storico ideologico e filologico (Studi sulla storia e gli uomini della Rivoluzione francese) dell’autore. Il saggio sul Bildungsroman, impegnato soprattutto nell’analisi di Effi Briest, documenta quel costante interesse verso personaggi, scrittrici e problematiche della Frauenliteratur, evidenziata anche dai lavori su Bettina Brentano, Gertrud Kolmar e Christa Wolf.
Il curriculum attesta la continuità della sua attività didattica, nonché l’intensa partecipazione a progetti di ricerca e iniziative culturali.
Non è stato fino ad oggi
prodotto un adeguato lavoro di sintesi.
Giudizio
individuale di Giuseppa Zanasi
Presenta diversi saggi che rivelano molteplicità di
interessi e un approccio critico estremamente personale sia a problemi della
civiltà letteraria che all’analisi dei testi.
Il primo saggio sul pensiero politico di Ludwig
Börne è stato approfondito in seguito con una ricostruzione degli studi dello
scrittore sulla rivoluzione francese, ricollegati alla temperie dell’epoca e alla
polemica con Heine.
Un
capitolo a parte costituisce la ricerca
sulla vicenda umana e
intellettuale di Ludwig Pollack,
condotta con una disamina di diari e inediti, approdata alla intensa
introduzione alla raccolta di autografi goethiani.
Grande impegno ha dedicato al problema della
conquista femminile del linguaggio letterario soffermandosi, fuori da facili
schemi degli Women Studies, sulla vita e l’opera di scrittrici, su
caratteristiche e aporie della scrittura al femminile, su aspetti meno studiati
del costume o forme marginali della storia letteraria come diari, carteggi e biografie, ma anche sulle
diverse valenze di immagini del
femminile nella letteratura.
Si muovono in questo orizzonte il saggio su Bettina
Brentano, come pure la riflessione sulla riscoperta della Günderode operata da
Ch. Wolf, o ancora l’analisi del testo teatrale della Kolmar, Notte,
e delle sue fonti, in cui la solitudine
e i conflitti di Tiberio negli anni dell'esilio a Rodi vengono letti come
presagio funesto della notte dell’olocausto.
In questo contesto rientra anche l’acuta
interpretazione di un testo canonico come Effi
Briest, preceduta da un’intelligente premessa sul tormentato sviluppo della
borghesia tedesca visto anche alla luce delle ambivalenze dell’etica kantiana.
Il modello del Bildungsroman è qui usato per mettere in luce il processo
pedagogico deformante a cui è sottoposta la protagonista e il suo vano
tentativo di contrapporre una
Antibildung, destinata a culminare nella morte.
Sebbene di non vaste dimensioni, la produzione della
candidata rivela continuità dell’impegno,
piena padronanza sia della materia che degli strumenti di analisi,
ricchezza di riferimenti letterari e critici non solo d’area tedesca, qualità
che confermano la fisionomia di una studiosa autonoma e matura.
Assistente (prima volontaria poi di ruolo) all’Univ. di Roma La Sapienza dal 1963, ha ottenuto la nomina di Prof. Associato nel 1980. Dal 1976 al 1983 è stata anche Incaricata di Lingua e Lett. tedesca all’Univ. di Pescara. E’ stata responsabile, all’Univ. di Roma, del coordinamento di iniziative didattiche e di ricerca. E’ stata membro del Comitato nazionale Cun per la Germanistica dal 1981 al 1987. Dal 1999 è direttore della Scuola di specializzazione in traduzione letteraria (Roma). E’ redattrice della rivista Studi Germanici. Dirige la collana L’altra Germania delle edizioni Bulzoni.
Giudizio
collegiale
La Commissione unanime decide di far proprio il
giudizio di Giuseppa Zanasi che qui di seguito si riproduce.
Presenta diversi saggi che rivelano molteplicità di
interessi e un approccio critico estremamente personale sia a problemi della
civiltà letteraria che all’analisi dei testi.
Il primo saggio sul pensiero politico di Ludwig
Börne è stato approfondito in seguito con una ricostruzione degli studi dello
scrittore sulla rivoluzione francese, ricollegati alla temperie dell’epoca e
alla polemica con Heine.
Un
capitolo a parte costituisce la ricerca
sulla vicenda umana e
intellettuale di Ludwig Pollack,
condotta con una disamina di diari e inediti, approdata alla intensa
introduzione alla raccolta di autografi goethiani.
Grande impegno ha dedicato al problema della
conquista femminile del linguaggio letterario soffermandosi, fuori da facili
schemi degli Women Studies, sulla vita e l’opera di scrittrici, su
caratteristiche e aporie della scrittura al femminile, su aspetti meno studiati
del costume o forme marginali della storia letteraria come diari, carteggi e biografie, ma anche sulle
diverse valenze di immagini del femminile
nella letteratura.
Si muovono in questo orizzonte il saggio su Bettina
Brentano, come pure la riflessione sulla riscoperta della Günderode operata da
Ch. Wolf, o ancora l’analisi del testo teatrale della Kolmar, Notte,
e delle sue fonti, in cui la solitudine
e i conflitti di Tiberio negli anni dell'esilio a Rodi vengono letti come
presagio funesto della notte dell’olocausto.
In questo contesto rientra anche l’acuta
interpretazione di un testo canonico come Effi
Briest, preceduta da un’intelligente premessa sul tormentato sviluppo della
borghesia tedesca visto anche alla luce delle ambivalenze dell’etica kantiana.
Il modello del Bildungsroman è qui usato per mettere in luce il processo
pedagogico deformante a cui è sottoposta la protagonista e il suo vano
tentativo di contrapporre una
Antibildung, destinata a culminare nella morte.
Sebbene di non vaste dimensioni, la produzione della
candidata rivela continuità dell’impegno,
piena padronanza sia della materia che degli strumenti di analisi,
ricchezza di riferimenti letterari e critici non solo d’area tedesca, qualità
che confermano la fisionomia di una studiosa autonoma e matura.
Assistente (prima volontaria poi di ruolo) all’Univ. di Roma La Sapienza dal 1963, ha ottenuto la nomina di Prof. Associato nel 1980. Dal 1976 al 1983 è stata anche Incaricata di Lingua e Lett. tedesca all’Univ. di Pescara. E’ stata responsabile, all’Univ. di Roma, del coordinamento di iniziative didattiche e di ricerca. E’ stata membro del Comitato nazionale Cun per la Germanistica dal 1981 al 1987. Dal 1999 è direttore della Scuola di specializzazione in traduzione letteraria (Roma). E’ redattrice della rivista Studi Germanici. Dirige la collana L’altra Germania delle edizioni Bulzoni.
Candidato: Mauro Ponzi
Giudizio
individuale di Margherita Cottone
Il candidato è dal 1980
professore associato di Lingua e letteratura tedesca presso l’Università ‘La
sapienza’ di Roma e dal 1992 ha un affidamento di Letteratura tedesca moderna e
contemporanea presso la stessa Università.
Il candidato presenta ai
fini del giudizio comparativo cinque monografie:1) Hermann Hesse; 2) Walter
Benjamin e il moderno; 3) Pasolini
und Fassbinder; 4) Passione e melanconia nel giovane Goethe 5) Il mito della giovinezza in H. Hesse , la
cura di un volume: Letteratura e
mass-media nei paesi di lingua tedesca,
e due articoli aventi come aromento letteratura e cinema e
Heine.
La produzione di Mauro Ponzi
è cospicua e articolata. Essa mostra un costante e approfondito interesse nei
confronti di alcuni problemi riguardanti la teoria della ricezione della
letteratura e delle comunicazioni di massa, secondo dei parametri che applica
con buoni risultati a molti dei lavori presentati. A partire dal saggio su Die kommunikative Funktion der Literatur in
DDR il candidato mette in luce le discrepanze esistenti tra sistema
sociale, messaggio letterario e ricezione, rapporto che ritiene indispensabile
individuare per l’approccio a qualsiasi testo letterario. Ritroviamo tal
approccio nei due volumi su Hesse, di
cui comunque l’autore offre una lettura ben documentata dell’opera,
analizzandone la valenza politica, psicoanalitica, esotica, anche alla luce dei
diversi modelli culturali che la influenzarono: dal pietismo fino a Nietzsche.
Meno originale, perché di fatto riprende quanto già scritto, il secondo volume
su Hesse. Nell’ambito degli studi su letteratura e mezzi di comunicazioni si
basano i lavori su cinema e letteratura, in particolare l’articolo che pubblica
nel volume da lui curato dove ricostruisce prevalentemente il rapporto e i
malintesi di Brecht con il cinema americano
Di un certo rilievo il
volume su W. Benjamin: saggio ampio e
documentato dove Ponzi cerca di fare un bilancio del segno lasciato. nella
cultura tedesca da Benjamin. Sottolineando il carattere interdisclipinare della
sua opera - in particolare il Passagen-Werk, di cui nel volume
ricostruisce con perizia la genesi - Ponzi evidenzia l’eccentricità del suo
percorso intellettuale, e di quest’ opera in particolare, tesa ad offrire un
affresco delle origini del moderno per auspicarne il suo stesso superamento.
Nel complesso un lavoro organico e originale che confrontandosi con la ricca
bibliografia critica sull’argomento offre un’immagine più fondata del pensiero
di Benjamin. Meno convincente la monografia su Goethe, dove il candidato offre
una lunga e non sempre convincente disamina dei motivi storico-cultuarli,
letterari, biografici e- psicologici che spinsero Goethe a scrivere il Werther,
individuando i due elementi fondamentali che lo caratterizzano: l’erotismo e la
malinconia. Nel complesso, comunque, Ponzi presenta una produzione cospicua e
originale che merita un giudizio positivo
Giudizio
individuale di Maria Teresa Fancelli
MAURO PONZI (n. 1950)
ha un curriculum di formazione e di specializzazione particolarmente
ricco di esperienze presso Università e centri di ricerca italiani e
internazionali. Numerosissimi i suoi soggiorni in Germania, le borse di studio,
le opportunità di relazioni interaccademiche. Cospicua è anche la sua produzione
scientifica che si estende dalla letteratura tedesca del Settecento,
particolarmente goethiana, a quella del Novecento, concentrata su H. Hesse; a
questo autore Ponzi ha dedicato due monografie, la prima a carattere biografico
e introduttivo, la seconda sul tema specifico del mito della giovinezza. Un
terzo filone di ricerca riguarda i temi della comunicazione letteraria nei
paesi di lingua tedesca e nella ex-DDR.
Tutti i lavori
di Ponzi hanno una caratteristica comune, nel senso che essi costituiscono
massicce raccolte di materiali primari, critici e bibliografici, riprova sicura
dell'impegno e della capacità di lavoro del candidato. I risultati di questo
metodo di accumulazione tuttavia non appaiono ancora probanti delle capacità
personali dell'autore di saper costruire un proprio itinerario di ricerca, di
svolgerlo in maniera chiara e di pervenire a dei risultati autonomi e
convincenti. Il volume sul giovane Goethe, pur meritevole anche nella scelta
del tema, è la riprova di un sistema di lavoro ancora scarsamente selettivo.
Giudizio
individuale di Giorgio Manacorda
Il candidato (professore associato) tocca vari temi
della letteratura e della cultura tedesca dal Settecento fino ai giorni nostri
(da Goethe a Fassbinder). Purtroppo, malgrado la mole e la varietà dei
contributi, e quindi l’evidente impegno, i lavori non hanno le necessarie
caratteristiche di originalità e innovatività scientifica, per non parlare del
rigore metodologico.
Sorvolando sulla qualità della scrittura, che lascia
spesso a desiderare, è sorprendente il modo con cui il candidato usa il gergo
psicanalitico per spiegare qualsiasi passo della produzione e della vita di
Goethe. Egli, infatti, utilizza in modo sbrigativo una consolidata tradizione
di studi con questo taglio metodologico. Un esempio scelto a caso: “Goethe non
riusciva a identificarsi nella madre perché ciò comportava una componente
sadomasochista che emerge nella poesia dedicata alla madre, in cui l’autore si
identificava nella figura di Cristo e si autodescriveva come una vittima
sacrificale. L’incestuosa dipendenza di Cornelia da Goethe ne fa una vittima e
la spinge in una situazione da cui praticamente non si riprenderà più” (pp.
217-218). Il tono colloquiale si mescola arditamente ad una sorta di scrittura
automatica in cui l’impianto psicanalitico diventa premessa e giustificazione
per libere associazioni. E’ quindi evidente come sia del tutto infondato
l’appunto che il candidato muove all’ultimo grande lavoro che Giuliano Baioni
dedica al giovane Goethe (p. 143).
Per ciò che riguarda il libro dedicato a Pasolini e
Fassbinder, a noi interessa solo la parte dedicata all’autore tedesco.
L’impressione di superficialità e approssimazione è confermata e documentata da
una recensione pubblicata in Text & Kontext (Kopenhagen-München XX, 1997,
1, pp. 131-133). Lise V. Smidth, l’autrice della recensione,
afferma lapidariamente che si tratta di “eine wortwörtliche Abschrift von
Christian Braad Thomsens 1991 (in Dänemark) erschienener Untersuchung zu
Fassbinder und seinen Filmen”.
Dopo la divulgativa monografia su Hesse, il testo
più impegnativo è un libro dedicato a Walter Benjamin. Si tratta di un lavoro
onesto e corretto, anche se non particolarmente significativo.
Vista la qualità dei titoli a stampa, non sembra che
la quantità di rapporti con università tedesche (ma non solo, risulta un
significativo soggiorno presso l’Università danese di Rotskilde) e la
partecipazione a gruppi di ricerca, abbia prodotto i risultati necessari per
aspirare ad una cattedra di prima fascia.
Giudizio
individuale di Simonetta Sanna
L’attività di ricerca si è concentrata su Goethe,
Benjamin, Hesse e la letteratura della RDT. Il candidato ha dato prova, in tali
applicazioni, di sapere affrontare le tematiche con correttezza.
Ha inoltre sviluppato interessi verso la cultura
estetica e visiva, occupandosi del rapporto fra film e letteratura
(Fassbinder).
Meno rilevante appare l’innovatività dei risultati
conseguiti, il loro contributo alla ricerca internazionale.
Si segnalano i rapporti di
collaborazione con centri di ricerca tedeschi e danesi.
Giudizio
individuale di Giuseppa Zanasi
Presenta un’ampia produzione che rivela diversi
interessi per autori e problematiche della storia letteraria, come pure
un’attenzione al ruolo della letteratura rispetto ai moderni mezzi di
comunicazione (per es. nel saggio su Letteratura e Film nella raccolta
“Letteratura e mass-media nei paesi di lingua tedesca” da lui curata o sulla
funzione comunicativa della letteratura nella ex RDT).
Si è occupato a lungo di Hesse, alla cui opera ha
dedicato una breve monografia d’introduzione all’opera e una secondo studio,
più specificamente centrato sul mito della giovinezza, che prende l’avvio da
una riflessione sulla fortuna dello scrittore e sottolinea poi i nuclei principali
della sua narrativa alla luce di topoi
romantici, della psicoanalisi e dell’eredità nietzscheana. Lo studio è ben
strutturato, anche se alcune tesi interpretative non sono del tutto nuove, e se
si manifesta un uso non rigoroso di
termini psicanalitici.
Il volume su Benjamin è articolato intorno a
problemi e figure emblematiche soprattutto del Passagen-Werk, inteso come summa
di tutti motivi benjaminiani. L’autore procede ad un’esplorazione di
diverse suggestioni letterarie e filosofiche, politiche e religiose nel tardo
Benjamin, per mettere a fuoco la ‘via
eccentrica’ della sua riflessione sul moderno.
Nonostante punti oscuri, ripetizioni e qualche
imprecisione, il lavoro offre diversi spunti di riflessione. L’accumulo di dati
compromette però talvolta il coerente svolgimento delle argomentazioni.
Altro oggetto importante delle ricerche del
candidato è la vicenda biografica e intellettuale del giovane Goethe, che
costituisce la materia della sua più recente monografia. L’autore ripercorre diverse stazioni della
formazione culturale e artistica del poeta con il preciso intento di contestualizzare la sua produzione
giovanile per interpretarla alla luce delle radici pietistiche e stürmeriane.
Si sofferma in particolare sul Werther
e sulla sua ricezione, definendolo un po’ troppo univocamente come un romanzo
pedagogico.
Anche in questo studio l’eccesso di informazione
nuoce spesso alla chiarezza delle analisi e delle tesi interpretative; inoltre, le considerazioni di tipo
psicologico si rivelano alquanto problematiche e, di nuovo, viziate da un uso
impreciso di termini desunti dal linguaggio psicanalitico.
Ha svolto la sua attività didattica all’Univ. di
Roma La Sapienza: assegnista nel 1974, è Prof. associato dal 1980. Dal 1988-89
al 1990-91 ha tenuto una supplenza di Lingua e Lett. tedesca all’IUO di Napoli.
Nel 1991-92 ha avuto l’affidamento di Letteratura ted. mod. e contemp., nel
1999-2000 di Storia della cultura tedesca. Ha organizzato diversi convegni. Ha
ottenuto borse di studio del DAAD e della Humboldt-Stiftung.
Giudizio
collegiale
La Commissione unanime decide di far proprio il
giudizio di Maria Teresa Fancelli che qui di seguito si riproduce.
MAURO PONZI (n. 1950)
ha un curriculum di formazione e di specializzazione particolarmente
ricco di esperienze presso Università e centri di ricerca italiani e
internazionali. Numerosissimi i suoi soggiorni in Germania, le borse di studio,
le opportunità di relazioni interaccademiche. Cospicua è anche la sua
produzione scientifica che si estende dalla letteratura tedesca del Settecento,
particolarmente goethiana, a quella del Novecento, concentrata su H. Hesse; a
questo autore Ponzi ha dedicato due monografie, la prima a carattere biografico
e introduttivo, la seconda sul tema specifico del mito della giovinezza. Un
terzo filone di ricerca riguarda i temi della comunicazione letteraria nei
paesi di lingua tedesca e nella ex-DDR.
Tutti i lavori
di Ponzi hanno una caratteristica comune, nel senso che essi costituiscono
massicce raccolte di materiali primari, critici e bibliografici, riprova sicura
dell'impegno e della capacità di lavoro del candidato. I risultati di questo
metodo di accumulazione tuttavia non appaiono ancora probanti delle capacità
personali dell'autore di saper costruire un proprio itinerario di ricerca, di
svolgerlo in maniera chiara e di pervenire a dei risultati autonomi e
convincenti. Il volume sul giovane Goethe, pur meritevole anche nella scelta
del tema, è la riprova di un sistema di lavoro ancora scarsamente selettivo.
Candidato: Margherita Versari
Giudizio
individuale di Margherita Cottone
La candidata, dal 1981
ricercatore confermato di Lingua e letteratura tedesca presso l’Università di
Bologna, è dal 1992 professore associato di Lingua e letteratura presso la
stessa Università, dove ha svolto una costante attività di didattica su temi
riguardanti Novalis, Nietzsche, Le poetiche in Germania e H. Hesse.
La candidata presenta ai
fini del giudizio comparativo due monografie:1) La traccia d’oro verso le madri. Novalis dalla storia al mito,1995;
2) Un percorso iniziatico in Hermann
Hesse,1999 la cura del volume di H. Schumacher, Narciso alla fonte e cinque saggi di vario argomento riguardanti
problemi di narratologia nella prosa del primo Novecento con particolare
riguarado a O. Bierbaum,H. Hesse e E. Weiß.
Margherita Versari si è occupata soprattutto
di Romanticismo e di letteratura del Novecento (Espressionismo e Hesse). Di
particolare interesse lo studio su Novalis, in cui Margherita Versari
rintraccia i modelli culturali presenti nell’opera del grande romantico, usando
con buona padronanza un metodo di tipo mitico-antropologico, in cui la
storia assume valenze utopiche e
significati simbolici. Si veda, per esempio, il capitolo “La cristianità come
utopia dell’anima”, in cui la candidata coglie la funzione che Novalis
attribuisce alla Chiesa come struttura di mediazione tra “visibile e
invisibile”. Questo taglio metodologico – che è la vera cifra di lettura della
candidata – sembra adeguato per Novalis, ma si trova anche nello studio su
Hermann Hesse. Studio nel quale la Versari si propone di indagare “le riprese
mitologemiche significative nella misura in cui esse determinano l’impianto
narrativo dell’opera hessiana, spiegandone e giustificandone la schematicità
delle strutture e delle figure”. Forse, però, questa strumentazione
“mitologemica” (il viaggio, il modello di morte e rinascita, il ritorno alle
madri, il tempo del mito, il motivo della caduta) è troppo complessa e
ingombrante se rapportata alla “schematicità delle strutture e delle figure” di
Hesse, uno scrittore che probabilmente non regge tanto impegno esegetico.
In generale, la candidata - che pure è in grado
fornire interpretazioni spesso interessanti - poggia il suo discorso su un
impianto metodologico che rischia di diventare una sorta di gabbia ideologica
poco convincente
Giudizio
di Maria Teresa Fancelli
MARGHERITA
VERSARI (n. 1951) si è laureata prima in Lingue e Letterature Straniere nel
1974, quindi in Filosofia nel 1987 presso la stessa Università di Bologna.
Questa doppia formazione accademica trova puntuale riscontro sia nell'attività
didattica e nella scelta dei corsi annuali, sia nell'attività scientifica,
nella quale sono sempre compresenti l'approccio letterario e quello filosofico
e di storia delle idee. Sono ben riconoscibili nella Versari due filoni di
ricerca: quello della letteratura tedesca del primo Novecento (dalla prosa
dell'espressionismo a quella di H. Hesse), e quello del romanticismo in
particolar modo novalisiano. A quest'ultimo campo è da riferire anche la
curatela di H. Schumacher, Narciso alla
fonte. La fiaba d'arte romantica (1996). Il legame profondo tra questi
testi è l'interesse sempre più profilato per il mito e per la sua funzione più
volte definita 'strutturale e strutturante'.
Le pubblicazioni
di M. Versari proposte al giudizio e in particolare i volumi La traccia d'oro verso le madri. Novalis:
dalla storia al mito. (1995) e Un
percorso iniziatico in Hermann Hesse. Dalla caduta alla seconda innocenza (1999)
mostrano senz'altro la coerenza del punto di vista e l'autenticità
dell'interesse da parte della studiosa. Tuttavia l'argomentazione non risulta
sempre convincente e appare piuttosto legata a categorie analitiche talvolta
troppo rigide. Ne deriva una lettura critica spesso incerta e come sospesa tra
suggestioni di linguistica strutturale e stereotipi della riflessione
narratologica contemporanea. La complessità dei temi scelti esige uno sforzo
ulteriore di approfondimento e di decantazione degli strumenti di indagine storico-critica.
Giudizio
individuale di Giorgio Manacorda
Nei suoi studi monografici
Margherita Versari dimostra un particolare interesse per aspetti poco indagati
della letteratura tedesca - almeno
nella germanistica italiana – attingendo a risultati originali nell’analisi
degli elementi mitologici e simbolico-misterici dell’opera di Novalis ed Hesse,
la cui lettura risente peraltro della formazione filosofica della candidata.
Nel volume su Novalis, con una buona padronanza degli strumenti ermeneutici, la
candidata giunge a dimostrare una sorta di
slittamento continuo dalla politica all’estetica, dalla storia al mito,
rilevando dei mitologemi ricorrenti e delle precise procedure strutturali, per
mezzo dei quali Novalis riesce a coniugare storia e poetica: un lavoro
organico, ben documentato e supportato dal confronto con la ricca bibliografia
sull’argomento
Lo stesso metodo d’analisi la candidata applica alla lettura dell’opera di H. Hesse, dove lo studio dei
mitologemi (il tema della caduta o del
viaggio iniziatico, per esempio) tende a dimostrare non solo il processo di
stilizzazione cui sono sottosposti, ma soprattutto il valore fondante che
l’autore attribuisce loro, piuttosto
che limitarsi ad adoperarli con una funzione meramente estetica. Si tratta di
una lettura stimolante, sufficientemente sorretta dalla dovuta distanza
critica. Degno di nota il saggio su un autore fantastico del Novecento, poco
studiato in Italia, come Bierbaum, di cui la candidata mette in evidenza
l’epigonismo e l’uso di cliché letterari. Non va dimenticato neppure il saggio
sulla “prosa dell’espressionismo”, dove l’analisi serrata della struttura
testuale dell’opera di alcuni autori rappresentativi mette ben in luce il
rapporto tra disagio esistenziale e scrittura. Gli altri saggi presentati su
Novalis e George e ancora su Hesse dimostrano i costanti interessi della sua
ricerca, e contribuiscono da disegnare un profilo di studiosa complessivamente
positivo.
Non
si rilevano attività di coordinamento di iniziative nel campo scientifico e
didattico; si segnalano due borse di ricerca DAAD, rispettivamente di dodici e
tre mesi.
Giudizio
individuale di Simonetta Sanna
La
candidata ha concentrato la sua attività di ricerca sul romanticismo e la
letteratura del Novecento (prosa dell’espressionismo e Hesse). Soprattutto i
suoi studi su Novalis e su Hesse rivelano un’indubbia sensibilità letteraria
nell’individuazione delle valenze simboliche nelle opere dei due autori. Non
mancano nei suoi studi esempi di lettura analitica caratterizzati da
un’indubbia originalità interpretativa. Va rilevata altresì l’autenticità delle
domande con cui la candidata confronta i testi analizzati (risanamento della
scissione, viaggio e morte iniziatici, tempo intensivo ecc.), lodevole sia in
prospettiva didattica, sia in prospettiva ermeneutica, poiché intende i testi
come esercizio del Moeglichkeitssinn.
Si
segnalano due borse di ricerca DAAD.
Giudizio
individuale di Giuseppa Zanasi
Presenta studi sul Romanticismo e su autori del
primo Novecento.
Ancora necessarie di approfondimento appaiono le
pubblicazioni su aspetti della prosa espressionista o sulla narrativa di Ernst
Weiss, mentre più convincenti risultano
l’analisi del Samalio Pardulus di
Bierbaum, letto come montaggio di topoi
letterari e pittorici del tardo romanticismo intenzionalmente ridotti a kitsch,
o lo studio sul Kunstmärchen, visto all’interno del progetto romantico di una
nuova mitologia.
L’impegno scientifico più consistente è nella
monografia dedicata a Novalis, in cui, attraverso la puntuale analisi di alcuni
testi tra i più significativi (frammenti, saggi, liriche e l’Ofterdingen), la candidata procede a una
ricognizione di mitologemi ricorrenti e delle relative procedure formali per
mettere in luce tutti gli elementi che segnalano nell’opera novalisiana la
doppia dimensione della riflessione storica e della proiezione utopica, come
pure l’attrazione verso il mito e il
ritorno alle origini. Questa suggestiva lettura offre diversi spunti di riflessione
sul percorso poetico di Novalis, anche
se presenta alcuni passaggi più oscuri e confusi, sovrapposizioni di
concetti e qualche imprecisione terminologica.
Lo studio più recente su Hesse presenta un analogo
procedimento, tende cioè a individuare costanti mitologemiche che
traducono la proiezione della materia autobiografica e storica nella dimensione
atemporale del mito e delle esperienze fondamentali dell’esistenza. Le tappe
più significative della narrativa di Hesse, dai primi testi attraverso la
svolta del Demian fino al Lupo della steppa, vengono interpretate
come diverse fasi di un viaggio iniziatico alla scoperta del Sé e della ‘verità’, di una completezza
identificata con la dimensione dell’infanzia. L’interpretazione si muove in
questo caso su un terreno, in parte già battuto dalla critica, non del tutto libero dai rischi di un’eccessiva
identificazione, per cui ad es. non risulta sufficientemente verificata la
tenuta delle strategie espressive, la pur dichiarata “funzione strutturante”
del suddetto viaggio iniziatico.
Il lavoro conferma l’orientamento degli ultimi studi
della candidata, e cioè un approccio fortemente improntato dall’interesse per
studi antropologici, per il mito e gli
archetipi della psicanalisi junghiana, per le valenze simboliche del linguaggio
letterario. Un orientamento che affiora anche nel recente saggio sul confronto
di simboli poetici di Novalis e George.
Ha svolto la sua attività didattica presso la Fac.
di Magistero dell’Univ. di Bologna.
Assegnista nel 1976, ha ottenuto l’idoneità di ricercatore nel 1981. Ha
vinto il concorso di prof. Associato nel 1992. Ha vinto borse di studio del
DAAD.
Giudizio
collegiale
La Commissione unanime decide di far proprio il
giudizio di Maria Teresa Fancelli che qui di seguito si riproduce.
MARGHERITA
VERSARI (n. 1951) si è laureata prima in Lingue e Letterature Straniere nel
1974, quindi in Filosofia nel 1987 presso la stessa Università di Bologna.
Questa doppia formazione accademica trova puntuale riscontro sia nell'attività
didattica e nella scelta dei corsi annuali, sia nell'attività scientifica,
nella quale sono sempre compresenti l'approccio letterario e quello filosofico
e di storia delle idee. Sono ben riconoscibili nella Versari due filoni di
ricerca: quello della letteratura tedesca del primo Novecento (dalla prosa
dell'espressionismo a quella di H. Hesse), e quello del romanticismo in
particolar modo novalisiano. A quest'ultimo campo è da riferire anche la
curatela di H. Schumacher, Narciso alla
fonte. La fiaba d'arte romantica (1996). Il legame profondo tra questi
testi è l'interesse sempre più profilato per il mito e per la sua funzione più
volte definita 'strutturale e strutturante'.
Le pubblicazioni
di M. Versari proposte al giudizio e in particolare i volumi La traccia d'oro verso le madri. Novalis:
dalla storia al mito. (1995) e Un
percorso iniziatico in Hermann Hesse. Dalla caduta alla seconda innocenza (1999)
mostrano senz'altro la coerenza del punto di vista e l'autenticità
dell'interesse da parte della studiosa. Tuttavia l'argomentazione non risulta
sempre convincente e appare piuttosto legata a categorie analitiche talvolta
troppo rigide. Ne deriva una lettura critica spesso incerta e come sospesa tra
suggestioni di linguistica strutturale e stereotipi della riflessione
narratologica contemporanea. La complessità dei temi scelti esige uno sforzo
ulteriore di approfondimento e di decantazione degli strumenti di indagine
storico-critica.
Candidato: Vivetta
Vivarelli
Giudizio
individuale di Margherita Cottone
La candidata, dal 1976
assistente di Lingua e lett. tedesca presso l’Università di Firenze, è
professore associato di Storia della cultura tedesca dal 1986.
La candidata presenta ai
fini del giudizio comparativo due monografie: 1)L’immagine rovesciata. Le letture di Nietzsche, 1992 2) Nietzsche und die Maske des freien Geistes,
1998 e alcuni articoli aventi come oggetto di analisi l’opera di Wedekind,
Arendt e Nietzsche.
L’ambito di ricerca
privilegiato da Vivetta Vivarelli, come si evince dalla maggior parte dei suoi
lavori, è l’opera di Nietzsche di cui è sicuramente una specialista apprezzata.
Sotto la guida di Montinari ha condotto su questo autore studi di una certa
rilevanza grazie alla costante frequentazioni degli archivi specializzati.
Nella sua prima monografia ha messo in luce tramite una analisi filologica la
genesi di alcune pregnanti metafore nietzscheane (il sole e la luna, lo
sguardo, il giardino, la bellezza nuda) individuandone le principali fonti
letterarie e filosofiche: Goethe, Stendhal, Emerson, etc, autori usati da Nietzsche
per demolire aspetti del pensiero di Schopenhauer, autore a sua volta
utilizzato per ribaltarne e deformarne le immagini. Lo stesso interesse per
l’uso e la rielaborazione delle fonti da parte di Nietzsche attesta il suo
secondo lavoro, pubblicato in Germania, che si concentra sugli influssi sia a
livello contenutistico che stilistico dell’opera di Montaigne, Pascal e Sterne.
La tendenza filologica e lo studio delle fonti
propri del suo procedimento analitico trova conferma anche negli altri lavori presentati,
mi riferisco in particolare allo studio su Erich Arendt, in cui evendenzia
l’influsso di Hölderlin, e a quelli su Emerson e Nietzsche, Hölderlin e
Nietzsche, Goethe e Nietzsche. Il carattere sicuramente monotematico della ricerca, costituisce il suo limite, anche se
è in parte superato dal continuo confronto con diversificati ambiti culturali
Nel complesso una produzione organica che attesta la serietà e la continuità
dei suoi studi, ma la cui ripetitività e rigidità d’impostazione non sempre consente
alla candidata di rielaborare in termini critici il materiale raccolto.
Giudizio
individuale di Maria Teresa Fancelli
VIVETTA
VIVARELLI (n. 1950) ha compiuto gli studi a Pisa e dal 1976 è stata sempre
attiva presso l'Università di Firenze, prima come assistente poi come
professore associato di Storia della Cultura Tedesca. La sua formazione
accademica è avvenuta a fianco di due maestri come Mazzino Montinari e
Ferruccio Masini, alla cui scuola la Vivarelli ha iniziato il filone di studio
che sarebbe rimasto al centro dei suoi interessi, ovvero Nietzsche e i problemi
della sua recezione nella letteratura del Novecento. V. Vivarelli è membro del
comitato scientifico della rivista "Nietzsche-Forschung", ha
organizzato un convegno nietzscheano a Villa Vigoni nel 1990, ho avuto una
borsa Humboldt, ha preso parte a numerosi convegni su tematiche nietzscheane.
La produzione
della Vivarelli mostra una evidente evoluzione dagli studi di impostazione
storica (cfr. il lavoro sulla prima recezione socialdemocratica di Nietzsche
nelle " Nietzsche-Studien " del 1984) a quelli di metaforologia e
all'idea di una storia della cultura basata soprattutto sulla individuazione di
immagini-chiave e di percorsi semantici particolarmente suggestivi nonché delle
loro radici e matrici filosofico-letterarie.
Questo passaggio metodologico è visibile anche nel volume L'immagine rovesciata: le letture di
Nietszche, nel quale la Vivarelli dà un suo personale contributo ad una
ricerca a suo tempo avviata da Montinari sulla biblioteca di Nietzsche e sulle
trame di lettura che sottendono alle principali opere del filosofo. Anche il
soggiorno a Bonn e la frequentazione con uno studioso come Peter Pütz ha
permesso alla candidata di approfondire questo filone di ricerca e in particolare
quello dei legami di Nietzsche con Montaigne e Pascal.
La produzione di
Vivarelli, se pur prevalentemente concentrata su Nietzsche, è ricca di
intelligenti escursioni anche nell'ambito della letteratura classica e in quello della letteratura
moderna. Notevole è uno dei suoi primi lavori dedicato a Wedekind e ad un
frammento di romanzo Mine-haha (1981). A parte possibili
riserve sul metodo della individuazione e riaggregazione di metafore che talora
possono parere scisse dal loro contesto, la produzione complessiva della
Vivarelli è scientificamente valida e matura.
Giudizio
individuale di Giorgio Manacorda
Tranne un contributo del 1981 dedicato a Frank
Wedekind e un intervento su Erich Arendt, la candidata (professore associato)
si occupa solo di Nietzsche e, in particolare, delle sue letture: da Hölderlin
a Goethe, da Burkhardt a Stendhal, da Emerson a Schopenhauer e Wagner. Il
volume L’immagine rovesciata
raccoglie e rifonde alcuni saggi apparsi nelle “Nietzsche-Studien”. Tra le
altre cose, interessanti le osservazioni che la candidata dedica all’importanza
di Schopenhauer per la contrapposizione tra il pensiero intuitivo e il pensiero
razionale, e conseguente forza gnoseologica delle immagini.
Se è vero che gli altri saggi presentati toccano
altri aspetti di Nietzsche (vedi per esempio il lavoro sulla presenza del
filosofo nella stampa socialdemocratica), è pur vero che il libro dedicato a Nietzsche und die Masken des freien Geistes,
dà seguito all’interesse della candidata per gli influssi sul pensiero
nietzschiano (in questo caso: Montaigne, Pascal e Sterne). I lavori, peraltro
di buon livello filologico, presentano un quadro limitato delle potenzialità
della candidata. Il fatto che Vivetta
Vivarelli abbia voluto tanto restringere lo spettro dei propri interessi rende
difficile una valutazione comparativa adeguata alle sue possibilità.
Non
si rilevano attività di coordinamento di iniziative nel campo scientifico e
didattico; si segnala un soggiorno di studio in Germania finanziato da una
borsa Humboldt.
Giudizio
individuale di Simonetta Sanna
Le
pubblicazioni della candidata, che alla varietà e all’ampiezza culturale
sostituiscono il rigore dei risultati specifici, comprendono alcuni lavori
minori su Wedekind, E. Arendt, ma sono incentrate soprattutto su
Nietzsche. Si tratta di una produzione
caratterizzata, nel complesso, da consistente solidità, competenza
specialistica e notevole chiarezza argomentativa. Gli studi nietzschiani, che
si muovono con padronanza nella tradizione di Mazzino Montinari, intendono
ricostruire le frequentazioni filosofico-letterarie di Nietzsche (Goethe,
Holderlin, Schopenhauer, Wagner, Montagne, Pascal, Sterne, Stendhal, Emerson),
la sua ricezione (socialdemocrazia della Jahrhundertwende, genesi del mito di
Nietzsche), nonché le combinazioni e variazioni di alcune immagini chiave. Tali
ricerche, spesso caratterizzate da analisi originali, costituiscono un indubbio
contributo alla ricerca.
La
sua presenza nella germanistica internazionale è documentata anche dai numerosi
rapporti di collaborazione. La candidata è membro del comitato redazionale
della Nietzscheforschung.
Si
segnala un soggiorno in Germania con una borsa di studio della fondazione
Humboldt.
Giudizio
individuale di Giuseppa Zanasi
Al di là di alcuni studi pregevoli come quello sulle
ambivalenze dell’utopia pedagogica di
Wedekind nel Mine-haha o sulle
risonanze hölderliniane nella lirica di Erich Arendt, è al pensiero e
all’opera di Nietzsche che la candidata ha rivolto principalmente i suoi studi,
con diversi saggi e due monografie che le hanno assicurato una collocazione nel
pur vastissimo panorama della
Nietzsche-Forschung non solo italiana. Vanno segnalati in particolare il
saggio sull’immagine del filosofo nella stampa sociademocratica, frutto di
ricerche di prima mano, sugli influssi di Emerson nei complessi metaforici
dello Zaratustra, sugli elementi che
accomunano Zaratustra e l’Empedocle di Hölderlin.
Parte di questi studi sono confluiti nella prima
monografia, “L’immagine rovesciata”,
centrata sulle fonti di alcune immagini-chiave adoperate dal filosofo
per contrastare e superare il pessimismo schopenhaueriano. La candidata si
sofferma su spunti e motivi tratti da Emerson, Goethe, Burckhardt, Stendhal,
Hölderlin, come pure su metafore dello stesso Schopenhauer rovesciate di segno,
orientate cioè da Nietzsche in senso antimetafisico.
La monografia più recente, pubblicata in una
prestigiosa casa editrice tedesca, procede in modo analogo indagando - a
partire dalla definizione del “freier Geist” - la ricezione nietscheana di
Montaigne, Pascal e Sterne dopo la
svolta antiwagneriana, e verificando
l’influsso dei medesimi sull’opera di Nietzsche sotto il profilo sia filosofico
che stilistico.
Pur risultando in massima parte concentrata su
Nietzsche, la produzione della candidata
è caratterizzata da ampi riferimenti a testi letterari e filosofici
fondamentali della cultura europea.
Si tratta di studi basati su ricerche d’archivio,
sviluppati con grande scrupolo filologico, che consentono di approfondire momenti
centrali nell’evoluzione del pensiero
nietzscheano, anche se talvolta questa lettura
‘retrospettiva’ può correre il rischio, segnalato per altro dalla stessa
autrice, di una sopravvalutazione delle fonti.
Ha svolto la sua attività didattica presso la Fac. di Magistero dell’Univ. di Firenze: assistente dal 1976, dal 1986 Prof. Associato di Storia della Cultura tedesca. Ha tenuto anche in tre diversi anni supplenze di Lingua e Letteratura tedesca e di Letteratura tedesca moderna e contemporanea. E’ membro del comitato scientifico della rivista Nietzscheforschung. Ha vinto una borsa di studio della fondazione von Humboldt.
Giudizio
collegiale
La Commissione unanime decide di far proprio il
giudizio di Margherita Cottone che qui di seguito si riproduce.
La candidata, dal 1976
assistente di Lingua e lett. tedesca presso l’Università di Firenze, è
professore associato di Storia della cultura tedesca dal 1986.
La candidata presenta ai
fini del giudizio comparativo due monografie: 1)L’immagine rovesciata. Le letture di Nietzsche, 1992 2) Nietzsche und die Maske des freien Geistes,
1998 e alcuni articoli aventi come oggetto di analisi l’opera di Wedekind,
Arendt e Nietzsche.
L’ambito di ricerca
privilegiato da Vivetta Vivarelli, come si evince dalla maggior parte dei suoi
lavori, è l’opera di Nietzsche di cui è sicuramente una specialista apprezzata.
Sotto la guida di Montinari ha condotto su questo autore studi di una certa
rilevanza grazie alla costante frequentazioni degli archivi specializzati.
Nella sua prima monografia ha messo in luce tramite una analisi filologica la
genesi di alcune pregnanti metafore nietzscheane (il sole e la luna, lo
sguardo, il giardino, la bellezza nuda) individuandone le principali fonti
letterarie e filosofiche: Goethe, Stendhal, Emerson, etc, autori usati da
Nietzsche per demolire aspetti del pensiero di Schopenhauer, autore a sua volta
utilizzato per ribaltarne e deformarne le immagini. Lo stesso interesse per
l’uso e la rielaborazione delle fonti da parte di Nietzsche attesta il suo
secondo lavoro, pubblicato in Germania, che si concentra sugli influssi sia a
livello contenutistico che stilistico dell’opera di Montaigne, Pascal e Sterne.
La tendenza filologica e lo studio delle fonti
propri del suo procedimento analitico trova conferma anche negli altri lavori
presentati, mi riferisco in particolare allo studio su Erich Arendt, in cui
evendenzia l’influsso di Hölderlin, e a quelli su Emerson e Nietzsche,
Hölderlin e Nietzsche, Goethe e Nietzsche. Il carattere sicuramente monotematico
della ricerca, costituisce il suo
limite, anche se è in parte superato dal continuo confronto con diversificati
ambiti culturali Nel complesso una produzione organica che attesta la serietà e
la continuità dei suoi studi, ma la cui ripetitività e rigidità d’impostazione
non sempre consente alla candidata di rielaborare in termini critici il
materiale raccolto.
ALLEGATO B)
Giudizi complessivi finali
della Commissione:
candidato: Massimo Ferrari Zumbini
Il centro, pressoché esclusivo, dell’interesse del
candidato (professore associato) è la storia dell’antisemitismo in Germania, ma
la ricerca viene svolta con una tale ampiezza di impianto culturale, di riferimenti documentari, un tale rigore metodologico e, anche, una
tale leggerezza di scrittura, da illuminare di luce nuova, e rendere
agevolmente fruibile, non solo la vicenda della nascita dell’antisemitismo, ma
il complessivo articolarsi di un intero periodo storico. Tanto che le ottocento
pagine della sua opera maggiore corrispondono tranquillamente a quattro o
cinque volumi di mole normale, e non solo per la quantità della pagine, ma per
la complessa ed esaustiva articolazione del discorso, che tocca sia aspetti
propriamente culturali (dalla filosofia alla pittura all’urbanistica al giornalismo)
sia aspetti sociali (le professioni, il livello di istruzione,
l’imborghesimento), sia aspetti economici (lo sviluppo industriale, l’euforia
finanziaria, il crack del 1873), sia aspetti religiosi (l’atteggiamento dei
cattolici, dei protestanti, degli ebrei ortodossi), fino all’aspetto più
propriamente politico e alla nascita di un antisemitismo laico e razzista.
Decisamente nuova, del tutto originale, questa indagine è stata condotta sempre
di prima mano su documenti d’archivio spesso visti per la prima volta, come
dimostra, per citare un solo esempio, la rivalutazione del ruolo di un
protagonista dimenticato del nascente antisemitismo laico, quel Fritsch che
“può davvero essere considerato ‘il grande vecchio’ dell’antisemitimo tedesco,
cioè il personaggio principale che fa da tramite tra l’antisemitismo
organizzato di questo periodo ed il nazismo” (p. 321).
Il solido impianto metodologico di questo lavoro,
percepibile ad ogni pagina, è comunque evidente dall’elenco degli archivi
visitati, delle fonti utilizzate e, in generale, dall’imponente bibliografia
(poco meno di cento pagine). Queste ricerche hanno condotto alla pubblicazione
di testi inediti, vedi, tra l’altro, l’epistolario di Fritsch-Marr, di cui al
saggio compreso in Percorsi.
Il volume Untergänge
und Morgenröten contiene saggi su Nietzsche e saggi su Spengler. Nel caso
di Nietzsche, il candidato contribuisce a provare l’inesistenza del suo
l’antisemitismo, seguendo anche il poco battuto sentiero dell’offensiva del
circolo di Bayreuth contro Nietzsche e
i suoi eredi a partire dal 1935. Si tratta di una significativa ricaduta
della grande polemica Wagner-Nietzsche, in cui i wagneriani accusano il
filosofo di essere filosemita e antinazionalista. Nella seconda parte del
volume, il candidato indaga il riconosciuto debito, ma anche l’atteggiamento
critico, di Spengler nei confronti di Nietzsche, per poi passare ad una
innovativa indagine sulle fonti spengleriane legate alla storia dell’arte, un
complesso di concetti e metafore, insomma un linguaggio decisivo per
comprendere il modo di procedere di questo pensatore – del quale Ferrari
Zumbini ha anche pubblicato testi inediti.
Si tratta di uno studioso, completo, solido,
originale e filologicamente attrezzato.
Non si rilevano attività di coordinamento di
iniziative nel campo scientifico e didattico, si segnala una borsa di ricerca
annuale DAAD.
Sulla base di un’attenta valutazione comparativa dei
giudizi individuali e collegiali espressi dalla Commissione nell’ambito del
presente concorso, Massimo Ferrari Zumbini risulta essere una delle figure più
qualificate per ricoprire un posto di professore di I fascia.
candidato: Matteo Galli
Il candidato, ricercatore
dal 1988 e supplente di Lingua e letteratura tedesca dal 1993 presso
l’Università di Padova, è Professore associato di Lingua e letteratura tedesca
presso l’Università di Palermo dal 1998.
Il candidato presenta ai fini del giudizio comparativo
un’articolata produzione consistente in
due traduzioni, saggi e tre monografie:1) Invito alla lettura di Canetti,(198 2) La catabasi del buonoanulla. Saggio sullo “Zauberberg” che
attestano il suo impegno costante in ambiti estremamente diversificati della
cultura tedesca. Nella maggior parte dei suoi lavori Matteo Galli dimostra di
possedere dei buoni strumenti metodologici che gli consentono di muoversi con
sicurezza e competenza nei suoi ambiti di ricerca. Attenta e ben documentata la
biografia su Canetti, dove Galli riesce ad andare oltre il carattere
divulgativo della collana attraverso una serie di originali notazioni critiche:
Di particolare rilievo si presenta soprattutto la monografia su La montagna incantata di Thomas Mann, in
cui il candidato, partendo da un tema già affrontato dalla critica ma non
sufficientemente indagato nelle sue molteplici implicazioni, cioè quello della Catabasi, mette in luce attraverso una
convincente analisi testuale la polisemicità del romanzo manniano. Nel suo
ampio e approfondito studio, che si confronta con la ricca bibliografia
sull’argomento, il candidato giunge a dei risultati originali fornendo una
interpretazione personale del vero ruolo del protagonista all’interno della
complessa struttura del testo manniano.
Le traduzioni e i saggi che
inoltre la commissione è tenuta a prendere in esame mettono in evidenza
l’organicità degli ambiti di ricerca privilegiati negli ultimi anni: l’opera di
A. Stifter (di cui presenta la cura di Brigitte
e un articolato saggio sullo Stifters Italienbild
) e quella di E.T. A.Hoffmann, ( di cui
presenta la cura dei Notturni e due
articoli). Ricorrendo sempre ad un’attenta analisi dei testi, il candidato
offre dei personali percorsi di lettura pur nelle brevi ma dense introduzioni
ai testi di Hoffmann e Stifter. Incisivi e ricchi di stimoli appaiono inoltre
sia l’articolo su Des Vetters Eckfenster,
inteso come summa figurativa dell’opera di Hoffmann, sia quello sulla
fisiognomica dello stesso autore
Soprattutto in quest’ultimo Galli dimostra un’approfondita conoscenza delle
fonti e dell’opera hoffmanniana che analizza con grande acribia filologica
arrivando a delle conclusioni nuove e suggestive. Nel complesso dunque il
candidato presenta una produzione ricca e originale che merita un giudizio
positivo
Sulla base di un’attenta valutazione comparativa dei
giudizi individuali e collegiali espressi dalla Commissione nell’ambito del
presente concorso, Matteo Galli risulta essere una delle figure più qualificate
per ricoprire un posto di professore di I fascia.
candidato: Vanda Perretta
Presenta diversi saggi che rivelano molteplicità di
interessi e un approccio critico estremamente personale sia a problemi della
civiltà letteraria che all’analisi dei testi.
Il primo saggio sul pensiero politico di Ludwig
Börne è stato approfondito in seguito con una ricostruzione degli studi dello
scrittore sulla rivoluzione francese, ricollegati alla temperie dell’epoca e
alla polemica con Heine.
Un
capitolo a parte costituisce la ricerca
sulla vicenda umana e
intellettuale di Ludwig Pollack,
condotta con una disamina di diari e inediti, approdata alla intensa
introduzione alla raccolta di autografi goethiani.
Grande impegno ha dedicato al problema della
conquista femminile del linguaggio letterario soffermandosi, fuori da facili
schemi degli Women Studies, sulla vita e l’opera di scrittrici, su caratteristiche
e aporie della scrittura al femminile, su aspetti meno studiati del costume o
forme marginali della storia letteraria come
diari, carteggi e biografie, ma anche sulle diverse valenze di immagini del femminile nella letteratura.
Si muovono in questo orizzonte il saggio su Bettina
Brentano, come pure la riflessione sulla riscoperta della Günderode operata da
Ch. Wolf, o ancora l’analisi del testo teatrale della Kolmar, Notte,
e delle sue fonti, in cui la solitudine
e i conflitti di Tiberio negli anni dell'esilio a Rodi vengono letti come
presagio funesto della notte dell’olocausto.
In questo contesto rientra anche l’acuta
interpretazione di un testo canonico come Effi
Briest, preceduta da un’intelligente premessa sul tormentato sviluppo della
borghesia tedesca visto anche alla luce delle ambivalenze dell’etica kantiana.
Il modello del Bildungsroman è qui usato per mettere in luce il processo
pedagogico deformante a cui è sottoposta la protagonista e il suo vano
tentativo di contrapporre una
Antibildung, destinata a culminare nella morte.
Sebbene di non vaste dimensioni, la produzione della
candidata rivela continuità dell’impegno,
piena padronanza sia della materia che degli strumenti di analisi,
ricchezza di riferimenti letterari e critici non solo d’area tedesca, qualità
che confermano la fisionomia di una studiosa autonoma e matura.
Assistente (prima volontaria poi di ruolo) all’Univ. di Roma La Sapienza dal 1963, ha ottenuto la nomina di Prof. Associato nel 1980. Dal 1976 al 1983 è stata anche Incaricata di Lingua e Lett. tedesca all’Univ. di Pescara. E’ stata responsabile, all’Univ. di Roma, del coordinamento di iniziative didattiche e di ricerca. E’ stata membro del Comitato nazionale Cun per la Germanistica dal 1981 al 1987. Dal 1999 è direttore della Scuola di specializzazione in traduzione letteraria (Roma). E’ redattrice della rivista Studi Germanici. Dirige la collana L’altra Germania delle edizioni Bulzoni.
Sulla base di un’attenta valutazione comparativa dei
giudizi individuali e collegiali espressi dalla Commissione nell’ambito del
presente concorso, Vanda Perretta risulta essere una delle figure più
qualificate per ricoprire un posto di professore di I fascia.
candidato: Mauro Ponzi
MAURO PONZI (n. 1950)
ha un curriculum di formazione e di specializzazione particolarmente
ricco di esperienze presso Università e centri di ricerca italiani e
internazionali. Numerosissimi i suoi soggiorni in Germania, le borse di studio,
le opportunità di relazioni interaccademiche. Cospicua è anche la sua
produzione scientifica che si estende dalla letteratura tedesca del Settecento,
particolarmente goethiana, a quella del Novecento, concentrata su H. Hesse; a
questo autore Ponzi ha dedicato due monografie, la prima a carattere biografico
e introduttivo, la seconda sul tema specifico del mito della giovinezza. Un
terzo filone di ricerca riguarda i temi della comunicazione letteraria nei
paesi di lingua tedesca e nella ex-DDR.
Tutti i lavori
di Ponzi hanno una caratteristica comune, nel senso che essi costituiscono
massicce raccolte di materiali primari, critici e bibliografici, riprova sicura
dell'impegno e della capacità di lavoro del candidato. I risultati di questo
metodo di accumulazione tuttavia non appaiono ancora probanti delle capacità
personali dell'autore di saper costruire un proprio itinerario di ricerca, di
svolgerlo in maniera chiara e di pervenire a dei risultati autonomi e
convincenti. Il volume sul giovane Goethe, pur meritevole anche nella scelta
del tema, è la riprova di un sistema di lavoro ancora scarsamente selettivo.
Sulla base di un’attenta valutazione comparativa dei
giudizi individuali e collegiali espressi dalla Commissione nell’ambito del
presente concorso, Mauro Ponzi non risulta essere una delle figure più qualificate
per ricoprire un posto di professore di I fascia.
candidato: Margherita Versari
MARGHERITA
VERSARI (n. 1951) si è laureata prima in Lingue e Letterature Straniere nel
1974, quindi in Filosofia nel 1987 presso la stessa Università di Bologna. Questa
doppia formazione accademica trova puntuale riscontro sia nell'attività
didattica e nella scelta dei corsi annuali, sia nell'attività scientifica,
nella quale sono sempre compresenti l'approccio letterario e quello filosofico
e di storia delle idee. Sono ben riconoscibili nella Versari due filoni di
ricerca: quello della letteratura tedesca del primo Novecento (dalla prosa
dell'espressionismo a quella di H. Hesse), e quello del romanticismo in
particolar modo novalisiano. A quest'ultimo campo è da riferire anche la
curatela di H. Schumacher, Narciso alla
fonte. La fiaba d'arte romantica (1996). Il legame profondo tra questi
testi è l'interesse sempre più profilato per il mito e per la sua funzione più
volte definita 'strutturale e strutturante'.
Le pubblicazioni
di M. Versari proposte al giudizio e in particolare i volumi La traccia d'oro verso le madri. Novalis:
dalla storia al mito. (1995) e Un
percorso iniziatico in Hermann Hesse. Dalla caduta alla seconda innocenza (1999)
mostrano senz'altro la coerenza del punto di vista e l'autenticità
dell'interesse da parte della studiosa. Tuttavia l'argomentazione non risulta
sempre convincente e appare piuttosto legata a categorie analitiche talvolta
troppo rigide. Ne deriva una lettura critica spesso incerta e come sospesa tra
suggestioni di linguistica strutturale e stereotipi della riflessione
narratologica contemporanea. La complessità dei temi scelti esige uno sforzo
ulteriore di approfondimento e di decantazione degli strumenti di indagine
storico-critica.
Sulla base di un’attenta valutazione comparativa dei
giudizi individuali e collegiali espressi dalla Commissione nell’ambito del
presente concorso, Margherita Versari non risulta essere una delle figure più
qualificate per ricoprire un posto di professore di I fascia.
Candidato: Vivetta Vivarelli
La candidata, dal 1976
assistente di Lingua e lett. tedesca presso l’Università di Firenze, è
professore associato di Storia della cultura tedesca dal 1986.
La candidata presenta ai
fini del giudizio comparativo due monografie: 1)L’immagine rovesciata. Le letture di Nietzsche, 1992 2) Nietzsche und die Maske des freien Geistes,
1998 e alcuni articoli aventi come oggetto di analisi l’opera di Wedekind,
Arendt e Nietzsche.
L’ambito di ricerca
privilegiato da Vivetta Vivarelli, come si evince dalla maggior parte dei suoi
lavori, è l’opera di Nietzsche di cui è sicuramente una specialista apprezzata.
Sotto la guida di Montinari ha condotto su questo autore studi di una certa
rilevanza grazie alla costante frequentazioni degli archivi specializzati.
Nella sua prima monografia ha messo in luce tramite una analisi filologica la
genesi di alcune pregnanti metafore nietzscheane (il sole e la luna, lo
sguardo, il giardino, la bellezza nuda) individuandone le principali fonti
letterarie e filosofiche: Goethe, Stendhal, Emerson, etc, autori usati da
Nietzsche per demolire aspetti del pensiero di Schopenhauer, autore a sua volta
utilizzato per ribaltarne e deformarne le immagini. Lo stesso interesse per
l’uso e la rielaborazione delle fonti da parte di Nietzsche attesta il suo
secondo lavoro, pubblicato in Germania, che si concentra sugli influssi sia a
livello contenutistico che stilistico dell’opera di Montaigne, Pascal e Sterne.
La tendenza filologica e lo studio delle fonti
propri del suo procedimento analitico trova conferma anche negli altri lavori
presentati, mi riferisco in particolare allo studio su Erich Arendt, in cui
evendenzia l’influsso di Hölderlin, e a quelli su Emerson e Nietzsche,
Hölderlin e Nietzsche, Goethe e Nietzsche. Il carattere sicuramente
monotematico della ricerca, costituisce
il suo limite, anche se è in parte superato dal continuo confronto con
diversificati ambiti culturali Nel complesso una produzione organica che
attesta la serietà e la continuità dei suoi studi, ma la cui ripetitività e
rigidità d’impostazione non sempre consente alla candidata di rielaborare in
termini critici il materiale raccolto.
Sulla base di un’attenta valutazione comparativa dei
giudizi individuali e collegiali espressi dalla Commissione nell’ambito del
presente concorso, Vivetta Vivarelli non risulta essere una delle figure più
qualificate per ricoprire un posto di professore di I fascia.
UNIVERSITA'
DEGLI STUDI DELLA TUSCIA
Procedura di valutazione
comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia,
indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale -
IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Lingue e
letterature straniere moderne settore scientifico disciplinare L19A.
ALLEGATO AL VERBALE n. 2
La commissione, nominata con
D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000,
composta dai professori:
- Prof. Giorgio Manacorda PRESIDENTE
- Prof. Cottone Margherita
- Prof. Fancelli Maria
Teresa
- Prof. Sanna Simonetta
- Prof. Zanasi Giuseppa SEGRETARIO
si è riunita presso l’aula del Consiglio della
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne dell’Università degli Studi
della Tuscia di Viterbo nei seguenti giorni ed orari:
I riunione: giorno 5 maggio 2000 dalle ore 15.00 alle ore
16.00.
II riunione: giorno 13
luglio 2000 dalle ore 14.00 alle ore 22.00.
La Commissione ha tenuto
complessivamente n. 2 (due) riunioni iniziando i lavori il 5 maggio 2000 e
concludendoli il 13 luglio 2000.
- Nella prima riunione
la Commissione procede alla nomina del Presidente nella persona del Prof.
Giorgio Manacorda e del Segretario nella persona della Prof.ssa Giuseppa
Zanasi.
Dall’elenco trasmesso dall’amministrazione
risultano ammessi al concorso n. 6 candidati:
1 FERRARI ZUMBINI Massimo
2 GALLI Matteo
3 PERRETTA Vanda
4 PONZI Mauro
5 VERSARI Margherita
6 VIVARELLI Vivetta
Ciascun Componente la
commissione dichiara di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il
4° grado incluso con gli altri commissari e con i candidati compresi
nell'elenco suddetto.
Dichiara, altresì, che non
sussistono le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c..
Quindi, presa visione delle
disposizioni che disciplinano lo svolgimento delle procedure di valutazione
comparativa e di quanto stabilito dal bando di concorso, in particolare gli
artt. 1, 5, 6 e 7, procede a fissare in dettaglio i criteri di massima per la
valutazione dei candidati in relazione ai titoli prodotti ed alla prova
didattica qualora vi siano candidati che non rivestono la qualifica di
professore associato.
Tali criteri vengono
riportati in allegato al presente verbale, quale parte integrante dello stesso
e conformemente alle disposizioni di cui al comma 6 dell’art. 2 del D.P.R.
390/98, saranno trasmessi senza indugio al Responsabile del Procedimento che ne
dovrà assicurare la tempestiva pubblicità affiggendoli all’albo ufficiale di
Ateneo presso il Rettorato e all’albo della Facoltà che ha richiesto il bando.
la Commissione accerta che
tutti i candidati rivestono la qualifica di professore associato.
La Commissione prende atto
che dovrà concludere i lavori entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella
G.U. del D.R. di nomina.
La Commissione si riconvoca
per il giorno 13 luglio 2000 alle ore 14,00 presso l’aula del Consiglio della
Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne.
-
Nella seconda riunione la Commissione prende atto che dopo il suo
insediamento non sono pervenute rinunce.
Nella valutazione dei titoli la Commissione
procederà nel seguente modo:
-
i
plichi contenenti i titoli dei candidati saranno esaminati secondo l’ordine
alfabetico;
-
ogni
commissario procederà all’esame dei titoli esprimendo il proprio giudizio e
solo dopo la Commissione si pronuncerà collegialmente, passando poi al
candidato successivo.
La Commissione inizia ad
aprire i plichi trasmessi dall’Amministrazione, contenenti le domande e i
titoli dei candidati.
Il Presidente ricorda che le
pubblicazioni redatte in collaborazione con i membri della Commissione e con i
terzi possono essere valutate solo se rispondenti ai criteri individuati nella
prima riunione.
Vengono esaminate le
pubblicazioni dei candidati; da parte di ciascun commissario, si procede
all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei
singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario
formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale.
I giudizi dei singoli
commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua
parte integrante (allegato A).
La
Commissione procede poi alla
valutazione comparativa dei candidati.
A tal fine la Commissione
procede attraverso la comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi
sui candidati (sempre considerati in ordine alfabetico); la comparazione
avviene sui titoli e sui lavori scientifici inviati.
La Commissione sulla base
delle valutazioni collegiali sopra indicate esprime i giudizi complessivi sui
candidati. I giudizi complessivi formulati dalla Commissione sono allegati al
presente verbale quale sua parte integrante (allegato B).
Terminata la valutazione
complessiva dei candidati, il Presidente invita la Commissione ad esprimere un
giudizio di idoneità individuale.
Si procede alla votazione
con i seguenti risultati:
Candidato Massimo Ferrari
Zumbini: votano a favore i commissari Margherita Cottone, Giorgio Manacorda,
Simonetta Sanna, Giuseppa Zanasi.
Candidato Matteo Galli:
votano a favore i commissari Margherita Cottone, Maria Teresa Fancelli,
Giuseppa Zanasi.
Candidato Vanda Perretta:
votano a favore i commissari Maria Teresa Fancelli, Giorgio Manacorda, Giuseppa
Zanasi.
Candidato Mauro Ponzi: vota
a favore Margherita Cottone.
Candidato Margherita
Versari: votano a favore i commissari Giorgio Manacorda, Simonetta Sanna.
Candidato Vivetta Vivarelli:
votano a favore i commissari Maria Teresa Fancelli e Simonetta Sanna.
La commissione, ai sensi delle vigenti disposizioni e conformemente all’art 7 del bando, sulla base dei voti ottenuti, sono dichiarati idonei i seguenti candidati, in ordine alfabetico:
·
Massimo
Ferrari Zumbini
·
Matteo
Galli
·
Vanda
Perretta
Il Presidente invita la
Commissione a redigere collegialmente, in duplice copia, la “relazione finale”
controllando gli allegati che ne fanno parte integrante; la “relazione finale”
viene, infine, riletta dal Presidente ed approvata senza riserva alcuna dai
Commissari, che la sottoscrivono.
La Commissione rimette gli
atti relativi alla presente procedura concorsuale all’Amministrazione per gli
adempimenti di competenza.
Il Prof. Giorgio Manacorda, Presidente della
Commissione, si impegna a consegnare al Responsabile del Procedimento:
·
due
copie complete dei verbali delle singole riunioni;
·
due
copie dei giudizi collegiali conclusivi espressi su ciascun candidato;
·
due
copie della relazione riassuntiva dei lavori svolti;
·
un
floppy disk contenente gli atti stessi.
Tutto il materiale
concorsuale viene sistemato in un plico chiuso e firmato da tutti i componenti
la Commissione sui lembi di chiusura.
Letto approvato e
sottoscritto seduta stante.
La Commissione
- Prof. Giorgio Manacorda (Presidente) ________________________________
- Prof. Margherita Cottone ________________________________
- Prof. Maria Teresa
Fancelli ________________________________
- Prof. Simonetta Sanna ________________________________
- Prof. Giuseppa Zanasi
(Segretario) ________________________________