Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

Facoltà di Lingue e Letterature Straniere settore scientifico disciplinare L 12 D.

 

VERBALE N. 1

 

Il giorno18 aprile 2000 alle ore 11 presso la Presidenza della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi della Tuscia, si è riunita la Commissione giudicatrice della valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia per il settore scientifico disciplinare L 12 D.

La commissione, nominata con D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, risulta così composta:

 

- Prof. Pietro BOITANI, P.O. Univ. di Roma La Sapienza

- Prof. Remo CESERANI, P. O. Univ. di Bologna

- Prof. Maria Teresa GIAVERI, P.O. Istituto Universitario Orientale di Napoli

- Prof. Sebastiano Antonio PRETE, P.O. Università di Siena

-Prof. Giovanni Antonino PUGLISI, P.O. Libera Università di Lingue e Comunicazione - IULM di Milano.

 

La Commissione procede alla nomina del Presidente nella persona del Prof. Giovanni A. PUGLISI e del Segretario nella persona del Prof. Maria Teresa GIAVERI .

 

Dall’elenco trasmesso dall’amministrazione risultano ammessi al concorso n. 7 candidati:

1 Anglani Bartolo Arcangelo

2 Fusillo Massimo

3 Mazzarella Arturo

4 Neiger Ada

5 Petrocchi Maria Francesca

6 Sarkozy Peter

7 Tanteri Domenico

 

Ciascun Componente la commissione dichiara di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4° grado incluso con gli altri commissari e con i candidati compresi nell'elenco suddetto.

Dichiara, altresì, che non sussistono le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c..

Quindi, presa visione delle disposizioni che disciplinano lo svolgimento delle procedure di valutazione comparativa e di quanto stabilito dal bando di concorso, in particolare gli artt. 1, 5, 6 e 7, procede a fissare in dettaglio i criteri di massima per la valutazione dei candidati in relazione ai titoli prodotti ed alla prova didattica qualora vi siano candidati che non rivestono la qualifica di professore associato.

Tali criteri vengono riportati in allegato al presente verbale, quale parte integrante dello stesso e conformemente alle disposizioni di cui al comma 6 dell’art. 2 del D.P.R. 390/98, saranno trasmessi al Responsabile del Procedimento che ne dovrà assicurare la tempestiva pubblicità affiggendoli all’albo ufficiale di Ateneo presso il Rettorato e all’albo della Facoltà che ha richiesto il bando.

La Commissione accerta che tutti i candidati rivestono la qualifica di professore associato.

Considerato poi che i lavori potranno proseguire non prima di sette giorni dalla pubblicazione dei criteri prefissati, la Commissione stabilisce il calendario delle prossime riunioni:

Giovedì 6 luglio 2000, ore 14

Venerdì 7 luglio 2000, ore 9.-

La Commissione prende atto che dovrà concludere i lavori entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella G.U. del D.R. di nomina.

La Commissione si riconvoca per il giorno 6 luglio 2000 alle ore 14,00 presso la Presidenza della facoltà di Lingue e Letterature Straniere.

La seduta è tolta alle ore 13,30.

Letto approvato e sottoscritto.

 

La Commissione

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

 

 


 

 

 

 

Procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

Facoltà di Lingue e Letterature Straniere settore scientifico L 12 D.

 

ALLEGATO AL VERBALE N. 1

CRITERI DI MASSIMA ex art. 2 comma 6 D.P.R. 390/98

 

 

Dopo ampia ed approfondita discussione la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, nominata con D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, composta dai docenti:

 

- Prof. Giovanni A. PUGLISI (presidente)

- Prof.  Pietro BOITANI,

- Prof. Remo CESERANI

- Prof. Sebastiano Antonio PRETE

- Prof.  Maria Teresa GIAVERI  (segretario)

 

assume i seguenti criteri di massima:

Le commissioni giudicatrici, per procedere alla valutazione comparativa dei candidati, devono predeterminare i criteri di massima sulla base di quanto stabilito dall’art. 6 del bando di concorso:

originalità e innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;

apporto individuale del candidato, analiticamente determinato nei lavori in collaborazione;

congruenza della attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore scientifico-disciplinare per il quale è bandita la procedura;

rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione all’interno della comunità scientifica;

continuità temporale della produzione scientifica anche in relazione alla evoluzione delle conoscenze nello specifico settore scientifico-disciplinare.

 

Costituiscono titoli da valutare specificamente nelle valutazioni comparative:

l’attività didattica svolta;

i servizi prestati negli atenei e negli enti di ricerca italiani e stranieri;

l’attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati italiani e stranieri;

l’organizzazione, direzione e coordinamento di gruppi di ricerca;

il coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito nazionale ed internazionale;

i titoli di dottore di ricerca e la fruizione di borse di studio finalizzate ad attività di ricerca.

 

Relativamente alla prova didattica da far eseguire ai candidati che non rivestono la qualifica di professore associato, la Commissione stabilisce quanto segue:

la prova didattica consisterà in una lezione di quarantacinque minuti su un argomento nell’ambito di una disciplina scelta dal candidato tra quelle del settore scientifico-disciplinare.

Tale prova è pubblica e consiste in una lezione su un tema assegnato con ventiquattro ore di anticipo. A tal fine ciascun candidato estrae a sorte tre fra i cinque temi proposti dalla Commissione scegliendo immediatamente quello che formerà oggetto della lezione.

La prova didattica sarà valutata in base all’impostazione, alla chiarezza espositiva ed al livello di aggiornamento dimostrato dai candidati.

 

Il presente allegato contenente i criteri da seguire per la valutazione dei candidati sarà trasmesso al più presto al Responsabile del Procedimento il quale ne curerà la pubblicità ai sensi dell'art. 2 c. 6 del D.P.R. 390/98.

 

Letto approvato e sottoscritto.

 

La Commissione

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

- Prof. ______________________________

 

 

 


 

 

 

Procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

Facoltà di Lingue e letterature straniere settore scientifico disciplinare L12D.

 

VERBALE N. 2

 

Il giorno sei luglio 2000  alle ore 14.00 presso la Segreteria_dell’Istituto di Studi romanzi della Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo per dare inizio alla valutazione dei titoli prodotti dai candidati sulla base dei criteri stabiliti in precedenza.

La Commissione prende atto che dopo il suo insediamento è pervenuta in data 17.06.00 la rinuncia al concorso del canditato prof. Domenico Tanteri.

Nella valutazione dei titoli la Commissione procederà nel seguente modo:

i plichi contenenti i titoli dei candidati saranno esaminati secondo l’ordine alfabetico;

ogni commissario procederà all’esame dei titoli esprimendo il proprio giudizio e solo dopo la Commissione si pronuncerà collegialmente, passando poi al candidato successivo.

La Commissione inizia ad aprire i plichi trasmessi dall’Amministrazione, contenenti le domande e i titoli dei candidati.

Il Presidente ricorda che le pubblicazioni redatte in collaborazione con i membri della Commissione e con i terzi possono essere valutate solo se rispondenti ai criteri individuati nella prima riunione.

1 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato prof. Bartolo ANGLANI; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato A).

2 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato prof. Massimo FUSILLO; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato B).

3 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato prof. Arturo MAZZARELLA; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato C).

La Commissione si riconvoca per il giorno sette luglio alle ore 08.30 presso la stessa sede.

 

 


 

 

 

 

 

La seduta è tolta alle ore 20.00.

Letto approvato e sottoscritto.

 

LA   C O M M I SS I O N E

 

Prof. Giovanni A. PUGLISI

 

Prof. Remo CESERANI-

 

Prof. Pietro BOITANI

 

Prof. Antonio Sebastiano PRETE

 

Prof. Maria Teresa GIAVERI

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

ALLEGATO A)

 

 

CANDIDATO: Bartolo Anglani  .

 

giudizi individuali:

 

Ha iniziato e svolto buona parte della propria attività didattica e scientifica come italianista, e sulla letteratura italiana continua tuttora a pubblicare lavori peraltro documentati e acuti. Al centro dei suoi interessi si trova il Settecento, di cui ha esplorato sia il versante italiano (Baretti, Gorani e soprattutto Goldoni), sia quello francese (in particolare Rousseau).

Fin dall’inizio della sua carriera si è però dedicato anche a problemi di teoria della letteratura e di critica letteraria (che ha anche insegnato), in particolare su Gramsci, Croce, la critica freudiana; di recente è tornato allo studio di Gramsci con l’incisivo Egemonia e poesia. Gramsci: l’arte, la letteratura.

Rilevanti ai fini del presente giudizio nel campo delle Letterature Comparate sono i contributi di Anglani sull’autobiografia, in particolare il volume I letti di Procuste. Teoria e storie dell’autobiografia, libro meditato, in cui comincia a farsi evidente l’apertura dello studioso dall’ambito esclusivamente italiano a quello europeo. Tale apertura è però soltanto embrionica, le altre due parti del trittico ideale che Anglani vorrebbe disegnare essendo sostanzialmente costruite su un esempio italiano (Goldoni) e uno francese (Rousseau).

Risulta insomma chiaro che la formazione dell’Anglani, matura sul versante della teoria e della critica letteraria, è ancora in itinere nel campo del presente settore disciplinare.

Pietro Boitani

 

Professore associato di Letterature comparate nell’Università di Bari, è uno studioso maturo, di ottima preparazione e forte impegno teorico, che ha lavorato sostanzialmente in tre settori di ricerca: 1) i problemi teorici della critica letteraria, dell’estetica, della teoria marxiana e gramsciana, studiate in modo concreto e originale, senza pregiudizi ideologici e con forte senso storico della elaborazione e circolazione delle idee e dei metodi critici. L’opera più interessante e originale, in questo ambito, è il volume su Gramsci, Egemonia e poesia. Gramsci: l’arte, la letteratura, 1999, che riesamina criticamente i Quaderni e ripercorre tutto il dibattito svolto su Gramsci dalla cultura letteraria italiana nel dopoguerra, ivi compresi gli interventi giovanili dello stesso autore;  2) la letteratura italiana del Settecento, con una particolare attenzione ad autori come Gozzi, Goldoni, Baretti, Verri studiati con buona sensibilità storica e critica e nel solco dei migliori studi contemporanei su questi autori (Baratto, Fido, gli studi sul pubblico della scuola di Petronio e quelli sul lavoro critico della scuola barese)  3) il problema teorico e storico dell’autobiografia come genere “moderno”. A questo argomento ha dedicato numerosi lavori negli ultimi anni, culminati in alcuni importanti volumi di carattere analitico su Rousseau e Goldoni o dedicati alle questioni teoriche e al dibattito critico internazionale sul problema.

Si tratta sicuramente di uno studioso di alto profilo, il cui lavoro sembra orientato sia verso la comparatistica sia (e con molta più forza e convinzione) verso la teoria della letteratura e la storia letteraria.

Remo Ceserani

 

Partendo da una formazione d’italianista – studioso di letteratura, poi di storia della critica letteraria – B.Anglani ha sviluppato un percorso di ricerca che, dopo le prime prove dedicate alla lezione di Gramsci, investiga soprattutto l’opera goldoniana, affiancandola a quella di Rousseau nel quadro di una problematica dell’autobiografia. Rigoroso e documentato, svolge un discorso particolarmente attento alla completezza del panorama critico discusso. Il suo contributo trova una collocazione ideale nell’ambito della storia della critica letteraria.

 

M.T.Giaveri

 

Una lunga, accurata, intensa ricerca sull’autobiografia nel Settecento ha dato origine, nel lavoro di Anglani, a tre diversi e tra loro interconnessi volumi: Goldoni, Rousseau, Teorie dell’autobiografia.  In questi tre campi di ricerca lo studioso ha dato contributi decisivi, unendo il rigore della ricostruzione e dell’interpretazione dei testi con la chiarezza e animazione della scrittura, l’esplorazione degli interni teorici –e dei loro fondamenti- con le grandi questioni che il discorso autobiografico pone. Le indagini sono state sempre avvalorate dallo studio delle fonti, dai riferimenti a grandi momenti della cultura letteraria europea, da un’attenzione alla scrittura saggistica. Edizioni di testi, analisi, esegesi completano l’orizzonte di una  ricerca sempre attenta al particolare del testo e alla scena storico-critica. Altro passaggio fondamentale, nella attività saggistica di Anglani, gli studi su Gramsci e la letteratura, esemplari quanto a ricchezza di motivi e a novità di sguardo.

Antonio Prete

 

Il Candidato di formazione italianistica, ha sviluppato lungo l’arco di un trentennio, un  interesse scientifico e culturale rigorosamente orientato all’analisi  letteraria, da un punto di vista critico-metodologico e secondo un indirizzo tematico. Studioso attento e puntuale di autori come Goldoni  e Gramsci, che hanno costituito una costante lungo tutto l’arco dei suoi studi, ha alternato i suoi interessi critici e testuali verso questi autori con un appassionato interesse verso l’autobiografismo, in particolare settecentesco, non ha tralasciato aspetti e problemi dell’autobiografismo di autori a lui cari, come Goldoni o Rousseau.

            La prospettiva critica e metodologica del prof. Anglani, anche se corretta e in alcuni punti non priva di spunti di originalità, si presenta più orientata verso interessi critico-letterari di stretta osservanza  italianistica, con variazioni anche su  temi e autori di altri Paesi, senza però esprimere né nell’impianto critico-metodologico, né nell’ approccio esegetico-storico, un chiaro e netto habitus comparatistico.

            Il Candidato, pregevole e fine studioso della storia letteraria italiana, appare un degnissimo candidato per un concorso di critica letteraria.

Giovanni Puglisi

 

 

giudizio collegiale:

 

Prof. Bartolo ANGLANI

 

Gli studi di teoria e di storia della critica letteraria italiana ( Goldoni, Gramsci, Baretti, Gorani, Gozzi )  sono sempre stati, fin dall’inizio della sua attività scientifica, gli interessi primari del prof. Bartolo Anglani.  Egli ha affrontato, con rigore metodologico, intelligenza critica e sensibilità estetica, autori italiani di primo piano come Goldoni e Gramsci, intrecciandone l’analisi  testuale con la prospettiva tematica. In particolare ha dato allo studio di Goldoni  un contributo originale, legandone la comprensione letteraria alla dimensione storico-culturale; e allo studio di Gramsci un vigore ermeneutico e uno spessore critico di notevole rilievo, oltre ogni pregiudizio ideologico.

            Gli studi sull’autobiografismo settecentesco, mediati dalla ricezione della prospettiva starobinskiana, costituiscono poi un punto fermo di riferimento degli studi di critica tematica del prof. Anglani, anche da un punto di vista comparatistico, specie per la capacità di connettere la prospettiva italiana a quella francese nell’esplorazione dello spirito del tempo. L’autobiografismo esce così dalla dimensione tematologica ed entra nella dimensione più squisitamente teorica e storico-critica.

            L’originalità dell’impostazione critico-metodologica e la sintetica efficacia del quadro critico della cultura italiana ed europea del Settecento ,che affiora dalle  opere del prof. Anglani,  non riescono comunque ad amalgamarsi con una prospettiva strutturalmente comparatistica, restando quest’ultima sostanzialmente  periferica alla produzione del prof. Anglani.

 

 

 


ALLEGATO B)

 

CANDIDATO:  Massimo Fusillo .

 

Giudizi individuali

 

Figura decisamente di primo piano sull’orizzonte italiano e internazionale (come testimoniano la sua formazione a Pisa, Cosenza, Napoli, Monaco, Harvard; molte delle sue pubblicazioni, uscite in prestigiose riviste o presso importanti case editrici americane, inglesi, francesi e tedesche; e la traduzione in francese, presso Seuil, di un suo libro), è un candidato per molti versi “ideale” nel presente contesto.

 Partito come classicista non solo competente ma anche brillante (ottimi edizioni, traduzioni e commenti di Apollonio Rodio, della Batracomiomachia, di Antonio Diogene, dell’Alessandra di Licofrone, dell’Elena di Euripide), ha tuttavia sempre accompagnato all’analisi puntuale del testo una forte coscienza critica e teorica: nei lavori su Apollonio, e soprattutto nel volume Il tempo delle Argonautiche (1985), dove fonda il ragionamento attorno al racconto su rigorose basi metodologiche; ne Il romanzo greco. Polifonia ed eros (1989, poi in francese, 1991), dove esamina la nascita del romanzo con esemplare chiarezza e risultati luminosi; e in numerosi interventi saggistici nei quali correla con finezza e precisione l’impostazione critica degli ultimi decenni ai testi e ai generi classici (ricorderò solo Modern Critical Theories and the Ancient Novel a titolo esemplificativo).

Nel campo della teoria letteraria (che ha insegnato, come anche Storia della Critica) ha del resto fornito contributi molto significativi, nei quali la discussione si presenta ferma, chiara ed acuta: da un articolo assai denso sul mythos aristotelico e il récit narratologico (1986) a uno su Freud narratore (1987), da un saggio sulla poetica della scena in Sofocle (1990) ai tre fondamentali interventi teorici sul Commentare (1996), la critica tematica (1996) e il “tematismo” nella critica letteraria poststrutturalista (1998).

 Padrone sicuro di parecchie lingue e culture antiche e moderne, deve avere trovato inevitabile e piacevole – dato questo retroterra – praticare la comparatistica sia nella didattica (è Prof. Associato di Letterature Comparate) che nella ricerca e nelle pubblicazioni. La tendenza è presente sin dagli inizi della sua carriera, ma diviene dominante nei lavori  su Edipo (1994), su Medea (1994 e 1995), sul dramma antico e la scena moderna (1995), sul Satyricon di Maderna (1997), sulle Etiopiche a Napoli (1998), e quindi in due volumi assai diversi l’uno dall’altro, ma entrambi di grande valore: La Grecia secondo Pasolini (1996), e L’altro e lo stesso (1998). Nel primo – un affascinante saggio di storia e di interpretazione plurima – Fusillo disegna con incisività ed intelligenza non solo le trasformazioni pasoliniane da un medium (il teatro greco) a un altro (il cinema), ma anche le impostazioni psicanalitiche, antropologiche e politiche che sovrintendono a tale operazione, nonché l’immagine della Grecia “barbarica” che ne emerge, e che è per lui specchio della civiltà contadina. Nel secondo pratica con ampiezza e profondità fuori dell’ordinario la critica tematica, fornendone dapprima giustificazione teorica, ripartendo quindi la trattazione in tre grandi campiture identificative, e  offrendo al loro interno un panorama  a tutto campo del “doppio”, da Euripide e Plauto a Hoffmann, Poe, Dostoevskij, Conrad e James. La solidità dell’impianto, la ricchezza e l’acume della discussione, la precisione della scrittura fanno di questo uno dei libri migliori di comparatistica usciti in questi anni in Europa.

 

Pietro Boitani

 

Professore associato di Teoria della letteratura all’Aquila, è un grecista formato in un'ottima scuola, quella pisana dell’Università e della Scuola normale (fra i suoi maestri: Arrighetti, Paduano e Conte) e continuata all’Università della Calabria con un dottorato diretto da Amneris Roselli e Giulio Ferroni. Questa sua preparazione ha prodotto importanti studi, a cominciare dalla tesi di laurea su Apollonio Rodio, da cui ha ricavato articoli, saggi, edizioni commentate e una monografia uscita nel 1985. E’ seguita  la tesi di dottorato sul romanzo greco, che ha fornito il materiale per uno studio uscito nel 1989, che ha avuto anche una traduzione francese nella prestigiosa collana «Poétique», diretta da Gérard Genette per le edizioni di Seuil. La vocazione comparatistica, in particolare lo studio approfondito e metodologicamente molto raffinato dei rapporti fra l’antico e il moderno, si è manifestata quasi subito e ha trovato buon nutrimento nella frequentazione di importanti centri di studio in Europa e negli Stati Uniti (a Monaco di Baviera con una borsa della Humboldt-Stiftung, a Harvard come Visiting scholar, all’Oxford Classical Meeting ecc.). Dai suoi numerosi saggi e libri (ospitati nell’originale presso case editrici e in riviste di grande prestigio internazionale, spesso ripresi in traduzione in altre sedi prestigiose) emergono alcuni filoni di ricerca che ne fanno uno dei giovani studiosi più preparati, originali e creativi della giovane generazione: 1) tecniche narrative, strategie formali, intertestualità e citazionismo nella tradizione letteraria greca, soprattutto nel romanzo e nella tragedia; 2) indagini di tipo tematico condotte con una sensibilità nuova e attenta ai problemi dell’immaginario, del ritorno del rimosso, delle modalità della rappresentazione: il prodotto più maturo in questo campo è il bel libro sul tema del doppio nella tradizione letteraria di tutto l’Occidente: L’altro e lo stesso. Teoria e storia del doppio (1998), che è stato accompagnato da alcuni importanti saggi di tipo teorico; 3) la ricezione dei modelli antichi nella letteratura moderna, con una particolare attenzione all’esperienza teatrale e a quella cinematografica: si collocano in questo settore gli studi sul personaggio di Medea, da Euripide a Pasolini, quelli sulle rirpese moderne di Petronio, Luciano, Eliodoro e della tradizione menippea. Particolarmente rilevante il libro La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema (1996).

 Remo Ceserani

 

 

Partendo da una formazione di classicista – da cui trae competenze critico-filologiche documentate da una serie di lavori esemplari – M. Fusillo ha visto il suo ambito di studio progressivamente ampliarsi non solo secondo più vaste aree linguistiche e culturali, ma secondo percorsi solleciti degli  aspetti teoreticamente più nuovi della disciplina.

La vasta produzione presentata testimonia la sua acribia e originalità di studioso - confrontato vuoi a un singolo testo, vuoi a una tradizione, vuoi a un genere, vuoi a un tema letterario – quanto la sua familiarità con questioni teoriche e metodologiche, al cui dibattito apporta contributi informatissimi e formativi.

La compresenza di una solida competenza di classicista e di modernista, di teorico e di esegeta, di studioso di letteratura quanto delle arti ad essa tangenti propone un profilo  esemplare di studioso di letterature comparate.

 

                                                                                                M.T.Giaveri

 

 

Mito, etnografia antica, tradizione dei classici (fonti, temi, generi), formazione del romanzesco e sua trasmissione attraverso il teatro e la narrazione, teoria del commento, indagini sulla funzione del doppio nella scrittura letteraria, questioni di teoria  della critica e dell’interpretazione:  queste le aree di ricerca e di scrittura saggistica di Fusillo. Aree attraversate e interrogate con ampiezza di documentazione e finezza di ricostruzione esegetica e storica. Con  i suoi studi F. ha dato finora un contributo rilevante agli studi italiani di comparatistica, in particolare su due ambiti: formazione e tradizione del tema del doppio, storia di un mito (varianti, trascrizioni, traduzioni, riscritture). Per ricchezza documentaria, attenzione costante alle implicazioni teoriche, chiarezza descrittiva, gli studi di F. costituiscono un momento fortemente innovativo dell’attuale ricerca comparatistica.  

Antonio Prete

 

 

            Il Candidato presenta una ricca e variegata produzione scientifica, che si sviluppa nel corso di un quindicennio, e che si caratterizza per la costante ricorrenza di alcuni temi e per la  puntuale attenzione all’area classicista . Scientificamente nato nell’ambito della filologia classica, non ha mai trascurato tali interessi, anche se negli anni li ha affiancati e arricchiti con puntuali e corrette aperture al mondo contemporaneo.

            Ha curato con attenzione e originalità il campo della teoria della letteratura, cimentandosi in ricerche filologico-letterarie, nelle quali,  senza perdere di vista  la prospettiva classica,  ha saputo di volta in volta e di caso in caso, verificarla nell’analisi di un genere ( Il romanzo greco. Polifonia ed eros ), nel confronto tra due linguaggi ( La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema  ),nell’impostazione di un’indagine storico-critica interdisciplinare ( L’altro e lo stesso. Teoria e storia del doppio ).

            Tutta la produzione scientifica del prof. Fusillo e la sua attività didattica dimostrano un habitus scientifico-culturale decisamente orientato verso gli interessi e la metodologia ermeneutico-comparatistica e lo impongono all’attenzione della Commissione ai fini di una valutazione positiva nel presente concorso.

Giovanni Puglisi

 

Giudizio complessivo:

 

La sua formazione è di alto livello sia in Italia che all’estero. La sua attività scientifica riconosciuta, come testimoniano le pubblicazioni, a livello nazionale e internazionale.

Ha iniziato la sua carriera come classicista competente e brillante, come dimostrano i suoi lavori su Apollonio Rodio e il romanzo greco. Ha tuttavia sempre  accompagnato a una attenta lettura testuale una sensibilità critica molto acuta e un forte impianto teorico e metodologico, mostrandosi avvertito di tutte le correnti contemporanee (ha insegnato anche Teoria della Letteratura e Storia della Critica).

Padrone di diverse lingue e culture antiche e moderne, insegna Letterature Comparate come Professore Associato, e nel campo della comparatistica ha prodotto saggi e volumi dal carattere del tutto originale, in particolare nel campo della critica tematica (un libro brillante, rigoroso scientificamente e di alto valore esegetico è L’altro e lo stesso del 1998), e in quello della storia e dell’interpretazione plurima (il volume su La Grecia secondo Pasolini è una brillante analisi delle trasformazioni da un medium a un altro attraverso il tempo, oltre che una lettura forte delle impostazioni psicanalitiche, antropologiche e politiche che sovrintendono a tale operazione). Nell’ambito del presente concorso appare quindi come una delle figure più qualificate, dalla sicura maturità scientifica.

 

 


 

ALLEGATO C)

 

CANDIDATO Arturo MAZZARELLA

 

Giudizi individuali

 

E’ critico e studioso che acquista con gli anni sempre più definito e importante profilo comparatistico e incisiva capacità di meditazione filosofica. Emerge in un primo momento come italianista e mantiene costante negli anni l’interesse per la letteratura italiana, pubblicando saggi su Campana, Marin, i poeti del Novecento, e soprattutto su D’Annunzio e Leopardi. Il suo primo libro, Il piacere e la morte (1983), è un esame approfondito ed elegante del primo D’Annunzio, ma anche una ben costruita collocazione dello scrittore nell’ambito della cultura europea fin de siècle e dell’esperienza moderna. Sempre partendo dalla letteratura italiana, ma ora con maturità critica e  sensibilità più raffinata, Mazzarella muove nei suoi lavori, più recenti, su Leopardi, il volume (1996) I dolci inganni e il saggio (1998) Verso una teoria ‘impoetica’ della poesia. In ambedue, ma in maniera particolare nel primo, Mazzarella esplora in profondità alcuni saggi fondamentali di Leopardi e diversi snodi centrali dello Zibaldone per mettere in luce la valenza gnoseologica che assumono in essi i concetti di “errore” e “illusione”, proiettando i risultati sull’orizzonte culturale europeo e segnatamente su quello teorico-letterario, e giungendo a conclusioni di tutto rilievo.

    Assieme all’attenzione per la letteratura italiana (di cui sono testimoni importanti anche il saggio sul Menabò, 1977, e l’antologia, introdotta e curata con acuto discernimento, Percorsi della “Voce”, 1990), cresce dunque in Mazzarella un più ampio interesse comparatistico, manifestato già nei lavori su Warburg (1982) e poi con sempre maggiore sicurezza in quelli su Weininger e la “questione” della donna (1988) e sulla poesia dell’Europa orientale (1991). Segnalerei in questo ambito due interventi di tormentata percezione poetica e di notevole risonanza filosofica, I poeti nel tempo della povertà (1992) e Figure del dono (1997).

  Evidentemente padrone di almeno tre lingue e culture europee, Mazzarella ha conseguito risultati critici di primo piano ruotando attorno ad alcuni autori preferiti: Hofmannsthal, D’Annunzio e Musil. Questi scrittori sono oggetto di una serie recente (1995-97) di interventi, tutti di rilievo, fra i quali citerei, a dimostrazione dell’inclinazione “filosofica” di Mazzarella, “Del bisogno metafisico”: D’Annunzio e Schopenhauer e Parole sul “grembo del nulla”. Musil e l’artificialità dei segni; ma erano già al centro del libro più intelligente che egli abbia scritto sinora,  La visione e l’enigma (1991): ricostruzione vasta e affascinante del tema, inaugurato da Nietzsche, dell’“enigma della visione”, esso colloca l’analisi di luoghi testuali dei tre scrittori, e i riverberi fra l’uno e l’altro, in un affresco di immaginario e di poetica dal respiro comparatistico affatto originale.

 

Pietro Boitani

 

Roma III, Professore associato di letterature comparate

Italianista di origine Mazzarella è stato spinto subito, sia dalla sua materia di studio (la letteratura di tardo Ottocento e primo Novecento, i romanzi di D’Annunzio, oggetto della sua tesi di laurea), sia dal magistero raffinatissimo e cosmopolita di Giancarlo Mazzacurati ad allargare i suoi interessi alle altre letterature europee. Il saggio sul primo D’Annunzio, ricavato dalla tesi di laurea nel 1983 dimostra nell’autore un’ampia preparazione critica e letteraria e sa collocare il simbolismo dannunziano sul suo preciso sfondo europeo. Si collegano a questi suoi studi vari saggi e studi da lui pubblicati su Hofmannsthal, Musil, Valéry e altri autori europei appartenenti allo stesso clima culturale e collegati con D’Annunzio da rapporti di varia natura e intensità: questo tipo di ricerche sono culminate nel volume, di buona impostazione critica e ampi fondamenti filosofici e culturali, dal titolo nietzschiano: La visione e l’enigma. D’Annunzio, Hofmannsthal, Musil (che dimostra una conoscenza approfondita e di prima mano della cultura tedesca contemporanea). In un certo senso parallelo, come schema di ricerca e di progressivo ampliamento di interessi, dall’ambito italianistica a quello genuinamente comparatistico, si colloca lo studio su Leopardi e un nucleo molto importante del suo pensiero e della sua poesia, quello delle «illusioni». Anche in questo caso dalla lettura dei testi leopardiani si passa all’ampia rete di rapporti con la tradizione del pensiero filosofico e delle poetiche artistiche e letterarie europee del Sette e dell’Ottocento.  Fra gli altri studi di Mazzarella si segnalano, oltre a quelli dedicati alla storia di alcune riviste fiorentine e a conferma dei suoi interessi filosofici e di teoria critica, dell’ampiezza dei suoi orizzonti culturali e della sua sincera vocazione di comparatista, i saggi su Hofmansthal e Manzoni (ma anche Benjamin), su D’Annunzio e Schopenhauer e sulle figure del dono.   

Remo Ceserani

 

 

Partendo da una formazione d’italianista, A. Mazzarella dilata armoniosamente l’area della sua investigazione, non solo procedendo verso altre culture (in particolar modo quella tedesca e poi francese), ma indagandole alla luce dei suoi interessi di estetica e di storia del pensiero.

Ne risultano panorami complessi, robustamente strutturati dal punto di vista teorico, in cui i testi studiati rinviano ai modelli, le produzioni alle tensioni ideologiche, le poetiche alle “scommesse” etiche o ontologiche : percorsi fecondi che interrogano la stessa funzione letteraria, sempre condotti dallo studioso a partire da una lettura testuale attenta e sensibilissima, quanto filologicamente accorta.

Strumenti critici e metodologici perfettamente esercitati, ambiti d’investigazione armoniosamente ampliatisi nel tempo, qualità e originalità dei risultati ottenuti fanno dello studioso un comparatista di alto livello.

 

                                                                        M.T.Giaveri

 

Gli studi su D’Annunzio –sui suoi primi romanzi- sono condotti con rigore d’indagine e ricchezza di documentazione. E’ ricomposta la funzione che all’interno della scrittura dannunziana hanno i modelli di provenienza simbolista, modelli mediati dalla  cultura tedesca. Le interpretazioni dell’opera di D’Annunzio, così come prendono forma in Hofmannsthal e in Musil, sono oggetto di un’ulteriore  ricerca, nella quale M. ricostruisce le tensioni  -di idee, di stile- che attraversano l’area della cosiddetta “décadence”. Gli studi leopardiani, confluiti nel volume I dolci inganni, e nel saggio pubblicato su rivista Verso una teoria ‘impoetica’ della poesia, contribuiscono a definire, nella scrittura di Leopardi, lo spazio semantico della finzione, le relazioni e le corrispondenze con le teorie romantiche dell’immaginazione e dell’illusione. Altri studi relativi a testi ed autori della letteratura italiana hanno come orizzonte di riferimento passaggi, temi, teorie della letteratura europea. Un’altra area di indagine di M. è il linguaggio della poesia, osservato sia nell’elaborazione di singole esperienze sia sul piano degli statuti, dei codici, delle forme. L’ampiezza dello spettro di interessi (Valéry, Musil, Weininger, Hofmannsthal) non è dispersiva, ma è motivata da linee di interne corrispondenze e dalle convergenze su grandi questioni di estetica e di antropologia letteraria. L’orizzonte dei riferimenti filosofici conferisce a queste ricerche un particolare timbro: conoscenze teoriche e interpretazioni dei testi si fondono in una scrittura chiara e persuasiva.

 

                                                                                                                        A.S.PRETE

 

Il Candidato presenta una produzione scientifica ampia e omogenea negli interessi e nella prospettiva critico-metodologica. Di formazione italianistica, ha saputo curare e sviluppare negli anni della sua attività scientifica e didattica un marcato interesse per la prospettiva comparatistica, sia da un punto di vista  critico-metodologico, mettendo a confronto autori e tradizioni letterarie distanti fra loro, sia da un punto di vista genologico.

Gli studi su D’Annunzio, Hofmannsthal e Musil da un lato e quelli sulla poesia dall’altro sono preziosi contributi alla critica comparatistica contemporanea. L’attenzione costante che il prof. Mazzarella ha mostrato verso l’intreccio tra la prospettiva letteraria e quella ermenutico-filosofica, confermano il suo interesse e la sua attitudine verso l’area comparatistica.

L’originalità di alcuni suoi suggerimenti critici e la finezza di alcune sue analisi letterarie ne fanno un candidato degno di attenzione ai fini del presente concorso.

 

                                                  G. A. Puglisi

 

Giudizio complessivo:

 

Dalla sua formazione di italianista ha tratto non solo la scelta iniziale di una specifica area di interessi– la dimensione europea del primo D’Annunzio – ma un’attenzione al dato testuale che gli ha permesso, insieme con la necessaria padronanza linguistica, di misurarsi poi con la scrittura di Musil, di Hoffmansthal, di Nietzsche e di Valéry.

Ne sono documento percorsi articolati e complessi nella cultura europea di fine secolo, come il volume La visione e l’enigma (Napoli 1996) che affronta e restituisce in un sapiente gioco di rimandi pluriletterari la questione del valore gnoseologico ed etico del “piacere” estetico, approfondendo e ampliando tematiche già disegnate nel saggio Il piacere e la morte ( Napoli 1983).

Allo stesso modo, l’esplorazione del pensiero di Leopardi si dilata a una più ampia interrogazione, che dalla poetica leopardiana indagata nei suoi plurimi versanti (si veda I dolci inganni, Napoli 1996) procede a riflessioni originali sullo statuto stesso del testo di poetica. Al rapporto fra poetica e poesia rinviano anche alcuni contributi d’area centro europea (dalla Francia all’Europa orientale) che confermano la sua vocazione a una comparatistica innervata da un robusto pensiero filosofico e praticata con esemplare pertinenza nel continuo confronto testuale.

 La sua attività scientifica insieme con la lunga esperienza didattica (Professore Associato di Letterature Comparate) ne fanno un comparatista maturo e degno della massima attenzione.

 

 


 

Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

Facoltà di  Lingue e letteratire straniere settore scientifico disciplinare L12D.

 

VERBALE N. 3

 

Il giorno SETTE  LUGLIO 2000 alle ore 08.30  presso la Segreteria dell Istituto di Studi romanzi della Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo, riprendendo i lavori di cui al verbale n.2.

Si continua nell'esame dei titoli presentati dai candidati.

1 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato prof. Ada NAIGER; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato D).

2 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato Francesca PETROCCHI; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato E).

3-Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato prof. Peter SARKOZY; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato F).

 

Terminata la formulazione dei giudizi individuali e collegiali su tutti i candidati, il Presidente aggiorna la seduta allo stesso giorno alle ore 11.30 presso la stessa sede per procedere alla valutazione comparativa dei candidati.

La seduta è tolta alle ore 11.00.

Letto approvato e sottoscritto.

 

LA   C O M M I SS I O N E

 

Prof. Giovanni A. PUGLISI

 

Prof. Remo CESERANI-

 

Prof. Pietro BOITANI

 

Prof. Antonio Sebastiano PRETE

 

Prof. Maria Teresa GIAVERI

 

 

 

 

 


 

ALLEGATO D)

 

CANDIDATO: Ada NEIGER

 

Giudizi individuali:

 

Professore associato di sociologia della letteratura, ha dedicato a questa disciplina la sua attività di ricerca e di insegnamento per molti anni, nelle università di Perugia e di Trento. La sua produzione, ampia anche se prevalentemente saggistica, è tutta concentrata sulla letteratura italiana dell’Otto e Novecento. Il metodo di lavoro è quello dell’analisi tematica dei testi letterari, con una forte prevalenza dei temi che riguardano la vita della famiglia, della donna, dell’infanzia. Le opere letterarie prese in esame sono sia di grande qualità estetica (Pirandello, Svevo, Luzi, Pavese, Calvino, Morante) sia rivolte al consumo del pubblico medio. Le opere di riferimento metodologico vengono dalla migliore tradizione internazionale degli studi di sociologia.  La produzione, spesso di notevole qualità e buona scrittura saggistica, non può essere fatta rientrare nell’ambito disciplinare delle letterature comparate.

 

Pietro Boitani

 

Gli studi della Neiger hanno come principale centro di interesse la letteratura italiana dell’Otto e Novecento. L’accento cade più sui contenuti sociali della letteratura che sulle qualità retoriche o estetiche dei testi. Quando analizza, per esempio, una novella di Pirandello, o un romanzo di Verga, Svevo, Bassani o Morante, la sua attenzione critica va soprattutto ai temi presenti nel testo, e fra i temi che ne costituiscono il tessuto semantico privilegia nettamenti quelli di tipo sociale, applicando metodi e interessi di una sociologia abbastanza raffinata, basata su ampie letture letture teoriche. Altri suoi campi di interesse sono il romanzo di consumo (da Polidori a Salgari), il giornalismo letterario (si veda lo studio su Pancrazi critico letterario), l’ebraismo nella tradizione italiana, la scrittura femminile. Tutta la sua produzione la qualifica come una specialista di sociologia letteraria e rientra solo molto marginalmente nel campo della disciplina di questo concorso.

Remo Ceserani 

 

Docente di Sociologia della letteratura, nei suoi studi Ada Neiger  ha approfondito il fatto letterario in relazione a fenomeni d’ordine sociale –l’emarginazione, l’emigrazione- o in relazione al campo della comunicazione culturale, con particolare attenzione alla storia del giornalismo e al romanzo di consumo. Nell’estesa attività di intervento e di scrittura (introduzione  a raccolte di atti di convegni e ad antologie tematiche, testi di presentazione di scrittori e poeti) acquistano rilevanza gli interessi per la narrativa del secondo Ottocento e del Novecento, per la storia e i problemi del “femminile”, per la condizione ebraica così come è rappresentata nella scrittura dei contemporanei. In generale  gli studi presentati sono estranei alla letteratura comparata.

 

M. T. Giaveri

 

Studiosa di estesi interessi letterari, in gran parte orientati sulla narrativa di fine Ottocento e del Novecento, Ada Neiger ha lavorato soprattutto nel campo della sociologia della letteratura, area nella quale i suoi contributi si collocano sia per pertinenza disciplinare sia per modi espositivi, sia ancora per materia di indagine. Emigrazione e letteratura, scrittura delle donne, condizione ebraica, forme del romanzesco e del suo consumo, storia del giornalismo, rappresentazioni letterarie del  mito di Don Giovanni, vampirismo e narrazione: sono questi alcuni dei settori di ricerca praticati dalla candidata. L’attenzione assidua alla narrativa anche recente è limitata alla situazione italiana e sia per metodi di indagine sia per orizzonti di riferimento è estranea alle pratiche proprie della letteratura comparata.

 

                                                                                                                                            Antonio Sebastiano Prete

 

Ada Neiger ha lavorato a lungo su questioni e temi di sociologia della letteratura, campo nel quale i suoi contributi hanno seguito un ventaglio vastissimo, muovendosi dalla narrativa verghiana verso l’analisi della scrittura femminile, dallo studio dell’esilio e della sua rappresentazione letteraria alle indagini sul vampirismo nella letteratura e sul mito del Don Giovanni, dalla condizione dell’ebraismo osservata negli scritti di Bassani al rapporto tra esperienza concentrazionaria e narrazione  così come prende forma in  Primo Levi. Un volume di Concordanze  (La Barca di Luzi) e molte introduzioni a raccolte di studi, ad atti di convegni, ad antologie tematiche mostrano l’ampiezza degli interessi della candidata. Il cui profilo di studi appare tuttavia circoscritto nell’area della sociologia della letteratura ed è del tutto estraneo sia alla teoria della letteratura sia alla letteratura comparata. Ada Neiger ha lavorato a lungo su questioni e temi di sociologia della letteratura, campo nel quale i suoi contributi hanno seguito un ventaglio vastissimo, muovendosi dalla narrativa verghiana verso l’analisi della scrittura femminile, dallo studio dell’esilio e della sua rappresentazione letteraria alle indagini sul vampirismo nella letteratura e sul mito del Don Giovanni, dalla condizione dell’ebraismo osservata negli scritti di Bassani al rapporto tra esperienza concentrazionaria e narrazione  così come prende forma in  Primo Levi. Un volume di Concordanze  (La Barca di Luzi) e molte introduzioni a raccolte di studi, ad atti di convegni, ad antologie tematiche mostrano l’ampiezza degli interessi della candidata. Il cui profilo di studi appare tuttavia circoscritto nell’area della sociologia della letteratura ed è del tutto estraneo sia alla teoria della letteratura sia alla letteratura comparata.

 

                                                                                                            Giovanni A. Puglisi

 

Giudizio complessivo:

 

Professore associato di sociologia della letteratura all’Università di Trento, ha una lunga e proficua carriera di studiosa, docente e organizzatrice di convegni, promotrice di iniziative culturali. I suoi interessi principali sono rivolti alla letteratura italiana dell’Otto e Novecento, vista da un’angolatura principalmente sociologica, con una particolare attenzione ai temi della vita sociale (la condizione femminile, l’infanzia, la maternità, le comunità umane, le razze, l’emigrazione). I suoi contributi sono in gran parte di tipo saggistico e consistono principalmente di interventi in convegni e curatele di atti e volumi che raccolgono studi suoi e di altri. Si è occupata di letteratura femminile, letteratura di consumo, tematiche sociali nelle opere narrative e, con particolare insistenza, dei temi dell’ebraismo, dell’emarginazione, dell’infanzia e della maternità nella rappresentazione letteraria. Difficile considerare questa produzione, che pure è ampia e di buon livello, come contributo agli studi di comparatistica letteraria.

 


 
ALLEGATO E)

 

CANDIDATO: Maria Francesca Petrocchi

 

Giudizi individuali:

 

Si presenta essenzialmente come studiosa di Letteratura Italiana del primo Novecento, per la quale ha dato contributi non secondari su Casati e Cecchi (1984), su Il “Leonardo” e il modernismo (1987), su Jahier (1989), su Scrittori italiani e fascismo (1997). Quest’ultimo, assieme al volume dedicato a Jahier, è l’intervento più incisivo, dal punto di vista storico e critico, della Petrocchi. Più modesti altri saggi, tutti italianistici, su “Il Selvaggio” (1977), “L’Universale” (1979), “Il Regno” (1979), “Lacerba” (1983), “Ars Nova” (1992), dove la Petrocchi dimostra tuttavia una buona conoscenza delle riviste del primo Novecento. Criticamente più avvertiti gli articoli su Papini, Corazzini, Fogazzaro e Tecchi (1983-96), e in particolare, qui e altrove, le pagine nelle quali la Petrocchi affronta il problema del rapporto degli scrittori con la religione.

   Dal 1989 insegna Letterature Comparate, e l’esperienza didattica ne ha favorito la lenta trasformazione anche nel campo della ricerca. L’atteggiamento mentale “comparativo” era già presente nel volume sull’“Ars Nova”, nel quale venivano esaminati i rapporti fra musica, arte figurativa e letteratura configuratisi in quella rivista, ma giunge a manifestarsi, con l’ingresso della Petrocchi in una cultura straniera, in Profili di “italianisants” (1997), dove vengono analizzati i fitti rapporti intrecciati da Benjamin Crémieux e Louis Chadourne con gli scrittori e la cultura italiana, e il romanzo italiano del primo Novecento visto dalla Francia. I limiti più evidenti dello studio della Petrocchi sono quelli spazio-temporali (il campo rimanendo quello degli scrittori della “Voce” e delle altre riviste del primo dopoguerra italiano, e non estendendosi mai né cronologicamente né in altre culture salvo quella francese), e quelli teorici. Competenza e discreta sensibilità critica ella dimostra nella ricerca d’archivio e nella ricostruzione storica:  sia in Profili di “italianisants” che nel più recente, breve L’Africa coloniale negli scritti di viaggio di Emilio Cecchi (1999).

Pietro Boitani

 

Università della Tuscia, professore associato di letterature comparate

Francesca Petrocchi ha un campo preciso e ben delimitato di studio: la ricostruzione, attraverso l’analisi e la storia di riviste, carteggi, testimonianze, dell’attività intellettuale dei gruppi e movimenti filosofici, letterari e artistici dell’Italia del periodo contemporaneo, dal primo Novecento agli anni Trenta e Quaranta. Suoi strumenti di lavoro sono lo spoglio degli archivi, la pubblicazione degli inediti, il confronto tra le testimonianze, la ricostruzione dei rapporti, l’analisi delle idee e delle prese di posizione ideologica. Al centro dei suoi interessi, su uno sfondo che non è solo italiano, sono alcuni problemi, alcuni dei quali rientrano legittimamente nell’ambito degli studi di comparatistica letteraria: 1) il rapporto fra intellettuali e politica (in particolare il rapporto di alcuni intellettuali italiani con il fascismo: interessante in questo ambito il volume Scrittori italiani e fascismo, che si occupa in particolare del sindacato nazionale “Autori e scrittori” sotto il regime fascista); 2) il rapporto fra intellettuali e movimenti spirituali e religiosi, in particolare il movimento modernista all’interno del cattolicesimo (numerosi saggi); 3)  il ruolo di tramite fra culture letterarie svolto da alcuni mediatori, come i francesi “italianisants” Crémieux e Chadourne (ai quali ha dedicato un volume) e l’italiano residente in Francia Lionello Fiumi; 4) la vicenda intellettuale di alcuni protagonisti, come Jahier (una monografia) e di alcune riviste, come «La voce» o la rivista di musica modernista aperta alle avanguardie europee e fondata da Casella «Ars nova 1917-1919» (ristampa anastatica con introduzione); 5) i viaggi di scrittori e intellettuali in vari paesi   con reportages, diari di viaggio e testimonianze (per esempio: l’Africa di Cecchi).

Remo Ceserani

 

Partendo da una formazione di italianista – e dalle relative competenze di cui sono testimonianza la familiarità con la ricerca d’archivio e la sicurezza nell’orientarsi in complessi quadri storico-politici come quello della letteratura italiana nel periodo fascista – M. F. Petrocchi ha ampliato la sua area d’investigazione, privilegiando culture collegate con  quella italiana, come la francese, di cui mostra di ben conoscere sistemi e meccanismi, o come quelle africane rese in momenti diversi a partire dal punto di vista di letterati italiani.

Si tratta di una visione della comparatistica risolutamente contemporanea – qual è spesso sollecitata in alcuni Atenei -  che dal microcosmo regionalistico procede verso questioni di costruzione di identità nazionale fino ad alcuni aspetti della cultura europea.

                                                                        M.T.Giaveri

 

 

Area prevalente di indagine: le riviste fiorentine del primo Novecento (da “Leonardo” a “Lacerba”). Lo studio è basato sui carteggi dei protagonisti, sulla ricostruzione dei rapporti da essi intrattenuti con situazioni e figure del contemporaneo pensiero europeo (da Péguy a Claudel, da Bergson a Blondel). Gli studi, in gran parte di letteratura italiana (Corazzini, Jahier), condotti in rapporto con i modelli francesi, si allargano a ricerche di storia della cultura letteraria (presenza della cultura letteraria in Francia, la rivista “Dante” di Lionello Fiumi e le traduzioni, ivi pubblicate, di poeti ispano-americani, francesi ecc.). E’ dato rilievo alla vicenda intellettuale di due “italianisants”, Cremieux  e Chadourne. Altra area di attenzione, l’ Africa coloniale negli scritti di Cecchi. Epistolari, riviste, relazioni di scrittori con istituzioni, resoconti di viaggi: questi i materiali sui quali si costruisce la ricerca. Alcune ricerche hanno per oggetto la letteratura  di viaggio e coloniale. I giudizi sulla cultura politica del fascismo descrivono con equilibrio i risvolti ideologici e nazionalistici, le strategie e le falsificazioni propagandistiche. Le ricerche  compiute dalla candidata sono prive di riferimenti a particolari orizzonti teorici e non affrontano indagini di carattere formale o esegesi di testi: riguardano, semmai,  la storia della cultura e, più in particolare, le relazioni tra cultura italiana e cultura francese del primo Novecento.

                                                                                                Antonio S. Prete

 

 

            La Candidata presenta una ricca e interessante produzione scientifica, che attesta la sua evoluzione da una genesi rigorosamente italianistica, ad una prospettiva comparatistica sempre più decisa e marcata.

            Gli interessi scientifici e didattici della prof.ssa Petrocchi si sono progressivamente spostati  da un’attenzione verso temi e autori di scuola italiana, su autori e temi, che, pur restando ancorati ad una genesi monoculturale, hanno sviluppato interessi e aperture comparatistiche e multuculturali.  I profili degli italianisti francesi e l’attenzione verso la letteratura di viaggio, che ha sempre più preso gli interessi e l’attenzione di ricerca della prof.ssa Petrocchi, mostrano questo deciso e originale orientamento dei suoi studi.

            L’attenzione, infine, dedicata dalla Candidata al rapporto tra letteratura e politica, anche nella sua prospettiva sindacale, e al rapporto tra letteratura e religione, contribuisce a confermare l’interesse e l’originalità del taglio critico-comparatistico degli studi della prof.ssa Francesca Petrocchi, facendone una Candidata meritevole di considerazione ai fini del presente concorso.

 

                                                                                                Giovanni A. Puglisi

 

 

 

 

Giudizio complessivo:

 

La produzione scientifica della prof. Francesca Petrocchi muove da interessi e progetti tutti interni alla tradizione critico-letteraria italianistica, anche se fin dalle sue prime opere è apparsa una attitudine a dare alle proprie ricerche un campo storico-culturale di riferimento più ampio e più complesso di quello esclusivamente italiano. La sua attenzione verso la ricerca bibliografica e archivistica le ha consentito e forse anche stimolato a mettere sempre a confronto, nella sua attività scientifica, almeno due prospettive, come quella letteraria e quella politico-sindacale, quella letteraria e quella religiosa, quella letteraria e quella filosofica.

            Particolarmente interessante e con alcuni spunti di originale intuizione critica, si presenta  lo studio del rapporto tra musica, pittura e letteratura negli anni delle prime avanguardie europee. Parte da qui l’interesse della prof.ssa Petrocchi per la cultura francese in rapporto a quella italiana, puntando a dare un quadro criticamente fondato e chiaro del ruolo mediatore svolto da alcuni italianisti francesi d’Oltralpe nella prima metà del Novecento.

            Di notevole interesse e suscettibile di originali sviluppi è anche la produzione presentata dalla prof. Petrocchi sulla letteratura di viaggio e sul rapporto tra viaggio e scrittura, dallo studio delle curiosità africane del Futurismo  alle escursioni sulla civiltà e la cultura portoghese  di autori contemporanei italiani e non.

            L’attività didattica della prof.ssa Petrocchi ( è professore associato di Letterature comparate) si coniuga felicemente con l’impegno culturale e scientifico che l’ha sostenuta e ne delinea una figura di studiosa di comparatistica di adeguato livello.

 


 

ALLEGATO F)

 

CANDIDATO: Péter Sàrközy

 

Giudizi individuali:

 

Professore associato di lingua e letteratura ungherese,  ha svolto una intensa attività di insegnamento e organizzazione culturale sia nella sua patria di origine sia in Italia, presso l’Università di Roma La Sapienza. Il suo principale centro di interessi scientifici sono i rapporti fra la letteratura italiana e quella ungherese, specialmente nei secoli XVIII-XIX., ma si è occupato della fitta rete di rapporti fra le due culture in tutto il corso della storia, dal Rinascimento (specialmente attraverso Venezia) alla contemporaneità (specialmente la poesia). Prevale nei suoi studi (per ovvie ragioni storiche), il punto di vista ungherese, gli influssi cioè della cultura italiana su quella ungherese più che quelli ungheresi sulla cultura italiana. Il metodo che egli adotta in questi studi è quello della comparatistica più seria e tradizionale, caratterizzata da erudizione positivistica (grande attenzione ai rapporti diretti, agli influssi reciproci, ai viaggi, agli epistolari), da una certa tendenza a esaltare gli aspetti ideologici di tali rapporti (il messaggio cristiano, l’identità nazionale dei popoli,  l’esperienza esistenziale dei letterati, il valore assoluto della poesia). Non sembra  particolarmente sensibile ai problemi attuali della critica e si appoggia a categorie critiche e storiografia consolidate e tradizionali (il barocco, il preromanticismo, il decadentismo, ecc.). L’aspetto più meritorio dei suoi lavori sta nella intensissima attività di traduttore, mediatore fra le due culture, organizzatore di convegni, direttore e redattore di riviste. Il suo interesse per i rapporti comparati fra Ungheria e Italia è impegnato ed entusiastico; molto raramente, forse mai, egli va oltre i rapporti fra le due storia nazionali e le due letterature.

 

Pietro Boitani  

 

Professore Associato di Lingua e Letteratura Ungherese dal 1990 (con affidamento di Filologia Ugro-Finnica fino al 1991), supplente di Letterature Comparate dal 1991, Sarközy ha concentrato tutta la sua attività di ricerca e le sue pubblicazioni sui rapporti fra la letteratura italiana e quella ungherese, particolarmente nel Settecento. Ha instancabilmente promosso gli studi ungheresi in Italia e quelli italiani in Ungheria, ed ha esplorato con competenza ed entusiasmo l’intreccio che lega i due paesi, da Roma e Bologna come centri di mediazione, alla presenza di Dante in Ungheria, all’Arcadia ungherese, al teatro, ai rapporti nel corso del Novecento (Roma, la patria comune, 1996); e ancora l’Umanesimo e la sua diffusione in Ungheria, il mito dell’Italia, le relazioni all’epoca del Risorgimento (Letteratura ungherese. Letteratura italiana, 1990); il passaggio cruciale, nel Novecento, Da “I fiumi” di Ungaretti al “Danubio” di József (1994). Di quest’ultimo ha descritto anche l’esistenzialismo e il socialismo, nella sezione di Senza speranza (1999) scritta da lui.

    I volumi sono spesso ripetitivi, e l’approccio critico-letterario vi è per la maggior parte assente, mentre i risultati sul piano storico-culturale non sono indifferenti. Gli stessi difetti e gli stessi pregi sono riscontrabili nelle decine di interventi introduttivi, saggistici, e di curatela (su Venezia, su Cavaglià, su Pannonio, sul classicismo, la commedia dell’arte, il decadentismo) che Sarközy ha dedicato sempre ai rapporti italo-ungheresi, con aperture solamente occasionali e cursorie ad altri terreni letterari e linguistici (Alcuni problemi teorici e pratici dello studio del Neoclassicismo in Europa Centro-Orientale, 1983; La cultura italiana e l’Europa Centrale, 1994).

Remo Ceserani

 

E’ certo preziosa, per la comparatistica italiana, la produzione di studiosi provenienti da luoghi fecondi per il dibattito e il rinnovamento della disciplina, quale è stato, appunto, Budapest. Nella sua vasta attività scientifica, P. Sàrközy preferisce però più battuti sentieri, riproponendo categorie tradizionali della storiografia letteraria e consacrandosi a illustrare esclusivamente le reciproche influenze fra letteratura italiana e letteratura ungherese. I risultati sono senz’altro interessanti, ma soprattutto come arricchimento del panorama critico della storia della letteratura ungherese.

 

 

M. T. Giaveri

 

Il Candidato  di nazionalità e cittadinanza ungherese, insegna nell’Università italiana dal 1979. L’attività scientifica del Candidato, ancorchè ricca e continua, mostra esclusivamente uno spiccato interesse per gli studi e i rapporti bilaterali italo-ungheresi, visti da tutte le prospettive possibili.            La produzione scientifica, anche se stimolante e talora anche interessante, non si discosta dalla semplice e spesso ripetitiva  prospettiva bilaterale, che non è di per se stessa sufficiente a definire, e meno che mai a sostenere, una metodologia critica e un habitus mentale comparatistici.

            Il Candidato non appare, pertanto, maturo ai fini del presente concorso.

 

                                                                                                            Giovanni A. Puglisi

 

Attività scientifica vasta, orientata soprattutto sul versante del rapporto tra letteratura italiana e letteratura ungherese. In particolare studi sull’Arcadia, sul Settecento, sulla poesia romantica, sulla poesia del Novecento (Attila Joseph). I saggi, le conferenze, l’attività di intervento culturale contribuiscono a ricostruire la storia dei rapporti tra due culture nazionali, l’italiana e l’ungherese, ma non affrontano questioni, temi, luoghi e metodi propri della letteratura comparata, se non secondo una tradizionale considerazione storica delle influenze.

 

                                                                                                Antonio S. Prete

 

Giudizio complessivo:

 

Professore Associato di Lingua e Letteratura Ungherese dal 1990, supplente di Letterature Comparate dal 1991, Sarközy ha svolto una incessante ed entusiastica attività di ricerca e di promozione, sia in Italia che in Ungheria, nel campo dei rapporti fra la cultura italiana e quella ungherese. I suoi lavori in questo ambito coprono con competenza alcuni dei nodi centrali di tali rapporti, ma, con l’eccezione del non indifferente  Da “I fiumi” di Ungaretti al “Danubio” di Jozsef, sono a volte ripetitivi, non riguardano aspetti squisitamente letterari e non mostrano una particolare sensibilità critica. Il suo approccio  appare in sostanza quello dello storico culturale di stampo positivistico, piuttosto che quello di moderno comparatista.

 

 


 

Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

 

Facoltà di LINGUE E LETTERATURE STRANIERE MODERNE – Università DELLA TUSCIA settore scientifico disciplinare L12D

 

VERBALE N. 4

 

Il giorno SETTE LUGLIO alle ore 11.30 presso la Segreteria dell’Istituto di Filologia romanza della Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo per procedere alla valutazione comparativa dei candidati.

A tal fine la Commissione inizia l'esame collegiale attraverso la comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati (sempre considerati in ordine alfabetico); la comparazione avviene sui titoli e sui lavori scientifici inviati.

La Commissione sulla base delle valutazioni collegiali sopra indicate esprime i giudizi complessivi sui candidati  (ALLEGATO G).

 

CANDIDATO prof. Bartolo ANGLANI

La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa con tutti gli altri Candidati, ritiene, a maggioranza, il prof. Anglani studioso degno della massima attenzione scientifica, ma ritiene la sua produzione più attinente al settore di critica letteraria L12C.

Pertanto non ritiene il Candidato idoneo ai fini del presente concorso.

 

CANDIDATO. Prof. Massimo FUSILLO

La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa con tutti gli altri Candidati, ritiene all’unanimità il prof. Fusillo, per la sua rilevante produzione scientifica e per i contributi originali dati alla disciplina, candidato degno della massima considerazione

Pertanto lo ritiene idoneo ai fini del presente concorso.

 

CANDIDATO: Prof. Arturo MAZZARELLA

La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa con tutti gli altri Candidati, ritiene all’unanimità il prof. Mazzarella, per la sua rilevante produzione scientifica e per i contributi originali dati alla disciplina, candidato degno della massima considerazione

Pertanto lo ritiene idoneo ai fini del presente concorso.

 

CANDIDATO: Prof. Ada NEIGER

La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa con tutti gli altri Candidati, ritiene all’unanimità la prof. Neiger degna di considerazione scientifica, ma ritiene la sua produzione attinente alla sociologia della letteratura

Pertanto non ritiene la Candidata idonea ai fini del presente concorso.

 

CANDIDATO: Prof. Maria Francesca PETROCCHI

La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa con tutti gli altri Candidati, ritiene, a maggioranza, la prof. Petrocchi, per la sua produzione scientifica e per i contributi originali dati alla disciplina, candidata degna di attenzione.

Pertanto la ritiene idonea ai fini del presente concorso

 

 

CANDIDATO: Prof. Péter SARKOZY

La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa con tutti gli altri Candidati, giudica, a maggioranza, il prof. Péter Sàrközy, per la sua produzione scientifica, candidato meritevole di attenzione, ritenendo però che egli non abbia ancora raggiunto la piena maturità scientifica nella disciplina.

Pertanto non lo ritiene idoneo ai fini del presente concorso.

 

Terminata la valutazione complessiva dei candidati, il Presidente invita la Commissione ad esprimere un giudizio di idoneità individuale.

Si procede alla votazione con i seguenti risultati:

 

Candidato ANGLANI_____: vota a favore il commissario PRETE Sebastiano Antonio.

Candidato FUSILLO______: votano a favore i commissari PUGLISI Giovanni Antonino, BOITANI Pietro, CESERANI Remo, GIAVERI Maria Teresa, PRETE Sebastiano Antonio.

Candidato MAZZARELLA_: votano a favore i commissari PUGLISI Giovanni Antonino, BOITANI Pietro, CESERANI Remo, GIAVERI Maria Teresa, PRETE Sebastiano Antonio.

Candidato NEIGER_________: non vota a favore nessun commissario.

Candidato PETROCCHI_____: votano a favore i commissari: PUGLISI Giovanni Antonino, CESERANI Remo, GIAVERI Maria Teresa.

Candidato: SARKOZY_______: vota a favore il commissario BOITANI Pietro.

 

Sulla base dei voti ottenuti, sono dichiarati idonei i seguenti candidati, in ordine alfabetico:

FUSILLO Massimo

MAZZARELLA Arturo

PETROCCHI Maria Francesca.

 

Il Presidente, dato atto di quanto sopra, invita la Commissione a redigere collegialmente, in duplice copia, la “relazione finale” controllando gli allegati che ne fanno parte integrante; la “relazione finale” viene, infine, riletta dal Presidente ed approvata senza riserva alcuna dai Commissari, che la sottoscrivono.

La Commissione rimette gli atti relativi alla presente procedura concorsuale all’Amministrazione per gli adempimenti di competenza.

La seduta è tolta alle ore _17.

Letto approvato e sottoscritto.

 

La Commissione

- Prof. Giovanni Antonino PUGLISI

- Prof. Pietro BOITANI

- Prof. Remo CESERANI

- Prof. Maria Teresa GIAVERI

- Prof. Sebastiano Antonio PRETE


ALLEGATO G)

Giudizi complessivi finali della Commissione:

 

Candidato  BARTOLO ANGLANI

Ottima l’esperienza didattica, di rilievo la parte scientifica anche se in gran parte non strettamente attinente il settore scientifico-disciplinare a concorso. Il candidato non corrisponde completamente ai criteri prestabiliti dalla commissione.

 

Candidato MASSIMO FUSILLO

Ottima l’esperienza didattica e organizzativa. Eccellente, innovativa e di rilevante incidenza nazionale e internazionale la produzione scientifica. Il candidato risponde pienamente a tutti i criteri prestabiliti dalla commissione.

 

Candidato ARTURO MAZZARELLA

 Ottima l’esperienza didattica e organizzativa. Eccellente e di rilevante incidenza la produzione scientifica. Il candidato risponde pienamente a tutti i criteri prestabiliti dalla commissione.

 

Candidata ADA NEIGER

Esperienza didattica buona e validamente documentata. La produzione scientifica di buon livello non è attinente il settore scientifico-disciplinare a concorso. La candidata non corrisponde ai criteri prestabiliti dalla commissione.

 

 

Candidata FRANCESCA PETROCCHI

Ottima l’esperienza didattica e organizzativa. La produzione scientifica è convincente e adeguata al settore scientifico- disciplinare a concorso. La candidata risponde a tutti i criteri prestabiliti dalla commissione.

 

Candidato: PETER SARKOZY

Esperienza didattica buona e validamente documentata. Intensa l’attività organizzativa. Produzione scientifica  abbondante, anche se limitata negli scopi e nella qualità.  Il candidato non corrisponde ai criteri prestabiliti dalla commissione.

 


 

 

Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

Facoltà di Lingue e Letterature Straniere settore scientifico disciplinare L 12 D-Università della Tuscia.

 

ALLEGATO AL VERBALE FINALE

 

RELAZIONE RIASSUNTIVA

 

 

La commissione, nominata con D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, composta dai professori:

 

      Prof. Prof. Giovanni Antonino PUGLISI____________________PRESIDENTE

-         Prof. Pietro BOITANI

-         Prof. Remo CESERANI

-         Prof. Sebastiano Antonio PRETE

- …Prof. Maria Teresa GIAVERI____________________SEGRETARIO_

 

si è riunita presso i locali messi a disposizione dalla Presidenza della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università della Tuscia nei seguenti giorni ed orari:

I riunione: giorno 18. 04.2000 dalle ore 11. alle ore 13,30.;

II riunione: giorno 06.07.2000_ dalle ore 14 alle ore 20

III riunione: giorno 07.07.2000 dalle ore 8,30 alle ore 11,15

IV riunione: giorno 07.07.2000 dalle ore 11,30 alle ore 17.

 

 

La Commissione ha tenuto complessivamente n. 4 riunioni iniziando i lavori il 18

Aprile 2000 e concludendoli il  7.luglio 2000..

-         Nella prima riunione la Commissione ha proceduto alla nomina del Presidente nella persona del Prof. Giovanni A. Puglisi e del Segretario nella persona del Prof. Maria Teresa Giaveri; ha preso visione dell’elenco dei Candidati trasmesso dall’Amministrazione e stabilito i criteri per il giudizio comparativo, aggiornandosi poi al giorno 6 luglio 2000, ore 14.

-          

-         Nella seconda riunione la Commissione ha preso atto della rinuncia del Prof. D. Tanteri; ha aperto i plichi contenenti le domande e i titoli dei candidati, peraltro in parte già noti alla Commissione come alla comunità scientifica nazionale.

-         Ha esaminato le pubblicazioni del Prof. B. Anglani, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.

-         Ha esaminato le pubblicazioni del Prof. M. Fusillo, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.

-         Ha esaminato infine le pubblicazioni del Prof. A. Mazzarella, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.

-

-         Nella terza riunione la Commissione ha esaminato le pubblicazioni della Prof. A. Neigeri, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.

-         Ha esaminato le pubblicazioni della Prof. M.F.Petrocchi, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.

-         Ha esaminato le pubblicazioni del Prof. P. Sarkozy, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.

-         Ha steso infine i giudizi conclusivi.

-          

Il Prof. Giovanni A. Puglisi , Presidente della presente Commissione si impegna a consegnare al Responsabile del Procedimento:

due copie complete dei verbali delle singole riunioni;

due copie dei giudizi collegiali conclusivi espressi su ciascun candidato (cd. medaglione);

due copie della relazione riassuntiva dei lavori svolti;

un floppy disk contenente gli atti stessi .

Tutto il materiale concorsuale viene sistemato in un plico chiuso e firmato da tutti i componenti la Commissione sui lembi di chiusura.

Letto approvato e sottoscritto seduta stante.

 

 

LA COOMISSIONE

 

Prof.  Giovanni Antonino PUGLISI____________________PRESIDENTE

-          

Prof. Pietro BOITANI

-          

Prof. Remo CESERANI

-          

Prof. Sebastiano Antonio PRETE

-        

Prof. Maria Teresa GIAVERI____________________SEGRETARIO_