Procedura di
valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima
fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di
Lingue e Letterature Straniere settore scientifico disciplinare L 12 D.
VERBALE N. 1
Il giorno18 aprile 2000 alle ore 11 presso la
Presidenza della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università
degli Studi della Tuscia, si è riunita la Commissione giudicatrice della valutazione
comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia
per il settore scientifico disciplinare L 12 D.
La commissione, nominata con D.R. n. 28/2000 del
13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, risulta così composta:
- Prof. Pietro BOITANI, P.O. Univ. di Roma La
Sapienza
- Prof. Remo CESERANI, P. O. Univ. di Bologna
- Prof. Maria Teresa GIAVERI, P.O. Istituto
Universitario Orientale di Napoli
- Prof. Sebastiano Antonio PRETE, P.O. Università di
Siena
-Prof. Giovanni Antonino PUGLISI, P.O. Libera
Università di Lingue e Comunicazione - IULM di Milano.
La Commissione procede alla nomina del Presidente
nella persona del Prof. Giovanni A. PUGLISI e del Segretario nella persona del
Prof. Maria Teresa GIAVERI .
Dall’elenco trasmesso dall’amministrazione risultano
ammessi al concorso n. 7 candidati:
1 Anglani Bartolo Arcangelo
2 Fusillo Massimo
3 Mazzarella Arturo
4 Neiger Ada
5 Petrocchi Maria Francesca
6 Sarkozy Peter
7 Tanteri Domenico
Ciascun Componente la commissione dichiara di non
avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4° grado incluso con gli
altri commissari e con i candidati compresi nell'elenco suddetto.
Dichiara, altresì, che non sussistono le cause di
astensione di cui all'art. 51 c.p.c..
Quindi, presa visione delle disposizioni che
disciplinano lo svolgimento delle procedure di valutazione comparativa e di
quanto stabilito dal bando di concorso, in particolare gli artt. 1, 5, 6 e 7,
procede a fissare in dettaglio i criteri di massima per la valutazione dei
candidati in relazione ai titoli prodotti ed alla prova didattica qualora vi
siano candidati che non rivestono la qualifica di professore associato.
Tali criteri vengono riportati in allegato al
presente verbale, quale parte integrante dello stesso e conformemente alle
disposizioni di cui al comma 6 dell’art. 2 del D.P.R. 390/98, saranno trasmessi
al Responsabile del Procedimento che ne dovrà assicurare la tempestiva
pubblicità affiggendoli all’albo ufficiale di Ateneo presso il Rettorato e
all’albo della Facoltà che ha richiesto il bando.
La Commissione accerta che tutti i candidati
rivestono la qualifica di professore associato.
Considerato poi che i lavori potranno proseguire non
prima di sette giorni dalla pubblicazione dei criteri prefissati, la
Commissione stabilisce il calendario delle prossime riunioni:
Giovedì 6 luglio 2000, ore 14
Venerdì 7 luglio 2000, ore 9.-
La Commissione prende atto che dovrà concludere i
lavori entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella G.U. del D.R. di
nomina.
La Commissione si riconvoca per il giorno 6 luglio
2000 alle ore 14,00 presso la Presidenza della facoltà di Lingue e Letterature
Straniere.
La seduta è tolta alle ore 13,30.
Letto approvato e sottoscritto.
La Commissione
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
Procedura di
valutazione comparativa a n.1 posto di professore universitario di ruolo di prima
fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di
Lingue e Letterature Straniere settore scientifico L 12 D.
ALLEGATO AL VERBALE N. 1
CRITERI DI MASSIMA ex art. 2 comma 6 D.P.R. 390/98
Dopo ampia ed approfondita discussione la
Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa a n. 1
posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, nominata con D.R.
n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, composta
dai docenti:
- Prof. Giovanni A. PUGLISI (presidente)
- Prof.
Pietro BOITANI,
- Prof. Remo CESERANI
- Prof. Sebastiano Antonio PRETE
- Prof.
Maria Teresa GIAVERI (segretario)
assume i seguenti criteri di massima:
Le commissioni giudicatrici, per procedere alla
valutazione comparativa dei candidati, devono predeterminare i criteri di
massima sulla base di quanto stabilito dall’art. 6 del bando di concorso:
originalità e innovatività della produzione
scientifica e rigore metodologico;
apporto individuale del candidato, analiticamente
determinato nei lavori in collaborazione;
congruenza della attività del candidato con le
discipline ricomprese nel settore scientifico-disciplinare per il quale è
bandita la procedura;
rilevanza scientifica della collocazione editoriale
delle pubblicazioni e loro diffusione all’interno della comunità scientifica;
continuità temporale della produzione scientifica
anche in relazione alla evoluzione delle conoscenze nello specifico settore
scientifico-disciplinare.
Costituiscono titoli da valutare specificamente
nelle valutazioni comparative:
l’attività didattica svolta;
i servizi prestati negli atenei e negli enti di
ricerca italiani e stranieri;
l’attività di ricerca, comunque svolta, presso
soggetti pubblici e privati italiani e stranieri;
l’organizzazione, direzione e coordinamento di
gruppi di ricerca;
il coordinamento di iniziative in campo didattico e
scientifico svolte in ambito nazionale ed internazionale;
i titoli di dottore di ricerca e la fruizione di
borse di studio finalizzate ad attività di ricerca.
Relativamente alla prova didattica da far eseguire
ai candidati che non rivestono la qualifica di professore associato, la Commissione
stabilisce quanto segue:
la prova didattica consisterà in una lezione di
quarantacinque minuti su un argomento nell’ambito di una disciplina scelta dal
candidato tra quelle del settore scientifico-disciplinare.
Tale prova è pubblica e consiste in una lezione su
un tema assegnato con ventiquattro ore di anticipo. A tal fine ciascun
candidato estrae a sorte tre fra i cinque temi proposti dalla Commissione
scegliendo immediatamente quello che formerà oggetto della lezione.
La prova didattica sarà valutata in base
all’impostazione, alla chiarezza espositiva ed al livello di aggiornamento
dimostrato dai candidati.
Il presente allegato contenente i criteri da seguire
per la valutazione dei candidati sarà trasmesso al più presto al Responsabile
del Procedimento il quale ne curerà la pubblicità ai sensi dell'art. 2 c. 6 del
D.P.R. 390/98.
Letto approvato e sottoscritto.
La Commissione
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
- Prof. ______________________________
Procedura di
valutazione comparativa a n.1 posto di professore universitario di ruolo di prima
fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di
Lingue e letterature straniere settore scientifico disciplinare L12D.
Il giorno sei luglio 2000 alle ore 14.00 presso la Segreteria_dell’Istituto di Studi
romanzi della Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi della Tuscia, la
Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo per
dare inizio alla valutazione dei titoli prodotti dai candidati sulla base dei
criteri stabiliti in precedenza.
La Commissione prende atto che dopo il suo
insediamento è pervenuta in data 17.06.00 la rinuncia al concorso del canditato
prof. Domenico Tanteri.
Nella valutazione dei titoli la Commissione
procederà nel seguente modo:
i plichi contenenti i titoli dei candidati saranno
esaminati secondo l’ordine alfabetico;
ogni commissario procederà all’esame dei titoli
esprimendo il proprio giudizio e solo dopo la Commissione si pronuncerà
collegialmente, passando poi al candidato successivo.
La Commissione inizia ad aprire i plichi trasmessi
dall’Amministrazione, contenenti le domande e i titoli dei candidati.
Il Presidente ricorda che le pubblicazioni redatte
in collaborazione con i membri della Commissione e con i terzi possono essere
valutate solo se rispondenti ai criteri individuati nella prima riunione.
1 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato
prof. Bartolo ANGLANI; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame
dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi
da parte degli stessi commissari. I giudizi dei singoli commissari e quello
collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante
(allegato A).
2 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato
prof. Massimo FUSILLO; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame
dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi
da parte degli stessi commissari; poi, ciascun Commissario formula il proprio
giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli
commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua
parte integrante (allegato B).
3 Vengono esaminate le pubblicazioni del candidato
prof. Arturo MAZZARELLA; da parte di ciascun commissario, si procede all’esame
dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi
da parte degli stessi commissari I giudizi dei singoli commissari e quello
collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante
(allegato C).
La Commissione si riconvoca per il giorno sette
luglio alle ore 08.30 presso la stessa sede.
La seduta è tolta alle ore 20.00.
Letto approvato e sottoscritto.
LA C O M M
I SS I O N E
Prof. Giovanni A. PUGLISI
Prof. Remo CESERANI-
Prof. Pietro BOITANI
Prof. Antonio Sebastiano PRETE
Prof. Maria Teresa GIAVERI
ALLEGATO A)
CANDIDATO: Bartolo Anglani .
giudizi individuali:
Ha iniziato e svolto buona parte della propria attività didattica e scientifica come italianista, e sulla letteratura italiana continua tuttora a pubblicare lavori peraltro documentati e acuti. Al centro dei suoi interessi si trova il Settecento, di cui ha esplorato sia il versante italiano (Baretti, Gorani e soprattutto Goldoni), sia quello francese (in particolare Rousseau).
Fin dall’inizio della sua carriera si è però
dedicato anche a problemi di teoria della letteratura e di critica letteraria (che ha anche insegnato), in
particolare su Gramsci, Croce, la critica freudiana; di recente è tornato allo
studio di Gramsci con l’incisivo Egemonia
e poesia. Gramsci: l’arte, la letteratura.
Rilevanti ai fini del presente giudizio nel campo
delle Letterature Comparate sono i contributi di Anglani sull’autobiografia, in
particolare il volume I letti di
Procuste. Teoria e storie dell’autobiografia, libro meditato, in cui
comincia a farsi evidente l’apertura dello studioso dall’ambito esclusivamente
italiano a quello europeo. Tale apertura è però soltanto embrionica, le altre
due parti del trittico ideale che Anglani vorrebbe disegnare essendo sostanzialmente
costruite su un esempio italiano (Goldoni) e uno francese (Rousseau).
Risulta insomma chiaro che la formazione
dell’Anglani, matura sul versante della teoria e della critica letteraria, è
ancora in itinere nel campo del
presente settore disciplinare.
Professore associato di Letterature
comparate nell’Università di Bari, è uno studioso maturo, di ottima
preparazione e forte impegno teorico, che ha lavorato sostanzialmente in tre
settori di ricerca: 1) i problemi teorici della critica letteraria,
dell’estetica, della teoria marxiana e gramsciana, studiate in modo concreto e
originale, senza pregiudizi ideologici e con forte senso storico della
elaborazione e circolazione delle idee e dei metodi critici. L’opera più
interessante e originale, in questo ambito, è il volume su Gramsci, Egemonia e poesia. Gramsci: l’arte, la
letteratura, 1999, che riesamina criticamente i Quaderni e ripercorre tutto il dibattito svolto su Gramsci dalla
cultura letteraria italiana nel dopoguerra, ivi compresi gli interventi
giovanili dello stesso autore; 2) la
letteratura italiana del Settecento, con una particolare attenzione ad autori
come Gozzi, Goldoni, Baretti, Verri studiati con buona sensibilità storica e
critica e nel solco dei migliori studi contemporanei su questi autori (Baratto,
Fido, gli studi sul pubblico della scuola di Petronio e quelli sul lavoro
critico della scuola barese) 3) il
problema teorico e storico dell’autobiografia come genere “moderno”. A questo
argomento ha dedicato numerosi lavori negli ultimi anni, culminati in alcuni
importanti volumi di carattere analitico su Rousseau e Goldoni o dedicati alle
questioni teoriche e al dibattito critico internazionale sul problema.
Si tratta sicuramente di uno studioso di
alto profilo, il cui lavoro sembra orientato sia verso la comparatistica sia (e
con molta più forza e convinzione) verso la teoria della letteratura e la
storia letteraria.
Remo Ceserani
Partendo da una formazione d’italianista – studioso
di letteratura, poi di storia della critica letteraria – B.Anglani ha
sviluppato un percorso di ricerca che, dopo le prime prove dedicate alla
lezione di Gramsci, investiga soprattutto l’opera goldoniana, affiancandola a
quella di Rousseau nel quadro di una problematica dell’autobiografia. Rigoroso
e documentato, svolge un discorso particolarmente attento alla completezza del
panorama critico discusso. Il suo contributo trova una collocazione ideale
nell’ambito della storia della critica letteraria.
M.T.Giaveri
Una lunga, accurata, intensa ricerca
sull’autobiografia nel Settecento ha dato origine, nel lavoro di Anglani, a tre
diversi e tra loro interconnessi volumi: Goldoni,
Rousseau, Teorie dell’autobiografia.
In questi tre campi di ricerca lo studioso ha dato contributi decisivi,
unendo il rigore della ricostruzione e dell’interpretazione dei testi con la
chiarezza e animazione della scrittura, l’esplorazione degli interni teorici –e
dei loro fondamenti- con le grandi questioni che il discorso autobiografico pone.
Le indagini sono state sempre avvalorate dallo studio delle fonti, dai
riferimenti a grandi momenti della cultura letteraria europea, da un’attenzione
alla scrittura saggistica. Edizioni di testi, analisi, esegesi completano
l’orizzonte di una ricerca sempre
attenta al particolare del testo e alla scena storico-critica. Altro passaggio
fondamentale, nella attività saggistica di Anglani, gli studi su Gramsci e la
letteratura, esemplari quanto a ricchezza di motivi e a novità di sguardo.
Antonio Prete
Il Candidato di formazione italianistica,
ha sviluppato lungo l’arco di un trentennio, un interesse scientifico e culturale rigorosamente orientato
all’analisi letteraria, da un punto di
vista critico-metodologico e secondo un indirizzo tematico. Studioso attento e
puntuale di autori come Goldoni e
Gramsci, che hanno costituito una costante lungo tutto l’arco dei suoi studi,
ha alternato i suoi interessi critici e testuali verso questi autori con un
appassionato interesse verso l’autobiografismo, in particolare settecentesco,
non ha tralasciato aspetti e problemi dell’autobiografismo di autori a lui cari,
come Goldoni o Rousseau.
La
prospettiva critica e metodologica del prof. Anglani, anche se corretta e in
alcuni punti non priva di spunti di originalità, si presenta più orientata verso
interessi critico-letterari di stretta osservanza italianistica, con variazioni anche su temi e autori di altri Paesi, senza però esprimere né
nell’impianto critico-metodologico, né nell’ approccio esegetico-storico, un
chiaro e netto habitus comparatistico.
Il Candidato, pregevole e fine studioso della storia letteraria italiana, appare un degnissimo candidato per un concorso di critica letteraria.
Giovanni Puglisi
giudizio collegiale:
Gli studi di teoria e di storia della critica letteraria
italiana ( Goldoni, Gramsci, Baretti, Gorani, Gozzi ) sono sempre stati, fin dall’inizio della sua attività
scientifica, gli interessi primari del prof. Bartolo Anglani. Egli ha affrontato, con rigore metodologico,
intelligenza critica e sensibilità estetica, autori italiani di primo piano
come Goldoni e Gramsci, intrecciandone l’analisi testuale con la prospettiva tematica. In particolare ha dato allo
studio di Goldoni un contributo
originale, legandone la comprensione letteraria alla dimensione
storico-culturale; e allo studio di Gramsci un vigore ermeneutico e uno spessore
critico di notevole rilievo, oltre ogni pregiudizio ideologico.
Gli studi
sull’autobiografismo settecentesco, mediati dalla ricezione della prospettiva
starobinskiana, costituiscono poi un punto fermo di riferimento degli studi di
critica tematica del prof. Anglani, anche da un punto di vista comparatistico,
specie per la capacità di connettere la prospettiva italiana a quella francese
nell’esplorazione dello spirito del tempo. L’autobiografismo esce così dalla
dimensione tematologica ed entra nella dimensione più squisitamente teorica e
storico-critica.
L’originalità
dell’impostazione critico-metodologica e la sintetica efficacia del quadro
critico della cultura italiana ed europea del Settecento ,che affiora
dalle opere del prof. Anglani, non riescono comunque ad amalgamarsi con una
prospettiva strutturalmente comparatistica, restando quest’ultima
sostanzialmente periferica alla produzione
del prof. Anglani.
ALLEGATO B)
CANDIDATO:
Massimo Fusillo .
Giudizi individuali
Figura decisamente di primo piano sull’orizzonte italiano e internazionale (come testimoniano la sua formazione a Pisa, Cosenza, Napoli, Monaco, Harvard; molte delle sue pubblicazioni, uscite in prestigiose riviste o presso importanti case editrici americane, inglesi, francesi e tedesche; e la traduzione in francese, presso Seuil, di un suo libro), è un candidato per molti versi “ideale” nel presente contesto.
Partito come classicista non solo competente ma anche brillante (ottimi edizioni, traduzioni e commenti di Apollonio Rodio, della Batracomiomachia, di Antonio Diogene, dell’Alessandra di Licofrone, dell’Elena di Euripide), ha tuttavia sempre accompagnato all’analisi puntuale del testo una forte coscienza critica e teorica: nei lavori su Apollonio, e soprattutto nel volume Il tempo delle Argonautiche (1985), dove fonda il ragionamento attorno al racconto su rigorose basi metodologiche; ne Il romanzo greco. Polifonia ed eros (1989, poi in francese, 1991), dove esamina la nascita del romanzo con esemplare chiarezza e risultati luminosi; e in numerosi interventi saggistici nei quali correla con finezza e precisione l’impostazione critica degli ultimi decenni ai testi e ai generi classici (ricorderò solo Modern Critical Theories and the Ancient Novel a titolo esemplificativo).
Nel campo della teoria letteraria (che ha insegnato,
come anche Storia della Critica) ha del resto fornito contributi molto
significativi, nei quali la discussione si presenta ferma, chiara ed acuta: da
un articolo assai denso sul mythos aristotelico
e il récit narratologico (1986) a uno
su Freud narratore (1987), da un saggio sulla poetica della scena in Sofocle
(1990) ai tre fondamentali interventi teorici sul Commentare (1996), la critica tematica (1996) e il “tematismo”
nella critica letteraria poststrutturalista (1998).
Padrone
sicuro di parecchie lingue e culture antiche e moderne, deve avere trovato
inevitabile e piacevole – dato questo retroterra – praticare la comparatistica
sia nella didattica (è Prof. Associato di Letterature Comparate) che nella
ricerca e nelle pubblicazioni. La tendenza è presente sin dagli inizi della sua
carriera, ma diviene dominante nei lavori
su Edipo (1994), su Medea (1994 e 1995), sul dramma antico e la scena
moderna (1995), sul Satyricon di
Maderna (1997), sulle Etiopiche a
Napoli (1998), e quindi in due volumi assai diversi l’uno dall’altro, ma
entrambi di grande valore: La Grecia
secondo Pasolini (1996), e L’altro e
lo stesso (1998). Nel primo – un affascinante saggio di storia e di
interpretazione plurima – Fusillo disegna con incisività ed intelligenza non
solo le trasformazioni pasoliniane da un medium
(il teatro greco) a un altro (il cinema), ma anche le impostazioni psicanalitiche,
antropologiche e politiche che sovrintendono a tale operazione, nonché
l’immagine della Grecia “barbarica” che ne emerge, e che è per lui specchio
della civiltà contadina. Nel secondo pratica con ampiezza e profondità fuori
dell’ordinario la critica tematica, fornendone dapprima giustificazione
teorica, ripartendo quindi la trattazione in tre grandi campiture identificative,
e offrendo al loro interno un
panorama a tutto campo del “doppio”, da
Euripide e Plauto a Hoffmann, Poe, Dostoevskij, Conrad e James. La solidità
dell’impianto, la ricchezza e l’acume della discussione, la precisione della
scrittura fanno di questo uno dei libri migliori di comparatistica usciti in
questi anni in Europa.
Professore associato di Teoria della letteratura
all’Aquila, è un grecista formato in un'ottima scuola, quella pisana
dell’Università e della Scuola normale (fra i suoi maestri: Arrighetti, Paduano
e Conte) e continuata all’Università della Calabria con un dottorato diretto da
Amneris Roselli e Giulio Ferroni. Questa sua preparazione ha prodotto
importanti studi, a cominciare dalla tesi di laurea su Apollonio Rodio, da cui
ha ricavato articoli, saggi, edizioni commentate e una monografia uscita nel
1985. E’ seguita la tesi di dottorato
sul romanzo greco, che ha fornito il materiale per uno studio uscito nel 1989,
che ha avuto anche una traduzione francese nella prestigiosa collana
«Poétique», diretta da Gérard Genette per le edizioni di Seuil. La vocazione
comparatistica, in particolare lo studio approfondito e metodologicamente molto
raffinato dei rapporti fra l’antico e il moderno, si è manifestata quasi subito
e ha trovato buon nutrimento nella frequentazione di importanti centri di
studio in Europa e negli Stati Uniti (a Monaco di Baviera con una borsa della
Humboldt-Stiftung, a Harvard come Visiting scholar, all’Oxford Classical
Meeting ecc.). Dai suoi numerosi saggi e libri (ospitati nell’originale presso
case editrici e in riviste di grande prestigio internazionale, spesso ripresi
in traduzione in altre sedi prestigiose) emergono alcuni filoni di ricerca che
ne fanno uno dei giovani studiosi più preparati, originali e creativi della
giovane generazione: 1) tecniche narrative, strategie formali, intertestualità
e citazionismo nella tradizione letteraria greca, soprattutto nel romanzo e
nella tragedia; 2) indagini di tipo tematico condotte con una sensibilità nuova
e attenta ai problemi dell’immaginario, del ritorno del rimosso, delle modalità
della rappresentazione: il prodotto più maturo in questo campo è il bel libro
sul tema del doppio nella tradizione letteraria di tutto l’Occidente: L’altro e lo stesso. Teoria e storia del
doppio (1998), che è stato accompagnato da alcuni importanti saggi di tipo
teorico; 3) la ricezione dei modelli antichi nella letteratura moderna, con una
particolare attenzione all’esperienza teatrale e a quella cinematografica: si
collocano in questo settore gli studi sul personaggio di Medea, da Euripide a
Pasolini, quelli sulle rirpese moderne di Petronio, Luciano, Eliodoro e della
tradizione menippea. Particolarmente rilevante il libro La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema (1996).
Remo Ceserani
Partendo da una formazione di classicista – da cui trae
competenze critico-filologiche documentate da una serie di lavori esemplari –
M. Fusillo ha visto il suo ambito di studio progressivamente ampliarsi non solo
secondo più vaste aree linguistiche e culturali, ma secondo percorsi solleciti
degli aspetti teoreticamente più nuovi
della disciplina.
La vasta produzione presentata testimonia la sua acribia e
originalità di studioso - confrontato vuoi a un singolo testo, vuoi a una
tradizione, vuoi a un genere, vuoi a un tema letterario – quanto la sua
familiarità con questioni teoriche e metodologiche, al cui dibattito apporta contributi
informatissimi e formativi.
La compresenza di una solida competenza di classicista e di
modernista, di teorico e di esegeta, di studioso di letteratura quanto delle
arti ad essa tangenti propone un profilo
esemplare di studioso di letterature comparate.
M.T.Giaveri
Mito, etnografia antica, tradizione dei classici (fonti,
temi, generi), formazione del romanzesco e sua trasmissione attraverso il
teatro e la narrazione, teoria del commento, indagini sulla funzione del doppio
nella scrittura letteraria, questioni di teoria della critica e dell’interpretazione: queste le aree di ricerca e di scrittura saggistica di Fusillo.
Aree attraversate e interrogate con ampiezza di documentazione e finezza di
ricostruzione esegetica e storica. Con i
suoi studi F. ha dato finora un contributo rilevante agli studi italiani di
comparatistica, in particolare su due ambiti: formazione e tradizione del tema
del doppio, storia di un mito (varianti, trascrizioni, traduzioni,
riscritture). Per ricchezza documentaria, attenzione costante alle implicazioni
teoriche, chiarezza descrittiva, gli studi di F. costituiscono un momento
fortemente innovativo dell’attuale ricerca comparatistica.
Antonio Prete
Il
Candidato presenta una ricca e variegata produzione scientifica, che si
sviluppa nel corso di un quindicennio, e che si caratterizza per la costante
ricorrenza di alcuni temi e per la
puntuale attenzione all’area classicista . Scientificamente nato
nell’ambito della filologia classica, non ha mai trascurato tali interessi,
anche se negli anni li ha affiancati e arricchiti con puntuali e corrette aperture
al mondo contemporaneo.
Ha
curato con attenzione e originalità il campo della teoria della letteratura,
cimentandosi in ricerche filologico-letterarie, nelle quali, senza perdere di vista la prospettiva classica, ha saputo di volta in volta e di caso in
caso, verificarla nell’analisi di un genere ( Il romanzo greco. Polifonia ed eros ), nel confronto tra due
linguaggi ( La Grecia secondo Pasolini.
Mito e cinema ),nell’impostazione
di un’indagine storico-critica interdisciplinare ( L’altro e lo stesso. Teoria e storia del doppio ).
Tutta
la produzione scientifica del prof. Fusillo e la sua attività didattica
dimostrano un habitus scientifico-culturale decisamente orientato verso gli
interessi e la metodologia ermeneutico-comparatistica e lo impongono
all’attenzione della Commissione ai fini di una valutazione positiva nel
presente concorso.
Giudizio complessivo:
La sua formazione è di alto livello sia in Italia che all’estero. La sua attività scientifica riconosciuta, come testimoniano le pubblicazioni, a livello nazionale e internazionale.
Ha iniziato la sua carriera come classicista competente e brillante, come dimostrano i suoi lavori su Apollonio Rodio e il romanzo greco. Ha tuttavia sempre accompagnato a una attenta lettura testuale una sensibilità critica molto acuta e un forte impianto teorico e metodologico, mostrandosi avvertito di tutte le correnti contemporanee (ha insegnato anche Teoria della Letteratura e Storia della Critica).
Padrone di diverse lingue e culture antiche e moderne, insegna Letterature Comparate come Professore Associato, e nel campo della comparatistica ha prodotto saggi e volumi dal carattere del tutto originale, in particolare nel campo della critica tematica (un libro brillante, rigoroso scientificamente e di alto valore esegetico è L’altro e lo stesso del 1998), e in quello della storia e dell’interpretazione plurima (il volume su La Grecia secondo Pasolini è una brillante analisi delle trasformazioni da un medium a un altro attraverso il tempo, oltre che una lettura forte delle impostazioni psicanalitiche, antropologiche e politiche che sovrintendono a tale operazione). Nell’ambito del presente concorso appare quindi come una delle figure più qualificate, dalla sicura maturità scientifica.
ALLEGATO C)
CANDIDATO Arturo MAZZARELLA
Assieme
all’attenzione per la letteratura italiana (di cui sono testimoni importanti
anche il saggio sul Menabò, 1977, e
l’antologia, introdotta e curata con acuto discernimento, Percorsi della “Voce”, 1990), cresce dunque in Mazzarella un più
ampio interesse comparatistico, manifestato già nei lavori su Warburg (1982) e
poi con sempre maggiore sicurezza in quelli su Weininger e la “questione” della
donna (1988) e sulla poesia dell’Europa orientale (1991). Segnalerei in questo
ambito due interventi di tormentata percezione poetica e di notevole risonanza
filosofica, I poeti nel tempo della
povertà (1992) e Figure del dono (1997).
Evidentemente padrone di almeno tre lingue e culture europee, Mazzarella
ha conseguito risultati critici di primo piano ruotando attorno ad alcuni
autori preferiti: Hofmannsthal, D’Annunzio e Musil. Questi scrittori sono
oggetto di una serie recente (1995-97) di interventi, tutti di rilievo, fra i
quali citerei, a dimostrazione dell’inclinazione “filosofica” di Mazzarella, “Del bisogno metafisico”: D’Annunzio e
Schopenhauer e Parole sul “grembo del
nulla”. Musil e l’artificialità dei segni; ma erano già al centro del libro
più intelligente che egli abbia scritto sinora, La visione e l’enigma
(1991): ricostruzione vasta e affascinante del tema, inaugurato da Nietzsche,
dell’“enigma della visione”, esso colloca l’analisi di luoghi testuali dei tre
scrittori, e i riverberi fra l’uno e l’altro, in un affresco di immaginario e
di poetica dal respiro comparatistico affatto originale.
Pietro
Boitani
Roma III, Professore associato di
letterature comparate
Italianista di origine Mazzarella è stato
spinto subito, sia dalla sua materia di studio (la letteratura di tardo
Ottocento e primo Novecento, i romanzi di D’Annunzio, oggetto della sua tesi di
laurea), sia dal magistero raffinatissimo e cosmopolita di Giancarlo
Mazzacurati ad allargare i suoi interessi alle altre letterature europee. Il
saggio sul primo D’Annunzio, ricavato dalla tesi di laurea nel 1983 dimostra
nell’autore un’ampia preparazione critica e letteraria e sa collocare il
simbolismo dannunziano sul suo preciso sfondo europeo. Si collegano a questi
suoi studi vari saggi e studi da lui pubblicati su Hofmannsthal, Musil, Valéry
e altri autori europei appartenenti allo stesso clima culturale e collegati con
D’Annunzio da rapporti di varia natura e intensità: questo tipo di ricerche sono
culminate nel volume, di buona impostazione critica e ampi fondamenti
filosofici e culturali, dal titolo nietzschiano: La visione e l’enigma. D’Annunzio, Hofmannsthal, Musil (che
dimostra una conoscenza approfondita e di prima mano della cultura tedesca
contemporanea). In un certo senso parallelo, come schema di ricerca e di
progressivo ampliamento di interessi, dall’ambito italianistica a quello
genuinamente comparatistico, si colloca lo studio su Leopardi e un nucleo molto
importante del suo pensiero e della sua poesia, quello delle «illusioni». Anche
in questo caso dalla lettura dei testi leopardiani si passa all’ampia rete di
rapporti con la tradizione del pensiero filosofico e delle poetiche artistiche
e letterarie europee del Sette e dell’Ottocento. Fra gli altri studi di Mazzarella si segnalano, oltre a quelli dedicati
alla storia di alcune riviste fiorentine e a conferma dei suoi interessi
filosofici e di teoria critica, dell’ampiezza dei suoi orizzonti culturali e
della sua sincera vocazione di comparatista, i saggi su Hofmansthal e Manzoni
(ma anche Benjamin), su D’Annunzio e Schopenhauer e sulle figure del dono.
Remo Ceserani
Partendo da una formazione d’italianista, A.
Mazzarella dilata armoniosamente l’area della sua investigazione, non solo
procedendo verso altre culture (in particolar modo quella tedesca e poi francese),
ma indagandole alla luce dei suoi interessi di estetica e di storia del
pensiero.
Ne risultano panorami complessi, robustamente
strutturati dal punto di vista teorico, in cui i testi studiati rinviano ai
modelli, le produzioni alle tensioni ideologiche, le poetiche alle “scommesse”
etiche o ontologiche : percorsi fecondi che interrogano la stessa funzione
letteraria, sempre condotti dallo studioso a partire da una lettura testuale
attenta e sensibilissima, quanto filologicamente accorta.
Strumenti critici e metodologici perfettamente
esercitati, ambiti d’investigazione armoniosamente ampliatisi nel tempo,
qualità e originalità dei risultati ottenuti fanno dello studioso un
comparatista di alto livello.
M.T.Giaveri
Gli studi su D’Annunzio –sui suoi primi romanzi-
sono condotti con rigore d’indagine e ricchezza di documentazione. E’
ricomposta la funzione che all’interno della scrittura dannunziana hanno i modelli
di provenienza simbolista, modelli mediati dalla cultura tedesca. Le interpretazioni dell’opera di D’Annunzio,
così come prendono forma in Hofmannsthal e in Musil, sono oggetto di
un’ulteriore ricerca, nella quale M.
ricostruisce le tensioni -di idee, di
stile- che attraversano l’area della cosiddetta “décadence”. Gli studi
leopardiani, confluiti nel volume I dolci
inganni, e nel saggio pubblicato su rivista Verso una teoria ‘impoetica’ della poesia, contribuiscono a
definire, nella scrittura di Leopardi, lo spazio semantico della finzione, le
relazioni e le corrispondenze con le teorie romantiche dell’immaginazione e
dell’illusione. Altri studi relativi a testi ed autori della letteratura
italiana hanno come orizzonte di riferimento passaggi, temi, teorie della
letteratura europea. Un’altra area di indagine di M. è il linguaggio della
poesia, osservato sia nell’elaborazione di singole esperienze sia sul piano
degli statuti, dei codici, delle forme. L’ampiezza dello spettro di interessi
(Valéry, Musil, Weininger, Hofmannsthal) non è dispersiva, ma è motivata da
linee di interne corrispondenze e dalle convergenze su grandi questioni di
estetica e di antropologia letteraria. L’orizzonte dei riferimenti filosofici
conferisce a queste ricerche un particolare timbro: conoscenze teoriche e
interpretazioni dei testi si fondono in una scrittura chiara e persuasiva.
A.S.PRETE
Gli studi su D’Annunzio,
Hofmannsthal e Musil da un lato e quelli sulla poesia dall’altro sono preziosi
contributi alla critica comparatistica contemporanea. L’attenzione costante che
il prof. Mazzarella ha mostrato verso l’intreccio tra la prospettiva letteraria
e quella ermenutico-filosofica, confermano il suo interesse e la sua attitudine
verso l’area comparatistica.
L’originalità di alcuni suoi
suggerimenti critici e la finezza di alcune sue analisi letterarie ne fanno un
candidato degno di attenzione ai fini del presente concorso.
G. A. Puglisi
Giudizio complessivo:
Dalla sua formazione di italianista ha tratto non
solo la scelta iniziale di una specifica area di interessi– la dimensione
europea del primo D’Annunzio – ma un’attenzione al dato testuale che gli ha permesso,
insieme con la necessaria padronanza linguistica, di misurarsi poi con la
scrittura di Musil, di Hoffmansthal, di Nietzsche e di Valéry.
Ne sono documento percorsi articolati e complessi
nella cultura europea di fine secolo, come il volume La visione e l’enigma (Napoli 1996) che affronta e restituisce in
un sapiente gioco di rimandi pluriletterari la questione del valore
gnoseologico ed etico del “piacere” estetico, approfondendo e ampliando
tematiche già disegnate nel saggio Il
piacere e la morte ( Napoli 1983).
Allo stesso modo, l’esplorazione del pensiero di
Leopardi si dilata a una più ampia interrogazione, che dalla poetica
leopardiana indagata nei suoi plurimi versanti (si veda I dolci inganni, Napoli 1996) procede a riflessioni originali sullo
statuto stesso del testo di poetica. Al rapporto fra poetica e poesia rinviano
anche alcuni contributi d’area centro europea (dalla Francia all’Europa
orientale) che confermano la sua vocazione a una comparatistica innervata da un
robusto pensiero filosofico e praticata con esemplare pertinenza nel continuo
confronto testuale.
La sua
attività scientifica insieme con la lunga esperienza didattica (Professore
Associato di Letterature Comparate) ne fanno un comparatista maturo e degno
della massima attenzione.
Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore
universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del
09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed
esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Lingue e letteratire
straniere settore scientifico disciplinare L12D.
VERBALE N. 3
Il giorno SETTE LUGLIO 2000 alle ore 08.30 presso la Segreteria dell Istituto di Studi
romanzi della Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi della Tuscia, la
Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo,
riprendendo i lavori di cui al verbale n.2.
Si continua nell'esame dei
titoli presentati dai candidati.
1 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato prof. Ada NAIGER; da parte di ciascun commissario,
si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della
formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun
Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello
collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati
al presente verbale quale sua parte integrante (allegato D).
2 Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato Francesca PETROCCHI; da parte di ciascun
commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini
della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi,
ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione
quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati
al presente verbale quale sua parte integrante (allegato E).
3-Vengono esaminate le
pubblicazioni del candidato prof. Peter SARKOZY; da parte di ciascun
commissario, si procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini
della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari I
giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente
verbale quale sua parte integrante (allegato F).
Terminata la formulazione
dei giudizi individuali e collegiali su tutti i candidati, il Presidente aggiorna
la seduta allo stesso giorno alle ore 11.30 presso la stessa sede per procedere
alla valutazione comparativa dei candidati.
La seduta è tolta alle ore
11.00.
Letto approvato e
sottoscritto.
LA C O M M I SS I O N E
Prof. Giovanni A. PUGLISI
Prof. Remo CESERANI-
Prof. Pietro BOITANI
Prof. Antonio Sebastiano
PRETE
Prof. Maria Teresa GIAVERI
ALLEGATO D)
CANDIDATO: Ada NEIGER
Giudizi individuali:
Pietro Boitani
Gli studi della Neiger hanno come principale
centro di interesse la letteratura italiana dell’Otto e Novecento. L’accento
cade più sui contenuti sociali della letteratura che sulle qualità retoriche o
estetiche dei testi. Quando analizza, per esempio, una novella di Pirandello, o
un romanzo di Verga, Svevo, Bassani o Morante, la sua attenzione critica va
soprattutto ai temi presenti nel testo, e fra i temi che ne costituiscono il
tessuto semantico privilegia nettamenti quelli di tipo sociale, applicando metodi
e interessi di una sociologia abbastanza raffinata, basata su ampie letture
letture teoriche. Altri suoi campi di interesse sono il romanzo di consumo (da
Polidori a Salgari), il giornalismo letterario (si veda lo studio su Pancrazi
critico letterario), l’ebraismo nella tradizione italiana, la scrittura femminile.
Tutta la sua produzione la qualifica come una specialista di sociologia
letteraria e rientra solo molto marginalmente nel campo della disciplina di
questo concorso.
Remo Ceserani
Docente di Sociologia della letteratura, nei suoi studi
Ada Neiger ha approfondito il fatto
letterario in relazione a fenomeni d’ordine sociale –l’emarginazione,
l’emigrazione- o in relazione al campo della comunicazione culturale, con
particolare attenzione alla storia del giornalismo e al romanzo di consumo.
Nell’estesa attività di intervento e di scrittura (introduzione a raccolte di atti di convegni e ad
antologie tematiche, testi di presentazione di scrittori e poeti) acquistano
rilevanza gli interessi per la narrativa del secondo Ottocento e del Novecento,
per la storia e i problemi del “femminile”, per la condizione ebraica così come
è rappresentata nella scrittura dei contemporanei. In generale gli studi presentati sono estranei alla
letteratura comparata.
Studiosa di estesi interessi letterari, in gran parte orientati sulla narrativa di fine Ottocento e del Novecento, Ada Neiger ha lavorato soprattutto nel campo della sociologia della letteratura, area nella quale i suoi contributi si collocano sia per pertinenza disciplinare sia per modi espositivi, sia ancora per materia di indagine. Emigrazione e letteratura, scrittura delle donne, condizione ebraica, forme del romanzesco e del suo consumo, storia del giornalismo, rappresentazioni letterarie del mito di Don Giovanni, vampirismo e narrazione: sono questi alcuni dei settori di ricerca praticati dalla candidata. L’attenzione assidua alla narrativa anche recente è limitata alla situazione italiana e sia per metodi di indagine sia per orizzonti di riferimento è estranea alle pratiche proprie della letteratura comparata.
Antonio Sebastiano Prete
Ada Neiger ha lavorato a lungo su questioni e temi
di sociologia della letteratura, campo nel quale i suoi contributi hanno
seguito un ventaglio vastissimo, muovendosi dalla narrativa verghiana verso
l’analisi della scrittura femminile, dallo studio dell’esilio e della sua
rappresentazione letteraria alle indagini sul vampirismo nella letteratura e
sul mito del Don Giovanni, dalla condizione dell’ebraismo osservata negli
scritti di Bassani al rapporto tra esperienza concentrazionaria e narrazione così come prende forma in Primo Levi. Un volume di Concordanze (La
Barca di Luzi) e molte introduzioni a raccolte di studi, ad atti di
convegni, ad antologie tematiche mostrano l’ampiezza degli interessi della
candidata. Il cui profilo di studi appare tuttavia circoscritto nell’area della
sociologia della letteratura ed è del tutto estraneo sia alla teoria della
letteratura sia alla letteratura comparata. Ada Neiger ha lavorato a lungo su
questioni e temi di sociologia della letteratura, campo nel quale i suoi
contributi hanno seguito un ventaglio vastissimo, muovendosi dalla narrativa
verghiana verso l’analisi della scrittura femminile, dallo studio dell’esilio e
della sua rappresentazione letteraria alle indagini sul vampirismo nella
letteratura e sul mito del Don Giovanni, dalla condizione dell’ebraismo
osservata negli scritti di Bassani al rapporto tra esperienza concentrazionaria
e narrazione così come prende forma
in Primo Levi. Un volume di
Concordanze (La Barca di Luzi) e molte introduzioni a raccolte di studi, ad atti
di convegni, ad antologie tematiche mostrano l’ampiezza degli interessi della
candidata. Il cui profilo di studi appare tuttavia circoscritto nell’area della
sociologia della letteratura ed è del tutto estraneo sia alla teoria della
letteratura sia alla letteratura comparata.
Giovanni A. Puglisi
Giudizio complessivo:
CANDIDATO: Maria Francesca Petrocchi
Giudizi individuali:
Si presenta essenzialmente come studiosa di
Letteratura Italiana del primo Novecento, per la quale ha dato contributi non
secondari su Casati e Cecchi (1984),
su Il “Leonardo” e il modernismo (1987),
su Jahier (1989), su Scrittori italiani e
fascismo (1997). Quest’ultimo, assieme al volume dedicato a Jahier, è
l’intervento più incisivo, dal punto di vista storico e critico, della
Petrocchi. Più modesti altri saggi, tutti italianistici, su “Il Selvaggio” (1977), “L’Universale” (1979), “Il Regno” (1979), “Lacerba” (1983), “Ars Nova”
(1992), dove la Petrocchi dimostra tuttavia una buona conoscenza delle riviste
del primo Novecento. Criticamente più avvertiti gli articoli su Papini, Corazzini,
Fogazzaro e Tecchi (1983-96), e in particolare, qui e altrove, le pagine nelle
quali la Petrocchi affronta il problema del rapporto degli scrittori con la
religione.
Dal 1989
insegna Letterature Comparate, e l’esperienza didattica ne ha favorito la lenta
trasformazione anche nel campo della ricerca. L’atteggiamento mentale
“comparativo” era già presente nel volume sull’“Ars Nova”, nel quale venivano esaminati i rapporti fra musica,
arte figurativa e letteratura configuratisi in quella rivista, ma giunge a
manifestarsi, con l’ingresso della Petrocchi in una cultura straniera, in Profili di “italianisants” (1997), dove
vengono analizzati i fitti rapporti intrecciati da Benjamin Crémieux e Louis
Chadourne con gli scrittori e la cultura italiana, e il romanzo italiano del
primo Novecento visto dalla Francia. I limiti più evidenti dello studio della
Petrocchi sono quelli spazio-temporali (il campo rimanendo quello degli
scrittori della “Voce” e delle altre riviste del primo dopoguerra italiano, e
non estendendosi mai né cronologicamente né in altre culture salvo quella
francese), e quelli teorici. Competenza e discreta sensibilità critica ella
dimostra nella ricerca d’archivio e nella ricostruzione storica: sia in Profili
di “italianisants” che nel più recente, breve L’Africa coloniale negli scritti di viaggio di Emilio Cecchi (1999).
Pietro Boitani
Università della Tuscia, professore
associato di letterature comparate
Francesca Petrocchi ha un campo preciso e
ben delimitato di studio: la ricostruzione, attraverso l’analisi e la storia di
riviste, carteggi, testimonianze, dell’attività intellettuale dei gruppi e movimenti
filosofici, letterari e artistici dell’Italia del periodo contemporaneo, dal
primo Novecento agli anni Trenta e Quaranta. Suoi strumenti di lavoro sono lo
spoglio degli archivi, la pubblicazione degli inediti, il confronto tra le
testimonianze, la ricostruzione dei rapporti, l’analisi delle idee e delle
prese di posizione ideologica. Al centro dei suoi interessi, su uno sfondo che
non è solo italiano, sono alcuni problemi, alcuni dei quali rientrano legittimamente
nell’ambito degli studi di comparatistica letteraria: 1) il rapporto fra
intellettuali e politica (in particolare il rapporto di alcuni intellettuali
italiani con il fascismo: interessante in questo ambito il volume Scrittori italiani e fascismo, che si occupa in particolare del sindacato nazionale “Autori e
scrittori” sotto il regime fascista); 2) il rapporto fra intellettuali e
movimenti spirituali e religiosi, in particolare il movimento modernista
all’interno del cattolicesimo (numerosi saggi); 3) il ruolo di tramite fra culture letterarie svolto da alcuni
mediatori, come i francesi “italianisants” Crémieux e Chadourne (ai quali ha
dedicato un volume) e l’italiano residente in Francia Lionello Fiumi; 4) la
vicenda intellettuale di alcuni protagonisti, come Jahier (una monografia) e di
alcune riviste, come «La voce» o la rivista di musica modernista aperta alle
avanguardie europee e fondata da Casella «Ars nova 1917-1919» (ristampa anastatica
con introduzione); 5) i viaggi di scrittori e intellettuali in vari paesi con reportages, diari di viaggio e
testimonianze (per esempio: l’Africa di Cecchi).
Remo Ceserani
Partendo da una formazione di italianista – e dalle
relative competenze di cui sono testimonianza la familiarità con la ricerca d’archivio
e la sicurezza nell’orientarsi in complessi quadri storico-politici come quello
della letteratura italiana nel periodo fascista – M. F. Petrocchi ha ampliato
la sua area d’investigazione, privilegiando culture collegate con quella italiana, come la francese, di cui
mostra di ben conoscere sistemi e meccanismi, o come quelle africane rese in
momenti diversi a partire dal punto di vista di letterati italiani.
Si tratta di una visione della comparatistica risolutamente contemporanea – qual è spesso sollecitata in alcuni Atenei - che dal microcosmo regionalistico procede verso questioni di costruzione di identità nazionale fino ad alcuni aspetti della cultura europea.
M.T.Giaveri
Area prevalente di indagine: le riviste fiorentine
del primo Novecento (da “Leonardo” a “Lacerba”). Lo studio è basato sui
carteggi dei protagonisti, sulla ricostruzione dei rapporti da essi
intrattenuti con situazioni e figure del contemporaneo pensiero europeo (da
Péguy a Claudel, da Bergson a Blondel). Gli studi, in gran parte di letteratura
italiana (Corazzini, Jahier), condotti in rapporto con i modelli francesi, si
allargano a ricerche di storia della cultura letteraria (presenza della cultura
letteraria in Francia, la rivista “Dante” di Lionello Fiumi e le traduzioni,
ivi pubblicate, di poeti ispano-americani, francesi ecc.). E’ dato rilievo alla
vicenda intellettuale di due “italianisants”, Cremieux e Chadourne. Altra area di attenzione, l’
Africa coloniale negli scritti di Cecchi. Epistolari, riviste, relazioni di
scrittori con istituzioni, resoconti di viaggi: questi i materiali sui quali si
costruisce la ricerca. Alcune ricerche hanno per oggetto la letteratura di viaggio e coloniale. I giudizi sulla cultura
politica del fascismo descrivono con equilibrio i risvolti ideologici e
nazionalistici, le strategie e le falsificazioni propagandistiche. Le
ricerche compiute dalla candidata sono
prive di riferimenti a particolari orizzonti teorici e non affrontano indagini
di carattere formale o esegesi di testi: riguardano, semmai, la storia della cultura e, più in
particolare, le relazioni tra cultura italiana e cultura francese del primo
Novecento.
Antonio S. Prete
La
Candidata presenta una ricca e interessante produzione scientifica, che attesta
la sua evoluzione da una genesi rigorosamente italianistica, ad una prospettiva
comparatistica sempre più decisa e marcata.
Gli interessi scientifici e didattici della prof.ssa Petrocchi si sono progressivamente spostati da un’attenzione verso temi e autori di scuola italiana, su autori e temi, che, pur restando ancorati ad una genesi monoculturale, hanno sviluppato interessi e aperture comparatistiche e multuculturali. I profili degli italianisti francesi e l’attenzione verso la letteratura di viaggio, che ha sempre più preso gli interessi e l’attenzione di ricerca della prof.ssa Petrocchi, mostrano questo deciso e originale orientamento dei suoi studi.
L’attenzione,
infine, dedicata dalla Candidata al rapporto tra letteratura e politica, anche
nella sua prospettiva sindacale, e al rapporto tra letteratura e religione,
contribuisce a confermare l’interesse e l’originalità del taglio
critico-comparatistico degli studi della prof.ssa Francesca Petrocchi,
facendone una Candidata meritevole di considerazione ai fini del presente
concorso.
Giovanni A. Puglisi
Giudizio complessivo:
La produzione scientifica della prof. Francesca Petrocchi
muove da interessi e progetti tutti interni alla tradizione critico-letteraria
italianistica, anche se fin dalle sue prime opere è apparsa una attitudine a
dare alle proprie ricerche un campo storico-culturale di riferimento più ampio
e più complesso di quello esclusivamente italiano. La sua attenzione verso la
ricerca bibliografica e archivistica le ha consentito e forse anche stimolato a
mettere sempre a confronto, nella sua attività scientifica, almeno due
prospettive, come quella letteraria e quella politico-sindacale, quella
letteraria e quella religiosa, quella letteraria e quella filosofica.
Particolarmente
interessante e con alcuni spunti di originale intuizione critica, si
presenta lo studio del rapporto tra
musica, pittura e letteratura negli anni delle prime avanguardie europee. Parte
da qui l’interesse della prof.ssa Petrocchi per la cultura francese in rapporto
a quella italiana, puntando a dare un quadro criticamente fondato e chiaro del
ruolo mediatore svolto da alcuni italianisti francesi d’Oltralpe nella prima
metà del Novecento.
Di
notevole interesse e suscettibile di originali sviluppi è anche la produzione
presentata dalla prof. Petrocchi sulla letteratura di viaggio e sul rapporto
tra viaggio e scrittura, dallo studio delle curiosità africane del
Futurismo alle escursioni sulla civiltà
e la cultura portoghese di autori
contemporanei italiani e non.
L’attività
didattica della prof.ssa Petrocchi ( è professore associato di Letterature
comparate) si coniuga felicemente con l’impegno culturale e scientifico che
l’ha sostenuta e ne delinea una figura di studiosa di comparatistica di
adeguato livello.
ALLEGATO F)
CANDIDATO: Péter Sàrközy
Giudizi individuali:
Professore associato di lingua e
letteratura ungherese, ha svolto una
intensa attività di insegnamento e organizzazione culturale sia nella sua
patria di origine sia in Italia, presso l’Università di Roma La Sapienza. Il
suo principale centro di interessi scientifici sono i rapporti fra la
letteratura italiana e quella ungherese, specialmente nei secoli XVIII-XIX., ma
si è occupato della fitta rete di rapporti fra le due culture in tutto il corso
della storia, dal Rinascimento (specialmente attraverso Venezia) alla
contemporaneità (specialmente la poesia). Prevale nei suoi studi (per ovvie
ragioni storiche), il punto di vista ungherese, gli influssi cioè della cultura
italiana su quella ungherese più che quelli ungheresi sulla cultura italiana.
Il metodo che egli adotta in questi studi è quello della comparatistica più
seria e tradizionale, caratterizzata da erudizione positivistica (grande
attenzione ai rapporti diretti, agli influssi reciproci, ai viaggi, agli
epistolari), da una certa tendenza a esaltare gli aspetti ideologici di tali
rapporti (il messaggio cristiano, l’identità nazionale dei popoli, l’esperienza esistenziale dei letterati, il
valore assoluto della poesia). Non sembra particolarmente sensibile ai problemi attuali della critica e si
appoggia a categorie critiche e storiografia consolidate e tradizionali (il
barocco, il preromanticismo, il decadentismo, ecc.). L’aspetto più meritorio
dei suoi lavori sta nella intensissima attività di traduttore, mediatore fra le
due culture, organizzatore di convegni, direttore e redattore di riviste. Il
suo interesse per i rapporti comparati fra Ungheria e Italia è impegnato ed
entusiastico; molto raramente, forse mai, egli va oltre i rapporti fra le due
storia nazionali e le due letterature.
Pietro Boitani
Professore
Associato di Lingua e Letteratura Ungherese dal 1990 (con affidamento di
Filologia Ugro-Finnica fino al 1991), supplente di Letterature Comparate dal
1991, Sarközy ha concentrato tutta la sua attività di ricerca e le sue
pubblicazioni sui rapporti fra la letteratura italiana e quella ungherese,
particolarmente nel Settecento. Ha instancabilmente promosso gli studi
ungheresi in Italia e quelli italiani in Ungheria, ed ha esplorato con
competenza ed entusiasmo l’intreccio che lega i due paesi, da Roma e Bologna
come centri di mediazione, alla presenza di Dante in Ungheria, all’Arcadia
ungherese, al teatro, ai rapporti nel corso del Novecento (Roma, la patria comune, 1996); e ancora l’Umanesimo e la sua
diffusione in Ungheria, il mito dell’Italia, le relazioni all’epoca del
Risorgimento (Letteratura ungherese.
Letteratura italiana, 1990); il passaggio cruciale, nel Novecento, Da “I fiumi” di Ungaretti al “Danubio” di
József (1994). Di quest’ultimo ha descritto anche l’esistenzialismo e il
socialismo, nella sezione di Senza
speranza (1999) scritta da lui.
I volumi sono spesso ripetitivi, e
l’approccio critico-letterario vi è per la maggior parte assente, mentre i
risultati sul piano storico-culturale non sono indifferenti. Gli stessi difetti
e gli stessi pregi sono riscontrabili nelle decine di interventi introduttivi,
saggistici, e di curatela (su Venezia, su Cavaglià, su Pannonio, sul
classicismo, la commedia dell’arte, il decadentismo) che Sarközy ha dedicato
sempre ai rapporti italo-ungheresi, con aperture solamente occasionali e
cursorie ad altri terreni letterari e linguistici (Alcuni problemi teorici e pratici dello studio del Neoclassicismo in
Europa Centro-Orientale, 1983; La
cultura italiana e l’Europa Centrale, 1994).
Remo
Ceserani
E’ certo preziosa, per la comparatistica italiana, la produzione di studiosi provenienti da luoghi fecondi per il dibattito e il rinnovamento della disciplina, quale è stato, appunto, Budapest. Nella sua vasta attività scientifica, P. Sàrközy preferisce però più battuti sentieri, riproponendo categorie tradizionali della storiografia letteraria e consacrandosi a illustrare esclusivamente le reciproche influenze fra letteratura italiana e letteratura ungherese. I risultati sono senz’altro interessanti, ma soprattutto come arricchimento del panorama critico della storia della letteratura ungherese.
M. T. Giaveri
Il Candidato di nazionalità e cittadinanza ungherese, insegna nell’Università italiana dal 1979. L’attività scientifica del Candidato, ancorchè ricca e continua, mostra esclusivamente uno spiccato interesse per gli studi e i rapporti bilaterali italo-ungheresi, visti da tutte le prospettive possibili. La produzione scientifica, anche se stimolante e talora anche interessante, non si discosta dalla semplice e spesso ripetitiva prospettiva bilaterale, che non è di per se stessa sufficiente a definire, e meno che mai a sostenere, una metodologia critica e un habitus mentale comparatistici.
Il
Candidato non appare, pertanto, maturo ai fini del presente concorso.
Giovanni A. Puglisi
Attività scientifica vasta, orientata soprattutto
sul versante del rapporto tra letteratura italiana e letteratura ungherese. In
particolare studi sull’Arcadia, sul Settecento, sulla poesia romantica, sulla
poesia del Novecento (Attila Joseph). I saggi, le conferenze, l’attività di
intervento culturale contribuiscono a ricostruire la storia dei rapporti tra
due culture nazionali, l’italiana e l’ungherese, ma non affrontano questioni,
temi, luoghi e metodi propri della letteratura comparata, se non secondo una tradizionale
considerazione storica delle influenze.
Antonio S. Prete
Giudizio complessivo:
Professore Associato di Lingua e Letteratura Ungherese
dal 1990, supplente di Letterature Comparate dal 1991, Sarközy ha svolto una
incessante ed entusiastica attività di ricerca e di promozione, sia in Italia
che in Ungheria, nel campo dei rapporti fra la cultura italiana e quella
ungherese. I suoi lavori in questo ambito coprono con competenza alcuni dei
nodi centrali di tali rapporti, ma, con l’eccezione del non indifferente Da “I
fiumi” di Ungaretti al “Danubio” di Jozsef, sono a volte ripetitivi, non
riguardano aspetti squisitamente letterari e non mostrano una particolare
sensibilità critica. Il suo approccio
appare in sostanza quello dello storico culturale di stampo
positivistico, piuttosto che quello di moderno comparatista.
Procedura
di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di
prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99 , pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di LINGUE E LETTERATURE STRANIERE MODERNE –
Università DELLA TUSCIA settore scientifico disciplinare L12D
VERBALE N. 4
Il giorno SETTE LUGLIO alle ore 11.30 presso la
Segreteria dell’Istituto di Filologia romanza della Facoltà di Lingue
dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al
verbale n. 1 si è riunita al completo per procedere alla valutazione
comparativa dei candidati.
A tal fine la Commissione inizia l'esame collegiale
attraverso la comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi sui
candidati (sempre considerati in ordine alfabetico); la comparazione avviene
sui titoli e sui lavori scientifici inviati.
La Commissione sulla base delle valutazioni
collegiali sopra indicate esprime i giudizi complessivi sui candidati (ALLEGATO G).
CANDIDATO prof. Bartolo ANGLANI
La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa
con tutti gli altri Candidati, ritiene, a maggioranza, il prof. Anglani
studioso degno della massima attenzione scientifica, ma ritiene la sua produzione
più attinente al settore di critica letteraria L12C.
Pertanto non ritiene il Candidato idoneo ai fini del
presente concorso.
CANDIDATO. Prof. Massimo FUSILLO
La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa
con tutti gli altri Candidati, ritiene all’unanimità il prof. Fusillo, per la
sua rilevante produzione scientifica e per i contributi originali dati alla
disciplina, candidato degno della massima considerazione
Pertanto lo ritiene idoneo ai fini del presente
concorso.
CANDIDATO: Prof. Arturo MAZZARELLA
La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa
con tutti gli altri Candidati, ritiene all’unanimità il prof. Mazzarella, per
la sua rilevante produzione scientifica e per i contributi originali dati alla
disciplina, candidato degno della massima considerazione
Pertanto lo ritiene idoneo ai fini del presente
concorso.
CANDIDATO: Prof. Ada NEIGER
La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa
con tutti gli altri Candidati, ritiene all’unanimità la prof. Neiger degna di
considerazione scientifica, ma ritiene la sua produzione attinente alla sociologia
della letteratura
Pertanto non ritiene la Candidata idonea ai fini del
presente concorso.
CANDIDATO: Prof. Maria Francesca PETROCCHI
La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa
con tutti gli altri Candidati, ritiene, a maggioranza, la prof. Petrocchi, per
la sua produzione scientifica e per i contributi originali dati alla disciplina,
candidata degna di attenzione.
Pertanto la ritiene idonea ai fini del presente
concorso
CANDIDATO: Prof. Péter SARKOZY
La Commissione, dopo attenta valutazione comparativa
con tutti gli altri Candidati, giudica, a maggioranza, il prof. Péter Sàrközy,
per la sua produzione scientifica, candidato meritevole di attenzione,
ritenendo però che egli non abbia ancora raggiunto la piena maturità
scientifica nella disciplina.
Pertanto non lo ritiene idoneo ai fini del presente
concorso.
Terminata la valutazione complessiva dei candidati,
il Presidente invita la Commissione ad esprimere un giudizio di idoneità
individuale.
Si procede alla votazione con i seguenti risultati:
Candidato ANGLANI_____: vota a favore il commissario
PRETE Sebastiano Antonio.
Candidato FUSILLO______: votano a favore i
commissari PUGLISI Giovanni Antonino, BOITANI Pietro, CESERANI Remo, GIAVERI
Maria Teresa, PRETE Sebastiano Antonio.
Candidato MAZZARELLA_: votano a favore i commissari
PUGLISI Giovanni Antonino, BOITANI Pietro, CESERANI Remo, GIAVERI Maria Teresa,
PRETE Sebastiano Antonio.
Candidato NEIGER_________: non vota a favore nessun
commissario.
Candidato PETROCCHI_____: votano a favore i commissari:
PUGLISI Giovanni Antonino, CESERANI Remo, GIAVERI Maria Teresa.
Candidato: SARKOZY_______: vota a favore il
commissario BOITANI Pietro.
Sulla base dei voti ottenuti, sono dichiarati idonei
i seguenti candidati, in ordine alfabetico:
FUSILLO Massimo
MAZZARELLA Arturo
PETROCCHI Maria Francesca.
Il Presidente, dato atto di quanto sopra, invita la
Commissione a redigere collegialmente, in duplice copia, la “relazione finale”
controllando gli allegati che ne fanno parte integrante; la “relazione finale”
viene, infine, riletta dal Presidente ed approvata senza riserva alcuna dai
Commissari, che la sottoscrivono.
La Commissione rimette gli atti relativi alla
presente procedura concorsuale all’Amministrazione per gli adempimenti di
competenza.
La seduta è tolta alle ore _17.
Letto approvato e sottoscritto.
La Commissione
- Prof. Giovanni Antonino PUGLISI
- Prof. Pietro BOITANI
- Prof. Remo CESERANI
- Prof. Maria Teresa GIAVERI
- Prof. Sebastiano Antonio PRETE
ALLEGATO G)
Giudizi complessivi finali della Commissione:
Candidato
BARTOLO ANGLANI
Ottima l’esperienza didattica, di rilievo la parte
scientifica anche se in gran parte non strettamente attinente il settore
scientifico-disciplinare a concorso. Il candidato non corrisponde completamente
ai criteri prestabiliti dalla commissione.
Candidato MASSIMO FUSILLO
Ottima l’esperienza didattica e organizzativa.
Eccellente, innovativa e di rilevante incidenza nazionale e internazionale la
produzione scientifica. Il candidato risponde pienamente a tutti i criteri prestabiliti
dalla commissione.
Candidato ARTURO MAZZARELLA
Ottima
l’esperienza didattica e organizzativa. Eccellente e di rilevante incidenza la
produzione scientifica. Il candidato risponde pienamente a tutti i criteri
prestabiliti dalla commissione.
Candidata ADA NEIGER
Esperienza didattica buona e validamente
documentata. La produzione scientifica di buon livello non è attinente il
settore scientifico-disciplinare a concorso. La candidata non corrisponde ai
criteri prestabiliti dalla commissione.
Candidata FRANCESCA PETROCCHI
Ottima l’esperienza didattica e organizzativa. La
produzione scientifica è convincente e adeguata al settore scientifico-
disciplinare a concorso. La candidata risponde a tutti i criteri prestabiliti
dalla commissione.
Candidato: PETER SARKOZY
Esperienza didattica buona e validamente
documentata. Intensa l’attività organizzativa. Produzione scientifica abbondante, anche se limitata negli scopi e
nella qualità. Il candidato non
corrisponde ai criteri prestabiliti dalla commissione.
Procedura di
valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima
fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di
Lingue e Letterature Straniere settore scientifico disciplinare L 12
D-Università della Tuscia.
ALLEGATO AL VERBALE FINALE
La commissione, nominata con D.R. n. 28/2000 del
13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, composta dai professori:
Prof.
Prof. Giovanni Antonino PUGLISI____________________PRESIDENTE
-
Prof.
Pietro BOITANI
-
Prof.
Remo CESERANI
-
Prof.
Sebastiano Antonio PRETE
- …Prof. Maria Teresa
GIAVERI____________________SEGRETARIO_
si è riunita presso i locali messi a disposizione
dalla Presidenza della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
dell’Università della Tuscia nei seguenti giorni ed orari:
I riunione: giorno 18. 04.2000 dalle ore 11. alle
ore 13,30.;
II riunione: giorno 06.07.2000_ dalle ore 14 alle
ore 20
III riunione: giorno 07.07.2000 dalle ore 8,30 alle
ore 11,15
IV riunione: giorno 07.07.2000 dalle ore 11,30 alle
ore 17.
La Commissione ha tenuto complessivamente n. 4
riunioni iniziando i lavori il 18
Aprile 2000 e concludendoli il 7.luglio 2000..
-
Nella
prima riunione la Commissione ha proceduto alla nomina del Presidente nella
persona del Prof. Giovanni A. Puglisi e del Segretario nella persona del Prof.
Maria Teresa Giaveri; ha preso visione dell’elenco dei Candidati trasmesso
dall’Amministrazione e stabilito i criteri per il giudizio comparativo,
aggiornandosi poi al giorno 6 luglio 2000, ore 14.
-
-
Nella
seconda riunione la Commissione ha preso atto della rinuncia del Prof. D.
Tanteri; ha aperto i plichi contenenti le domande e i titoli dei candidati,
peraltro in parte già noti alla Commissione come alla comunità scientifica
nazionale.
-
Ha
esaminato le pubblicazioni del Prof. B. Anglani, ciascun Commissario formulando
quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.
-
Ha
esaminato le pubblicazioni del Prof. M. Fusillo, ciascun Commissario formulando
quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.
-
Ha
esaminato infine le pubblicazioni del Prof. A. Mazzarella, ciascun Commissario
formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello
collegiale.
-
-
Nella
terza riunione la Commissione ha esaminato le pubblicazioni della Prof. A.
Neigeri, ciascun Commissario formulando quindi giudizi singoli e la Commissione
elaborando poi quello collegiale.
-
Ha
esaminato le pubblicazioni della Prof. M.F.Petrocchi, ciascun Commissario
formulando quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello
collegiale.
-
Ha
esaminato le pubblicazioni del Prof. P. Sarkozy, ciascun Commissario formulando
quindi giudizi singoli e la Commissione elaborando poi quello collegiale.
-
Ha
steso infine i giudizi conclusivi.
-
Il Prof. Giovanni A. Puglisi , Presidente della
presente Commissione si impegna a consegnare al Responsabile del Procedimento:
due copie complete dei verbali delle singole
riunioni;
due copie dei giudizi collegiali conclusivi espressi
su ciascun candidato (cd. medaglione);
due copie della relazione riassuntiva dei lavori
svolti;
un floppy disk contenente gli atti stessi .
Tutto il materiale concorsuale viene sistemato in un
plico chiuso e firmato da tutti i componenti la Commissione sui lembi di
chiusura.
Letto approvato e sottoscritto seduta stante.
LA COOMISSIONE
Prof.
Giovanni Antonino PUGLISI____________________PRESIDENTE
-
-
-
-
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