UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA

 

Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di prima fascia, indetto con D.R. n. 806/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.

Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali,

settore scientifico disciplinare L05E - Archeologia Fenicio-Punica.

 

 

 

RELAZIONE RIASSUNTIVA

 

 

La commissione, nominata con D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000, composta dai professori:

 

- Prof. Edda BRESCIANI                           PRESIDENTE

- Prof. Enrico ACQUARO

- Prof. Paolo MATTHIAE

- Prof. Sergio PERNIGOTTI

- Prof. Paolo Emilio PECORELLA             SEGRETARIO

 

La Commissione

si è riunita presso il Dipartimento di Scienze del Mondo Antico della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università degli Studi della Tuscia  nei seguenti giorni ed orari:

I riunione: giorno  20/12/2000 dalle ore 15  alle ore 17;

II riunione: giorno 12/2/01  dalle ore 15 alle ore 16,45;

III riunione: giorno 13/2/01 dalle ore 9  alle ore 16;

IV riunione: giorno 13/2/01 dalle ore 16, 30  alle ore 18,30;

V riunione: giorno 14/2/01  dalle ore 9 alle ore 13.

 

La Commissione ha tenuto complessivamente n. 5 riunioni iniziando i lavori il 20/12/2000 e concludendoli il 14/2/01.

- Nella prima riunione  si è insediata la Commissione, con la nomina del Presidente e del Segretario e si è proceduto alle dichiarazioni sulla non relazione di parentela coi candidati e dei commissari fra loro, e si è proceduto a fissare i criteri di massima per la valutazione dei candidati;

- nella seconda riunione la commissione ha predisposto quanto attiene allo svolgimento della prova didattica del candidato Piero Bartoloni.

- nella terza riunione, la Commissione, aperti i plichi  trasmessi , esamina le pubblicazioni dei singoli candidati, procede all’esame dei titoli e delle pubblicazioni ritenuti utili alla formulazione dei singoli giudizi da parte dei commissari. Dopo la formulazione dei giudizi individuali, la Commissione redige, sempre per ciascun candidato, i giudizi collegiali riportati appresso.

- nella quarta riunione la Commissione  procede allo svolgimento della prova didattica svolta dal candidato Piero Bartoloni. Alla fine della lezione, ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la Commissione quello collegiale: tutti allegati a verbale.

 

Giudizi sui titoli e sulle pubblicazioni:

 

CANDIDATO:  PIERO BARTOLONI

 

Il Prof. Pecorella così si esprime:

 

Il candidato presenta oltre 100 contributi (1967-1998) di cui 6 monografie, oltre ad una serie di recensioni ed altri interventi che denotano un'ampia varietà di interessi, spesso con utili messe a punto di problemi già sul tappeto.

E' notevole la propensione del candidato verso la produzione vascolare fenicia e punica (tra cui l'esaustiva trattazione delle anfore fenicie e puniche in Sardegna).

Lo studio di classi di materiali, oltre che ceramici, si sviluppa anche intorno alle stele funerarie di Sulcis e di Cartagine e in contributi minori.

Il candidato, oltre che sul materiale proveniente da scavi condotti in prima persona (in effetti l'indagine sul terreno ha larga parte negli interessi del candidato come si evince dalle puntuali relazioni di scavo), affronta anche temi di carattere generale, come si desume dai lavori di carattere storico, cronologico, sui commerci, sull'agricoltura, sulla pesca, sulla navigazione, sui riti funerari ecc.

Si è impegnato nel campo dell'archeologia e della storia del mondo fenicio e punico. Nel complesso, il candidato ha prodotto contributi che hanno fatto avanzare la ricerca nel campo specifico

Il candidato, che attualmente è Direttore di Ricerca e Direttore dell'Istituto per la civiltà fenicia e punica e professore supplente di Archeologia fenicio-punica presso l'Università di Urbino, è uno studioso che presenta particolari capacità di attuare la ricerca, possiede chiara scrittura ed ampia produzione scientifica.

 

Il Prof. Pernigotti così si esprime:

 

Il candidato, che svolge attualmente le funzioni di direttore dell’Istituto per la Civiltà Fenicia e Punica, presenta 129 lavori a stampa tutti ugualmente valutabili ai fini del presente giudizio comparativo.

Nella produzione scientifica del candidato si può anzitutto rilevare una notevole maturazione con lo scorrere degli anni, sì che le sue pubblicazioni degli ultimi dieci anni rappresentano circa la metà del totale: a ciò corrisponde anche un progressivo precisarsi degli interessi e delle aree della ricerca, che, in una fase molto iniziale, presenta una certa discontinuità nella scelta dei temi, come avviene nel caso dei lavori sulle fortificazioni (nn. 5, 6 dell’elenco delle pubblicazioni) e anche sulle stele (nn. 12, 14, 48), che non sono sempre esenti da qualche imperfezione nei particolari.

Tuttavia, sembra evidente che, considerata nel suo complesso, l’opera di P. Bartoloni è caratterizzata da due motivi fondamentali che la connotano in modo decisamente positivo sia per la metodologia che per originalità di risultati:

1) notevole impegno nella ricerca archeologica sul campo in Sardegna (Bitia e Monte Sirai) ciò che ha dato spunto per studi importanti sulla presenza fenicia e punica in area sarda (nn. 27, 30, 33, 34, 40, 44, 47 ecc.);

2) ricerche sulla ceramica che si sono concretate in numerosi studi che ne hanno fatto uno dei più autorevoli studiosi sulla produzione vascolare fenicio-punica: i suoi studi sulle anfore fenicio-puniche in Sardegna (nn. 37, 41, 43, e specialmente n. 61) possono considerarsi ormai un punto di riferimento in materia.

Degno di particolare considerazione appare lo sforzo di portare a conoscenza del mondo degli studi grandi corpora, mentre tra le sue opere più importanti sono da segnalare, in questo ambito, oltre a quelle sulla ceramica già menzionate sopra, la pubblicazione della necropoli di Bitia (n. 117), il corpus delle tombe di Capo Bon (n. 8) e lo studio sulla cronologia delle necropoli fenicie e puniche di Sardegna.

Da tutto ciò risulta una figura di studioso che grazie a un costante impegno sul campo e nello studio dei materiali ha raggiunto risultati spesso originali.

 

Il Prof. Acquaro così si esprime:

 

Dirigente di ricerca nei ruoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal 1997, Direttore dell'Istituto per la civiltà fenicia e punica «Sabatino Moscati» dello stesso Consiglio, è professore a contratto d'Archeologia fenicio-punica presso l'Università d'Urbino. Ha condotto e conduce scavi nel sito di Monte Sirai, in Sardegna.

L'ampia produzione del candidato, 129 titoli fra monografie, articoli e recensioni (fra questi il n. 96 non rientra nell'ambito della materia a concorso, i nn. 40 e 49 in collaborazione con altro autore - con uno dei commissari, Enrico Acquaro - non sono valutabili per l'impossibilità di distinguerne le parti relative, i nn. 64 -67, che fanno parte del catalogo della mostra di Venezia sui Fenici, non contengono un proprio apparato bibliografico) è in massima parte dedicata alla ceramica, con proposte di seriazioni tipologiche e letture cronologiche e storiche di qualche interesse (nn. 23 30, 33, 34, 35, 37, 60, 91, 94), anche se l'eccessiva sicurezza raggiunta nell'analisi filologica delle forme fa spesso incorrere il candidato in errate letture o nella produzione di schemi e seriazioni cronologiche non sempre soddisfacenti ed eccessivamente rigide (nn. 27, 41, 58, 59, 76, 81, 82, 88), in cui il dato storico non riceve adeguata attenzione metodologica ( nn. 17, 25, 26, 29, 43, 45, 50, 80, 93, 97,104, 108, 113, 117).

Analogo «tecnicismo» con ampio sfoggio d'erudizione settoriale, che peraltro a riscontri approfonditi rileva più di un'inesattezza cognitiva e terminologica, caratterizza le ricerche d'archeologia navale, sulla marineria, sugli impianti portuali e sulle risorse ittiche (nn. 13, 15, 20, 21,72, 83, 105, 114).

L'edizione di materiali diversi, dalle stele votive alla glittica, non riesce sempre a superare l'impianto catalogico: fa eccezione il n. 8; ove si dà spazio al commento si ha l'impressione che il candidato non padroneggi appieno la bibliografia e le metodiche di riferimento (nn. 7, 8, 10, 12, 14, 36, 54, 68). Il candidato incorre, inoltre, in talune letture errate (nn. 48, 57, 73, 77, 120, 122, 125, 128).

Se si prescinde da alcune opere che adempiono egregiamente alla funzione di guide (nn. 69-70, 84-87, 89, 123), le proposte di sintesi o gli interventi in problematiche storiche denunciano mancanza d'informazione o distorsioni documentarie su importanti settori di ricerca (nn. 92, 100, 103, 107, 111, 124), mancanza e distorsioni che finiscono per banalizzare o eccessivamente semplificare problemi complessi (nn. 16, 27, 28, 74, 78, 109, 119, 129), smarrendo alcune volte la discriminante fra ricerca scientifica e divulgazione (nn. 18, 32, 42, 44, 62, 63, 71, 105-106).

 

Il Prof. Matthiae così si esprime:

 

Dirigente di ricerca del C.N.R. dal 1971 e Direttore dell’Istituto per la Civiltà Fenicia e Punica del C.N.R. dal 1997, dopo essere stato Ricercatore e Primo Ricercatore. E’ Professore a contratto prima di Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico” e poi di “Archeologia fenicio-punica” nell’Università di Urbino.

È studioso di buona formazione archeologica, che ha sempre dedicato i suoi studi, con particolare continuità di impegno, a diversi aspetti della documentazione fenicia e punica soprattutto dell’Occidente con particolare attenzione alla Sardegna e a Cartagine. Ha condotto prospezioni e scavi in Tunisia a Capo Bon e in Sardegna, soprattutto a Monte Sirai e a Nora. E’ da segnalare il ruolo di responsabilità da lui ricoperto per diversi anni nella direzione di un ente nazionale di ricerca del C.N.R. nell’ambito specifico del raggruppamento del concorso, con un ruolo equivalente a quello di professore universitario di prima fascia. Il nucleo iniziale dei suoi interessi scientifici è incentrato sulla pubblicazione delle stele puniche, da quelle arcaiche del tofet di Cartagine, di cui ha dato la prima edizione esauriente, a quelle del tofet di Sulcis, il cui catalogo, pur assai ampio, è puramente descrittivo. Altri ambiti di ricerche ripetutamente affrontati dal candidato sono, oltre alle fortificazioni in ambito cartaginese e sardo e alla navigazione fenicia in aspetti tecnici trattati sempre con competenza e precisione, quello delle caratteristiche topografiche degli insediamenti di origine fenicia di Sardegna e quello delle produzioni ceramiche soprattutto dei vari centri punici della stessa Sardegna. In questi ultimi studi cui il candidato si è più assiduamente dedicato, sia nella monografia sulla ceramica della necropoli di Nora che negli studi sulla ceramica fenicia e punica di Sardegna, all’accuratezza minuziosa dell’indagine sul versante delle descrizioni e delle valutazioni quantitative e topografiche, certamente lodevole, non corrisponde sempre un’adeguata disamina della problematica storico-culturale: tuttavia, è evidente la notevole esperienza diretta del candidato nell’ambito della ceramica fenicia e punica di Sardegna, di cui è uno dei migliori conoscitori, ciò che appare con chiarezza nella monografia sulla necropoli di Bithia. Adeguati sono diversi suoi contributi di divulgazione su centri di Sardegna e assai buone le indagini sulla realtà insediamentale fenicio-punica della Sardegna, mentre meno convincenti sono sue recenti proposte di interpretazione di materiali fittili ritenuti filistei da Neapolis. E’ studioso di buone ed estese conoscenze dirette nell’ambito del mondo punico d’Occidente, con elevate capacità di raccolta e di analisi dei materiali: appare studioso di indubbia maturità.

 

La Prof. Bresciani così si esprime:

 

La produzione a stampa di P. Bartoloni è assai numerosa (inizia infatti dal 1965), e comprende sia studi su materiale da scavi in Sicilia e in Sardegna, oltre a molti studi su materiale cartaginese.

Le relazioni sugli scavi a Monte Sirai, Tharros, Nora, Sulcis, S. Antioco, Bitia, in Tunisia, mostrano gli interessi principali di P. Bartoloni, incentrati sullo studio dei materiali da insediamenti urbani e da necropoli, interessi che sono fondamentalmente quelli del Centro di Studi fenicio-punico in cui ha dal 1971 . la posizione di dirigente di ricerca, e dal 1997 quella Direttore, ha assunto anche la supplenza a contratto di Archeologia fenicio punica nell’Università di Urbino.

Notevole la sua esperienza della ceramica fenicia e punica.

 

Giudizio collegiale

 

Piero Bartoloni, Dirigente di ricerca del C.N.R. dal 1971 e Direttore dell’Istituto per la civiltà fenicia e punica dal 1997, dopo essere stato Ricercatore e Primo Ricercatore, è Professore a contratto di “Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico” e poi di “Archeologia fenicio-punica” nell’Università di Urbino. Ha condotto e conduce scavi in Tunisia e in Sardegna. Il candidato presenta un’ampia produzione scientifica, tra monografie, articoli e recensioni, alcuni dei quali in collaborazione con uno dei Commissari, che pertanto non sono valutati. La massima parte della produzione è dedicata all’edizione, anche in vasti corpora, di stele votive e allo studio della ceramica con proposte di seriazione tipologica e letture cronologiche e storiche di qualche interesse. Mentre vengono raggiunti in più casi risultati positivi, si rilevano talora schemi eccessivamente rigidi nelle seriazioni tipologiche e nella lettura storica. Tuttavia, è evidente la notevole esperienza del candidato nell’ambito della ceramica fenicia e punica di Sardegna, di cui è uno dei più apprezzati conoscitori, come è chiaro dalla monografia sulla necropoli Bitia. Un altro tema di interesse riguarda l’archeologia navale e la marineria cartaginese, in cui all’erudizione settoriale si affiancano alcune inesattezze.

E’ studioso di costante impegno e di vasta esperienza, che ha raggiunto risultati talora originali.

 

CANDIDATO: SANDRO FILIPPO BONDI’

 

Il Prof. Pecorella così si esprime:

 

Il candidato, che presenta 98 lavori, tra cui tre monografie, compresi tra il 1970 e il 1999, si è impegnato con notevole successo nel campo dell'archeologia e della storia del mondo fenicio e punico, raggiungendo eccellenti risultati.

In particolare si rileva il suo impegno su temi quali lo studio della colonizzazione fenicia in Occidente, i rapporti con le popolazioni indigene sia in Sardegna che in Sicilia, ponendo in particolare l'accento su problemi di carattere economico e politico con l'Africa settentrionale.

Di particolare interesse sono i suoi lavori sulla politica, le istituzioni del mondo fenicio e punico.

Il candidato si è impegnato anche nell'attività di scavo come dimostrano i suoi contributi specie sulle campagne a Monte Sirai, nell'indagine del tofet, e a Nora.

Il candidato presenta un curriculum di amplissimo spettro; professore associato nell'Università della Tuscia di Viterbo dal 1 novembre 1990, lo è stato in precedenza nell'Università di Pisa. Già Ricercatore presso l'Istituto per gli Studi sulla Civiltà Fenicia e Punica del C.N.R., ha poi diretto questa istituzione contribuendo in maniera fattiva alle ricerche del suo ambito.

Il candidato rivela evidenti capacità di ricerca, buone qualità di esposizione dei temi trattati e una notevole maturità nell'insegnamento universitario.

 

Il Prof. Pernigotti così si esprime:

 

Il candidato presenta una ricca produzione scientifica interamente valutabile ai fini del presente giudizio comparativo. Accanto a un centinaio tra libri, collaborazioni a libri, articoli e lavori di alta divulgazione, sta un buon numero di voci per enciclopedie ed annuari oltre a un consistente numero di recensioni.

Da questo imponente insieme di lavori si può anzitutto rilevare la continuità e l’alta qualità della presenza di S.F. Bondì nel campo degli studi fenici e punici, la vastità dei suoi interessi di studioso, la profondità delle sue conoscenze e l’impeccabile metodologia, doti tutte, queste, che gli hanno permesso di portare un concreto ed originale contributo al progresso degli studi negli specifici campi di indagine di cui egli si è occupato.

In particolare molto rilevante appare la continuità del suo impegno nell’archeologia: nella sua qualità di direttore del Centro (poi Istituto) per la civiltà fenicia e punica ha diretto le missioni archeologiche svolte da tale organo della ricerca in Sicilia, in Sardegna e a Malta; sul campo ha diretto la missione di Monte Sirai e dirige quella di Nora: di tutte ha dato ampie e assai articolate notizie con puntuali rapporti di scavo (ad esempio i nn. 18, 24, 27, 32 ecc.) che si affiancano a lavori di carattere più generale, tra i quali va segnalato l’impeccabile monografia sulle stele di Monte Sirai (n. 3), e nei quali di particolare rilievo è la capacità di tradurre i dati archeologici in storia.

Gli interessi scientifici del candidato non si limitano all’archeologia sul campo ma si estendono alla storia politica e a quella delle istituzioni, nei quali l’analisi dei fatti fondamentali della civiltà fenicia e punica è legata alle relazioni culturali che essa presenta con le altre civiltà del Mediterraneo. Assai importanti appaiono i lavori sulle fonti classiche, Erodoto in modo particolare, e gli autori che si sono occupati della Sardegna.

In definitiva quella che si esprime attraverso l’insieme dei lavori presentati è la figura di uno studioso di alta qualificazione che da tempo ormai ha raggiunto la piena maturità scientifica.

 

Il Prof. Acquaro così si esprime:

 

Professore associato di Archeologia fenicio-punica presso l'Università della Tuscia di Viterbo, già Direttore del Centro di Studio, poi Istituto, per la Civiltà fenicia e punica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha condotto e conduce in prima persona e come coordinatore una serie di progetti di ricerca, anche internazionali, nell'ambito della propria attività accademica.

La produzione presentata rientra quasi totalmente nell'ambito della disciplina a concorso e comprende 98 titoli fra libri ed articoli, 17 voci di annuari ed enciclopedie, 24 recensioni: fra questi i nn. 18, 28, 42 in collaborazione con altro autore non sono valutabili per l'impossibilità di distinguerne le parti relative; i nn. 56, 66, 76, 78, 79, 88, 95 d'ambito divulgativo, come le brevi notizie bibliografiche edite sul mensile culturale Archeo riportate ai nn. 107-123; i nn. 49-52, che fanno parte del catalogo della mostra di Venezia sui Fenici, non contengono un proprio apparato bibliografico; i nn. 14 e 60 sono brevi presentazioni editoriali che non hanno alcun carattere d'apporto personale alla ricerca.

La produzione del candidato registra due ambiti di ricerca, l'uno storico, l'altro archeologico. E' nel primo che il candidato ha conseguito i migliori risultati sia per originalità sia per innovatività e rigore metodologico (nn. 2, 4, 5, 10-11, 15, 30, 33, 35, 61-62, 67, 89, 90), anche se alcune volte si nota una certa flessione nella tensione metodologica e nell'approfondita conoscenza della bibliografia (nn. 23, 82, 86, 94), con un ripetersi di sintesi areali e tematiche (nn. 8, 16, 20, 21, 29, 30, 34, 38, 40, 41,43, 45, 46, 47, 57, 58, 59, 64, 71,74, 80, 85, 87, 92, 93 ).

In ambito archeologico l'impegno del candidato si è volto, sul campo, agli scavi del tofet di Monte Sirai e al coordinamento degli scavi sulla facies punica di Nora; una serie di studi sono dedicati a classi di materiali e a tematiche iconografiche. Agli scavi del santuario punico e alle ricerche su Monte Sirai si rifanno più interventi (nn. 24, 27, 31, 32, 43), con numerose sintesi dedicate al sito (nn. 13, 22, 36). Il più recente impegno di ricerca a Nora ha respiro senz'altro più ampio e problematico, anche se alcune volte si nota una certa forzatura nel voler leggere a livello storico dati di scavo ancora preliminari. Il confronto con argomenti di categorie artigianali e figurativi registra buoni risultati nello studio della glittica di Monte Sirai (n. 6) e di un tipo d'inquadramento architettonico fenicio (n. 12); meno pregnanti sono i risultati raggiunti nello studio delle stele votive di Monte Sirai (nn. 1, 3, 17), dei bronzi (n. 37) e dei gioielli (n. 65).

Fra le voci d'enciclopedie si segnalano per completezza di redazione le nn. 99g, h, i; fra le recensioni la n. 105.

 

Il Prof. Matthiae così si esprime:

 

Sandro Filippo Bondì, Professore associato di “Archeologia fenicio-punica” prima nell’Università di Pisa, dal 30 aprile 1982, e poi nell’Università della Tuscia di Viterbo dal 1 novembre 1990, dopo essere stato Ricercatore aggiunto del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1972 al 1974, Professore incaricato presso l’Università di Pisa dal 1974 al 1979 e Direttore del Centro, poi Istituto, di Studi per la Civiltà Fenicia e Punica del C.N.R. dal 1976 al 1983, è studioso di ottima formazione specifica, di costante impegno nella ricerca soprattutto nell’ambito di problematiche storiche, ma anche con diverse e non brevi esperienze nell’archeologia sul campo in Sardegna, particolarmente a Monte Sirai e a Nora. E’ da segnalare il ruolo di responsabilità da lui ricoperto per diversi anni nella direzione di un ente nazionale di ricerca del C.N.R. nell’ambito specifico del raggruppamento del concorso. La sua attività scientifica, che presenta una particolare continuità ed intensità, è accentrata su alcune tematiche maggiori, quali il problema della colonizzazione fenicia in Occidente, con particolare attenzione all’analisi insediamentale della Sardegna e ai rapporti con le popolazioni locali in Sicilia, questioni storiche relative soprattutto alle strutture istituzionali, sociali ed economiche del mondo fenicio occidentale, indagate con rigore e finezza critica, indagini su alcune produzioni artigianali del mondo fenicio di Sardegna, tra le quali è da notare l’accurata ed esauriente monografia sulle stele di Monte Sirai con successivi aggiornamenti. Nell’ambito dell’archeologia sul campo, sono apprezzabili i suoi scavi al tofet di Monte Sirai, puntuali anche se circoscritti, e le indagini, pur limitate, a Nora con contributi su singoli aspetti cultuali e urbanistici, riferibili al periodo punico, del centro romano. Mentre si osserva che una parte della produzione del candidato è rivolta alla divulgazione scientifica, le sue ricerche più significative sono quelle concernenti la storia istituzionale del mondo fenicio e punico, sia per il dominio delle fonti antiche, soprattutto classiche, sia per l’equilibrio delle valutazioni e delle ricostruzioni. E’ soprattutto nelle analisi dei problemi storici che emergono gli aspetti più positivi della personalità dello studioso, in grado di esprimere interpretazioni originali con argomentazioni di convincente articolazione critica. E’ studioso di spiccate capacità di ricerca, di assai buone qualità espositive e di notevole maturità nell’insegnamento universitario: appare studioso di piena maturità scientifica.

 

La Prof.ssa Bresciani così si esprime:

 

Il candidato ha un curriculum scientifico di immediata valutazione, nell’ambito della ricerca, nell’ambito dell’attività archeologica sul terreno e in quella della didattica (fin dal 1974/75 come docente prima di Epigrafia semitica, poi di Archeologia fenicio-punica; professore associato di Archeologia fenicio-punica dal 1980, a Pisa poi a Viterbo) e dell’organizzazione degli studi.

Direttore di numerose archeologiche in Sicilia, Malta, e soprattutto Sardegna, le sue ricerche hanno portato contributi importanti e originali anche nel difficile campo delle ricerche sulle vie di commercio, di colonizzazione, di penetrazione e di contatti nel Mediterraneo, utilizzando con rigore e cautela le fonti di autori classici e le testimonianze archeologiche dirette.

Gli scavi pluriennali nel Tofet di Monte Sirai hanno aperto nuove prospettive nel quadro della cultura e delle pratiche religiose del mondo fenicio e punico; e le ricerche a Nora sono punti fondamentali nella disciplina.

La larghezza di orizzonti di S.F. Bondì risulta in maniera eccellente considerando quanta della sua attività sia stata dedicata alle problematiche della presenza cartaginese e ai rapporti con Roma dell’Italia punica.

 

Giudizio collegiale

 

Sandro Filippo Bondì, Professore associato di “Archeologia fenicio-punica” prima nell’Università di Pisa, dal 30 aprile 1982, e poi nell’Università della Tuscia di Viterbo dal 1 novembre 1990, dopo essere stato Ricercatore aggiunto del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1972 al 1974, Professore incaricato presso l’Università di Pisa dal 1974 al 1979 e Direttore del Centro, poi Istituto, di Studi per la Civiltà Fenicia e Punica del C.N.R. dal 1976 al 1983. Il candidato presenta una ricca e coerente produzione scientifica: accanto ad un centinaio tra libri, collaborazioni a libri, articoli e lavori di alta divulgazione, sta un buon numero di voci per enciclopedie ed annuarii, oltre ad un consistente numero di recensioni. La sua produzione si articola soprattutto in due ambiti di ricerca, l’uno storico e l’altro archeologico. Se nel primo il candidato ha conseguito eccellenti risultati sia per originalità sia per innovatività e rigore metodologico, anche nel secondo sono molto apprezzabili gli esiti delle sue ricerche sul terreno. Responsabile di numerose ricerche archeologiche in diversi centri del Mediterraneo centrale, i suoi studi hanno recato contributi importanti e originali anche nel difficile campo delle ricerche sulle vie di commercio, di colonizzazione e di contatti nel Mediterraneo, utilizzando con rigore e cautela le fonti di autori classici e le testimonianze archeologiche dirette. Di particolare rilevanza sono i suoi lavori sulla politica, le strutture socio-economiche e le istituzioni del mondo fenicio e punico.

Quella che si esprime attraverso l’insieme dei lavori scientifici è la figura di uno studioso di alta e riconosciuta qualificazione che da tempo ha raggiunto la piena maturità.

 

 

CANDIDATO: SERENA MARIA CECCHINI

 

Il Prof. Pecorella così si esprime:

 

La candidata che presenta 34 contributi (1965-1999) tra cui due monografie oltre a recensioni e numerosi voci per enciclopedie, mostra, nella sua produzione scientifica, un notevole spettro di interessi che spaziano nei diversi campi della disciplina, con contributi che vanno dalla produzione ceramica, alle stele ed alla plastica del mondo punico di Sardegna, agli avori ed alle cosiddette arti minori del mondo fenicio e punico.

La sua attività di scavo comprende numerosi interventi sia in Sardegna sia in Tunisia sia in Sicilia sia in Siria dove ha una posizione di responsabilità diretta. I risultati sono stati prontamente pubblicati.

La candidata mostra una eccellente formazione archeologica che le ha permesso di affrontare tematiche diverse con competenza, acutezza di giudizio e novità. Si citano, per tutti, il recente lavoro sulla stele di Amrit e quello sulle relazioni tra i templi del Vicino Oriente e quelli fenicio-punici di Sardegna. Si ricorda infine il volume sui trovamenti fenici e punici della Sardegna, essenziale per la contestualizzazione dei ritrovamenti e per il quadro generale. Non mancano i contributi di tipo testuale che dimostrano la sua preparazione in un campo adiacente a quello archeologico.

Assistente ordinario di "Filologia semitica" nell'Università di Roma, professore incaricato di Filologia semitica nell'Università di Bologna, è ora professore associato di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico in quest'ultima Università, con affidamento di Archeologia fenicio-punica.

La candidata si dimostra studiosa di eccellente preparazione e notevoli capacità di indagine

 

Il Prof. Pernigotti così si esprime:

 

La candidata presenta 49 lavori, di cui otto sono voci di dizionari e enciclopedie e sette sono recensioni; tutti appaiono valutabili ai fini del presente giudizio comparativo.

Appare evidente come la produzione scientifica della candidata sia stata piuttosto discontinua e non troppo rilevante dal punto di vista quantitativo come risulta dal fatto che su 34 lavori (escluse le voci d’enciclopedia e le recensioni) solo 14 appartengono agli ultimi 15 anni.

I lavori della Cecchini hanno coperto diversi campi di indagine che si possono così sintetizzare:

1) studio e rivisitazione di elementi dell’artigianato fenicio d’oriente e di occidente (nn. 6, 8, 9, 10, 12, 20, 21, 25, 28, 32) che si è mantenuto costante nel tempo;

2) attività archeologica più intensa nell’ambito fenicio-punico negli anni iniziali e che in seguito si è sempre più andata orientando su settori limitrofi. La monografia sui ritrovamenti fenici e punici in Sardegna (n. 2 nell’elenco delle pubblicazioni) che appare la sua opera maggiore ha costituito un repertorio di grande utilità e un primo sforzo assai meritorio per una sistemazione organica;

3) studi in cui è privilegiata la dimensione filologica ed epigrafica (nn. 11-13-17);

4) temi di più ampio respiro storico, come quelli affrontati negli studi su due templi fenicio-punici di Sardegna con le loro connessioni vicino orientali e problemi e aspetti dell’agricoltura cartaginese (nn. 15-16).

La maggior parte di questi lavori rivelano varietà e anche vastità di interessi nell’ambito della disciplina, una solida preparazione di tipo filologico, epigrafico ed archeologico, una sostanziale correttezza nelle metodologie e un’ampia informazione bibliografica. Il limite di un’attività scientifica che appare per più aspetti meritoria sta nella sua discontinuità nel tempo già più sopra rilevata e nel fatto che i risultati conseguiti si presentano per lo più di uno spessore scientifico non molto rilevante anche per la difficoltà di individuare una linea di ricerca prevalente sulle altre e di fatto caratterizzante.

 

Il Prof. Acquaro così si esprime:

 

Professore associato di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico presso l'Università degli Studi di Bologna, è titolare del corso di Archeologia fenicio-punica presso la stessa Università. Ha eseguito scavi in Italia , in Tunisia e in Siria.

La produzione, che copre oltre un trentennio, rientra solo in parte nell'ambito della disciplina a concorso. Si tratta di 49 titoli a stampa, di cui 34 fra monografie e articoli, 8 fra voci di dizionari ed enciclopedie, 7 recensioni: fra questi sono estranei o non rientrano appieno nell'ambito della disciplina a concorso i nn. 1, 4, 11, 13, 14, 17, 18, 24, 26.

Le pubblicazioni della candidata non riflettono un progetto di ricerca coerente e dànno l'impressione d’occasionalità d'interessi, con un apporto originale minino alla conoscenza della disciplina, salvo alcune rare eccezioni (nn. 12, 20, 32, 34). Gli interventi di scavo in ambito fenicio-punico hanno prodotto rapporti limitati e destituiti d'importanza da successive letture correttive (nn. 3, 5) . Gli studi sull'architettura ( n. 15), sulla statuaria ( n. 21), sulle stele votive (nn. 6, 10), sulla coroplastica ( n. 8), sugli avori (n.30) danno luogo a riletture marginali e tutte destinate ad avere poco incidenza in letteratura. Parziali sono le sintesi prodotte su diversi aspetti: sull'agricoltura (n. 16), sulla pittura (n. 29), sull'architettura orientale (n. 27). Completa, anche se puramente compilativa, una sintesi sugli avori (n. 28). Le recensioni mancano di lettura critica (nn. 43-4)

 

Il Prof. Matthiae così si esprime:

 

Professore associato di “Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico” nell’Università di Bologna dal 7 maggio 1985, con affidamento di “Archeologia fenicio-punica” nella stessa Università dal 1999, dopo essere stata Assistente ordinario di “Filologia semitica” nell’Università di Roma dal dicembre 1968 al maggio 1985 e Professore incaricato di “Filologia semitica” nell’Università di Bologna dal 1976 al 1985. Ha svolto una notevole attività di scavo in Sardegna a Monte Sirai, ad Antas e a S. Antioco, in Tunisia a Kerkouane, in Sicilia a Mozia, in Siria ad Ebla e a Tell Afis, in quest’ultimo sito con responsabilità direttive. Studiosa di assai buona formazione archeologica, che ha svolto un’attività di ricerca con tematiche piuttosto differenziate dagli studi iniziali di archeologia orientale, come l’informata e corretta monografia giovanile sulla ceramica di Nuzi, a indagini particolari di epigrafia semitica, quali il rendiconto ugaritico di opere edilizie forse palatine di Ugarit, ai contributi specificamente rivolti all’archeologia fenicio-punica, come le analisi del tema dell’eroe e del grifone e della stele di Amrit, fino alle edizioni sui recenti scavi a Tell Afis. Mentre la monografia sui ritrovamenti fenici e punici in Sardegna è una compilazione di grande utilità per una ricostruzione dei contesti delle scoperte, si segnalano per l’acutezza delle interpretazioni i contributi sulle origini orientali dei templi fenicio-punici di Sardegna e sull’iconologia della discussa stele di Amrit, in cui è assai apprezzabile l’ampio e fondato inquadramento storico-ideologico. La sua produzione scientifica, che è pregevole per la puntualità e l’accuratezza delle analisi, ha chiaramente risentito, anche quanto ad intensità e continuità, della troppo ampia gamma di tematiche affrontate. E’ studiosa di assai buona preparazione con notevoli capacità di ricerca, con indubbi aspetti di maturità.

 

La Prof. Bresciani così si esprime:

 

La candidata nasce come filologa semitica, e come tale ha svolto attività didattica a Bologna (1976-1985); dal 1985 prof. Associato di “Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente antico”(dal 1999-2000 colla titolatura “Archeologia fenicio-punica”).

Ha avuto la responsabilità di missioni archeologiche in Sardegna (Antas, S. Antioco-Sulcis) e ha fatto parte delle missioni archeologiche in Siria anche con funzioni direttive (dal 1986).

La produzione scientifica non molto estesa peraltro rispecchia queste linee di attività in ambito fenicio-punico, con edizione di materiale ceramico e non dalla Sardegna e dall’ambiente fenicio e siriano. innegabili il lungo impegno didattico e l’impegno sul terreno, costante attraverso gli anni.

 

 

Giudizio collegiale

 

Serena Maria Cecchini, Professore associato di “Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico” nell’Università di Bologna dal 7 maggio 1985, con affidamento di “Archeologia fenicio-punica” nella stessa Università dal 1999, dopo essere stata Assistente ordinario di “Filologia semitica” nell’Università di Roma dal dicembre 1968 al maggio 1985 e Professore incaricato di “Filologia semitica” nell’Università di Bologna dal 1976 al 1985. Ha partecipato, anche con funzioni di responsabilità, a diversi scavi in Sardegna, in Sicilia, in Tunisia ed in Siria. La candidata presenta una non ampia produzione scientifica, che copre oltre un trentennio e chiaramente ha risentito, anche quanto ad intensità e continuità, della troppo differenziata gamma di soggetti affrontati. Le tematiche oggetto dei suoi interessi riguardano studi e riletture di elementi dell’artigianato fenicio d’Oriente e d’Occidente, oltre che singoli contributi di carattere filologico.

La sua attività scientifica, che per più aspetti appare meritoria, presenta discontinuità nel tempo e spessore critico talvolta non molto rilevante.

 

 

CANDIDATA:  STEFANIA MAZZONI

 

Il Prof. Pecorella così si esprime:

 

La candidata presenta 88 contributi di cui 5 monografie, oltre a numerose recensioni e voci di enciclopedie, compresi tra il 1972 e il 1999.

La vastità di interessi della candidata si evince dagli argomenti che ha preso in esame nella sua ampia produzione che spazia per il I millennio dagli avori della Persia occidentale alla ceramica, in numerosi contributi, delle fasi iniziali dell'area levantina nell'Età del Ferro con importanti riflessi sulla coeva produzione palestinese e fenicia.

Di particolare rilievo, espressi con competenza e ottima conoscenza del materiale, sono gli studi sulla glittica dal III al I millennio che le hanno permesso di fornire eccellenti contributi, assai apprezzati sul piano internazionale.

Gli studi della candidata sono spesso fondati su materiale proveniente da scavi, dove ha lavorato o diretto in prima persona, il che le ha permesso di incardinare i materiali trattati in un'ottica globale che travalica i confini strettamente geografici e si inserisce a pieno titolo nel mondo del Vicino Oriente che si affaccia sul Mediterraneo.

In particolare la capitale aramaica di Tell Afis, il cui scavo dirige con grande successo, ha permesso uno studio dei materiali inseriti in un contesto che porta ad una revisione critica delle produzioni levantine dell'Età del Ferro, mettendo a fuoco i problemi che riguardano le origini e lo sviluppo della civiltà fenicia di madrepatria nelle sue testimonianze più accessibili come la ceramica e gli avori.

La lunga attività didattica della candidata è stata rivolta sia all'archeologia del Vicino Oriente sia a quella fenicio-punica nell'ambito dei corsi universitari ed in quelli della Scuola di specializzazione.

La candidata è professore associato di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico nell'Università di Pisa e docente della stessa materia nella Scuola di Specializzazione sempre nell'Università.

E' una studiosa di ottima formazione archeologica con una lunga ed eccellente attività di ricerca sul campo come dimostrano i suoi contributi alla esplorazioni di numerose località, specie nella Siria occidentale.

La candidata dimostra di padroneggiare diversi temi dell'archeologia del Vicino Oriente, ivi compresa la fascia levantina di per sé o per contiguità.

 

Il Prof. Pernigotti così si esprime:

 

La candidata presenta 88 lavori, tra libri e articoli, ai quali si aggiungono 9 voci di enciclopedie e cataloghi, 13 recensioni e 8 lavori a carattere divulgativo, tutti, a diverso titolo valutabili ai fini del presente giudizio comparativo al fine di delineare una attività scientifica che si è concretata in studi su aspetti diversi delle culture preclassiche e classiche del Vicino Oriente Antico, in indagini sul campo, prospezioni territoriali e attività di scavo in siti diversi.

Dall’insieme di tale produzione scientifica si delinea una figura di studiosa che ha svolto una grande, intensa, feconda attività di ricerca archeologica ormai più che trentennale nel Vicino Oriente Antico, in ruoli di rilevante responsabilità con una notevole attitudine al coordinamento del lavoro sul campo.

La sua attività archeologica non è mai disgiunta dalla capacità di rielaborazione storica, nella quale si raccordano le situazioni del Levante, tra le quali quella fenicia è elemento costitutivo essenziale. Dall’attività di scavo si sviluppa in modo organico lo studio di vari aspetti della cultura materiale dai quali si è venuta delineando una specifica periodizzazione dell’Età del Ferro per il Vicino Oriente settentrionale che, elaborata prevalentemente sulla base dell’accordo dei contesti archeologici, è stata più recentemente applicata allo sviluppo dell’arte e dell’artigianato siro-fenicio, ciò che dimostra la presenza di un quadro evolutivo coerente nelle culture del Levante nel I millennio.

La candidata giunge per tal via allo studio del mondo fenicio con una serie di lavori che, anche se non puntualmente mirati al mondo fenicio, apportano contributi originali al suo inquadramento culturale (nn. 5, 10, 11). Tra i suoi lavori più importanti non si possono tacere quelli relativi agli stati siro-ittiti e l’età ‘oscura’ (nn. 20-21) e altri di vocazione storico-artistica (nn. 33, 59, 73).

In definitiva, l’attività svolta e la propensione alla ricerca ne fanno un’autorevole studiosa dell’Età del Ferro nell’area siro-palestinese che da tempo ha raggiunto la piena maturità scientifica.

 

 

Il Prof. Acquaro così si esprime:

 

Professore associato di Archeologia e Storia dell'arte del Vicino Oriente presso l'Università degli Studi di Pisa, è stata ed è titolare di corsi di Archeologia fenicio-punica presso la stessa Università. Ha condotto e conduce in prima persona e come coordinatore una serie di apprezzati progetti di ricerca, a Tell Mardikh/Ebla, Tell Tuqan, Tell Fray, Tell Afis, Yemen del Nord.

La produzione presentata rientra solo in parte nell'ambito della disciplina a concorso e non comprende alcun lavoro specifico sulla proiezione in Occidente della cultura fenicia. Si tratta di 127 titoli a stampa, di cui 87 fra monografie e articoli, 9 ( nn. 74, I-IX) voci di enciclopedia e cataloghi, 8 (a-h) a carattere divulgativo, 13 (A-M) recensioni.

Fra i lavori a carattere divulgativo devono essere annoverati anche i nn. 24 (estraneo all'ambito della disciplina a concorso), 10, 11. Non rientrano nell'ambito della disciplina a concorso i nn. 1-4, 8-9, 13, 16-18, 22-24, 30, 32, 35, 42, 44, 50, 47, 52, 57, 59-60, 67-68, 71-72, 75-80, 82-86.

Fra le voci d'enciclopedie si segnalano per completezza di redazione ed aderenza alle tematiche della disciplina a concorso le nn. I - II; fra le recensioni le nn. A, D, M.

Ciò premesso, i risultati conseguiti dalla candidata appaiono di rilevanza sia nell’analisi dei fenomeni di continuità, trasformazione e innovazione delle comunità del Levante nell’Età del Ferro sia nella caratterizzazione delle culture di età persiana della Siria e del Levante. Originali le considerazioni che derivano da letture comparate fra i contesti archeologici del Levante settentrionale e l’evoluzione della cultura artistica fenicia.

 

Il Prof. Matthiae così si esprime:

 

Professore associato prima di “Archeologia orientale” e poi di “Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico” all’Università di Pisa dal 28 dicembre 1982, dopo essere stato Tecnico di I categoria dal 1970 nell’Università di Roma, Professore incaricato di “Archeologia orientale” nell’Università di Pisa dal 1975 al 1982, Professore supplente di “Archeologia fenicio-punica” nell’Università di Pisa dal 1991 e Docente della stessa materia nella Scuola di Specializzazione nella medesima Università dal 1989, è studiosa di eccellente formazione archeologica con lunga, intensa ed efficace attività di partecipazione ed organizzazione dell’archeologia sul campo nell’area orientale, dalla Siria allo Yemen. Nell’abbondante ed originale produzione scientifica si segnalano particolarmente i suoi studi sull’arte monumentale della Siria degli inizi del I millennio a.C., le ricerche sulle rilevanti produzioni eburnee dello stesso periodo dal Levante all’Iran, tra le quali emerge la monografia sugli avori di Ziwiye, i numerosi contributi sulla glittica da quella arcaica di Ebla e di Biblo, cui ha dedicato una seconda fondamentale monografia, a quelle del II e del I millennio a.C. e gli studi sulle produzioni ceramiche del Levante nelle fasi iniziali del Ferro: tra questi ultimi è da notare soprattutto la sua nuova formulazione della cronologia del Ferro I, fondata sulle accurate indagini sul terreno a Tell Afis, che presenta importanti correlazioni con le produzioni della Palestina e della Fenicia. La linea di ricerca sulle produzioni della civiltà artistica siro-fenicia coniugata con l’impegnativa e prolungata direzione degli scavi a Tell Afis, una importante capitale della Siria aramaica, ricchi di risultati assai importanti, ha aperto una nuova prospettiva di indagini integrate, assai apprezzate sul piano internazionale, che ha notevoli conseguenze nella valutazione critica delle culture del Levante, con particolare riferimento al mondo fenicio d’Oriente. Le tematiche affrontate dalla candidata nelle sua attività di ricerca e di scavo, con intenso impegno e con funzione di direzione, sono tra quelle centrali nell’attuale dibattito internazionale dell’archeologia orientale in generale, come è dimostrato dalle sedi editoriali di diverse sue pubblicazioni tra le più prestigiose sul piano mondiale. La sua prolungata attività didattica, oltre all’archeologia del Vicino Oriente antico, è stata rivolta anche a lungo all’archeologia fenicio-punica sia in sede universitaria che di Scuola di specializzazione. Le sue attività di ricerca, che spaziano su parecchie tematiche sempre con una notevolissima capacità di controllo delle fonti e con un’assai rilevante perspicacia critica, pur se in prevalenza rivolte ad aree e a periodi caratterizzate da contiguità con quelle del mondo fenicio-punico, incidono su aspetti centrali delle problematiche relative alle origini e allo sviluppo della civiltà fenicia d’Oriente e alle sue manifestazioni più brillanti, come l’artigianato degli avori, e alle sue più problematiche produzioni di cultura materiale, come la ceramica. E’ studiosa di eccellente preparazione, capace di spaziare con adeguati strumenti critici su tematiche assai varie dell’archeologia orientale in generale e fenicio-punica in particolare, di sicura, piena maturità.

 

La Prof. Bresciani così si esprime:

 

La candidata ha insegnato nell’Università di Pisa Archeologia Orientale dal 1975-76, dal 1982 come Professore Associato di “Archeologia Orientale”(denominata poi “Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente Antico”) e dal 1990 anche docente di “Archeologia Fenicio-punica”. Le eccellenti doti di organizzatrice degli studi, in Italia e in Siria (dove ha saputo dar vita a una convenzione efficiente sulle metodologie scientifiche moderne applicate all’archeologia nel Vicino Oriente) risultano evidenti dall’esame del curriculum e dall’apprezzamento mondiale attorno alla sua figura di studiosa.

Centri principali dell’interesse scientifico di S. Mazzoni sono le culture urbane del Vicino Oriente e soprattutto il loro nascere e trasformarsi, i prodotti artistici e glittici siriani e siro-anatolici, neoassiri e quelli fenici del Libano.

L’attività archeologica sul terreno che ha diretto in Siria, a Tell Mardikh (Università di Roma) e a Tell Afis (Università di Pisa, in collab. con quelle di Roma e di Bologna) oltre che a Tell Tuqan, ha dato risultati di grande rilevanza presentati sollecitamente alla comunità scientifica con rapporti di scavo e volumi di relazioni, estremamente puntuali e rigorosamente condotte, sia dalla stessa candidata sia dai numerosi collaboratori e tecnici specializzati che ha saputo selezionare.

 

Giudizio collegiale

 

Stefania Mazzoni, Professore associato prima di “Archeologia orientale” e poi di “Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico” all’Università di Pisa dal 28 dicembre 1982, dopo essere stato Tecnico di I categoria dal 1970 nell’Università di Roma, Professore incaricato di “Archeologia orientale” nell’Università di Pisa dal 1975 al 1982, Professore supplente di “Archeologia fenicio-punica” nell’Università di Pisa dal 1991 e Docente della stessa materia nella Scuola di Specializzazione nella medesima Università dal 1989. Ha condotto e conduce, anche con funzioni direttive, una serie di progetti di scavo dalla Siria allo Yemen, con particolare riguardo al sito di Tell Afis, ricco di risultati importanti. La candidata presenta numerosi lavori, tra libri e articoli, ai quali si aggiungono voci di enciclopedia, recensioni e opere di alta divulgazione. La sua produzione appare di notevole rilevanza sia nell’analisi dei fenomeni di continuità, trasformazione e innovazione delle comunità del Levante nell’Età del Ferro, sia nella caratterizzazione delle culture di età persiana della Siria, della Fenicia e della Palestina. La linea di ricerca sulle produzioni artistiche siro-fenicie ha aperto una nuova prospettiva di indagini integrate, assai apprezzate sul piano internazionale, che ha notevoli conseguenze nella valutazione critica delle culture del Levante, con particolare riferimento al mondo fenicio d’Oriente.

Dall’insieme della produzione scientifica si delinea una figura di studiosa di intensa e feconda attività e di indiscussa maturità.

 

CANDIDATA:  GIOVANNA PISANO

 

Il Prof. Pecorella così si esprime

 

La candidata, che attualmente è Professore associato di Archeologia fenicio-punica presso l'Università di Tor Vergata di Roma, presenta 47 contributi a stampa di cui nove monografie, a parte recensioni e voci per enciclopedie e simili, stilati tra il 1965 ed il 1999.

La produzione della candidata è eccessivamente monocorde; si incentra, peraltro, con indubbia competenza, sulla oreficeria del mondo fenicio e punico, secondo un collaudato sistema di catalogazione.

Si è cimentata episodicamente in altri argomenti come la mobilità delle merci di lusso, e nella edizione di una serie di materiali fenici e punici di collezioni private.

La candidata si è resa benemerita per la promozione di serie editoriali che riguardano il mondo fenicio e punico nell'ambito della sua sede universitaria.

Si deve notare per altro una sostanziale assenza per quanto riguarda ambiti diversi da quelli delle oreficerie e la mancanza di attività sul campo che avrebbero probabilmente sostanziato gli studi con i complessi culturali che l'esplorazione archeologica propone.

 

Il Prof. Pernigotti così si esprime:

 

La candidata presenta 39 lavori a stampa o debitamente depositati in Prefettura e alla Procura della Repubblica, distinti in libri (i nn. 1, 3, 9 sono a suo nome, gli altri sono da lei curati) e articoli a cui si aggiungono quattro recensioni: tutti appaiono pienamente valutabili ai fini del presente concorso.

Non mancano nell’attività della candidata, quale si può evincere dal suo curriculum, esperienze archeologiche sul campo per avere partecipato nel 1967 alla campagna di scavo a Coppa Nevigata e nel 1980 agli scavi di Tharros: tuttavia la maggior parte della sua presenza negli studi si è esercitata in lavori su materiali provenienti da scavi o conservati in collezioni di musei sui quali ha lavorato più come storica dell’arte che come archeologa, in ciò dando certo il meglio del suo impegno scientifico.

La sua produzione scientifica è caratterizzata da un’attività di ricerca e di pubblicazione che, per quanto quantitativamente limitata, si è svolta con notevole impegno e sostanziale continuità nel tempo: i risultati sono di fatto circoscritti al solo settore relativo alla produzione e alla diffusione di monili (scarabei e amuleti) di cui è un’autorevole specialista.

Tra i suoi lavori più importanti sono da menzionare le monografie sui gioielli fenici di Tharros (n. 1), sui gioielli fenici e punici in Italia (n. 3) e sui gioielli punici del Museo archeologico di Eivissa (n. 9), nelle quali dà prova di un’impeccabile metodologia e nei quali raggiunge un’originalità di risultati che si ritrova anche in altri studi di portata più limitata, sempre concernenti l’oreficeria. A ciò si aggiunge una lodevole attitudine all’organizzazione di iniziative che hanno portato alla pubblicazioni di lavori a più mani (nn. 2, 4, 5, 6, 7, 8) di notevole interesse.

Da tutto ciò risulta una figura di studiosa di notevole qualificazione nello specifico settore di studi di cui si è occupata nel corso della sua carriera che è quello dei gioielli fenici e punici considerati prevalentemente dal punto di vista storico-artistico.

 

Il Prof. Acquaro così si esprime:

 

Professore associato di Archeologia fenicio-punica presso l'Università di Roma "Tor Vergata", condirettrice della collana "Studia punica" nel cui ambito ha curato l'edizione di 4 volumi, ha condotto e conduce in prima persona e come coordinatrice una serie di apprezzati progetti di ricerca, anche internazionali, nell'ambito della propria attività accademica.

La produzione presentata rientra totalmente nell'ambito della disciplina a concorso e comprende 41 titoli fra libri ed articoli, 4 voci di enciclopedie, 4 recensioni: fra questi i nn. A3, B26 d'ambito divulgativo; il n. B14, che fa parte del catalogo della mostra di Venezia sui Fenici e non contiene un proprio apparato bibliografico; il n. B38, in collaborazione con altri autori, non è valutabile per l'impossibilità di distinguerne le parti relative

La produzione scientifica della candidata si è volta con risultati rimarchevoli all'edizione e allo studio dei gioielli fenici e punici (nn. A3, B2, B12, B15, B17-B18, B20, B23, B25, B27, B30). In quest'ambito la consuetudine con il materiale inedito e il diretto esame di tre delle collezioni museali più importanti d'Europa, Cagliari (n. A1), Londra (n. B13), Ibiza (n. A9), e di uno dei rinvenimenti più significativi della Penisola Iberica, quello di Cadice (n. B16), ha fatto maturare nella candidata una competenza specifica anche dal punto di vista materico e tecnico, tale da permetterle la denuncia di falsi totali o parziali (nn. B22, B24, B28) pur celebrati in letteratura.

Analoga attenzione, e buona consuetudine con l'inedito, è posta nell'edizione di collezioni archeologiche (nn. A2, B9=B11), comprendenti stele votive (nn. B4, B5, B10, B19) vetri (n. B6), ceramiche, ossi (n. B21). Degne di riflessione sono le considerazioni avanzate su diversi problemi storico artistici, aventi come motivo di riferimento materiali diversi, dalla glittica (nn. B7, B32) alla pittura (n. B31) e alle terrecotte (n. B8), dai bronzi (n. B1) alle uova di struzzo (nn. B35, B36).

D'interesse alcuni interventi sulla circolazione nel Mediterraneo preromano di oggetti di lusso (nn. B33, B34, B35).

Si segnalano le voci d'enciclopedia per completezza di redazione; fra le recensioni la n. C3; fra le opere divulgative per completezza e precisione della trattazione le nn. A3, B14, B26.

 

Il Prof. Matthiae così si esprime:

 

Professore associato di “Antichità puniche” prima e poi di “Archeologia fenicio-punica” all’Università di Roma “Tor Vergata” dal 7 giugno 1982, dopo essere stata tecnico laureato nell’Università di Roma dal 1970 e nell’Università di Milano dal 1975 e vincitrice di un concorso di aspirante ricercatore del C.N.R. nel 1975, è studiosa di formazione archeologica, peraltro limitata ad alcune categorie soltanto dell’artigianato fenicio d’Occidente. Nella sua produzione scientifica, non particolarmente abbondante e in grandissima parte apparsa in poche sedi editoriali in larghissima prevalenza italiane, i temi ricorrenti sono quelli relativi all’oreficeria fenicio-punica, affrontati per la prima volta nella monografia sui gioielli di Tharros del museo di Cagliari, che è un utile strumento di raccolta per futuri necessari approfondimenti critici, quelli concernenti aspetti, sempre molto settoriali, della bronzistica, della coroplastica, oltre che della produzione delle stele, tuttavia con note per lo più prive di rilevanti elementi critici su singole stele inedite, e quelli su alcuni documenti della glittica fenicia di Sardegna. Mentre nelle attività organizzative appare apprezzabile l’iniziativa editoriale della cura di una collana di studi, spesso miscellanei, dell’Università di Tor Vergata, nel quadro generale delle attività di ricerca della studiosa, in cui una chiara debolezza è denotata dalla scarsissima attività di scavo, gli aspetti descrittivi sono largamente prevalenti, la prospettiva critica è molto spesso assai limitata e i contributi originali sono rari. Pur considerando positivamente la sua non breve attività di insegnamento universitario, non si constata un corrispondente impegno nell’attività di ricerca, in cui si osserva, oltre all’assenza di valutazioni interpretative sufficientemente ampie e approfondite, il prevalere di impostazioni di metodo troppo limitativamente descrittive e antiquarie.

 

La Prof. Bresciani così si esprime:

 

La candidata presenta un curriculum variegato nelle sue partecipazioni ad attività presso diversi Musei e Collezioni; dal 1980 professore associato di Antichità puniche (dal 1995 di Archeologia fenicio-punica) nell’Università di Roma-Tor Vergata.

Inserita bene nel tessuto della ricerca a lei competente anche in ambito internazionale, la candidata nella sua produzione scientifica mostra chiaramente il tipo di interessi con pubblicazione di oggetti (gioielli) d’ambito fenicio-punico, e reperti da scavi. Interessante la partecipazione a progetti di elaborazione dei materiali con le metodologie moderne (archeometria).   Ne sono buone testimonianze i quattro volumi degli Studia Punica (1, 7, 11, 12) editi tra l’87 e il ’99 e i numerosi articoli.  

 

Giudizio collegiale

 

Giovanna Pisano, Professore associato di “Antichità puniche” prima e poi di “Archeologia fenicio-punica” all’Università di Roma “Tor Vergata” dal 7 giugno 1982, dopo essere stata Tecnico laureato nell’Università di Roma dal 1970 e nell’Università di Milano dal 1975 e vincitrice di un concorso di aspirante ricercatore del C.N.R. nel 1975. La candidata presenta una non ampia produzione scientifica rivolta in prevalenza all’edizione ed allo studio dei gioielli fenici e punici, di cui è una riconosciuta specialista. Interessanti sono la sua partecipazione a progetti di elaborazione archeometrica di materiali archeologici, la sua attività di ricerca museale che ha fatto maturare una competenza specifica che le ha permesso il riconoscimento di falsi, totali o parziali, e la sua attività di responsabile editoriale.

Pur nella sua propensione per un’eccessiva specializzazione, si tratta di studiosa con una notevole qualificazione in un settore specifico degli studi.

 

Giudizi sulla prova didattica del candidato:

 

CANDIDATO: Piero Bartoloni

giudizi individuali

 

Commissario: Prof. Pecorella

Il Dott. Bartoloni ha impostato la lezione con chiarezza di esposizione, fornendo un quadro dello sviluppo delle costumanze e dei riti funerari fenici e punici con particolare riguardo alla Sardegna.

 

Commissario: Prof. Pernigotti

Il candidato ha dato prova di sufficienti capacità didattiche con una esposizione chiara e documentata.

 

Commissario: Prof. Acquaro

Il candidato ha dato conto della propria esperienza di scavo in Sardegna. Chiara l’esposizione; livello di aggiornamento non è completo soprattutto per quanto riguarda la ritualità.

 

Commissario: Prof. Matthiae

La lezione, pur non sviluppando completamente il tema, è stata svolta secondo una adeguata organizzazione logica con precisione, anche se con indubbie semplificazioni e ha rivelato un sufficiente livello di aggiornamento di informazione.

 

Commissario: Prof.ssa Bresciani

Il candidato ha condotto la sua lezione con chiarezza schematica e con sufficiente aggiornamento bibliografico.

 

giudizio collegiale

 

La lezione, che è stata impostata prevalentemente sull’esperienza di scavo in Sardegna, è stata svolta con buona informazione e con sufficiente chiarezza espositiva, anche se con talune semplificazioni delle problematiche connesse, e con un aggiornamento bibliografico forse troppo selettivo.

 

Nella quinta riunione la Commissione procede all’esame  collegiale comparativo dei giudizi espressi sui candidati ed esprime i giudizi complessivi come segue:

 

 

Giudizi complessivi finali della Commissione:

 

 

      Piero Bartoloni       

 

Considerato in comparazione con gli altri candidati, malgrado talune riserve su aspetti della produzione scientifica, per il lungo e fattivo impegno nella ricerca risulta maturo in relazione al settore scientifico-disciplinare a concorso (L05E).

 

   Sandro Filippo Bondì

 

Considerato in comparazione con gli altri candidati, per la ricchezza e l’originalità della produzione scientifica e dell’attività di ricerca, risulta pienamente maturo in relazione al settore scientifico-disciplinare a concorso (L05E).

 

      Serena Maria Cecchini        

 

Considerata in comparazione con gli altri candidati, per le limitazioni e per la discontinuità nella produzione scientifica, pur meritoria per taluni aspetti, non raggiunge appieno la maturità in relazione al settore scientifico-disciplinare a concorso (L05E).

 

Stefania Mazzoni

 

Considerata in comparazione con gli altri candidati, per l’ampiezza e l’originalità della produzione scientifica e per i risultati raggiunti nelle imprese di scavo, risulta pienamente matura in relazione al settore scientifico-disciplinare a concorso (L05E).

           

Giovanna Pisano

 

Considerata in comparazione con gli altri candidati, per l’eccessiva settorializzazione della produzione scientifica, che pur presenta aspetti positivi, non raggiunge a pieno la maturità in relazione al settore scientifico-disciplinare a concorso (L05E).

 

 

La Commissione procede alla votazione che dà i seguenti risultati:

 

Candidato Piero Bartoloni:  votano a favore i commissari Pernigotti, Matthiae, Bresciani.

Candidato Sandro Filippo Bondì:  votano a favore i commissari Pecorella, Pernigotti, Acquaro,  Matthiae, Bresciani.

Candidata Serena Maria Cecchini: vota a favore il commissario Pecorella.

Candidata Stefania Mazzoni: votano a favore i commissari Pecorella, Pernigotti, Acquaro,  Matthiae, Bresciani.

Candidata Giovanna Pisano, vota a favore il commissario Acquaro.

 

Sulla base dei voti ottenuti, sono dichiarati idonei i seguenti candidati,

in ordine alfabetico:

 

Piero Bartoloni (voti 3)

Sandro Filippo Bondì (voti 5)

Stefania Mazzoni (voti 5)

.

 

 

 

Il Prof. P. E. Pecorella, segretario  della presente Commissione si impegna a consegnare al Responsabile del Procedimento:

due copie complete dei verbali delle singole riunioni;

due copie dei giudizi collegiali conclusivi espressi su ciascun candidato (cd. medaglione);

due copie della relazione riassuntiva dei lavori svolti;

un floppy disk contenente gli atti stessi (il floppy disk è essenziale poiché per la effettiva conclusione della procedura concorsuale è necessario che gli atti siano pubblicati per via telematica ai sensi dell'art. 5 comma 1 del D.P.R. 390/98).

Tutto il materiale concorsuale è  sistemato in un plico chiuso e firmato da tutti i componenti la Commissione sui lembi di chiusura.

Letto approvato e sottoscritto seduta stante.

 

La Commissione

 

- Prof. Edda BRESCIANI (presidente)

 

- Prof. Enrico ACQUARO

 

- Prof. Paolo MATTHIAE

 

- Prof. Sergio PERNIGOTTI

 

- Prof. Paolo Emilio PECORELLA (segretario)