UNIVERSITA' DEGLI STUDI
DELLA TUSCIA
Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di
professore universitario di ruolo di seconda fascia, indetto con D.R. n. 807/99
del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi
ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, settore
scientifico disciplinare L02B (Storia Romana).
Il giorno 8 Marzo 2000 alle ore 11 presso una stanza della Segreteria Studenti della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia, si è riunita la Commissione giudicatrice della valutazione comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di seconda fascia per il settore scientifico disciplinare L02B (Storia Romana).
La commissione, nominata con
D.R. n. 29/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000,
risulta così composta:
Prof. LAFFI Umberto,
Ordinario Università di Pisa
Prof.ssa SCARDIGLI Barbara,
Ordinaria Università di Siena
Prof. SARTORI Antonio,
Associato Università di Milano
Prof.ssa GIUA Maria
Antonietta, Associata Università di Firenze
Prof. DI STEFANO Vania,
Associato Università della Tuscia
La Commissione procede alla
nomina del Presidente nella persona del Prof. Umberto Laffi e del Segretario
nella persona del Prof. Vania Di Stefano.
Dall’elenco trasmesso
dall’amministrazione risultano aver presentato domanda al concorso n. 6
candidati:
1 CALDELLI Maria Letizia
2 CAMPANILE Maria Domitilla
3 CESA Maria
4 DE ROMANIS Federico
5 FORA Maurizio
6 RICCI Cecilia
Come risulta dalla lettera
protocollo n. 001865 dell’8 febbraio 2000 dell’Ufficio concorsi, hanno
rinunziato, comunicandolo con lettera, i seguenti candidati: CALDELLI Maria
Letizia, RICCI Cecilia. Pertanto le suddette candidate sono da ritenersi
depennate dall’elenco degli ammessi.
Ciascun componente la
commissione dichiara di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4
grado incluso con gli altri commissari e con i candidati compresi nell'elenco
suddetto.
Dichiara, altresì, che non
sussistono le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c..
Quindi, presa visione delle
disposizioni che disciplinano lo svolgimento delle procedure di valutazione
comparativa e di quanto stabilito dal bando di concorso, in particolare gli
artt. 1, 5, 6 e 7, procede a fissare in dettaglio i criteri di massima per la
valutazione dei candidati in relazione ai titoli prodotti ed alle prove
d’esame.
Tali criteri vengono riportati in allegato al presente verbale, quale parte integrante dello stesso e conformemente alle disposizioni di cui al comma 6 dell’art. 2 del D.P.R. 390/98, saranno consegnati, senza indugio, al Responsabile del Procedimento che ne dovrà assicurare la tempestiva pubblicità affiggendoli all’albo ufficiale di Ateneo presso il Rettorato e all’albo della Facoltà che ha richiesto il bando.
Considerato poi che i lavori potranno proseguire non
prima di sette giorni dalla pubblicazione dei criteri prefissati, la
Commissione stabilisce di riunirsi il giorno Martedì 4 Aprile 2000 ore 10.00
presso la Facoltà di Beni Culturali dell’Università della Tuscia, per la
valutazione dei titoli e delle pubblicazioni.
Per quanto riguarda lo
svolgimento delle prove d’esame la Commissione stabilisce di convocare i
candidati presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università
della Tuscia. Stabilisce inoltre di convocarli in ordine alfabetico, secondo il
seguente calendario, per procedere alla scelta del tema oggetto della prova
didattica, da sostenere ventiquattro ore dopo, e alla discussione dei titoli
scientifici.
candidato Campanile Maria
Domitilla il giorno 19-6-2000 alle ore 9,30
candidato Cesa Maria il
giorno 19-6-2000 alle ore 10,30
candidato De Romanis
Federico il giorno 19-6-2000 alle ore 11,30
candidato Fora Maurizio il
giorno 19-6-2000 alle ore 12,30
Il Calendario suddetto verrà
comunicato al competente ufficio per il seguito di competenza.
La Commissione prende atto
che dovrà concludere i lavori entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella
G.U. del D.R. di nomina.
La Commissione si riconvoca
per il giorno martedì 4 Aprile 2000 alle ore 10 presso l’Università della
Tuscia.
La seduta è tolta alle ore
14.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
- Prof. Laffi Umberto
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Giua Maria
Antonietta
- Prof. Di Stefano Vania
Viterbo 8 Marzo 2000
UNIVERSITA' DEGLI STUDI
DELLA TUSCIA
Procedura di valutazione comparativa a n.1 posto di
professore universitario di ruolo di seconda fascia, indetto con D.R. n. 807/99
del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi
ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali settore
scientifico disciplinare L02B (Storia Romana).
ALLEGATO AL VERBALE N. 1
CRITERI DI MASSIMA ex art. 2
comma 6 D.P.R. 390/98
Dopo ampia ed approfondita
discussione la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione
comparativa a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di seconda
fascia, nominata con D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7
del 25.01.2000, composta dai docenti:
Prof. LAFFI Umberto (presidente)
Prof.ssa SCARDIGLI Barbara
Prof. SARTORI Antonio
Prof.ssa GIUA Maria
Antonietta
Prof. DI STEFANO Vania (segretario)
a)
al
fine di procedere alla valutazione comparativa dei candidati, assume i seguenti
criteri di massima:
b)
originalità
e innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;
c)
apporto individuale del
candidato, analiticamente determinato nei lavori in collaborazione;
d)
congruenza
della attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore scientifico-disciplinare
per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche interdisciplinari che
le comprendano;
e)
rilevanza
scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione
all’interno della comunità scientifica;
f)
continuità
temporale della produzione scientifica anche in relazione alla evoluzione delle
conoscenze nello specifico settore scientifico-disciplinare.
Costituiranno titoli da
valutare specificamente nelle valutazioni comparative:
a)
l’attività
didattica svolta, vale a dire responsabilità didattica presso soggetti pubblici e privati italiani
e stranieri di corsi ufficiali nel settore L02B; attività e corsi di sostegno;
attività seminariali ed esercitazioni di sostegno ai corsi ufficiali;
b)
i
servizi prestati negli atenei (partecipazione a commissioni di esame di
profitto e di laurea) e negli enti di ricerca italiani e stranieri;
c) l’attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati italiani e stranieri;
d)
i
titoli di dottore di ricerca e la fruizione di borse di studio finalizzate ad
attività di ricerca;
e)
l’organizzazione,
direzione e coordinamento di gruppi di ricerca;
f)
il
coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito
nazionale ed internazionale.
Per quanto riguarda il numero
delle pubblicazioni da valutare il bando non prevede un numero massimo da
presentare.
Nella valutazione delle
pubblicazioni la Commissione evidenzierà il contributo fornito dal candidato
sulla base dei seguenti criteri:
-
nell’ipotesi di pubblicazioni a più nomi la Commissione provvederà a enucleare
il contributo fornito dal candidato nella pubblicazione, secondo quanto di
seguito riportato:
- nel caso di
lavori in collaborazione con membri della Commissione il Commissario
interessato specificherà il tipo di contributo fornito dal candidato
nell’ambito della pubblicazione in oggetto;
- nel caso di
lavori pubblicati con terzi, la Commissione provvederà a enucleare il
contributo del candidato in base alla continuità nella produzione scientifica
ed alla sequenza dei nomi riportati sui lavori.
Relativamente alla discussione dei titoli scientifici la Commissione valuterà la capacità del candidato di motivare e giustificare le scelte ed i contenuti degli argomenti di ricerca nonché di orientarsi nel campo dei temi di volta in volta affrontati.
Quanto alla prova didattica la Commissione stabilisce che questa consisterà in una lezione di quarantacinque minuti su un argomento nell’ambito di una disciplina scelta dal candidato tra quelle del settore scientifico-disciplinare L02B (Storia Romana).
Il tema della lezione sarà assegnato mediante sorteggio da parte del candidato immediatamente prima della prova sulla discussione dei titoli scientifici presentati. A tal fine ciascun candidato estrae a sorte tre fra i cinque temi proposti dalla Commissione scegliendo immediatamente quello che formerà oggetto della lezione da svolgersi dopo 24 ore.
La prova didattica sarà valutata in base all’impostazione, alla chiarezza espositiva ed al livello di aggiornamento dimostrato dai candidati.
Le prove suddette sono pubbliche.
Il
presente allegato contenente i criteri da seguire per la valutazione dei
candidati sarà trasmesso al più presto al Responsabile del Procedimento il
quale ne curerà la pubblicità ai sensi dell'art. 2 c. 6 del D.P.R. 390/98.
Letto approvato e
sottoscritto.
Viterbo 8 Marzo 2000. La
Commissione
Prof. LAFFI Umberto
Prof.ssa SCARDIGLI Barbara
Prof. SARTORI Antonio
Prof.ssa GIUA Maria
Antonietta
Prof. DI STEFANO Vania
Procedura di valutazione comparativa
a n.1 posto di professore universitario di ruolo di II fascia, indetto con D.R. n. 807/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali settore scientifico disciplinare L02B Storia Romana.
Impossibilitata a riunirsi il giorno 4 Aprile 2000, già previsto nel verbale 1, a causa di un'indisposizione della Professoressa Barbara Scardigli, la Commissione giudicatrice il 26 Marzo ne ha informato per lettera, tramite il Prof. Di Stefano, il Magnifico Rettore Professor Marco Mancini, e si è riunita al completo il giorno 3 Maggio 2000 alle ore 10 presso la stanza n. 14, laboratorio n. 2, del Dipartimento di Scienze del Mondo antico della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia, per dare inizio alla valutazione comparativa dei titoli prodotti dai candidati sulla base dei criteri stabiliti in precedenza.
La Commissione prende atto che dopo il suo insediamento è pervenuta la rinuncia al concorso anche del candidato Maurizio Fora.
Nella valutazione dei titoli la Commissione decide di procedere nel seguente modo:
a) i plichi contenenti i titoli dei candidati saranno esaminati secondo l’ordine alfabetico;
b) ogni Commissario procederà all’esame dei titoli esprimendo il proprio giudizio e solo dopo la Commissione si pronuncerà collegialmente, passando poi al candidato successivo.
La Commissione inizia ad aprire i plichi trasmessi dall’Amministrazione, contenenti le domande e i titoli dei candidati.
Il Presidente ricorda che le pubblicazioni redatte in collaborazione con i membri della Commissione e con terzi possono essere valutate solo se rispondenti ai criteri individuati nella prima riunione
Viene esaminato il curriculum della candidata CAMPANILE Maria Domitilla.
La Dottoressa Campanile presenta un apprezzabile curriculum scientifico svolto non solo nell'àmbito dell'Università di Pisa, in cui si è laureata il 20 Novembre 1987 col massimo dei voti discutendo una tesi su Nerone liberticida-Nerone liberator. Commento a SIG3, 814, ma anche in Università e istituzioni straniere, frequentate per ricerca e studio: vedi il soggiorno presso la Cattedra di Storia Antica dell'Università di Monaco di Baviera, presso la Fondation Hardt di Ginevra e presso il British Institute of Archeology di Ankara. Il 28 Aprile 1992 ha discusso il Dottorato di ricerca in Storia (Storia Antica, con sede amministrativa a Pisa) con una tesi sui sacerdoti del koinòn d'Asia, successivamente pubblicata nel 1994. Nel 1993-1995 ha usufruito di una borsa di studio post-dottorato. La sua partecipazione alla vita accademica dell'università di Pisa è stata ed è molteplice e fruttuosa: nominata cultrice della materia per "Storia greca e storia romana con esercitazioni di epigrafia romana" per il 1991-1993 e cultrice di “Storia Romana” dal 1995, ha guidato seminari ed esercitazioni per i corsi di Storia Greca e di Storia Romana. Partecipa alle commissioni di esame di Storia Romana, e ha svolto la funzione di correlatrice alle tesi di laurea. Fa inoltre parte della redazione della rivista "Studi classici e orientali". Si segnala la partecipazione a 8 convegni scientifici, incontri o seminari tanto in Italia (Pisa, Roma, Cagliari, Perugia, Camerino, Pontignano), quanto all'estero (Turchia, Francia).
Vengono poi esaminate da parte di ciascun Commissario le pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi Commissari; quindi ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale.
I giudizi dei singoli Commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato A).
Viene poi esaminato il curriculum del candidato CESA Maria.
La Dottoressa Cesa presenta un curriculum accademico e scientifico vario e interessante svolto sia in Italia, e precisamente a Pisa, dove nel 1975 viene ammessa alla Scuola Normale Superiore e dove frequenta l'Università nel quadriennio 75-79, conseguendo laurea e diploma nel 1979, e poi a Napoli presso l'Istituto di Studi Storici, sia all'estero dapprima presso l'università di Basilea, poi presso l'Oesterreichische Geschichtforschung di Vienna come vincitrice di una borsa di studio (in questa occasione si segnala l'importante lavoro di traduzione della Storia dei Goti di H. Wolfram, poi edito nel 1985), infine presso il Bumbarton Oaks Center for Byzantine Studies. Dalla fondazione Alexander von Humboldt ottiene una borsa di studio (1988-1989).
Parallelamente a queste prestigiose ed importanti esperienze formative, nel 1983 supera il concorso come ricercatrice in Storia Antica nell'Università di Urbino, dove svolge un'intensa attività didattica, partecipando a sessioni di esami e, come correlatrice, alla discussione di tesi di laurea (quest'ultima anche presso l'Università di Firenze).
Dal punto di vista della didattica si segnalano le 2 supplenze di Storia del Cristianesimo presso l'Università di Siena, l'affidamento per due anni consecutivi dell'insegnamento di Storia Romana presso l'Università di Firenze e l'affidamento di Antichità Romane preso l'università di Urbino.
Ha svolto relazioni in 5 convegni scientifici sia in Italia (Arezzo, Ravenna, Cosenza) sia all'estero (Parigi, Kavala) su temi di storia, in modo speciale sul periodo tardo-antico e il problema delle invasioni barbariche.
Vengono quindi esaminate da parte di ciascun Commissario le pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi Commissari; poi, ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli Commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato A).
Viene poi esaminato il curriculum del candidato DE ROMANIS Federico.
Il Dottor De Romanis presenta un curriculum di singolare interesse: vincitore di una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri, che gli ha consentito di soggiornare in India nell'a. a. 1984-1985, dove ha studiato Lingue e Letteratura Tamil e Storia dell'India Antica, si è laureato col massimo dei voti all'Università di Roma "La Sapienza" il 19 Marzo 1986 con Santo Mazzarino discutendo una tesi dal titolo: Roma, i nótia dell'India e Taprobane. Borsista dell'Istituto Italiano di Studi Storici di Napoli nell'a.a. 1987-1988, è stato nel triennio 1989-1991 allievo borsista della Scuola Superiore di Studi Storici dell'Università degli Studi di S. Marino, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche il 4 Dicembre 1992, discutendo una tesi dal titolo: Cassia, cinnamomo, ossidiana. Mediterraneo ed Eruthrà thálassa dall'età saita a quella giulio-claudia. Vincitore di concorso per un posto di ricercatore il 19 Settembre 1990, dal 18 Ottobre svolge la sua attività presso la Facoltà di Magistero dell'Università di Catania, passando successivamente, dall'1 Marzo 1997, all'Università di Roma "Tor Vergata".
Redattore della rivista "Helikon" dal 1987 al 1991, negli anni 1990-1992 ha collaborato alla Missione Archeologica a Qurna in Egitto con la Cattedra di Egittologia dell'Università di Roma "La Sapienza".
Dall'a. a. 1995-1996 al 1999-2000 ricopre per supplenza l'insegnamento di Storia Romana presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università della Tuscia, dove ha inoltre svolto 9 correlazioni a tesi di laurea. In veste di relatore è stato invitato a 9 convegni scientifici sia in Italia (Pavia, Pisa, Ravello, Roma, Spoleto), sia all'estero (Teheran).
Vengono quindi esaminati da parte di ciascun Commissario le pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi Commissari; poi, ciascun Commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli Commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (allegato A).
La seduta è tolta alle ore 15.
Letto approvato e sottoscritto.
La Commissione
Prof. Umberto Laffi, Presidente
Prof.ssa Barbara Scardigli
Prof.ssa Maria Antonietta Giua
Prof. Antonio Sartori
Prof. Vania Di Stefano, Segretario
ALLEGATO A)
Giudizi sui titoli e sulle pubblicazioni:
CANDIDATO: CAMPANILE Maria Domitilla
GIUDIZI INDIVIDUALI
Commissario Umberto Laffi
La candidata, che ha svolto un’intensa attività di ricerca in vari campi della storia romana, ha acquisito una competenza specifica nella storia politica, economica, sociale e culturale delle province di Asia e di Ponto-Bitinia, ed in questo contesto ha dedicato una particolare attenzione all’analisi delle forme di romanizzazione delle élites locali. Si segnala per la ricchezza della documentazione esaminata il volume I sacerdoti del koinòn d’Asia, edito nel 1994, nel quale un’indagine sistematica dei singoli personaggi che raggiungono il grado di sommo sacerdote e dello sviluppo delle singole famiglie attraverso le generazioni consente di apprezzare come il culto imperiale abbia rappresentato lo strumento principale di questa romanizzazione, assolvendo anche al compito di consolidare i legami tra la periferia provinciale e il centro del potere. La storia amministrativa delle province orientali nel periodo repubblicano è al centro di altre approfondite riflessioni storico-storiografiche, che si sono concretate in un ragguardevole numero di importanti contributi.
Regolarità e continuità temporale contrassegnano l’attività scientifica della candidata, i cui studi sono pubblicati in collane, riviste, atti di convegni di riconosciuta rilevanza e ampiamente diffusi all’interno della comunità scientifica.
Nel complesso i lavori della dottoressa Campanile si raccomandano per l’originalità delle impostazioni, l’innovatività dei risultati, il rigore metodologico, e lo spirito critico, che deriva da una solida formazione di base.
Commissario Barbara Scardigli
Primo argomento dei suoi studio è il periodo neroniano, affrontato sia
nella traduzione con commento
filologico-storico al discorso con cui
Nerone (iscr. IG VII 2713=ILS 8794 ) il 28 nov. 67 d.C. a Corinto concede la
libertà ai Greci, sia nelle considerazioni sulla sala ottagona della Domus
Aurea, sia infine nella valutazione degli obiettivi perseguiti da Seneca nel De clementia nei confronti di Nerone.
Si può definire secondo argomento, l'insieme delle problematiche attorno al koinon d'Asia, studiato in particolare attraverso un attento esame delle fonti, soprattutto epigrafiche, relative alle cariche annuali dell'archiereus, nonché all'archiereia. Rientrano in questo filone 6 articoli e il libro "I sacerdoti del koinon d'Asia" (1994) che costituisce un'utile prosopografia di 174 personaggi con una buona parte conclusiva che riguarda la provenienza sociale dei personaggi in questione, la titolatura, il rapporto del sacerdozio con la curatela rei publicae, e infine gli stemmi familiari.
Interessante poi è il contributo in cui è indagato, attraverso l'analisi delle vite di Scopeliano, Filagro,Polemone di Laodicea ed altri, il procedimento con cui Filostrato, per lunghi tratti nostra unica fonte, costruisce i suoi personaggi.
Oltre che nel lavoro sulle città d'Asia tra Mitridate e Roma, anche nei
due contributi comparsi nella "Storia dei Greci" (II,3 1998) la
candidata affronta con sicurezza tematiche più ampie, sia i grandi temi
dell'ellenismo (economia e vita cittadina, rapporti tra le varie città e tra
sovrani e città, politica estera e vita diplomatica, trattamento specifico di
alcune città), sia quello della difficile integrazione dei greci nell'Impero
Romano.
La candidata espone con chiarezza e rivela grande conoscenza dei documenti epigrafici; dimostra inoltre un corretto metodo di lavoro (di solito informa sullo status quaestionis, sui problemi ancora aperti, sulle lacune che intende colmare e nella conclusione ricapitola puntualmente i risultati ottenuti).
Commissario Maria Antonietta Giua
La candidata presenta una sostanziosa produzione, consistente in una monografia e in numerosi lavori minori - articoli e una recensione - da cui emergono sicure competenze tecniche, rigore metodologico, autonomia critica. Dopo un promettente esordio con un contributo dedicato a L'iscrizione neroniana sulla libertà dei Greci, la ricerca si è orientata verso l'approfondimento di tematiche attinenti le aree orientali dell'impero, in particolare le province d'Asia e di Ponto-Bitinia: l' attenzione costante e puntuale alla concretezza della documentazione, la padronanza delle fonti, la familiarità con le problematiche del dibattito critico, le hanno consentito di ottenere risultati significativi ai fini di una migliore conoscenza di questioni di rilievo come il culto imperiale e la romanizzazione delle élites cittadine nell'Oriente greco. Meritano una particolare menzione, per la solidità dell'impianto documentario e la lucida valutazione d'insieme, lo studio prosopografico sui sacerdoti del koinòn d'Asia e, più di recente, due importanti contributi - apparsi nel vol. II 3 della prestigiosa pubblicazione I Greci di Einaudi (1998) - dedicati alla vita cittadina nell'età ellenistica e ai complessi aspetti dell'integrazione politica del mondo greco nell'impero.
Commissario Antonio Sartori
Ottima specialista d’Asia Minore e tanto più approfondita quanto più si addentra negli specifici casi locali. Se in “Seneca, Nerone e il De clementia” dà prova di finezza interpretativa con l’analizzare il lessico delle immagini “retoriche” ivi impiegate, è nell’indagine prosopografica che raggiunge i risultati migliori, da “Contese civiche ad Efeso” a “Il koinòn di Bitinia” al volume “I sacerdoti del koinòn d’Asia”, nel quale mostra sicurezza a tutto campo in un lavoro di largo respiro. Interessante la capacità di tratteggiare aspetti degli atteggiamenti locali nei rapporti con la potenza egemone (si veda in “Contese civiche ad Efeso” o “Città d’Asia Minore” o “Tiberio e la prima neocoria”), mostrando ottima padronanza della fenomenologia sociologica. Ottima la capacità di presentazione di temi non sempre di facile espressività. Molto sicura la padronanza delle fonti, anche delle più minute e poco note.
Commissario Vania Di Stefano
La sua produzione scientifica assomma a 19 titoli fra i quali la tesi di dottorato dattiloscritta e l'edizione a stampa della stessa, e una recensione. Si segnalano ulteriori 4 lavori in corso di stampa (non allegati).
Nell'insieme i suoi scritti, come del resto anche la sua formazione, guardano parallelamente al mondo greco d'Asia Minore e alla presenza romana in quell'area dal conflitto con Mitridate, al consolidarsi del governo imperiale. Questo incontro fra due realtà storiche così diverse e lontane per cultura e mentalità (come è messo bene in evidenza nell'articolo Tiberio e la prima neocoria di Smirne) ha prodotto una vasta messe di testimonianze da studiare e interpretare in una incalzante prospettiva di sviluppo scientifico, resa ancor più interessante dalle scoperte (epigrafiche soprattutto) che si vanno facendo e che sostanziano in gran parte ad es. l'articolo sul culto imperiale in Frigia, ricco di sobri ma efficaci profili prosopografici. La candidata è tuttavia capace di tratteggiare in maniera più approfondita taluni personaggi, come ad es. M. Antonius Polémon, oggetto di un articolo) e ricordato varie volte nei suoi scritti.
Meritano apprezzamento la serietà e la chiarezza di impostazione con cui sono affrontati temi come la "liberazione della Grecia" (si analizza il ruolo svolto da Nerone), il culto imperiale. Va ricordato per l'ampia messe di materiale raccolto e per l'impostazione critica, la monografia sui sacerdoti del koinon d'Asia, contributo fondamentale per un tema già preliminarmente affrontato in alcuni lavori minori (vedi lo studio dedicato al koinon di Bitinia e ulteriormente proseguito ad es. con l'interessante recupero di un nuovo asiarca da Milasa attraverso un passo di Strabone, dove l'espressione prote time sembra proprio sottintendere l'asiarchia. Nell'insieme il profilo scientifico della candidata, quale risulta dal curriculum e dalle pubblicazioni a stampa, non può che essere molto apprezzato.
GIUDIZIO COLLEGIALE
La candidata presenta una sostanziosa produzione consistente in una monografia e in numerosi articoli, da cui emergono sicure competenze tecniche, rigore metodologico, autonomia critica. Nell’insieme i suoi scritti, come del resto anche la sua formazione guardano parallelamente al mondo greco d’Asia minore e alla presenza romana in quell’area dal conflitto con Mitridate al consolidarsi del governo imperiale: in questo contesto ha dedicato un’approfondita attenzione all’analisi delle forme di romanizzazione delle élites locali e al culto imperiale. I suoi lavori mostrano ottima padronanza delle fonti e uno spiccato interesse per la fenomenologia sociologica. Regolarità e continuità temporale contrassegnano l’attività scientifica della candidata.
CANDIDATO: CESA Maria
GIUDIZI INDIVIDUALI
Commissario Umberto Laffi:
La candidata dimostra una particolare competenza nel campo degli studi sul mondo tardo-antico, al quale ha dedicato contributi originali e innovativi, incentrati soprattutto sui rapporti tra il governo imperiale romano e le popolazioni barbariche durante il periodo delle invasioni (tra questi spicca l’importante monografia Esercito tardoantico e barbari. La crisi imperiale da Adrianopoli al 418, Como 1994).
Nella ricostruzione del mondo tardo-antico la candidata si avvale di una solida conoscenza delle fonti letterarie (Procopio, Corippo, Eunapio, Agatia Scolastico), che interpreta con finezza ed equilibrio. In questo contesto merita una particolare attenzione l’ampio ed approfondito commento alla Vita Epifani di Ennodio, una fonte storica di valore discontinuo, che consente di esaminare l’atteggiamento di alcuni Romani colti di fronte al disfacimento dell’impero e all’affermarsi dei regni romano-barbarici. È da segnalare anche la fitta serie di recensioni pubblicate dalla candidata, che pongono in evidenza le sue capacità critiche.
La dott.ssa Cesa ha pubblicato i suoi studi in sedi editoriali di sicura rilevanza. La sua ampia produzione dimostra la continuità temporale del suo impegno scientifico, che appare sostenuto dall’applicazione di una metodologia rigorosa.
Commissario Barbara Scardigli:
Un primo consistente
campo d'interesse riguarda la Vita di Epifanio (1988) di Ennodio,
di cui la candidata offre traduzione, commento filologico-storico e un'ampia
introduzione; illustra l'attività diplomatica di Epifanio, analizza
criticamente lo stile artificiale e panegiristico di Ennodio, e confronta le
sue opere con altri scritti agiografici; interessanti, ma di difficile
interpretazione, sono le notizie
storiche sul periodo dei re ariani Odoacre e Teodosio, sul problema dei
barbari, sul declino dell'impero e le informazioni su Pavia. La candidata aveva arricchito precedentemente (1986) la
PLRE di molti personaggi ennodiani che vi mancano.
Il principale filone d'interesse della candidata è rivolto al rapporto
tra Impero romano e popolazioni barbare, soprattutto nordiche, nella tarda
antichità (metà iv sec. fino a Teodorico), e più precisamente alle grandi
questioni della reazione alle invasioni da parte dell'Impero, sempre di più
oppresso da difficoltà (soprattutto economiche): insediamenti dei barbari
nell'Impero con diverso stato giuridico, foederati
e dediticii, inserimento, a varie
condizioni e posizioni, nell'esercito imperiale, status dei loro comandanti, ecc.. Dei 7 saggi sul tema particolarmente da rilevare quello su
Odoacre ("Germani in Italia", 1994) e quello (1993) sugli eserciti,
legittimi e non, tra gli anni 402 e 412. Le varie tematiche su questi rapporti
sono riprese, riunite ed ampliate nel libro "Impero Tardoantico e
Barbari" (1994) , in cui l'a. rivela
buone capacità di muoversi nel labirinto di questi avvenimenti multiformi, di
valutare criticamente e di interpretare con acume fonti spesso lacunose e
contraddittorie; il lavoro si offre perciò allo specialista come uno strumento
di grande utilità. Notevoli i saggi e
le recensioni (in tutto ben 11) sulla storiografia tarda. Tutte le
recensioni rivelano allo stesso tempo grande equilibrio e spirito critico.
Oltre a questi interessi per la tarda antichità, la candidata presenta due contributi su periodi diversi:
a) un saggio introduttivo alla Vita di Coriolano di Plutarco (BUR) in cui è passato in rassegna tutta la storia degli studi a partire da Niebuhr e sono ben documentati la particolare fortuna di cui ha goduto questo personaggio presso gli studiosi di tutte le epoche, aspetti specifici di mitologia, antropologia e storia.
b) una piccola monografia su Adriano, in cui la candidata accenna con molta chiarezza alle questioni complesse relative a questo imperatore.
Commissario Maria Antonietta Giua
La candidata presenta una nutrita produzione: monografie, articoli, recensioni. Sin dall'inizio ha rivolto prevalentemente i suoi interessi a tematiche di storia e storiografia della tarda antichità, percorrendo un itinerario scientifico ricco di esperienze maturate in numerosi istituti di ricerca in Italia e all'estero. I risultati di maggiore impegno del suo lavoro sono raccolti in un volume di Introduzione, traduzione e commento della biografia del vescovo di Pavia Epifanio scritta da Ennodio e in una monografia sulla crisi militare dell'impero negli anni successivi ad Adrianopoli. L'acribia dell'approccio testuale, nonché l'attitudine a ricostruire un tessuto intricatissimo di avvenimenti seguendo le altrettanto problematiche testimonianze delle fonti, sono qualità evidenziate già in lavori di minor respiro, ma che qui raggiungono i risultati più apprezzabili. La qualità dell'indagine colloca sicuramente questa studiosa fra gli specialisti riconosciuti del mondo tardo-antico, in particolare per quanto attiene al problema delle relazioni fra governo Romano e popolazioni barbariche sullo sfondo della disgregazione dell'impero. In àmbito storiografico si evidenziano capacità di analisi e attitudini critiche, specialmente negli studi su Procopio di Cesarea e in quello più generale sulla storiografia profana in lingua greca fra IV e VI secolo.
Va segnalato, infine, che la candidata ha saputo allargare il raggio dei propri interessi con incursioni in settori di studio diversi, come risulta dal saggio divulgativo su Adriano e dalla traduzione con commento della biografia plutarchea di Coriolano.
Commissario Antonio Sartori
Specialista di tardoantico, non se ne discosta, se non del tutto occasionalmente (Coriolano Plutarcheo). Ma nel suo ambito preferito si destreggia con notevole competenza, alla pari nelle presentazioni di più largo respiro (il volume “Esercito tardoantico e barbari” fra l’altro con bibliografia molto ricca, ma anche “Romani e barbari sul Danubio”) come nei molti e varii approfondimenti più puntuali (ad esempio “Tendenze della storiografia profana” o “Agatia scolastico”). Di particolare interesse e originalità sono gli approfondimenti su Procopio, il “suo” autore (si veda “La politica di Giustiniano” o “Etnografia e geografia” che inoltre affronta un aspetto nuovo e interessante). Di particolare numero e peso le recensioni (in parte anche redatte in lingua tedesca), alcune delle quali lievitate a dimensioni e profondità da studi autonomi (si vedano ad esempio, quelle a “Cameron, Procopius” o a “Rohr, Der Theoderich–Panegyricus des Ennodius”). Ottima capacità espositiva, anche in qualche saggio divulgativo (Adriano) o nelle apprezzabili traduzioni (Storia dei Goti del Wolfram, Storia greca del Lotze).
Commissario Vania Di Stefano
La produzione della candidata registra due apprezzate monografie di taglio scientifico ed una più recente su Adriano di taglio divulgativo, che si segnala per chiarezza e sinteticità. A questi lavori si aggiungono 15 articoli e 16 recensioni che nell'insieme testimoniano un proficuo e intenso lavoro di ricerca che toccando marginalmente il periodo repubblicano (vedi le interpretazioni della figura e delle vicende di Coriolano) si concentra su temi di storia tardo-imperiale, vedi la rilettura delle fonti relative alle tendenze della storiografia profana in lingua greca fra il IV e il VI secolo, l'analisi della politica di Giustiniano verso l'occidente nel giudizio formulato da Procopio; di questo storico si indaga poi la visione storica in tema di etnografia e geografia; viene inoltre discussa la personalità del suo lettore e ‘successore’ Agatías Scolastico. Il tema giustinianeo viene riaffrontato successivamente nello studio sull'opera Iohannis di Corippo, per porre in evidenza il poco spazio che la figura dell'imperatore ha nell'opera, la quale invece consente di cogliere la speciale valutazione che viene data al peso dell'occupazione vandalica in Africa in rapporto al più grave conflitto con i Mauri, sentiti come i veri barbari. Del problema delle relazioni fra popolazioni barbare e impero romano si analizzano - partendo da un libro di Walter Goffart - i modi di reciproco accomodamento, modi sottintesi nel vocabolo "hospitalitas", e interpretabili per via ipotetica sulla base del lessico specifico delle fonti nel quadro di una evoluzione che vede infine i barbari porsi come possessores accanto ai romani. Altre modalità di accomodamento - foedus o deditio - sono ben discusse nel lavoro Romani e barbari sul Danubio, focalizzato sulla questione gotica (in particolare sulla ‘sistemazione’ dei barbari e il loro ruolo militare di alleati, privi di cittadinanza). Altrove i rapporti fra Ravenna e i Visigoti fanno da sfondo al matrimonio fra Placidia e Ataulfo, mentre all'altra estremità del secolo si tenta di tracciare un sintetico profilo di Odoacre e di analizzare le modalità di formazione della prima dominazione germanica in Italia. I frutti della maggior parte di questi accurati lavori (non bisogna dimenticare gli esiti critici delle molte recensioni, ricche di interessanti spunti e osservazioni) confluiscono nella complessa monografia sulla crisi militare fra Adrianopoli e il 418, lavoro denso di contenuti problematici, scientificamente impegnativo, caratterizzato da un'esposizione laboriosa; il primo capitolo è formato da una riedizione ampliata dell'articolo Romani e barbari sul Danubio. Il ruolo e il peso della gerarchia ecclesiastica, ascesa ormai a funzioni di responsabilità politica e amministrativa, si concretizzano nel saggio introduttivo e nella traduzione della vita di Epifanio scritta da Ennodio, dalla quale si estraggono inoltre nuovi contributi alla prosopografia tardoimperiale. Accanto all'attività di ricerca si fa notare un apprezzabile impegno come traduttrice di importanti opere: la Storia dei Goti di Wolfram, già ricordata e la Storia greca di D. Lotze (1998).
GIUDIZIO COLLEGIALE
La candidata presenta una nutrita produzione: monografie, articoli, recensioni. Sin dall’inizio ha rivolto prevalentemente i suoi interessi a tematiche di storia e storiografia della tarda antichità, percorrendo un itinerario scientifico ricco di esperienze maturate in numerosi istituti di ricerca in Italia e all’estero. Nella ricostruzione del mondo tardo-antico si avvale di una solida conoscenza delle fonti letterarie (Procopio, Corippo, Eunapio, Agatia Scolastico), che interpreta con finezza ed equilibrio. Di particolare numero e peso le recensioni (in parte anche redatte in lingua tedesca), alcune delle quali lievitate a dimensione e profondità di studi autonomi. Va segnalato, infine, che la candidata ha saputo allargare il raggio dei propri interessi con incursioni in settori di studio diversi, come risulta dai contributi su Adriano (pur in forma divulgativa) e sulla biografia plutarchea di Coriolano.
CANDIDATO: DE ROMANIS Federico
GIUDIZI INDIVIDUALI
Commissario Umberto Laffi:
Il candidato ha incentrato i suoi interessi scientifici su tematiche (rapporti di Roma con l’India dravidica e con Ceylon) che richiedono raffinate competenze e alla cui trattazione ha dedicato numerosi e importanti contributi (tra questi si segnala il volume Cassia, cinnamomo, ossidiana. Uomini e merci tra Oceano Indiano e Mediterraneo, Roma 1996, nonché la raccolta, curata in collaborazione con A. Tchernia, Crossings. Early Mediterranean Contacts with India, New Delhi 1997). L’utilizzazione, accanto alle tradizionali fonti classiche, di testi egiziani, ebraici, arabi, persiani, siriaci, indiani, conferisce a queste accurate indagini l’impronta di contributi fortemente innovativi. Da essi emerge un quadro chiaro e completo delle conoscenze geografiche che i Romani avevano delle regioni poste oltre i confini orientali dell’impero, dei viaggi, delle esplorazioni, delle rotte commerciali che sostanziavano i rapporti tra civiltà differenti. La solida formazione del candidato e il suo scrupolo filologico si manifestano anche negli articoli dedicati a problemi relativi all’organizzazione annonaria imperiale. Il De Romanis ha pubblicato i suoi studi, senza soluzione di continuità nell’arco della sua carriera, in sedi scientifiche di riconosciuta rilevanza. La metodologia applicata è rigorosa; i risultati raggiunti segnano un sicuro progresso nella storia dei rapporti tra Oriente e Occidente.
Commissario Barbara Scardigli:
Il suo campo d'interessi principale (12 contributi) riguarda lo studio
di merci, commerci e problemi connessi (dazi, crediti, fluttuazione di prezzi,
valuta, ipoteche), nonché i problemi del traffico (distanze, venti, porti, vie
di comunicazione) coll'oriente Egitto, India, Ceylon), soprattutto in base a
Plinio, il Periplus Maris Erythraei dall'
età arcaica e tardorepubblicana fino ai Giulio-Claudi e Flavi. Inoltre presenta
e consulta fonti egiziane e indiane.
Molti di questi
argomenti sono confluiti, trattati di nuovo ed uniti ad altri, sempre molto
originali, nell'interessante libro "Cassia,Cinnamomo, Ossidiana",
1996.
Esperienze acquisite sul legame tra la figura del mercante e quella del viaggiatore sono estese a tutto l'orbis terrarum del primo Impero già nell'articolo "Viaggi di esplorazioni tra Plinio e Tolomeo", 1992) e allargate anche a spedizioni militari, dall'Egitto e dall'Africa alle "Porte Caspie", dall'Asia Minore all'India e Indocina.
Il candidato ha scelto
un campo vasto e molto particolare per i suoi studi, in cui si muove con
estrema competenza, anche filologica, conoscendo tra l'altro bene sia le fonti
classiche sia quelle nelle varie lingue
orientali e proponendo un giudizio maturo,
sicuro e ben documentato su
tutte le tematiche affrontate. Si può vedere bene il graduale ampliamento del
suo orizzonte e la produzione scientifica particolarmente intensa negli ultimi
anni, confermata anche da una frequente partecipazione a convegni.
Da questa tematica sono esclusi due saggi: nell'uno (1994), vertente su Plinio maior e l'assedio di Gerusalemme, in cui De Romanis paragona (contro il parere di molti altri) il contubernium di Plinio e Tito nel 70 con l'iscrizione lacunosa IGLS VII 4011, integrandovi il nome di Plinio; nell'altro, Septem annorum canon (1996) corregge i passi corrotti della H.A. (Sev. 8,5 e 23,2) circa il grano lasciato negli horrea da Settimio Severo alla sua morte.
Commissario Maria Antonietta Giua
La fisionomia scientifica del candidato si caratterizza specialmente per l'originalità delle prospettive e per una vivace iniziativa critica. La produzione - una monografia e vari contributi minori - si concentra essenzialmente sulla storia dei rapporti commerciali con il mondo orientale situato al di fuori dell'orbita politica romana, con particolare attenzione per l'età del principato giulio-claudio. Lo studio dei traffici con l'Oriente, specie delle merci di importazione, ha come obiettivo quello di ricostruire non solo le ricadute economiche, ma anche gli effetti culturali, ossia le ripercussioni sul costume e sulle mentalità delle élites romane. Viene contemporaneamente prospettata, con la valorizzazione di testi letterari proto-imperiali, la valenza ideologica che scaturisce dal confronto fra l'impero universale augusteo e un diverso quadro ecumenico creato dalle nuove rotte commerciali. Un sicuro controllo delle fonti classiche - letterarie, epigrafiche, papirologiche - , nonché la conoscenza diretta di fonti indiane assicurano una solida base alle argomentazioni dello studioso, che ha dato la forma più organica e matura alle sue tesi in una monografia pubblicata nel 1996, che ha suscitato interesse e discussioni nella comunità scientifica.
Dopo questa data il candidato ha proseguito il lavoro con impegno attivo e costante, sia con la pubblicazione di articoli (come quello sulla discussa carriera di Plinio il vecchio), sia con relazioni in importanti convegni scientifici.
Commissario Antonio Sartori
Incentra tutti o quasi i suoi interessi su un unico tema, tuttavia di largo larghissimo respiro: i rapporti commerciali con l’oriente, in particolare per l’import di spezie ed altro. In realtà, il tema prende ampio respiro soprattutto perché il candidato, dotato di una non frequente competenza culturale (storica e anche linguistica) sul mondo indiano (in proposito significativa la cura del volume miscellaneo “Crossing, Early Mediterranean Contacts”), ha modo di proporre interpretazioni ben motivate da diversi punti di vista, anche dalla parte degli “altri”. La ricerca di fonti e documentazioni non consuete è perseguita in non pochi dei suoi lavori, con riguardo particolare a “Roma e i notia dell’India” o “Cassia cinnamomo ossidiana” (con originali documenti “esterni”); oppure “Tus e murra” (con la ripresa di non tradizionali fonti latine ma arcaiche); oppure “Occupare principem” o “Commercio fiscalità metrologia” (per la controllata e stimolante interazione tra documentazione della più varia natura). Non trascurabile neppure la costante attenzione al dato geoambientale, da pretendersi in ogni studio sugli scambi commerciali, ma qui condotta sempre con grande competenza ed efficacia (segnalandosi in particolare per precise novità “Hypalos: distanze e venti”). Globalmente, emerge una più che interessante competenza sui temi trattati (storica, documentaria, geografica, tecnologica), cui consegue un’apprezzabile sicurezza nel sostenere e nel difendere le proprie convinte conclusioni. Molto apprezzabile la forma espositiva, diretta ed efficace.
Commissario Vania Di Stefano
Il candidato presenta 15 titoli di grande interesse e di qualità scientifica elevati, apportatori di risultati originali e inediti. Lo qualificano e lo distinguono innanzitutto la serietà dell'impegno e l'acume con cui ha indagato, attraverso fonti indiane esaminate in originale, il problema dei rapporti commerciali fra l'occidente classico e le regioni africane e orientali comprese fra mar Rosso e India. La severità del suo metodo critico lo spinge dapprima a una scrupolosa raccolta e organizzazione dei dati, poi alla delimitazione dei problemi e quindi alla individuazione delle chiavi interpretative (ad es. sul significato dei vocaboli tamil usati in riferimento al mondo occidentale e alle sue istituzioni). Lo spessore del suo apporto di nuove conoscenze considera da stimolanti angolature un aspetto poco indagato: quello dell'impero romano "visto dall'esterno" in relazione ai commerci e agli scambi culturali proliferanti lungo la rotta per l'India. Questo filone di indagine orientale si arricchisce poi nella ricerca puntuale dei canali e dei tempi di penetrazione commerciale e linguistica, seguendo la migrazione delle merci (la kasía e il kinámomon soprattutto) e dei loro nomi. Colpisce a riguardo la ricchezza e l'ampiezza dell'indagine linguistica, portata avanti con rigore e prudenza, e supportata da una fitta rete di fonti letterarie, papirogiche, epigrafiche, fra loro collegate. Gli esiti del suo lavoro in generale si rivelano ricchi di nuove prospettive, consentendo altresì di precisare meglio (se non risolvere) singoli problemi di cronologia e di prosopografia, proponendo nuove interpretazioni di passi cruciali di quegli autori antichi (in testa Plinio il Vecchio) che guardarono all'oriente e scrissero su di esso con largo spettro di interessi.
GIUDIZIO COLLEGIALE
Il suo principale campo d'interesse riguarda lo studio di prodotti, commerci e problemi connessi (dazi, crediti, fluttuazione di prezzi, valuta, ipoteche), nonché i problemi del traffico (distanze, venti, porti, vie di comunicazioni) con l'oriente (Egitto, India, Ceylon, Indocina), soprattutto in base a Plinio e al Periplus Maris Erythraei, dall' età arcaica e tardo-repubblicana fino ai Giulio-Claudi e Flavi. L’utilizzazione, accanto alle tradizionali fonti classiche, di testi egiziani, ebraici, arabi, persiani, siriaci, indiani, conferisce a queste accurate indagini l’impronta di contributi fortemente innovativi. Colpisce l’originalità dei temi di ricerca, la ricchezza e l'ampiezza dell'indagine linguistica, portata avanti con rigore e prudenza, e supportata da una fitta rete di fonti letterarie, papirogiche, epigrafiche, fra loro collegate. Globalmente, emerge una più che interessante competenza sui temi trattati (storica, documentaria, geografica, tecnologica).
La Commissione
Prof. Umberto Laffi, Presidente
Prof.ssa Barbara Scardigli
Prof.ssa Maria Antonietta Giua
Prof. Antonio Sartori
Prof. Vania Di Stefano, Segretario
Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di
professore universitario di ruolo di seconda fascia, indetto con D.R. n. 807/99
del 09.08.99 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi
ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei
Beni Culturali settore scientifico disciplinare L02B Storia Romana
Il giorno 19 Giugno 2000
alle ore 9 presso La Biblioteca del Dipartimento di Scienze del Mondo Antico
dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al
verbale n. 1 si è riunita al completo per procedere agli adempimenti relativi
allo svolgimento delle prove d’esame.
I candidati sono stati
convocati presso il Dipartimento secondo il seguente calendario:
candidato Campanile Maria
Domitilla il giorno 19 giugno 2000 alle ore 9,30
candidato Cesa Maria il
giorno 19 giugno 2000 alle ore 10,30
candidato De Romanis
Federico il giorno 19 giugno alle ore 11,30.
Per ogni candidato, sulla
base della disciplina prescelta (per tutti storia romana, come da lettera
dell’ufficio concorso protocollo 6361)), la commissione predispone n. 5 temi
che vengono chiusi ognuno in una busta sigillata e firmata sui lembi di
chiusura dai componenti della commissione.
All’ora stabilita la
Commissione, previo accertamento dell’identità personale e con le modalità di
cui al verbale n. 1 secondo quanto stabilito dall’art. 6 del bando, invita il
candidato Campanile Maria Domitilla a scegliere l’argomento della prova
didattica.
Il candidato dopo aver
scelto tre buste tra le cinque proposte dalla Commissione sceglie quella
contenente il tema che sarà oggetto della prova didattica.
Il tema risulta essere il
seguente: L’organizzazione della provincia d’Asia.
Le altre due tracce
sorteggiate sono
Strabone e il Ponto
Forme istituzionali romane
nella realtà politica d’Asia minore:calchi adattamenti innesti imposizioni.
La Commissione legge poi al
candidato le altre due tracce non sorteggiate.
Intellettuali greci ed
egemonia romana tra II e I secolo a. C.
Occasioni e possibilità di
ascesa sociale in una provincia romana.
Il candidato, anche se i
criteri di valutazione sono già stati resi pubblici, viene messo al corrente
delle modalità di valutazione delle prove.
Si svolge poi la discussione
sui titoli scientifici presentati dal candidato che viene convocato per le ore
10 del giorno successivo presso l’aula 9 per sostenere la prova didattica; al
termine della prova ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la
Commissione quello collegiale.
I giudizi dei singoli
commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale parte
integrante (allegato B).
All’ora stabilita la
Commissione, previo accertamento dell’identità personale e con le modalità di
cui al verbale n. 1 secondo quanto stabilito dall’art. 6 del bando, invita il
candidato Cesa Maria a scegliere l’argomento della prova didattica.
Il candidato dopo aver
scelto tre buste tra le cinque proposte dalla Commissione sceglie quella
contenente il tema che sarà oggetto delle prove.
Il tema risulta essere il
seguente: Occupazioni insulari dei Vandali.
Le altre due tracce
sorteggiate sono:
Gruppi di potere nell’età
degli Antonini
L’organizzazione dell’Italia
nell’età dioclezianea.
La Commissione legge poi al
candidato le altre due tracce non sorteggiate:
Una realtà regionale
dell’Italia tardo-antica
La quérelle antica dei
rapporti tra barbari del nord e mondo tardo-romano: incomprensioni,
contrapposizioni, simbiosi, metabolismi.
Il candidato, anche se i
criteri di valutazione sono già stati resi pubblici, viene messo al corrente
delle modalità di valutazione della prova didattica. La commissione lo convoca
per le ore 11 del giorno successivo, presso l’aula 9 per sostenere la prova.
Si svolge poi la discussione
sui titoli scientifici presentati dal candidato; al termine della stessa
ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la Commissione quello
collegiale.
I giudizi dei singoli
commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale parte
integrante (allegato B).
All’ora stabilita la
Commissione, previo accertamento dell’identità personale e con le modalità di
cui al verbale n. 1 secondo quanto stabilito dall’art. 6 del bando, invita il
candidato De Romanis Federico a scegliere l’argomento della prova didattica.
Il candidato dopo aver
scelto tre buste tra le cinque proposte dalla Commissione sceglie quella
contenente il tema che sarà oggetto delle prove.
Il tema risulta essere il
seguente:
L’organizzazione della
provincia d’Arabia
Le altre due tracce
sorteggiate sono:
Commercio ecommercianti di
prodotti orienali a Roma.
Le transazioni commerciali
“di lusso” tra impero romano e mondo esterno: tipologia entità modalità tempi.
La Commissione legge poi al
candidato le altre due tracce non sorteggiate:
Verità manipolazioni e
omissioni nelle Res Gestae di Augusto
Geografia e politica in età
augustea.
Il candidato, anche se i
criteri di valutazione sono già stati resi pubblici, viene messo al corrente
delle modalità di valutazione della prova didattica. La Commmissione lo convoca
per le ore 12 del giorno successivo, presso l’aula 9, per sostenere la prova.
Si svolge poi la discussione
sui titoli scientifici presentati dal candidato; al termine della stessa
ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la Commissione quello
collegiale.
I giudizi dei singoli
commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale parte
integrante (allegato B).
La Commissione si riconvoca
per il giorno20 giugno 2000 alle ore 9 presso la Biblioteca del Dipartimento.
La seduta è tolta alle ore
12,30.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
- Prof. Laffi Umberto
Presidente
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof.ssa Giua Maria
Antonietta
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Di Stefano Vania
Segretario
ALLEGATO B
Giudizi sulla discussione
dei titoli scientifici presentati dai candidati:
CANDIDATO: Campanile Maria Domitilla
giudizi individuali:
Commissario Laffi
La candidata dimostra sicurezza e matura conoscenza
dei temi in discussione. L’aggiornamento critico è buono.
Commissario Giua
La candidata risponde con
disinvoltura e agilità alle sollecitazioni della commissione, mostrando sicura
padronanza dei temi trattati e buon aggiornamento sul più recente dibattito
critico.
Commissario Sartori
La candidata dà risposte
molto motivate alle domande più varie, mostrando ottima e approfondita
padronanza dei soggetti. Ottimi l’aggiornamento bibliografico e la competenza
storiografica.
Commissario Di Stefano
La candidata argomenta con
padronanza e sicurezza i temi di studio cui si è dedicata rivelando un
eccellente livello di aggiornamento bibliografico e una visione storica matura
dei problemi affrontati.
giudizio collegiale:
La candidata si mostra
sicura nell’orientarsi fra i temi trattati, utilizzando la buona conoscenza
delle fonti antiche e dei più recenti contributi critici.
CANDIDATO: CESA Maria
giudizi individuali:
Commissario Laffi
La candidata si orienta con sicurezza nella
discussione, dimostrando approfondite capacità di analisi.
Commissario Scardigli
La candidata dimostra buona capacità espositiva e
critica su problemi storiografici della tarda antichità e sa motivare con
maturità critica temi di divulgazione scientifica da lei affrontati.
Commissario Giua
La candidata è pronta e sicura nel motivare e
documentare i propri orientamenti scientifici. Buono l’aggiornamento critico.
Commissario Sartori
La candidata mostra buon approfondimento
bibliografico e critico; ottima la padronanza dei suoi lavori, anche dei non
più recenti.
Commissario Di Stefano.
La candidata risponde con sicurezza ai quesiti dei
commissari e discute con ampie vedute i temi proposti, dimostrando una chiara
visione dei problemi storici affrontati.
Giudizio collegiale
La candidata risponde con sicurezza e competenza
bibliografica alle richieste dei commissari, e illustra con maturità
scientifica i temi affrontati.
CANDIDATO De Romanis Federico
Commissario Laffi
IL candidato motiva con sicurezza e padronanza le
proprie scelte scientifiche, caratterizzate anche da approcci originali allo
studio del mondo antico.
Commissario Scardigli
Ampia e chiara informazione su tutti i campi da lui
studiati, su progetti di ricerca in corso e sul periodo orientale antico
confrontato con quello moderno.
Commissario Giua
Con maturità critica e aggiornata informazione
bibliografica il candidato fornisce risposte chiare ed esaurienti alle
richieste di delucidazione dei commissari.
Commissario Sartori
Il candidato dimostra grande capacità nel giostrare fra interpretazioni nuove di fonti tradizionali e uso diretto di fonti estranee (indiane e altre); molto apprezzabile la competenza tecnico-scientifica.
Commissario Di Stefano
Il candidato rivela profonda
conoscenza dei temi trattati, discute brillantemente gli argomenti proposti dai
commissari, mostrando una visione storica matura e approfondita.
Il candidato motiva con
sicurezza e buon aggiornamento bibliografico il proprio itinerario scientifico,
caratterizzato anche da approcci originali allo studio del mondo antico.
Procedura di valutazione comparativa
a n. 1 posto di professore universitario di ruolo di II fascia, indetto con D.R. n. 807/99 del 09.08.99, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali settore scientifico disciplinare L02B Storia Romana.
VERBALE N. 4
Il giorno 20 Giugno 2000 alle ore 9 presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze del Mondo antico della Facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita al completo per procedere allo svolgimento della prova didattica, secondo quanto stabilito in precedenza.
Il candidato CAMPANILE Domitilla, all’orario stabilito tiene la lezione nell’aula 9.
Al termine della lezione, ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la Commissione quello collegiale.
Il candidato CESA Maria, all’orario stabilito tiene la lezione nell’aula 9.
Al termine della lezione, ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la Commissione quello collegiale.
Il candidato DE ROMANIS Federico, all’orario stabilito tiene la lezione nell’aula 9.
Al termine della lezione, ciascun commissario esprime il proprio giudizio e la Commissione quello collegiale.
I giudizi dei singoli commissari e quello della Commissione, sono allegati al presente verbale quale parte integrante (allegato C).
La Commissione si riconvoca per il giorno 20 alle ore 14,30 presso la stessa sede per procedere alla valutazione comparativa dei candidati.
La seduta è tolta alle ore 13,40.
Letto approvato e sottoscritto.
La Commissione
- Prof. Laffi Umberto Presidente
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof.ssa Giua Maria Antonietta
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Di Stefano Vania Segretario
ALLEGATO C
Giudizi sulla prova didattica dei candidati:
CANDIDATO: CAMPANILE DOMITILLA
Giudizi individuali:
Commissario LAFFI Umberto
Impostazione rigorosa ed esauriente, bene scandita nei tempi; esposizione chiara e lineare; fonti e bibliografia aggiornate.
Commissario SCARDIGLI Barbara
Buona organizzazione della lezione, che esamina il periodo dal 133 fino ad Augusto. Articolata in una premessa sugli strumenti essenziali di lavoro e su cenni alla bibliografia moderna. Esposizione chiara su fonti, sul concetto di organizzazione di una provincia romana, sulla situazione particolare dell’Asia, sul sistema fiscale e governativo.
Commissario GIUA Maria Antonietta
La candidata traccia un quadro lucido, rigoroso e bibliograficamente aggiornato dei molteplici aspetti dell’organizzazione della provincia Asia, da quelli istituzionali-amministrativi a quelli fiscali, inserendoli in un quadro storico-politico di insieme. Ottima la padronanza delle fonti, chiara e ordinata l’esposizione.
Commissario SARTORI Antonio
Scaletta articolata e completa, sviluppata tuttavia in modo non uniforme. Citazioni bibliografiche appropriate, ma sommarie. L’organizzazione fiscale è la parte migliore, anche con capacità espositiva più brillante e convincente.
Commissario DI STEFANO Vania
Lezione ben strutturata negli argomenti e nella successione dei temi. Esposizione semplice e chiara; sobri ed aggiornati riferimenti bibliografici.
Giudizio collegiale:
La candidata traccia un quadro lucido, organico e bibliograficamente aggiornato dell’organizzazione della provincia Asia, seguendone l’evoluzione storica e i diversi aspetti istituzionali, amministrativi e fiscali. La forma è chiara e didatticamente efficace.
CANDIDATO: CESA MARIA
Giudizi individuali
Commissario LAFFI Umberto
La candidata organizza il soggetto con ordine, inquadrandolo nel contesto della realtà politica ed economica del Mediterraneo nel V secolo; espone con chiarezza; conosce bene le fonti e si dimostra informata sulla bibliografia più recente.
Commissario SCARDIGLI Barbara
Dopo un’introduzione sui rapporti (ostili e diplomatici) fra vandali e il governo d’Italia prima e dopo la morte di Valentiniano III, la candidata passa all’esame puntuale della situazione nelle singole isole per confutare la tesi di Courtois che queste isole servissero semplicemente come granaio al regno vandalico. Con buoni e convincenti argomenti e avvalendosi dei risultati di recenti ricerche archeologiche, la candidata dimostra che durante tutto l’impero vandalico le condizioni del commercio nel Mediterraneo rimasero inalterate.
Commissario SARTORI Antonio
I fatti storici sono proposti in elenco cronologico preciso e dettagliato, solo cursivamente motivato da connessioni interpretative. La bibliografia e le fonti sono citate con competenza ed attenzione, tuttavia senza una loro opportuna presentazione. Sul finire si riprendono le interpretazioni della bibliografia fondamentale e si offrono alcune considerazioni personali.
Commissario GIUA Maria Antonietta
Con una forma piana e ordinata la candidata illustra il tema proposto: l’attenzione è rivolta sia alla ricostruzione diacronica, che a una comprensione sincronica della politica vandalica nel mediterraneo. Le argomentazioni sono puntuali e ben documentate sulle fonti antiche e sul dibattito moderno.
Commissario DI STEFANO Vania
La lezione si caratterizza per una esposizione piana dei fatti essenziali, quali emergono dalle fonti (ben scelte e di volta in volta citate); l’esposizione è inoltre corredata da brevi ed appropriate riflessioni critiche e accenni alle ipotesi dei maggiori studiosi. Ritmo alle volte eccessivamente rallentato.
Giudizio collegiale:
La candidata sa organizzare in forma ordinata e chiara il quadro cronologico nonché gli aspetti economici e politici della presenza dei Vandali nel Mediterraneo del V secolo. Le fonti sono usate e interpretate con competenza, il panorama degli studi critici è conosciuto e vagliato attentamente.
CANDIDATO DE ROMANIS FEDERICO
Giudizi individuali
LAFFI Umberto
Nell’impostazione della lezione il candidato privilegia l’esame critico di fonti appropriate. prevalentemente epigrafiche e papiracee, delineando un quadro evolutivo del passaggio dal regno Nabateo alla provincia esauriente e ricco di spunti interpretativi interessanti; sciolta e chiara l’esposizione.
SCARDIGLI Barbara
Oltre a due passi di Cassio Dione il candidato presenta una serie di testimonianze sulla istituzione della provincia di Arabia (ex regno Nabateo), fra cui un’iscrizione sulla via Nova Traiana, che non sarebbero da vedere in funzione della guerra partica di Traiano, bensì in relazione alla protezione del territorio retrostante. Complessivamente il candidato dimostra di dominare le fonti utilizzate e di saper svolgere l’argomento in forma chiara e sicura.
SARTORI Antonio
Didatticamente ottima l’introduzione da una fonte papiracea vivace, con gradevole commento e motivato aggancio al soggetto. La lezione, organica e completa, si arricchisce di opportune parentesi esplicative con l’uso appropriato dei consueti strumenti didattici.
GIUA Maria Antonietta
Il candidato ricostruisce con gli opportuni aggiornamenti bibliografici la storia e le ragioni politiche dell’annessione e della riduzione a provincia dell’Arabia. Mostra di saper vagliare criticamente la documentazione, organizzare con rigore il materiale ed esporre in forma chiara e didatticamente efficace.
DI STEFANO Vania
Ricca di citazioni e di fonti opportunamente scelte, organizzate, analizzate e commentate, la lezione delinea un quadro completo ed esauriente del tema prescelto, corredato da interessanti e pertinenti valutazioni critiche e storiche.
Giudizio collegiale:
Privilegiando l’esame di appropriate fonti epigrafiche e papirologiche, il candidato delinea con un’esposizione chiara e didatticamente funzionale il quadro evolutivo dell’annessione del regno dei Nabatei e dell’organizzazione della provincia Arabia. Si fanno apprezzare particolari attitudini interpretative e critiche nell’elaborazione del materiale e nella ricostruzione d’insieme.
Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di
professore universitario di ruolo di seconda fascia, indetto con D.R. n. 807/99
del 09.08.99 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi
ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei
Beni Culturali settore scientifico disciplinare L02B Storia Romana
Il giorno 20 Giugno 2000
alle ore 14,30 presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze del Mondo
Antico della Facoltà di Conservazione dei beni Culturali dell’Università degli
Studi della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è
riunita al completo per procedere alla valutazione comparativa dei candidati.
A tal fine la Commissione
inizia l'esame collegiale attraverso la comparazione dei giudizi individuali e
collegiali espressi sui candidati (sempre considerati in ordine alfabetico); la
comparazione avviene sui titoli, sui lavori scientifici inviati, sulla
discussione di questi ultimi e sulla prova didattica svolta.
La Commissione sulla base
delle valutazioni collegiali sopra indicate esprime i giudizi complessivi sui
candidati. I giudizi complessivi formulati dalla Commissione sono allegati al
presente verbale quale sua parte integrante (allegato D).
Terminata la valutazione
complessiva dei candidati, il Presidente invita la Commissione ad esprimere un
giudizio di idoneità individuale.
Si procede alla votazione
con i seguenti risultati:
Candidato Campanile Maria
Domitilla: votano a favore i commissari Laffi Scardigli Giua Sartori Di
Stefano.
Candidato Cesa Maria: votano
a favore i commissari Laffi Scardigli Giua Sartori Di Stefano.
Candidato De Romanis
Federico: votano a favore i commissari Laffi Scardigli Giua Sartori Di Stefano.
Sulla base dei voti ottenuti, sono dichiarati idonei i seguenti candidati, in ordine alfabetico:
·
Campanile
Maria Domitilla
·
Cesa
Maria
·
De
Romanis Federico
Il Presidente, dato atto di
quanto sopra, invita la Commissione a predisporre collegialmente la «relazione
riassuntiva» controllando gli allegati che ne fanno parte integrante; la bozza
della «relazione riassuntiva» viene, infine, letta dal Presidente ed approvata
dai Commissari.
La seduta è tolta alle ore
19. La commissione si riconvoca per il giorno 21 Giugno alle ore 9 nella stessa
sede per procedere alla relazione finale.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
- Prof. Laffi Umberto
Presidente
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof.ssa Giua Maria
Antonietta
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Di Stefano Vania
Segretario
-
ALLEGATO
D
Giudizi complessivi finali
della Commissione:
candidato: CAMPANILE Maria Domitilla
La candidata presenta una sostanziosa produzione scientifica, che evidenzia sicure competenze tecniche, rigore metodologico, autonomia critica. I suoi studi sulla presenza romana in Asia minore, a partire dal conflitto con Mitridate sino al consolidarsi del governo imperiale, hanno fornito contributi rilevanti specialmente per quanto attiene alle forme della romanizzazione delle élites locali e al culto imperiale.
Nella discussione dei titoli
la candidata si orienta con disinvoltura utilizzando la sua buona conoscenza
delle fonti antiche e dei più recenti contributi critici.
La prova didattica traccia
un quadro lucido organico e bibliograficamente aggiornato dell’organizzazione
della provincia d’Asia, seguendone l’evoluzione storica e i diversi aspetti
istituzionali, amministrativi e fiscali. La forma è chiara e didatticamente
efficace.
candidato:CESA Maria
La candidata, che ha al suo
attivo un nutrito curriculum accademico e scientifico, arricchito anche da
esperienze a livello internazionale, presenta un’ampia produzione consistente
in monografie, articoli e recensioni di particolare impegno e spessore.
Nella discussione dei titoli
si mostra sicura nell’orientarsi fra i temi trattati, giovandosi di una buona
conoscenza delle fonti antiche e degli studi moderni.
Nella prova didattica la
candidata sa organizzare in forma ordinata e chiara il quadro cronologico,
nonché gli aspetti economici e politici della presenza dei Vandali nel
mediterraneo del V secolo. Le fonti sono usate e interpretate correttamente, il
panorama critico è conosciuto e valutato in modo approfondito.
candidato DE ROMANIS Federico
Il candidato presenta un
curriculum scientifico di particolare interesse. La sua produzione verte
principalmente sullo studio del commercio di prodotti orientali e su varie
tematiche connesse. L’utilizzazione di fonti indiane, accanto alle tradizionali
fonti classiche conferisce alle sue ricerche un’impronta di particolare
originalità.
Nella discussione di titoli
il candidato sa motivare con sicurezza e buon aggiornamento bibliografico il
proprio itinerario scientifico.
La prova didattica privilegia
l’esame di appropriate fonti epigrafiche e papirologiche, delinea con visione
critica e con un’esposizione chiara e didatticamente funzionale il quadro
evolutivo dell’annessione del regno dei Nabatei e dell’organizzazione della
provincia d’Arabia.
Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di
professore universitario di ruolo di seconda fascia, indetto con D.R. n. 807/99
del 09.08.99 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi
ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei
Beni Culturali settore scientifico disciplinare L02B Storia Romana
Il giorno 21 Giugno 2000
alle ore 9 presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze del Mondo Antico
della Facoltà di Conservazione dei beni Culturali dell’Università degli Studi
della Tuscia, la Commissione giudicatrice di cui al verbale n. 1 si è riunita
al completo per procedere alla redazione della relazione finale.
Il Presidente sulla base
della bozza predisposta nella precedente seduta, invita la Commissione a
redigere collegialmente, in duplice copia, la «relazione riassuntiva»
controllando gli allegati che ne fanno parte integrante.
La «relazione riassuntiva»
(allegata al presente verbale) viene, infine, riletta dal Presidente ed
approvata senza riserva alcuna dai Commissari, che la sottoscrivono.
La Commissione rimette gli
atti relativi alla presente procedura concorsuale all’Amministrazione per gli
adempimenti di competenza.
La seduta è tolta alle ore
11.
Letto approvato e
sottoscritto.
La Commissione
- Prof. Laffi Umberto
Presidente
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof.ssa Giua Maria
Antonietta
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Di Stefano Vania
Segretario
Procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di
professore universitario di ruolo di seconda fascia, indetto con D.R. n. 807/99
del 09.08.99 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - IV serie speciale concorsi
ed esami, n. 72 del 10.09.99.
Facoltà di Conservazione dei
Beni Culturali settore scientifico disciplinare L02B Storia Romana
ALLEGATO AL VERBALE FINALE N
6
La commissione, nominata con
D.R. n. 28/2000 del 13.01.2000, pubblicato sulla G.U. n. 7 del 25.01.2000,
composta dai professori:
- Prof. Laffi Umberto
PRESIDENTE
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof.ssa Giua Maria
Antonietta
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Di Stefano Vania
SEGRETARIO
si è riunita presso la Facoltà di Conservazione dei
Beni Culturali dell’Università della Tuscia nei seguenti giorni ed orari:
I riunione: giorno 8 marzo
2000 dalle ore 11 alle ore 14;
II riunione: giorno 3 maggio
dalle ore 10 alle ore 15;
III riunione: giorno 19
giugno 2000 dalle ore 9 alle ore 12,30;
IV riunione: giorno 20
giugno 2000 dalle ore 9 alle ore 13,40;
V riunione: giorno 20 giugno
dalle ore 14,30 alle ore 19;
VI riunione: giorno 21
giugno dalle ore 9 alle ore 11.
La Commissione ha tenuto
complessivamente n. sei riunioni iniziando i lavori il giorno 8 marzo 2000 e
concludendoli il 21 Giugno 2000.
- Nella prima riunione,
nominati presidente e segretario, si è presa visione dell’elenco dei condidati,
sono stati definiti i criteri di valutazione e fissate le date della successiva
riunione, nonché quelle della discussione dei titoli e della prova didattica
dei candidati
- Nella seconda riunione
sono stati esaminati i titoli dei candidati e formulati i giudizi individuali e
collegiali.
- Nella terza riunione sono
state sorteggiate le lezioni da parte dei singoli candidati 3e si è svolta la
discussione dei loro titoli scientifici.
- Nella quarta riunione sono
stati ascoltati i candidati mentre svolgevano la lezione sorteggiata e sono
stati verbalizzati i giudizi individuali e collegiali.
- Nella quinta riunione sono
stati redatti i giudizi definitivi e si è proceduto alla votazione sui
candidati predisponendo infine la bozza della relazione finale.
- Nella sesta riunione si è
completata, letta e approvata la relazione finale e si è operato un controllo
generale dei verbali.
Ai sensi dell’articolo 5 del
DPR n. 390/98, la presente relazione riprende i giudizi individuali e collegiali
espressi dalla commissione sui candidati.
Giudizi sui titoli e sulle pubblicazioni:
CANDIDATO: CAMPANILE Maria Domitilla
GIUDIZI INDIVIDUALI
Commissario Umberto Laffi
La candidata, che ha svolto un’intensa attività di ricerca in vari campi della storia romana, ha acquisito una competenza specifica nella storia politica, economica, sociale e culturale delle province di Asia e di Ponto-Bitinia, ed in questo contesto ha dedicato una particolare attenzione all’analisi delle forme di romanizzazione delle élites locali. Si segnala per la ricchezza della documentazione esaminata il volume I sacerdoti del koinòn d’Asia, edito nel 1994, nel quale un’indagine sistematica dei singoli personaggi che raggiungono il grado di sommo sacerdote e dello sviluppo delle singole famiglie attraverso le generazioni consente di apprezzare come il culto imperiale abbia rappresentato lo strumento principale di questa romanizzazione, assolvendo anche al compito di consolidare i legami tra la periferia provinciale e il centro del potere. La storia amministrativa delle province orientali nel periodo repubblicano è al centro di altre approfondite riflessioni storico-storiografiche, che si sono concretate in un ragguardevole numero di importanti contributi.
Regolarità e continuità temporale contrassegnano l’attività scientifica della candidata, i cui studi sono pubblicati in collane, riviste, atti di convegni di riconosciuta rilevanza e ampiamente diffusi all’interno della comunità scientifica.
Nel complesso i lavori della dottoressa Campanile si raccomandano per l’originalità delle impostazioni, l’innovatività dei risultati, il rigore metodologico, e lo spirito critico, che deriva da una solida formazione di base.
Commissario Barbara Scardigli
Primo argomento dei suoi studio è il periodo neroniano, affrontato sia
nella traduzione con commento
filologico-storico al discorso con cui
Nerone (iscr. IG VII 2713=ILS 8794 ) il 28 nov. 67 d.C. a Corinto concede la
libertà ai Greci, sia nelle considerazioni sulla sala ottagona della Domus
Aurea, sia infine nella valutazione degli obiettivi perseguiti da Seneca nel De clementia nei confronti di Nerone.
Si può definire secondo argomento, l'insieme delle problematiche attorno al koinon d'Asia, studiato in particolare attraverso un attento esame delle fonti, soprattutto epigrafiche, relative alle cariche annuali dell'archiereus, nonché all'archiereia. Rientrano in questo filone 6 articoli e il libro "I sacerdoti del koinon d'Asia" (1994) che costituisce un'utile prosopografia di 174 personaggi con una buona parte conclusiva che riguarda la provenienza sociale dei personaggi in questione, la titolatura, il rapporto del sacerdozio con la curatela rei publicae, e infine gli stemmi familiari.
Interessante poi è il contributo in cui è indagato, attraverso l'analisi delle vite di Scopeliano, Filagro,Polemone di Laodicea ed altri, il procedimento con cui Filostrato, per lunghi tratti nostra unica fonte, costruisce i suoi personaggi.
Oltre che nel lavoro sulle città d'Asia tra Mitridate e Roma, anche nei
due contributi comparsi nella "Storia dei Greci" (II,3 1998) la
candidata affronta con sicurezza tematiche più ampie, sia i grandi temi
dell'ellenismo (economia e vita cittadina, rapporti tra le varie città e tra
sovrani e città, politica estera e vita diplomatica, trattamento specifico di
alcune città), sia quello della difficile integrazione dei greci nell'Impero
Romano.
La candidata espone con chiarezza e rivela grande conoscenza dei documenti epigrafici; dimostra inoltre un corretto metodo di lavoro (di solito informa sullo status quaestionis, sui problemi ancora aperti, sulle lacune che intende colmare e nella conclusione ricapitola puntualmente i risultati ottenuti).
Commissario Maria Antonietta Giua
La candidata presenta una sostanziosa produzione, consistente in una monografia e in numerosi lavori minori - articoli e una recensione - da cui emergono sicure competenze tecniche, rigore metodologico, autonomia critica. Dopo un promettente esordio con un contributo dedicato a L'iscrizione neroniana sulla libertà dei Greci, la ricerca si è orientata verso l'approfondimento di tematiche attinenti le aree orientali dell'impero, in particolare le province d'Asia e di Ponto-Bitinia: l' attenzione costante e puntuale alla concretezza della documentazione, la padronanza delle fonti, la familiarità con le problematiche del dibattito critico, le hanno consentito di ottenere risultati significativi ai fini di una migliore conoscenza di questioni di rilievo come il culto imperiale e la romanizzazione delle élites cittadine nell'Oriente greco. Meritano una particolare menzione, per la solidità dell'impianto documentario e la lucida valutazione d'insieme, lo studio prosopografico sui sacerdoti del koinòn d'Asia e, più di recente, due importanti contributi - apparsi nel vol. II 3 della prestigiosa pubblicazione I Greci di Einaudi (1998) - dedicati alla vita cittadina nell'età ellenistica e ai complessi aspetti dell'integrazione politica del mondo greco nell'impero.
Commissario Antonio Sartori
Ottima specialista d’Asia Minore e tanto più approfondita quanto più si addentra negli specifici casi locali. Se in «Seneca, Nerone e il De clementia» dà prova di finezza interpretativa con l’analizzare il lessico delle immagini «retoriche» ivi impiegate, è nell’indagine prosopografica che raggiunge i risultati migliori, da «Contese civiche ad Efeso» a «Il koinòn di Bitinia» al volume «I sacerdoti del koinòn d’Asia», nel quale mostra sicurezza a tutto campo in un lavoro di largo respiro. Interessante la capacità di tratteggiare aspetti degli atteggiamenti locali nei rapporti con la potenza egemone (si veda in «Contese civiche ad Efeso» o «Città d’Asia Minore» o «Tiberio e la prima neocoria»), mostrando ottima padronanza della fenomenologia sociologica. Ottima la capacità di presentazione di temi non sempre di facile espressività. Molto sicura la padronanza delle fonti, anche delle più minute e poco note.
Commissario Vania Di Stefano
La sua produzione scientifica assomma a 19 titoli fra i quali la tesi di dottorato dattiloscritta e l'edizione a stampa della stessa, e una recensione. Si segnalano ulteriori 4 lavori in corso di stampa (non allegati).
Nell'insieme i suoi scritti, come del resto anche la sua formazione, guardano parallelamente al mondo greco d'Asia Minore e alla presenza romana in quell'area dal conflitto con Mitridate, al consolidarsi del governo imperiale. Questo incontro fra due realtà storiche così diverse e lontane per cultura e mentalità (come è messo bene in evidenza nell'articolo Tiberio e la prima neocoria di Smirne) ha prodotto una vasta messe di testimonianze da studiare e interpretare in una incalzante prospettiva di sviluppo scientifico, resa ancor più interessante dalle scoperte (epigrafiche soprattutto) che si vanno facendo e che sostanziano in gran parte ad es. l'articolo sul culto imperiale in Frigia, ricco di sobri ma efficaci profili prosopografici. La candidata è tuttavia capace di tratteggiare in maniera più approfondita taluni personaggi, come ad es. M. Antonius Polémon, oggetto di un articolo) e ricordato varie volte nei suoi scritti.
Meritano apprezzamento la serietà e la chiarezza di impostazione con cui sono affrontati temi come la "liberazione della Grecia" (si analizza il ruolo svolto da Nerone), il culto imperiale. Va ricordato per l'ampia messe di materiale raccolto e per l'impostazione critica, la monografia sui sacerdoti del koinon d'Asia, contributo fondamentale per un tema già preliminarmente affrontato in alcuni lavori minori (vedi lo studio dedicato al koinon di Bitinia e ulteriormente proseguito ad es. con l'interessante recupero di un nuovo asiarca da Milasa attraverso un passo di Strabone, dove l'espressione prote time sembra proprio sottintendere l'asiarchia. Nell'insieme il profilo scientifico della candidata, quale risulta dal curriculum e dalle pubblicazioni a stampa, non può che essere molto apprezzato.
GIUDIZIO COLLEGIALE
La candidata presenta una sostanziosa produzione consistente in una monografia e in numerosi articoli, da cui emergono sicure competenze tecniche, rigore metodologico, autonomia critica. Nell’insieme i suoi scritti, come del resto anche la sua formazione guardano parallelamente al mondo greco d’Asia minore e alla presenza romana in quell’area dal conflitto con Mitridate al consolidarsi del governo imperiale: in questo contesto ha dedicato un’approfondita attenzione all’analisi delle forme di romanizzazione delle élites locali e al culto imperiale. I suoi lavori mostrano ottima padronanza delle fonti e uno spiccato interesse per la fenomenologia sociologica. Regolarità e continuità temporale contrassegnano l’attività scientifica della candidata.
CANDIDATO: CESA Maria
GIUDIZI INDIVIDUALI
Commissario Umberto Laffi:
La candidata dimostra una particolare competenza nel campo degli studi sul mondo tardo-antico, al quale ha dedicato contributi originali e innovativi, incentrati soprattutto sui rapporti tra il governo imperiale romano e le popolazioni barbariche durante il periodo delle invasioni (tra questi spicca l’importante monografia Esercito tardoantico e barbari. La crisi imperiale da Adrianopoli al 418, Como 1994).
Nella ricostruzione del mondo tardo-antico la candidata si avvale di una solida conoscenza delle fonti letterarie (Procopio, Corippo, Eunapio, Agatia Scolastico), che interpreta con finezza ed equilibrio. In questo contesto merita una particolare attenzione l’ampio ed approfondito commento alla Vita Epifani di Ennodio, una fonte storica di valore discontinuo, che consente di esaminare l’atteggiamento di alcuni Romani colti di fronte al disfacimento dell’impero e all’affermarsi dei regni romano-barbarici. È da segnalare anche la fitta serie di recensioni pubblicate dalla candidata, che pongono in evidenza le sue capacità critiche.
La dott.ssa Cesa ha pubblicato i suoi studi in sedi editoriali di sicura rilevanza. La sua ampia produzione dimostra la continuità temporale del suo impegno scientifico, che appare sostenuto dall’applicazione di una metodologia rigorosa.
Commissario Barbara Scardigli:
Un primo consistente
campo d'interesse riguarda la Vita di Epifanio
(1988) di Ennodio, di cui la candidata offre traduzione, commento
filologico-storico e un'ampia introduzione; illustra l'attività diplomatica di
Epifanio, analizza criticamente lo stile artificiale e panegiristico di
Ennodio, e confronta le sue opere con altri scritti agiografici; interessanti,
ma di difficile interpretazione, sono
le notizie storiche sul periodo dei re ariani Odoacre e Teodosio, sul
problema dei barbari, sul declino dell'impero e le informazioni su Pavia. La candidata aveva arricchito
precedentemente (1986) la PLRE di
molti personaggi ennodiani che vi mancano.
Il principale filone d'interesse della candidata è rivolto al rapporto
tra Impero romano e popolazioni barbare, soprattutto nordiche, nella tarda
antichità (metà iv sec. fino a Teodorico), e più precisamente alle grandi
questioni della reazione alle invasioni da parte dell'Impero, sempre di più
oppresso da difficoltà (soprattutto economiche): insediamenti dei barbari
nell'Impero con diverso stato giuridico, foederati
e dediticii, inserimento, a varie
condizioni e posizioni, nell'esercito imperiale, status dei loro comandanti, ecc.. Dei 7 saggi sul tema particolarmente da rilevare quello su
Odoacre ("Germani in Italia", 1994) e quello (1993) sugli eserciti,
legittimi e non, tra gli anni 402 e 412. Le varie tematiche su questi rapporti
sono riprese, riunite ed ampliate nel libro "Impero Tardoantico e
Barbari" (1994) , in cui l'a. rivela
buone capacità di muoversi nel labirinto di questi avvenimenti multiformi, di
valutare criticamente e di interpretare con acume fonti spesso lacunose e
contraddittorie; il lavoro si offre perciò allo specialista come uno strumento
di grande utilità. Notevoli i saggi e
le recensioni (in tutto ben 11) sulla storiografia tarda. Tutte le
recensioni rivelano allo stesso tempo grande equilibrio e spirito critico.
Oltre a questi interessi per la tarda antichità, la candidata presenta due contributi su periodi diversi:
a) un saggio introduttivo alla Vita di Coriolano di Plutarco (BUR) in cui è passato in rassegna tutta la storia degli studi a partire da Niebuhr e sono ben documentati la particolare fortuna di cui ha goduto questo personaggio presso gli studiosi di tutte le epoche, aspetti specifici di mitologia, antropologia e storia.
b) una piccola monografia su Adriano, in cui la candidata accenna con molta chiarezza alle questioni complesse relative a questo imperatore.
Commissario Maria Antonietta Giua
La candidata presenta una nutrita produzione: monografie, articoli, recensioni. Sin dall'inizio ha rivolto prevalentemente i suoi interessi a tematiche di storia e storiografia della tarda antichità, percorrendo un itinerario scientifico ricco di esperienze maturate in numerosi istituti di ricerca in Italia e all'estero. I risultati di maggiore impegno del suo lavoro sono raccolti in un volume di Introduzione, traduzione e commento della biografia del vescovo di Pavia Epifanio scritta da Ennodio e in una monografia sulla crisi militare dell'impero negli anni successivi ad Adrianopoli. L'acribia dell'approccio testuale, nonché l'attitudine a ricostruire un tessuto intricatissimo di avvenimenti seguendo le altrettanto problematiche testimonianze delle fonti, sono qualità evidenziate già in lavori di minor respiro, ma che qui raggiungono i risultati più apprezzabili. La qualità dell'indagine colloca sicuramente questa studiosa fra gli specialisti riconosciuti del mondo tardo-antico, in particolare per quanto attiene al problema delle relazioni fra governo Romano e popolazioni barbariche sullo sfondo della disgregazione dell'impero. In àmbito storiografico si evidenziano capacità di analisi e attitudini critiche, specialmente negli studi su Procopio di Cesarea e in quello più generale sulla storiografia profana in lingua greca fra IV e VI secolo.
Va segnalato, infine, che la candidata ha saputo allargare il raggio dei propri interessi con incursioni in settori di studio diversi, come risulta dal saggio divulgativo su Adriano e dalla traduzione con commento della biografia plutarchea di Coriolano.
Commissario Antonio Sartori
Specialista di tardoantico, non se ne discosta, se non del tutto occasionalmente (Coriolano Plutarcheo). Ma nel suo ambito preferito si destreggia con notevole competenza, alla pari nelle presentazioni di più largo respiro (il volume «Esercito tardoantico e barbari» fra l’altro con bibliografia molto ricca, ma anche «Romani e barbari sul Danubio») come nei molti e varii approfondimenti più puntuali (ad esempio «Tendenze della storiografia profana» o «Agatia scolastico»). Di particolare interesse e originalità sono gli approfondimenti su Procopio, il «suo» autore (si veda «La politica di Giustiniano» o «Etnografia e geografia» che inoltre affronta un aspetto nuovo e interessante). Di particolare numero e peso le recensioni (in parte anche redatte in lingua tedesca), alcune delle quali lievitate a dimensioni e profondità da studi autonomi (si vedano ad esempio, quelle a «Cameron, Procopius» o a «Rohr, Der Theoderich–Panegyricus des Ennodius»). Ottima capacità espositiva, anche in qualche saggio divulgativo (Adriano) o nelle apprezzabili traduzioni (Storia dei Goti del Wolfram, Storia greca del Lotze).
Commissario Vania Di Stefano
La produzione della candidata registra due apprezzate monografie di taglio scientifico ed una più recente su Adriano di taglio divulgativo, che si segnala per chiarezza e sinteticità. A questi lavori si aggiungono 15 articoli e 16 recensioni che nell'insieme testimoniano un proficuo e intenso lavoro di ricerca che toccando marginalmente il periodo repubblicano (vedi le interpretazioni della figura e delle vicende di Coriolano) si concentra su temi di storia tardo-imperiale, vedi la rilettura delle fonti relative alle tendenze della storiografia profana in lingua greca fra il IV e il VI secolo, l'analisi della politica di Giustiniano verso l'occidente nel giudizio formulato da Procopio; di questo storico si indaga poi la visione storica in tema di etnografia e geografia; viene inoltre discussa la personalità del suo lettore e ‘successore’ Agatías Scolastico. Il tema giustinianeo viene riaffrontato successivamente nello studio sull'opera Iohannis di Corippo, per porre in evidenza il poco spazio che la figura dell'imperatore ha nell'opera, la quale invece consente di cogliere la speciale valutazione che viene data al peso dell'occupazione vandalica in Africa in rapporto al più grave conflitto con i Mauri, sentiti come i veri barbari. Del problema delle relazioni fra popolazioni barbare e impero romano si analizzano - partendo da un libro di Walter Goffart - i modi di reciproco accomodamento, modi sottintesi nel vocabolo "hospitalitas", e interpretabili per via ipotetica sulla base del lessico specifico delle fonti nel quadro di una evoluzione che vede infine i barbari porsi come possessores accanto ai romani. Altre modalità di accomodamento - foedus o deditio - sono ben discusse nel lavoro Romani e barbari sul Danubio, focalizzato sulla questione gotica (in particolare sulla ‘sistemazione’ dei barbari e il loro ruolo militare di alleati, privi di cittadinanza). Altrove i rapporti fra Ravenna e i Visigoti fanno da sfondo al matrimonio fra Placidia e Ataulfo, mentre all'altra estremità del secolo si tenta di tracciare un sintetico profilo di Odoacre e di analizzare le modalità di formazione della prima dominazione germanica in Italia. I frutti della maggior parte di questi accurati lavori (non bisogna dimenticare gli esiti critici delle molte recensioni, ricche di interessanti spunti e osservazioni) confluiscono nella complessa monografia sulla crisi militare fra Adrianopoli e il 418, lavoro denso di contenuti problematici, scientificamente impegnativo, caratterizzato da un'esposizione laboriosa; il primo capitolo è formato da una riedizione ampliata dell'articolo Romani e barbari sul Danubio. Il ruolo e il peso della gerarchia ecclesiastica, ascesa ormai a funzioni di responsabilità politica e amministrativa, si concretizzano nel saggio introduttivo e nella traduzione della vita di Epifanio scritta da Ennodio, dalla quale si estraggono inoltre nuovi contributi alla prosopografia tardoimperiale. Accanto all'attività di ricerca si fa notare un apprezzabile impegno come traduttrice di importanti opere: la Storia dei Goti di Wolfram, già ricordata e la Storia greca di D. Lotze (1998).
GIUDIZIO COLLEGIALE
La candidata presenta una nutrita produzione: monografie, articoli, recensioni. Sin dall’inizio ha rivolto prevalentemente i suoi interessi a tematiche di storia e storiografia della tarda antichità, percorrendo un itinerario scientifico ricco di esperienze maturate in numerosi istituti di ricerca in Italia e all’estero. Nella ricostruzione del mondo tardo-antico si avvale di una solida conoscenza delle fonti letterarie (Procopio, Corippo, Eunapio, Agatia Scolastico), che interpreta con finezza ed equilibrio. Di particolare numero e peso le recensioni (in parte anche redatte in lingua tedesca), alcune delle quali lievitate a dimensione e profondità di studi autonomi. Va segnalato, infine, che la candidata ha saputo allargare il raggio dei propri interessi con incursioni in settori di studio diversi, come risulta dai contributi su Adriano (pur in forma divulgativa) e sulla biografia plutarchea di Coriolano.
CANDIDATO: DE ROMANIS Federico
GIUDIZI INDIVIDUALI
Commissario Umberto Laffi:
Il candidato ha incentrato i suoi interessi scientifici su tematiche (rapporti di Roma con l’India dravidica e con Ceylon) che richiedono raffinate competenze e alla cui trattazione ha dedicato numerosi e importanti contributi (tra questi si segnala il volume Cassia, cinnamomo, ossidiana. Uomini e merci tra Oceano Indiano e Mediterraneo, Roma 1996, nonché la raccolta, curata in collaborazione con A. Tchernia, Crossings. Early Mediterranean Contacts with India, New Delhi 1997). L’utilizzazione, accanto alle tradizionali fonti classiche, di testi egiziani, ebraici, arabi, persiani, siriaci, indiani, conferisce a queste accurate indagini l’impronta di contributi fortemente innovativi. Da essi emerge un quadro chiaro e completo delle conoscenze geografiche che i Romani avevano delle regioni poste oltre i confini orientali dell’impero, dei viaggi, delle esplorazioni, delle rotte commerciali che sostanziavano i rapporti tra civiltà differenti. La solida formazione del candidato e il suo scrupolo filologico si manifestano anche negli articoli dedicati a problemi relativi all’organizzazione annonaria imperiale. Il De Romanis ha pubblicato i suoi studi, senza soluzione di continuità nell’arco della sua carriera, in sedi scientifiche di riconosciuta rilevanza. La metodologia applicata è rigorosa; i risultati raggiunti segnano un sicuro progresso nella storia dei rapporti tra Oriente e Occidente.
Commissario Barbara Scardigli:
Il suo campo d'interessi principale (12 contributi) riguarda lo studio
di merci, commerci e problemi connessi (dazi, crediti, fluttuazione di prezzi,
valuta, ipoteche), nonché i problemi del traffico (distanze, venti, porti, vie
di comunicazione) coll'oriente Egitto, India, Ceylon), soprattutto in base a
Plinio, il Periplus Maris Erythraei dall'
età arcaica e tardorepubblicana fino ai Giulio-Claudi e Flavi. Inoltre presenta
e consulta fonti egiziane e indiane.
Molti di questi
argomenti sono confluiti, trattati di nuovo ed uniti ad altri, sempre molto
originali, nell'interessante libro "Cassia,Cinnamomo, Ossidiana",
1996.
Esperienze acquisite sul legame tra la figura del mercante e quella del viaggiatore sono estese a tutto l'orbis terrarum del primo Impero già nell'articolo "Viaggi di esplorazioni tra Plinio e Tolomeo", 1992) e allargate anche a spedizioni militari, dall'Egitto e dall'Africa alle "Porte Caspie", dall'Asia Minore all'India e Indocina.
Il candidato ha scelto
un campo vasto e molto particolare per i suoi studi, in cui si muove con
estrema competenza, anche filologica, conoscendo tra l'altro bene sia le fonti
classiche sia quelle nelle varie lingue
orientali e proponendo un giudizio maturo,
sicuro e ben documentato su
tutte le tematiche affrontate. Si può vedere bene il graduale ampliamento del
suo orizzonte e la produzione scientifica particolarmente intensa negli ultimi
anni, confermata anche da una frequente partecipazione a convegni.
Da questa tematica sono esclusi due saggi: nell'uno (1994), vertente su Plinio maior e l'assedio di Gerusalemme, in cui De Romanis paragona (contro il parere di molti altri) il contubernium di Plinio e Tito nel 70 con l'iscrizione lacunosa IGLS VII 4011, integrandovi il nome di Plinio; nell'altro, Septem annorum canon (1996) corregge i passi corrotti della H.A. (Sev. 8,5 e 23,2) circa il grano lasciato negli horrea da Settimio Severo alla sua morte.
Commissario Maria Antonietta Giua
La fisionomia scientifica del candidato si caratterizza specialmente per l'originalità delle prospettive e per una vivace iniziativa critica. La produzione - una monografia e vari contributi minori - si concentra essenzialmente sulla storia dei rapporti commerciali con il mondo orientale situato al di fuori dell'orbita politica romana, con particolare attenzione per l'età del principato giulio-claudio. Lo studio dei traffici con l'Oriente, specie delle merci di importazione, ha come obiettivo quello di ricostruire non solo le ricadute economiche, ma anche gli effetti culturali, ossia le ripercussioni sul costume e sulle mentalità delle élites romane. Viene contemporaneamente prospettata, con la valorizzazione di testi letterari proto-imperiali, la valenza ideologica che scaturisce dal confronto fra l'impero universale augusteo e un diverso quadro ecumenico creato dalle nuove rotte commerciali. Un sicuro controllo delle fonti classiche - letterarie, epigrafiche, papirologiche - , nonché la conoscenza diretta di fonti indiane assicurano una solida base alle argomentazioni dello studioso, che ha dato la forma più organica e matura alle sue tesi in una monografia pubblicata nel 1996, che ha suscitato interesse e discussioni nella comunità scientifica.
Dopo questa data il candidato ha proseguito il lavoro con impegno attivo e costante, sia con la pubblicazione di articoli (come quello sulla discussa carriera di Plinio il vecchio), sia con relazioni in importanti convegni scientifici.
Commissario Antonio Sartori
Incentra tutti o quasi i suoi interessi su un unico tema, tuttavia di largo larghissimo respiro: i rapporti commerciali con l’oriente, in particolare per l’import di spezie ed altro. In realtà, il tema prende ampio respiro soprattutto perché il candidato, dotato di una non frequente competenza culturale (storica e anche linguistica) sul mondo indiano (in proposito significativa la cura del volume miscellaneo «Crossing, Early Mediterranean Contacts»), ha modo di proporre interpretazioni ben motivate da diversi punti di vista, anche dalla parte degli «altri». La ricerca di fonti e documentazioni non consuete è perseguita in non pochi dei suoi lavori, con riguardo particolare a «Roma e i notia dell’India» o «Cassia cinnamomo ossidiana» (con originali documenti «esterni»); oppure «Tus e murra» (con la ripresa di non tradizionali fonti latine ma arcaiche); oppure «Occupare principem» o «Commercio fiscalità metrologia» (per la controllata e stimolante interazione tra documentazione della più varia natura). Non trascurabile neppure la costante attenzione al dato geoambientale, da pretendersi in ogni studio sugli scambi commerciali, ma qui condotta sempre con grande competenza ed efficacia (segnalandosi in particolare per precise novità «Hypalos: distanze e venti»). Globalmente, emerge una più che interessante competenza sui temi trattati (storica, documentaria, geografica, tecnologica), cui consegue un’apprezzabile sicurezza nel sostenere e nel difendere le proprie convinte conclusioni. Molto apprezzabile la forma espositiva, diretta ed efficace.
Commissario Vania Di Stefano
Il candidato presenta 15 titoli di grande interesse e di qualità scientifica elevati, apportatori di risultati originali e inediti. Lo qualificano e lo distinguono innanzitutto la serietà dell'impegno e l'acume con cui ha indagato, attraverso fonti indiane esaminate in originale, il problema dei rapporti commerciali fra l'occidente classico e le regioni africane e orientali comprese fra mar Rosso e India. La severità del suo metodo critico lo spinge dapprima a una scrupolosa raccolta e organizzazione dei dati, poi alla delimitazione dei problemi e quindi alla individuazione delle chiavi interpretative (ad es. sul significato dei vocaboli tamil usati in riferimento al mondo occidentale e alle sue istituzioni). Lo spessore del suo apporto di nuove conoscenze considera da stimolanti angolature un aspetto poco indagato: quello dell'impero romano "visto dall'esterno" in relazione ai commerci e agli scambi culturali proliferanti lungo la rotta per l'India. Questo filone di indagine orientale si arricchisce poi nella ricerca puntuale dei canali e dei tempi di penetrazione commerciale e linguistica, seguendo la migrazione delle merci (la kasía e il kinámomon soprattutto) e dei loro nomi. Colpisce a riguardo la ricchezza e l'ampiezza dell'indagine linguistica, portata avanti con rigore e prudenza, e supportata da una fitta rete di fonti letterarie, papirogiche, epigrafiche, fra loro collegate. Gli esiti del suo lavoro in generale si rivelano ricchi di nuove prospettive, consentendo altresì di precisare meglio (se non risolvere) singoli problemi di cronologia e di prosopografia, proponendo nuove interpretazioni di passi cruciali di quegli autori antichi (in testa Plinio il Vecchio) che guardarono all'oriente e scrissero su di esso con largo spettro di interessi.
GIUDIZIO COLLEGIALE
Il suo principale campo d'interesse riguarda lo studio di prodotti, commerci e problemi connessi (dazi, crediti, fluttuazione di prezzi, valuta, ipoteche), nonché i problemi del traffico (distanze, venti, porti, vie di comunicazioni) con l'oriente (Egitto, India, Ceylon, Indocina), soprattutto in base a Plinio e al Periplus Maris Erythraei, dall' età arcaica e tardo-repubblicana fino ai Giulio-Claudi e Flavi. L’utilizzazione, accanto alle tradizionali fonti classiche, di testi egiziani, ebraici, arabi, persiani, siriaci, indiani, conferisce a queste accurate indagini l’impronta di contributi fortemente innovativi. Colpisce l’originalità dei temi di ricerca, la ricchezza e l'ampiezza dell'indagine linguistica, portata avanti con rigore e prudenza, e supportata da una fitta rete di fonti letterarie, papirogiche, epigrafiche, fra loro collegate. Globalmente, emerge una più che interessante competenza sui temi trattati (storica, documentaria, geografica, tecnologica).
Giudizi sulla discussione dei titoli scientifici presentati dai candidati:
CANDIDATO: Campanile Maria Domitilla
giudizi individuali:
Commissario Laffi
La candidata dimostra sicurezza e matura conoscenza dei temi in discussione. L’aggiornamento critico è buono.
Commissario Giua
La candidata risponde con disinvoltura e agilità alle sollecitazioni della commissione, mostrando sicura padronanza dei temi trattati e buon aggiornamento sul più recente dibattito critico.
Commissario Sartori
La candidata dà risposte molto motivate alle domande più varie, mostrando ottima e approfondita padronanza dei soggetti. Ottimi l’aggiornamento bibliografico e la competenza storiografica.
Commissario Di Stefano
La candidata argomenta con padronanza e sicurezza i temi di studio cui si è dedicata rivelando un eccellente livello di aggiornamento bibliografico e una visione storica matura dei problemi affrontati.
giudizio collegiale:
La candidata si mostra sicura nell’orientarsi fra i temi trattati, utilizzando la buona conoscenza delle fonti antiche e dei più recenti contributi critici.
CANDIDATO: CESA Maria
giudizi individuali:
Commissario Laffi
La candidata si orienta con sicurezza nella discussione, dimostrando approfondite capacità di analisi.
Commissario Scardigli
La candidata dimostra buona capacità espositiva e critica su problemi storiografici della tarda antichità e sa motivare con maturità critica temi di divulgazione scientifica da lei affrontati.
Commissario Giua
La candidata è pronta e sicura nel motivare e documentare i propri orientamenti scientifici. Buono l’aggiornamento critico.
Commissario Sartori
La candidata mostra buon approfondimento bibliografico e critico; ottima la padronanza dei suoi lavori, anche dei non più recenti.
Commissario Di Stefano.
La candidata risponde con sicurezza ai quesiti dei commissari e discute con ampie vedute i temi proposti, dimostrando una chiara visione dei problemi storici affrontati.
Giudizio collegiale
La candidata risponde con sicurezza e competenza bibliografica alle richieste dei commissari, e illustra con maturità scientifica i temi affrontati.
CANDIDATO De Romanis Federico
Commissario Laffi
IL candidato motiva con sicurezza e padronanza le proprie scelte scientifiche, caratterizzate anche da approcci originali allo studio del mondo antico.
Commissario Scardigli
Ampia e chiara informazione su tutti i campi da lui studiati, su progetti di ricerca in corso e sul periodo orientale antico confrontato con quello moderno.
Commissario Giua
Con maturità critica e aggiornata informazione bibliografica il candidato fornisce risposte chiare ed esaurienti alle richieste di delucidazione dei commissari.
Commissario Sartori
Il candidato dimostra
grande capacità nel giostrare fra interpretazioni nuove di fonti tradizionali e
uso diretto di fonti estranee (indiane e altre); molto apprezzabile la
competenza tecnico-scientifica.
Commissario Di Stefano
Il candidato rivela profonda conoscenza dei temi trattati, discute brillantemente gli argomenti proposti dai commissari, mostrando una visione storica matura e approfondita.
Il candidato motiva con sicurezza e buon aggiornamento bibliografico il proprio itinerario scientifico, caratterizzato anche da approcci originali allo studio del mondo antico.
Giudizi sulla prova didattica dei candidati:
CANDIDATO: CAMPANILE DOMITILLA
Giudizi individuali:
Commissario LAFFI Umberto
Impostazione rigorosa ed esauriente, bene scandita nei tempi; esposizione chiara e lineare; fonti e bibliografia aggiornate.
Commissario SCARDIGLI Barbara
Buona organizzazione della lezione, che esamina il periodo dal 133 fino ad Augusto. Articolata in una premessa sugli strumenti essenziali di lavoro e su cenni alla bibliografia moderna. Esposizione chiara su fonti, sul concetto di organizzazione di una provincia romana, sulla situazione particolare dell’Asia, sul sistema fiscale e governativo.
Commissario GIUA Maria Antonietta
La candidata traccia un quadro lucido, rigoroso e bibliograficamente aggiornato dei molteplici aspetti dell’organizzazione della provincia Asia, da quelli istituzionali-amministrativi a quelli fiscali, inserendoli in un quadro storico-politico di insieme. Ottima la padronanza delle fonti, chiara e ordinata l’esposizione.
Commissario SARTORI Antonio
Scaletta articolata e completa, sviluppata tuttavia in modo non uniforme. Citazioni bibliografiche appropriate, ma sommarie. L’organizzazione fiscale è la parte migliore, anche con capacità espositiva più brillante e convicente.
Commissario DI STEFANO Vania
Lezione ben strutturata negli argomenti e nella successione dei temi. Esposizione semplice e chiara; sobri ed aggiornati riferimenti bibliografici.
Giudizio collegiale:
La candidata traccia un quadro lucido, organico e bibliograficamente aggiornato dell’organizzazione della provincia Asia, seguendone l’evoluzione storica e i diversi aspetti istituzionali, amministrativi e fiscali. La forma è chiara e didatticamente efficace.
CANDIDATO: CESA MARIA
Giudizi individuali
Commissario LAFFI Umberto
La candidata organizza il soggetto con ordine, inquadrandolo nel contesto della realtà politica ed economica del Mediterraneo nel V secolo; espone con chiarezza; conosce bene le fonti e si dimostra informata sulla bibliografia più recente.
Commissario SCARDIGLI Barbara
Dopo un’introduzione sui rapporti (ostili e diplomatici) fra vandali e il governo d’Italia prima e dopo la morte di Valentiniano III, la candidata passa all’esame puntuale della situazione nelle singole isole per confutare la tesi di Courtois che queste isole servissero semplicemente come granaio al regno vandalico. Con buoni e convincenti argomenti e avvalendosi dei risultati di recenti ricerche archeologiche, la candidata dimostra che durante tutto l’impero vandalico le condizioni del commercio nel Mediterraneo rimasero inalterate.
Commissario SARTORI Antonio
I fatti storici sono proposti in elenco cronologico preciso e dettagliato, solo cursivamente motivato da connessioni interpretative. La bibliografia e le fonti sono citate con competenza ed attenzione, tuttavia senza una loro opportuna presentazione. Sul finire si riprendono le interpretazioni della bibliografia fondamentale e si offrono alcune considerazioni personali.
Commissario GIUA Maria Antonietta
Con una forma piana e ordinata la candidata illustra il tema proposto: l’attenzione è rivolta sia alla ricostruzione diacronica, che a una comprensione sincronica della politica vandalica nel mediterraneo. Le argomentazioni sono puntuali e ben documentate sulle fonti antiche e sul dibattito moderno.
Commissario DI STEFANO Vania
La lezione si caratterizza per una esposizione piana dei fatti essenziali, quali emergono dalle fonti (ben scelte e di volta in volta citate); l’esposizione è inoltre corredata da brevi ed appropriate riflessioni critiche e accenni alle ipotesi dei maggiori studiosi. Ritmo alle volte eccessivamente rallentato.
Giudizio collegiale:
La candidata sa organizzare in forma ordinata e chiara il quadro cronologico nonché gli aspetti economici e politici della presenza dei Vandali nel Mediterraneo del V secolo. Le fonti sono usate e interpretate con competenza, il panorama degli studi critici è conosciuto e vagliato attentamente.
CANDIDATO DE ROMANIS FEDERICO
Giudizi individuali
LAFFI Umberto
Nell’impostazione della lezione il candidato privilegia l’esame critico di fonti appropriate, prevalentemente epigrafiche e papiracee, delineando un quadro evolutivo del passaggio dal regno Nabateo alla provincia esauriente e ricco di spunti intepretativi interessanti; sciolta e chiara l’esposizione.
SCARDIGLI Barbara
Oltre a due passi di Cassio Dione il candidato presenta una serie di testimonianze sulla istituzione della provincia di Arabia (ex regno Nabateo), fra cui un’iscrizione sulla via Nova Traiana, che non sarebbero da vedere in funzione della guerra partica di Traiano, bensì in relazione alla protezione del territorio retrostante. Complessivamente il candidato dimostra di dominare le fonti utilizzate e di saper svolgere l’argomento in forma chiara e sicura.
SARTORI Antonio
Didatticamente ottima l’introduzione da una fonte papiracea vivace, con gradevole commento e motivato aggancio al soggetto. La lezione, organica e completa, si arricchisce di opportune parentesi esplicative con l’uso appropriato dei consueti strumenti didattici.
GIUA Maria Antonietta
Il candidato ricostruisce con gli opportuni aggiornamenti bibliografici la storia e le ragioni politiche dell’annessione e della riduzione a provincia dell’Arabia. Mostra di saper vagliare criticamente la documentazione, organizzare con rigore il materiale ed esporre in forma chiara e didatticamente efficace.
DI STEFANO Vania
Ricca di citazioni e di fonti opportunamente scelte, organizzate, analizzate e commentate, la lezione delinea un quadro completo ed esauriente del tema prescelto, corredato da interessanti e pertinenti valutazioni critiche e storiche.
Giudizio collegiale:
Privilegiando l’esame di appropriate fonti epigrafiche e papirologiche, il candidato delinea con un’esposizione chiara e didatticamente funzionale il quadro evolutivo dell’annessione del regno dei Nabatei e dell’organizzazione della provincia Arabia. Si fanno apprezzare particolari attitudini interpretative e critiche nell’elaborazione del materiale e nella ricostruzione d’insieme.
Giudizi complessivi finali della Commissione:
candidato: CAMPANILE Maria Domitilla
La candidata presenta
una sostanziosa produzione scientifica che evidenzia sicure competenze
tecniche, rigore metodologico, autonomia critica. I suoi studi sulla presenza
romana in Asia minore a a partire dal conflitto con Mitridate sino al
consolidarsi del governo imperiale, hanno fornito contributi rilevanti
specialmente per quanto attiene alle forme della romanizzazione delle élites
locali e al culto imperiale.
Nella discussione dei titoli la candidata si orienta con disinvoltura utilizzando la sua buona conoscenza delle fonti antiche e dei più recenti contributi critici.
La prova didattica traccia un quadro lucido organico e bibliograficamente aggiornato dell’organizzazione della provincia d’Asia, seguendone l’evoluzione storica e i diversi aspetti istituzionali, amministrativi e fiscali. La forma è chiara e didatticamente efficace.
candidato:CESA Maria
La candidata, che ha al suo attivo un nutrito curriculum accademico e scientifico, arricchito anche da esperienze a livello internazionale, presenta un’ampia produzione consistente in monografie, articoli e recensioni di particolare impegno e spessore.
Nella discussione dei titoli si mostra sicura nell’orientarsi fra i temi trattati, giovandosi di una buona conoscenza delle fonti antiche e degli studi moderni.
Nella prova didattica la candidata sa organizzare in forma ordinata e chiara il quadro cronologico nonché gli aspetti economici e politici della presenza dei Vandali nel mediterraneo del V secolo. Le fonti sono usate e interpretate correttamente, il panorama critico è conosciuto e valutato in modo approfondito.
candidato DE ROMANIS Federico
Il candidato presenta un curriculum scientifico di particolare interesse. La sua produzione verte principalmente sullo studio del commercio di prodotti orientali e su varie tematiche connesse. L’utilizzazione di fonti indiane accanto alle tradizionali fonti classiche conferisce alle sue ricerche un’impronta di particolare originalità.
Nella discussione di titoli il candidato sa motivare con sicurezza e buon aggiornamento bibliografico il proprio itinerario scientifico.
La prova didattica privilegia l’esame di appropriate fonti epigrafiche e papirologiche, delinea con visione critica e con un’esposizione chiara e didatticamente funzionale il quadro evolutivo dell’annessione del regno dei Nabatei e dell’organizzazione della provincia di Arabia.
Il Prof. Di Stefano membro della presente Commissione si impegna a consegnare al Responsabile del Procedimento:
·
due
copie complete dei verbali delle singole riunioni;
·
due
copie dei giudizi collegiali conclusivi espressi su ciascun candidato (cd.
medaglione);
·
due
copie della relazione riassuntiva dei lavori svolti;
·
un
floppy disk contenente gli atti stessi (il floppy disk è essenziale poiché per
la effettiva conclusione della procedura concorsuale è necessario che gli atti
siano pubblicati per via telematica ai sensi dell'art. 5 comma 1 del D.P.R.
390/98).
Tutto il materiale
concorsuale viene sistemato in un plico chiuso e firmato da tutti i componenti
la Commissione sui lembi di chiusura.
Letto approvato e
sottoscritto seduta stante.
La Commissione
- Prof. Laffi Umberto
Presidente
- Prof.ssa Scardigli Barbara
- Prof.ssa Giua Maria
Antonietta
- Prof. Sartori Antonio
- Prof. Di Stefano Vania